Giuseppe
Riefolo (2001).
Psichiatria prossima. La psichiatria territoriale in un’epoca
di crisi.
Nota introduttiva di Paolo Sylos Labini .
Bollati Boringhieri, Torino (E 15,49)
di
Giuliana Amorfini
In
questo libro intelligente e coraggioso, Giuseppe Riefolo affronta
i problemi quotidiani di chi, lavorando in un Centro di Salute
Mentale, si deve confrontare con la sofferenza psichica e con
la richiesta di aiuto di una popolazione vasta ed eterogenea,
sia per caratteristiche sociali, che per modalità di espressione
della sofferenza stessa.
Il
libro è articolato in otto capitoli e, nello svolgersi
del discorso, propone al lettore di fermarsi a “pensare”
su ciò che solitamente si “vive” nelle Istituzioni.
I
capitoli sulla saturazione e l’accoglienza evidenziano la
pressione della richiesta, che può indurre nell’operatore,
qualunque sia la categoria professionale a cui appartiene, un
processo di progressivo affaticamento fino all’esaurimento
delle risorse che si può fronteggiare solo facendo appello
alla capacità di autonomia, quindi alla modificazione dell’organizzazione
interna del sistema. La funzione dell’accoglienza viene
considerata comunque come cardine di un servizio pubblico in quanto
tale, intorno al quale si articolano le differenti risposte alla
domanda.
L’intervento
psicologico nelle aree urbane disagiate affronta il compito dell’ascolto
del disagio psichico in un atteggiamento di difficile equilibrio,
rispettoso ma propositivo, verso il paziente e il suo contesto
con l’attenzione volta alle risorse che il contesto stesso,
regredito ma coesivo, può offrire.
Il
capitolo sulla psicoterapia nel campo istituzionale propone una
relazione fondamentalmente autentica in un contesto “originale”
dove si fonda il prendersi cura in un clima di fiducia che promuoverà
gli eventuali cambiamenti.
Infine
i capitoli riguardanti il campo dell’emergenza e dell’urgenza
e il paziente che non collabora, propongono da un lato la difficile
distinzione tra l’attenzione all’emergere di elementi
nuovi (sia pure per la rottura di precedenti equilibri) che necessitano
di un tempo anche lungo per essere colti e la contrazione del
tempo insita, anche etimologicamente, nel concetto di urgenza;
dall’altro la difficile relazione con colui che è
preda del giusto timore verso un nuovo non ancora conosciuto.
Riefolo
usa, nel linguaggio del prendersi cura, parole come verità,
autenticità, onestà, rispetto e con il suo gusto
per il paradosso, ribalta le situazioni di difficoltà per
scoprirvi, grazie a una curiosità sempre viva e ad un sincero
amore per il proprio lavoro, le risorse da mobilitare e le possibilità
di cambiamento.
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