RUTAN,
J. S., STONE, W.N. (1999).
Psicoterapia psicodinamica di gruppo. Unipress, Padova.
Titolo originale del volume Psychodynamic Group Psychotherapy
Second Edition. The Guilford Press.
Traduzione
Italiana della 2° edizione a cura di Irmo CARRARO Pagine 295,
Costo del volume Lire 50.000
a
cura di Ramona DI MURO
LA
PSICOTERAPIA PSICODINAMICA DI GRUPPO
Quando mi accingo a leggere un libro, specialmente di psicoterapia
psicodinamica, mi domando sempre quanto potrà essere utile
ed influente sulla mia formazione di psicoterapeuta e anche in
questa circostanza, quando ho preso in mano questo volume, mi
sono posta questo interrogativo a cui cercherò di dare
risposta nel prosieguo dell' articolo.
Questo
testo, in cui i gli autori, noti terapeuti di gruppo ad orientamento
analitico, raccontano in modo molto chiaro ciò che pensano
e come agiscono quando lavorano, si presenta come un componimento
gradevole, denso di concetti teorici ma anche di esempi clinici
pratici, che segue un filo logico ineccepibile nella loro esposizione,
con uno stile linguistico ben accessibile, interrotto talvolta
da qualche piccolo errore ortografico e sintattico, probabilmente
refusi di stampa, con un ritmo serratamente cadenzato.
Un
buon manuale, quindi, che può essere agevolmente consultato,
in cui il lettore, soprattutto il più inesperto, può
addentrarvisi senza temere il pericolo di doverlo abbandonare
a metà della lettura senza aver capito per lo meno gli
elementi centrali di quel complesso campo, sempre in costante
evoluzione, che è la psicoterapia di gruppo.
Gli
autori, con un ruolo quasi psicopompico, traghettano il lettore
alla scoperta dell'approccio psicodinamico alla terapia di gruppo,
iniziando però il trattato con un'ampia considerazione
storico-filosofica sul posto che ha occupato e che occupa recentemente
il gruppo e la terapia di gruppo nella società. Partendo
dalla storia dei piccoli gruppi attraversano in maniera concisa
ma chiara, gli approcci più rilevanti al gruppo come quelli
di Bion e di Foulkes, per addentrarsi poi nello sviluppo e nelle
dinamiche del gruppo, ponendo in risalto i vari stadi che lo compongono:
dalla fase di formazione fino a quella di conclusione. Evidenziando
le diverse teorie e confrontandole tra di loro, chiarificano quali
sono i meccanismi e i processi curativi che si possono riscontrare
nella psicoterapia di gruppo per giungere successivamente a spiegare
il non facile compito della selezione del paziente, i problemi
che la composizione di un gruppo comporta, la preparazione del
paziente e gli accordi da stipulare fino al ruolo del terapeuta
di gruppo e al suo inizio, disseminando in tutta questa disamina
una serie di utili e chiarificatori esempi clinici. Si dilungano
efficacemente, in seguito, su quelle che chiamano "particolari
condizioni tecniche", disquisendo, quindi, di vantaggi e
responsabilità non solo dell'uso di uno o più conduttori
ma anche di altre regole del setting. Approfondiscono il capitolo
relativo ai sogni in psicoterapia, quello inerente alcuni disturbi
della personalità e quello riguardante la possibile combinazione
di diverse terapie per terminare con un interessante capitolo
sulla fase della conclusione.
Un
libro praticamente quasi perfetto anche se si focalizza principalmente
sulla psicoterapia psicodinamica di gruppi a lungo termine, destinando
non molte parole a quella psicoterapia di gruppo a breve termine
che oggi, soprattutto nei contesti del servizio socio-sanitario
pubblico, sta prendendo sempre più piede; un libro dalle
squisite fattezze psicoanalitiche ma non altrettanto gruppoanalitiche,
poiché non prende sufficientemente in esame momenti della
vita dei gruppi come lo stato gruppale nascente o lo stadio della
comunità dei fratelli né dedica troppo spazio al
pensiero di gruppo o al rapporto tra individui e gruppo.
Pensieri
questi, uniti ad altre piccole supposizioni che mi sono venute
in mente a mano a mano che leggevo il volume, nel tentativo probabilmente
di alleggerire il ritmo del discorso, di trovare un piccolo spazio
che mi permettesse di interrompere momentaneamente la lettura
per dare spazio a quei rimandi a cui essa stessa mi richiamava
ma allo stesso tempo, mi impediva di fare. Pagina dopo pagina,
la sensazione di stare leggendo uno di quei grandi manuali all'americana,
capaci di spiegare con un ritmo più che spedito e in brevi
step, un argomento, cresceva e mi faceva sentire come all'interno
di una celletta informatica precostituita. E questo mi infastidiva.
Non avevo il desiderio di confutare delle tesi o di sollevare
delle obiezioni o di muovere delle critiche perché tutto
quello che trovavo scritto non si discostava dalla verità,
né la voglia di lasciare la lettura a metà, perché
riga dopo riga mi sentivo incalzata ad andare avanti, a scoprire
che cosa mi aspettava nella pagina seguente. E questo era tremendamente
avvincente.
La
mia attenzione cresceva, invece di affievolirsi, soprattutto nel
leggere quel materiale clinico che gli autori, quasi come dei
bravi scrittori di romanzi gialli, hanno disseminato con cura,
lungo tutto il volume. Avrei voluto scoprire subito, proprio come
in un thriller, chi era l'assassino saltando quindi alla fine
ma ogni capitolo presentava un piccolo omicida che unito a tutti
gli altri svelava il killer per eccellenza.
Mi
perdoni il lettore per questa terminologia romanzesca e non creda
che non abbia riflettuto, analizzato o appreso quanto gli autori
generosamente hanno comunicato ma non pensi soprattutto che ciò
possa invalidare l'apprezzabile e ragguardevole contributo di
Rutan e Stone alla conoscenza della psicoterapia psicodinamica
di gruppo; ne tenga piuttosto conto quando si accingerà
egli stesso a leggere questo libro. Lo tenga in considerazione
soprattutto lo studente, lo specializzando in terapia di gruppo
agli inizi della formazione, il neofita insomma, che per antonomasia,
a causa della sua bramosia di conoscenza, divora i libri senza
gustarli, riducendoli talvolta a meri prontuari di conoscenza.
Il
volume di Rutan e Stone presenta, inoltre, un bel tentativo, a
mio avviso riuscito, di aiutare il lettore a comprendere meglio
la teoria, attraverso l'uso di materiale clinico non costruito
a tavolino ma reale. Mediante questi esempi infatti diviene più
facile poter ricordare e quindi apprendere ciò che si è
precedentemente letto e questa è un'accortezza verso il
fruitore del testo, che non ho riscontrato in un numero elevato
di autori.
Concludo
affermando che se posso muovere un appunto a questo libro, potrei
dire che andrebbe leggermente aggiornato, rimpinguato di quei
contributi di cui accennavo all'inizio, tuttavia ciò non
inficia il suo valore intrinseco e merita di essere letto. Gli
autori, pur con questa piccola limitazione, hanno rispettato il
loro intento iniziale espresso nel titolo del libro, e questa
non è cosa da poco, soprattutto se si tiene conto dei numerosi
e autorevoli approcci teorici di cui si compone la psicoterapia
di gruppo che ha per oggetto una realtà, il gruppo appunto,
in perenne trasformazione oscillante tra la regressione e l' evoluzione.
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