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Lezione del 11/11/99
Claudio Neri : Quella di oggi è una lezione molto importante
non soltanto per i suoi contenuti specifici, ma anche per la strategia
che propone perché attraverso il concetto di alleanze inconsce
noi passiamo da una visione del gruppo semplicemente riunito in
quella certa stanza, ad una visione di un gruppo che può
essere anche nello spazio, ma anche nel tempo, un gruppo formato
da persone che appartengono a generazioni diverse, un gruppo di
un'istituzione con persone che hanno compiti diversi, quindi il
concetto di gruppo di cui parleremo oggi, che parte dal considerare
le alleanze inconsce, ci porta a considerare dei gruppi che non
sono più limitati tanto dallo spazio e dal tempo, di cui
evidentemente le nozioni i concetti che sono stati estratti lavorando,
nel laboratorio del piccolo gruppo a finalità analitica
sono centrali, sono importanti, ma che trovano una serie di applicazioni
in altri gruppi. René Kaës riprenderà brevemente
il concetto che ha esposto ieri di apparato psichico gruppale
e poi ci esporrà la nozione di alleanze inconsce.
René Kaës : Con questo schema tenterò di esprimere
la posizione del soggetto all'interno del gruppo. Un bambino è
picchiato, a partire dalla traduzione francese, nella quale la
frase diventa impersonale attraverso "on" che significa
"si", e metto in relazione le diverse posizioni che
i soggetti possono prendere all'interno del gruppo. In questa
traduzione si mette in evidenza la posizione attiva e passiva
di due persone A e B. Possiamo aggiungere altri elementi a partire
da quello che Freud propone a partire da questo fantasma, e poi
possiamo anche introdurre la posizione di un osservatore. Evidentemente
si tratta di una scena intrapsichica che comporta dei riposizionamenti,
significa la posizione all'intemo del gruppo per esempio Solange
o Anne Marie possono posizionarsi all'intemo del gruppo nel momento
che appare un fantasma organizzatore. Io proverò a dimostrare
come la struttura del gruppo, che ho presentato ieri può
essere rappresentato attraverso la formula generale contenuta
in questo schema. Quando predomina questo tipo di organizzatore
nel gruppo, la maggior parte dei membri di un gruppo prenderà
un posto particolare, e intratterrà con gli altri una relazione
del tipo A B X, in una posizione attiva o passiva, a partire dalla
comprensione della clinica mi è sembrato che era presente
una formula, un organizzatore, che poteva rendere conto della
posizione di ognuno all'interno di un gruppo, in seguito questo
organizzatore si trasformerà, per esempio il fantasma che
Mare porta potrebbe essere: un padre minaccia un figlio, e si
presenta nel gruppo con questa organizzazione difensiva del fantasma:
esiste un padre ideale che mi riparerà da questa minaccia;
vorrei sottolineare che Mare viene al gruppo con questa domanda,
che si era già presentata in un gruppo precedente, un padre
mi ha minacciato tramite una interpretazione selvaggia e viene
in questo gruppo per cercare la riparazione e via via che il gruppo
si sviluppa scoprirà quale è la sua posizione rispetto
al suo fantasma personale e rispetto al fantasma secondario. Ogni
membro del gruppo viene al gruppo con delle attese, con un scenario
fantasmatico, con una certa organizzazione dell'immagine corporea,
con una struttura dell'insieme di tutte queste identificazioni,
con un tutta l'organizzazione del proprio apparato psichico e
nel gruppo si manifesta a partire da una persona da un organizzatore
che funziona da attrattore delle rappresentazioni psichiche, delle
angosce, dei fantasmi, degli altri membri del gruppo. Abbiamo
qui la formula generale del gruppo che riguarda l'organizzatore
fantasmatico, questa formula generica sviluppa tutte le possibilità
psicologiche, ognuno privilegia solo una parte di questo insieme
generico, quindi è una formula secondaria che riguarda
tutti i partecipanti, la formula personale di ogni partecipante
è guidata dalla formula generica. Questa formula generica
che è costruita dall'insieme del gruppo, costituisce la
nozione di fantasma condiviso, ognuno ha la sua formula personale
che ho indicato in rosso, stacca alcuni elementi che costituiscono
l'organizzatore del gruppo, per esempio un soggetto S si posizionerà,
privilegiando la posizione dell'osservatore, il soggetto B privilegerà
la posizione B dell'insieme, si può dire dunque che il
fantasma è l'organizzatore dei posizionamenti inconsci
dei soggetti nella scena del gruppo, il fantasma ha dunque la
struttura di un gruppo interno, ed è quello di cui parlerò
domani.
L'apparato psichico gruppale è un apparato di legame,
e trasformazione, trasforma formazioni intrapsichiche legandole
tra loro, crea una realtà psichica specifica del gruppo.
Per introdurre la questione delle alleanze noi abbiamo piuttosto
l'abitudine di considerare i legami come scene, come catene, questo
schema descrive delle strutture di legame che sono multiple, non
dice molto sugli spazi condivisi, descrive piuttosto delle interazioni.
Un altro modo di rappresentazione è la topologia di Elair,
un filosofo che ha fondato la teoria degli insiemi, si tratta
dunque di mettere in relazione due spazi identificando le zone
comuni, si possono vedere delle zone che sono proprie ad ogni
soggetto, possiamo immaginare che tutti gli spazi comuni sono
costituiti dagli spazi privati, che tutta la mia vita psichica
è identificata a quella del gruppo a tal punto che posso
rappresentarla, posso pensare di rappresentarla, e tutto quello
che succede al gruppo è qualcosa che arriva a me, in maniera
reciproca. Questo è uno schema più complesso, possiamo
avere dall'integrazione di tre persone tutte le combinazioni possibili,
distinguo gli spazi parzialmente condivisi, e qui nel centro lo
spazio totalmente condiviso, e poi c'è uno spazio del gruppo
dove non c'è legame tra queste persone.
Le alleanze inconsce si situano nelle zone di cui parlavamo poc'anzi,
tra tre persone ci sono varie alleanze possibili, ci sono poi
delle alleanze tra queste tre persone e gli altri che costituiscono
il gruppo. Vorrei dirvi ancora qualcosa che riguarda la storia
della psicoanalisi. C'è un episodio molto interessante
che il riguarda la pratica di Freud all'inizio del suo percorso.
Sapete che ha analizzato delle isteriche e che la posizione di
Freud rispetto alle isterica è una posizione di attrazione,
di fascino e di difesa, egli aveva un amico che si chiamava Fliess,
e quest'ultimo ha una teoria che rappresenta la vita sessuale,
egli pensa che la sede della vita sessuale si trovi nel naso,
il naso è sia un organo prominente quindi maschile, sia
un organo bucato quindi femminile, ed è per questo che
i genitori non sono contenti quando i figli si mettono le dita
nel naso. Freud ha qualche difficoltà con una paziente
di nome Emma Ekstain e ha appena scoperto che quello che è
importante nella vita delle isteriche è la loro vita inconscia,
e che il trauma che hanno potuto vivere non è necessariamente
reale, e questa è una grande scoperta della teoria e della
clinica. Fliess dice a Freud che bisogna operare Emma, e allora
Freud per far piacere a Fliess, ma anche perché questa
prospettiva lo accomodava, poteva ottenerne ottenerne dei benefìci,
perciò si mettono d'accordo per operare al naso Emma.
Nell'operazione Fliess dimentica diversi centimetri di garza.
Una volta ricucito il naso questo sanguina e si infetta. Freud
scrive a Fliess per domandargli cosa sta accadendo, e quest'ultimo
gli risponde dicendogli che per quello che concerne il sanguinamento
del naso tu non sei responsabile: è l'isteria di Emma che
è ancora attiva, questo discorso soddisfa Fliess in questo
modo Emma continua a restare aperta tra i due uomini e continua
a soffrire, non mi soffermo sui dettagli, la fine della storia
è interessante. Freud fa un réve che intitola l'iniezione
fatta a Irma, questo è la rappresentazione di un insieme
di fantasmi, relativi al corpo della donna, relativi. All'infezione,
che si rappresentano in diversi modi tra i quali la rappresentazione
sessuale, Freud elabora questo sogno e identifica la propria posizione
di fronte ad Emma, si libera dall'alleanza che aveva concluso
con Fliess per non saperne niente, della sua azione di investigazione
nel corpo della donna, della sua aggressione rispetto al corpo
femminile e dell'alleanza omosessuale conclusa con Fliess, l'uscita
per Fliess è diversa, non elabora quello che lo ha condotto
a fare l'operazione a Emma, ma si sente sempre più perseguitato
fino a rompere con Freud, da un lato abbiamo la nascita della
psicoanalisi, dall'altro abbiamo la separazione che lascia Fliess
al suo piccolo delirio. La mia tesi principale è che tutto
il lavoro psicoanalitico, di invenzione della psicoanalisi, poggia
sul disvelamento delle alleanze inconsce, che si costituiscono
per "non saperne niente" di sé e dell'altro,
e l'altro vi aiuta in questo, potremo mostrarlo con altri esempi
riguardanti l'invenzione della psicoanalisi, ma potremmo mostrarlo
ugualmente attraverso l'analisi delle alleanze inconsce tra il
paziente e l'analista. Adesso vorrei dimostrarvi come all'interno
di un'istituzione di si è costituita questa alleanza. Si
tratta di una équipe di curanti in un centro ospedaliero
diurno che si occupa di pazienti psichiatrici adulti. Ho portato
avanti, durante diversi anni, un incontro settimanale con questi
curanti, ascoltandoli e assistendoli nell'elaborazione della loro
pratica. La seduta comincia, come spesso da mesi, con un silenzio
lungo e pesante. Ognuno guarda gli altri furtivamente e ripiega
la sua testa "all'indentro", verso il "vuoto del
loro pensiero", diranno alcuni. Un infermiere chiede, in
modo molto aggressivo, se si ha l'intenzione di continuare a dormire
così, mentre i malati soffrono. "Perché continuare"
commenta il terapista della psicomotricità, in un momento
di depressione nel quale si trova da diverse sedute, "non
siamo più in un ospedale di giorno ma di notte, dormire,
questo è il regime giornaliero da più di quindici
giorni, tutti dormono, come dei cronici". Un infermiere si
lamenta sul fatto che ci sono troppi malati: "veramente troppi,
dice, e ce n'è più di qualche d'uno che farebbe
meglio a scomparire!"
La violenza di questo augurio di morte che riguarda sia il medico-capo
che i malati, rinforza il silenzio e fa sì che ognuno si
rinchiuda nella propria "bolla". Faccio notare che da
qualche tempo ci sono state varie assenze alle sedute: "Si,
dice l'infermiera che si era dimostrata preoccupata all'interessamento
dei malati, ci sono stati dei lassismi da parte dei curanti: alcuni
colleghi, sui quali non si può contare, spariscono con
vari pretesti e altri se la svignano al punto da innervosire i
malati". In molti raccontano che il giorno prima uno di loro
ha schiaffeggiato una curante. Chiedo cosa sia successo nell'équipe:
"Contrariamente alla regola abitualmente applicata, il fatto
non è stato punito, non c'è stata esclusione momentanea
dell'aggressore". Perché questa derogazione? "Non
è intervenuto nessuno, ci sentivamo veramente male, paralizzati
e in ogni caso ci sentivamo vagamente in colpa per l'accaduto".
Più tardi diranno che non hanno potuto fare altrimenti
che lasciar fare. Si ristabilisce il silenzio e il marasma si
prolunga, alcuni lasciano temporaneamente la sala senza dire niente:
sottolineo le partenze, ricordo le "scomparse" evocate,
l'acting, il silenzio, i silenzi e gli auguri di morte. Alcuni
sono sollevati dal fatto che ho detto qualcosa a proposito delle
scomparse ma si accorgono di non avere nessuna idea in proposito
(è il vuoto) e che non possono fare nessuna associazione
nel momento in cui evoco "l'augurio di morte". Rinuncio
a spiegare e domando loro se c'è un'altra scena che ha
attirato la loro attenzione o che in quel momento ricordano, perché
forse potrebbe servire a chiarire quello che stava accadendo (l'uscita
dalla stanza e lo schiaffo). Ben presto compare, con una certa
sorpresa, un episodio che molti di loro avevano dimenticato: tre
settimane prima, col permesso dei curanti, fu organizzata per
i malati una specie di cerimonia di fidanzamento tra una malata
che "detta legge" e un altro molto sottomesso. I curanti
avevano accettato l'iniziativa ma alla sola condizione che si
trattasse di un gioco. Ognuno sottolinea l'aspetto molto spettacolare
della "cerimonia", ma anche il fatto che il gioco non
era per niente uno, dato che i due interessati hanno immediatamente
confermato la loro intenzione di "mettersi insieme".
La conseguenza m la comparsa di turbamento e eccitazione, la cerimonia
si trasformò in un miscuglio inquietante di carezze e di
colpi tra i due "fidanzati". Immediatamente dopo la
fidanzata è scomparsa e l'hanno cercata per una buona parte
della giornata. Dopo di che, non si è più parlato
di ciò che in quel giorno accadde. Noto che si tratta esattamente
di una scomparsa e che si tratta della fidanzata. Questo potrebbe
dir loro qualcosa? I partecipanti tornano a parlare di ciò
che è stato detto all'inizio della seduta: le scomparse
desiderate di alcuni malati, il pensiero che il capo del servizio
sarebbe stato forse assente a questa seduta, le scomparse agite
nel corso della seduta. Un infermiere allora dice che la scomparsa
della fidanzata gli ricorda la scomparsa violenta della coppia
che c'era nel momento in cui era nata l'istituzione: l'uomo era
morto in un incidente poco tempo prima la creazione dell'ospedale,
la donna, che era stata scelta dal fondatore, era andata via,
quando l'unità di cura aprì, senza dare spiegazioni
e nessuno ne aveva avuto più notizie per tanto tempo. Nessuno
ha più parlato di questi due morti e i più giovani
non ne sapevano niente.
Il ritorno di questi fantasmi, insieme ai fantasmi di morte sul
medico-capo e sui malati (i suoi oggetti invidiati) deprimeranno
ancora per un certo tempo i curanti. Il lavoro di elaborazione
seguirà più o meno il seguente percorso: dico loro
che se è vero che i malati soffrono del non coinvolgimento
dei curanti, dei loro diversi modi di sparire, è vero anche
che i curanti non soffrono meno dei malati. Ecco ciò che
prima di tutto doveva essere riconosciuto. Le ingiunzioni super-egoiche
da "svegliarsi" non avevano altro effetto che quello
di rinforzare la loro apatia, cioè la loro protezione verso
la sofferenza. Ma doveva anche essere riconosciuto il loro bisogno
di ripiego nel sonno, evocatore per alcuni dell'ultimo sonno del
fondatore e del silenzio della co-fondatrice.
Detto e ascoltato questo sarà possibile parlare delle
due scene che i curanti hanno lasciato accadere: quella dello
schiaffo e quella del fidanzamento. La maggior parte di loro esprimerà
il fascino provato di fronte a queste scene, lo stupore rispetto
alla scomparsa e la paralisi del loro pensiero. Proporrò
loro le idee di esprimere un certo numero di significati rispetto
ad una scena per loro, contemporaneamente, angosciante e affascinante,
attraente e repellente e di mettere in atto dei dispositivi di
occultazione di senso attraverso le difese inerti. Tutti diranno
di essersi sentiti inesplicabilmente impediti a penalizzare lo
schiaffo e nello stesso modo impediti a distinguere il gioco dal
valore rituale che la cerimonia stava assumendo: tutto era accaduto
come se si aspettassero un attacco, forse la sanzione di una vera-falsa
promessa di matrimonio, di cui erano i testimoni e i destinatari.
La scena della fondazione, per molto tempo rinchiusa nel silenzio
e colpita da idee di morte e di scomparsa, è stata trasformata
in uno scenario portatore del motivo del loro profondo smarrimento
e della loro incertezza sull'essere desiderati, nel momento della
ridefìnizione del progetto fondatore. Questa trasformazione
rende adesso intelligibile la loro condotta: hanno permesso all'enigma
dell'origine cancellata di mettersi in scena, per preparare il
recupero del significato. La prossimità col significato
inaccettabile li immergeva nel marasma e nella confusione. L'analisi
si svolse sulla base di ciò che i malati e alcuni curanti
avevano agito. Ognuno prendeva parte a questi acting per il benefìcio
che ne traeva, nello stesso modo dei curanti che li lasciavano
agire; ognuno trovava il proprio interesse associato a quello
degli altri.
Tuttavia, un'idea permise di precisare la portata di questa alleanza,
una volta divenuta sufficientemente preconscia: ciò che
i malati agivano da parte loro era destinato anche a richiamare
un significato nei curanti. Questa idea permise di capire il motivo
per cui questi ultimi resistevano ad ascoltare i malati: i secondi
si aspettavano dai primi che si coinvolgessero di nuovo nel contratto
di cura che li "fidanzavano" insieme.
In ogni modo, restava da capire quello che aveva messo in pericolo
la fiducia. Questo momento di lavoro con l'équipe si prolungherà
ancora per qualche mese su questo problema. Nel corso di questo
lavoro, l'analisi dei loro tranfert su di me ha permesso di evidenziare
ciò che era alla base della loro violenza verso il medico-capo,
sostituto usurpatore della coppia d'origine. Si trattava di tornare
al momento in cui l'atto di fondazione si era in qualche modo
de-simbolizzato e si era ritrovato preso nella ripetizione della
scena mortifera delle origini: ciò che rendeva incomprensibili
i fenomeni di tutta questa fase di violenza anarcoide, nella misura
in cui si condensavano il desiderio di morte dell'usurpatore,
tutte le figure del padre, la ricerca disperata di un totem capace
di ristabilire l'ordine simbolico e il patto dei fratelli.
Solo alla fine di questa analisi fu possibile scoprire ciò
che rimaneva sconosciuto nella loro domanda iniziale verso di
me: dovevo rifondare l'istituzione e restare con loro per l'eternità.
Solo dopo, abbiamo potuto separarci. Grazie a questo esempio,
possiamo reperire questo tipo tenace di resistenza che oppone
agli sforzi dell'analisi le alleanze inconsce narcisistiche, perverse
o denegative nelle quali possono trovarsi gli psicoterapeuti e
alcuni dei loro pazienti. Alcune situazioni terapeutiche sono
interrotte per salvare il coinvolgimento dell'uno o/e dell'altro
nell'alleanza che li tiene sottomessi, ma di cui l'analisi è
per loro più pericolosa dell'alienazione di cui pagano
il prezzo.
Il day hospital è incluso in una istituzione, e questa
fa una domanda precisa al day hospital, la coppia fondatrice fa
parte di una istituzione, ed è in rapporto particolare
con il successore, che appartiene sia all'istituzione che al day
hospital, cercherò di mostrarvi le relazioni che esistono
tra il medico capo i curanti e i pazienti, attraverso la coppia
fondatrice, a proposito della quale i curanti e i pazienti hanno
messo in atto le loro emozioni, rispetto alla scomparsa della
coppia fondatrice stessa, cerco dunque di mettere in evidenza
una tripla alleanza, tra i curanti, il medico capo e l'istituzione,
tra i curanti e i pazienti, tra i curanti, il medico capo e me.
Alla fine dell'analisi, cioè del lavoro analitico svolto
con l'équipe dei curanti, il fantasma organizzatore della
loro domanda verso di me, si manifesterà grazie all'analisi
delle alleanze, ed è questa situazione che mi ha fatto
ricordare la storia di Freud e di Fliess.
Claudio Neri : Quello che René ci ha portato con questi
schemi che sono tra l'altro belli molto colorati molto disegnati,
una embricazione grafica di due serie di pensieri, il primo pensiero
rimanda ai modelli di rete, quindi al modello per esempio che
ci ha proposto Foulkes, o al modello del sociogramma che ci ha
portato Moreno, il secondo, molto interessante che rimanda a Eurleo
ed al concetto di insiemistica sono degli schemi spaziali i cui
in certe zone di spazio sono sovrapposte, io credo che questa
embricazione sia particolarmente interessante perché evidentemente
i concetti di rete ci possono dare più conto di quelli
che sono legami interpersonali, mentre l'insiemistica ci possa
dar conto di quello che è anche più indifferenziato
meno legato a delle singole persone. La terza linea che Kaës
ha sviluppato adesso, che ha sviluppato non con uno schema ma
con una narrazione è una linea storica, è l'asse
del tempo, quindi potremmo avere uno schema complessivo di una
situazione di una istituzione in cui vi è una serie di
relazioni interpersonali, ci sono una serie di spazi, delle aree
condivise, e poi vi è una storia fondatrice, una storia
fantasmatica dell'istituzione. Io credo che questo modello sia
molto utile ad esempio per spiegare, qui credo che ci sia anche
tutta la tradizione francese di storiografia che emerge, per esempio
sarebbe interessante di capire perché sino ad un certo
momento i re di Francia avevano il potere di guaritori, erano
così investiti di aspettative salvifìche che con
il tocco della mano potevano curare le pustole, da noi più
che i re abbiamo le madonnine che piangono e altri tipi di santi
locali, ma credo che il fenomeni sia lo stesso quello di un forte
investimento carismatico, allora sarebbe interessante di capire
per esempio la storia di un'istituzione che ci ha portato René
Kaës anche dal punto di vista di un'istituzione in cui ad
un certo punto viene persa questa capacità guaritrice quindi
le persone, l'istituzione perdono il proprio senso di appartenenza
rispetto a quella che è la finalità dell'istituzione
e cadono nella confusione o nella conflittualità reciproca.
René Kaës : Ci effettivamente tre tradizioni che
sono presenti nella mia analisi, è presente anche una quarta
che in qualche modo è più nuova, che indaga sulle
condizione nelle quali si verifica la rimozione, le condizioni
legate all'insieme intersoggetivo, che cosa bisogna rimuovere
per stare insieme, in che modo ciò che è rimosso
ritorna nel legame, e questa è una tradizione che è
legata alle ricerche psicoanalitico sul gruppo ma anche sulla
famiglia. Questa esperienza clinica mi ha fatto lavorare molto,
e una parte del lavoro ha riguardato le alleanze inconsce, ma
possiamo fare altre letture di questa esperienza, ad esempio in
che modo si trasmette da una generazione all'altra un segreto,
non si tratta solo di fare silenzio insieme ma è anche
fare silenzio sul passato. Una terza lettura mi ha molto interessato
ed è quella che riguarda la violenza, dove è possibile
lavorare su tre forme di violenza che sono qui in atto : tutta
la violenza che riguarda la fondazione, è una violenza
che è inerente a tutti gli atti della fondazione, esiste
nella fondazione di un'istituzione sempre qualcosa che si desidera
per gli altri, un gruppo che desidera e decide per altri, è
una certa violenza, ma senza questa violenza fondatrice, nessuna
creazione si può fare, un'altra forma di violenza è
il non riconoscimento della violenza fondatrice, in questo gruppo
era particolarmente difficile perché è successo
qualcosa di violento a coloro che desideravano violentemente,
la terza forma di violenza è quella dell'elaborazione e
interpretazione, quello che si aspettavano da me è che
io prendessi il posto del fondatore per l'eternità, in
modo tale da non vivere più la violenza, ed io stesso ho
fatto alleanza con questa idea, non potendo pensare prima della
scena dello schiaffo e del fidanzamento ciò che era in
gioco nella loro domanda, c'è della parte del terapeuta
o tra colui che entra in un'istituzione un'alleanza che mantiene
l'inconscio contenuto nella domanda, da tutte e due le parti vogliamo
stare insieme ma "di questo non si parla", tutte le
istituzioni tutte le coppie, tutte le famiglie hanno questa formula,
e il modo che permette di vivere meglio è "di questo
non si parla", ma a queste condizioni si può parlare
di altro e forse un giorno sapere di cosa volevamo parlare
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