LA
DIPENDENZA E IL SE' VULNERABILE
La Terapia Dinamica di Gruppo Modificata per Dipendenti da Sostanze
EDWARD J. KHANTZIAN KURT S. HALLIDAY WILLIAM E. MCAULIFFE
di Paola Manna
Psicologo Ser.T. ASL 7 Siena
Ho iniziato la lettura
di questo libro accompagnata da una certa diffidenza, derivatami
dalla rassegnata convinzione che, ancora una volta, non avrei
trovato, per me psicologo "in prima linea" in un Servizio
Tossicodipendenze, un'analisi approfondita delle problematiche
che si celano dietro l'uso delle sostanze stupefacenti né
un aiuto concreto per il mio lavoro rispetto al trattamento di
soggetti tossicodipendenti. Titolo e sottotitolo del testo erano,
tuttavia, troppo seducenti e invoglianti la lettura e, dunque,
ho iniziato le prime pagine che sono bastate a farmi decidere
di continuare a leggere con progressiva curiosità ed interesse
e di approfondire i temi trattati. L'approccio utilizzato si basa
sull'affermazione che ovunque ci siano vulnerabilità psicologiche,
gli individui sviluppano tratti caratteristici che cercano di
compensare, proprio mentre rivelano o tradiscono, queste vulnerabilità.
Gli autori, quindi, indagano su che cosa implichi la dipendenza
nella struttura della personalità e nella dinamica dell'adattamento,
volgendo particolare attenzione alla psicopatologia sottostante
la tossicodipendenza piuttosto che sui comportamenti connessi
all'uso delle sostanze; tale psicopatologia riguarda la fragilità
del Sé, l'angustia delle relazioni, l'intolleranza affettiva
e la vulnerabilità narcisistica. L'uso compulsivo della
droga è interpretato, quindi, come automedicamento della
sofferenza psicologica, all'interno di una incapacità di
tollerare e di regolare gli affetti, prendersi cura di sé
o gestire efficacemente le relazioni. La MDGT (Terapia Dinamica
di Gruppo Modificata), oltre a riconoscere la gravità della
psicopatologia, sottolinea la capacità di recupero dei
tossicodipendenti non solo a superare le loro dipendenze, ma anche
a guarire le loro ferite psicologiche, per integrare ciò
che è stato frammentato, tollerare la sofferenza e sviluppare
un adattamento alla vita più maturo e autonomo. Per quanto
riguarda l'approccio terapeutico, la MDGT fa parte della tradizione
psicodinamica supportiva-espressiva. Determina un clima e una
modalità di interazione che favoriscono la comprensione
sia delle vulnerabilità psicologiche, sia delle capacità
individuali che possono condurre al recupero. Nel gruppo l'individuo
viene accettato e sostenuto anche dopo aver rivelato segreti che
gli hanno fatto provare vergogna. E' questo potere del gruppo
di accettare la persona oltre che la tossicodipendenza la forza
curativa. L'accettazione libera l'individuo dall'isolamento narcisistico;
solo in seguito è possibile un'autentica comprensione di
sé e degli altri. Ulteriori aspetti base di questa pratica
gruppale sono: l'adozione del "qui ed ora" e la valorizzazione
del contesto interpersonale attuale. La terapia è organizzata
in due incontri settimanali di circa 90 minuti per sei mesi e
sono presenti tre stadi della terapia che dura complessivamente
sei mesi. Durante il primo stadio, il focus è rafforzarsi
contro la vulnerabilità. Il conduttore deve portare i membri
del gruppo ad avere fiducia, condividere e ascoltarsi reciprocamente.
Il conduttore crea un clima di protezione, di non confronto, non
dando restituzioni individuali sulle somiglianze delle loro profonde
esperienze con le droghe. Nello stadio intermedio il focus è
sull'attaccamento dei membri al gruppo inteso come un tutto. Il
processo è più attivo che riflessivo e autoprotettivo
e apre la via all'espressione del Sé. La percezione dei
problemi è molto più profonda e riguarda caratteristiche
croniche d'intolleranza e aspettative irrealistiche. Durante l'ultimo
stadio il terapeuta aiuta i membri più anziani del gruppo
a crescere e diventare "terapeuti" capaci di presentare
i concetti ai nuovi membri; il focus è sul Sé e
sul rapporto tra la struttura di personalità e i problemi
che ogni individuo incontrerà e che possono fornire motivi
di ricaduta. Molte altre considerazioni su questo lavoro potrebbero
essere fatte, soprattutto rispetto alla praticabilità della
terapia di gruppo breve, a termine, tenuto conto della realtà
dei nostri Servizi, dell'accurato lavoro preparatorio necessario
alla nascita del gruppo, del suo continuo rinnovarsi e della durata
della terapia. Questi spunti di riflessione costituiscono, a mio
avviso, la ricchezza del libro oltre che la densità dei
suoi contenuti, la lettura agevole, il tentativo di dare forma
ed organizzazione ad una terapia di gruppo per soggetti così
difficili da trattare ma, soprattutto, lo stimolo forte a dare
spazio all'esperienza…….
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