Borgogno
F. (1999). PSICOANALISI COME PERCORSO.
Bollati Boringhieri, Torino, pp. 240.
Raffaella
Girelli
La lettura del libro
di Borgogno fornisce, in realtà, più percorsi, tracciati
o solo indicati dall'autore e "ri-percorribili" e/o
proseguibili e/o tracciabili, a propria volta, a titolo personale
e creativo da parte del lettore.
In quest'ultimo caso, occorre una predisposizione a guardarsi
dentro assai simile a quella testimoniata da Franco Borgogno nel
proprio volume.
Un primo, evidente percorso, anche per un lettore che voglia restare
al livello "superficiale", è quello inerente
il progresso storico della teoria e tecnica psicoanalitica, rivisitato
dall'autore evidenziandone alcune tappe cruciali.
Il tutto "psicoanaliticamente orientato": di ognuna
di queste tappe-scoperte, infatti, Borgogno sottolinea come occorra
del tempo, sempre e comunque, per la loro crescita trasformativa.
Ognuna di esse, infatti, da intuizione preconscia o inconscia
nella mente del suo scopritore-creatore deve divenire una formulazione
consapevole, trasmissibile attraverso le sue parole, e, quindi,
una forma di nuovo pensiero teorico ed applicabile quale tecnica
operativa. Non viene in mente, a questo proposito, la "sospensione
dell'azione"?
Gli ideatori cui l'autore si riferisce sono presentati non in
modo asettico ma, appunto, propriamente psicoanalitico. Si evidenzia
lo stretto legame tra le loro scoperte (o, forse più esplicitamente
detto nell'ambito di un tale discorso, le loro creazioni) e la
loro vita, nel senso più completo e profondo del termine.
Questo percorso generale, se si vuole la via maestra del volume,
appare quasi un tributo ufficiale, ma non per questo meno sentito,
da parte di Borgogno alla disciplina e alla sua storia, attraverso
alcuni protagonisti da lui "scelti" (inutile dire non
a caso): il fondatore Freud e il suo "oggetto pieno di valore"
Charcot; il clinico Ferenczi e la sua passione professionale,
rivalutata dalla lettura di Borgogno; la innovatrice di tecnica
Heimann e il suo (quale aggettivo più appropriato del possessivo?)
uso del controtransfert; il maestro e pensatore Bion, e il suo
interesse all'osservazione e alla conoscenza intesa in senso squisitamente
bi-personale.
Lo stile di analisi con cui l'autore si accosta a tali personaggi
e alle loro vicende, caratterizzato da un'attenta considerazione
del ruolo giocato dai loro pazienti, da coraggio e limpidezza
nell'esporre le proprie argomentazioni in proposito, è
il medesimo con cui scrive riguardo al proprio percorso di psicoanalista
e di uomo.
Tale secondo tragitto percorre quasi parallelamente, o meglio
si interseca, per tutto il volume con il percorso di cui sopra.
Ulteriori, ricchissimi percorsi, aperti verso strade di approfondimento
nuove da intraprendere, come suggerisce lo stesso Borgogno, sono
quelli perseguibili a partire da ognuna delle note, scritte con
precisione e scrupolosità di ricerca. Infine, l'ultimo
tragitto possibile offerto dall'autore è quello personale
del lettore. Egli viene sollecitato, infatti, attraverso l'esempio
di Borgogno, a ripercorrere il proprio cammino di vita e professionale.
Egli può domandarsi, per esempio, quali siano state le
motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere uno specifico
percorso anziché un altro.
Egli può interrogarsi, soprattutto, sul perché,
ora, intraprende anche quest'ultimo proprio percorso o "si
ferma" alla lettura, comunque arricchente, ma forse non altrettanto
formativa, delle pagine "della via maestra", di cui
si è parlato all'inizio...
PSICOANALISI
COME PERCORSO.
Bollati Boringheri, Torino, pp.240. (The Psychoanalysis as a Path)
Raffaella
Girelli
I could say that Borgogno's
book really provides us with many different paths, either drawn
or pointed out by the author. These paths can be "re-run"
and/or drawn again by the reader in a very personal and creative
way, as well.
This possibility presumes
an introspective attitude by the reader which has to be similar
to the one reported by Franco Borgogno in his book.
A reader who prefers
a "superficial" level can choose a first and evident
path which is the one adressed to the historical progress of the
psychoanalytic theory and technique. This historical progress
has been reviewed by the author who has pointed out some fundamental
steps.
The whole of this "psychoanalytically
oriented": By the way, Borgogno has underlined how time is
necessary to the transformation growth of each step-discovery.
In fact, every single step-discovery has to be transformed in
an aware formulation from a preconscious or inconscious intuition
in his discoverer-creator's mind. This aware formulation has to
be transmitted through its words and so, becoming a form of a
new theoric thought which can be used as an operative technique.
Regarding this, couldn't it be the "suspending action"?
The ideas' promoters
the author refers to are not aseptically introduced but according
to a psychoanalytic approach. The tight link among their discoveries
(or, maybe, in such a context, it is more explicit to speak of
creations) is underlined together with their life considered in
its deeper and more complete meaning.
As far as the main
volume's direction is concerned, this general path apparently
is an official tribute and not for this reason less considered,
by Borgogno to his discipline and history, through some characters
he chose (its worthless to say it was not for a chance): the founder,
Freud and his "object full of value" Charcot; the clinical
doctor Ferenczi and his professional passion, revalued by Borgogno's
letter; the technique innovator Heimann and her counter-transference
use (I can't help thinking the more adequate adjective is the
possessive); Bion, leader and teacher and his interest for the
observation and knowledge considered as purely bi-personal.
The analysis direction
the author uses to approach these characters and their stories
is determined by a careful importance devoted to the role played
by patients, by his courage and clearness when the author reports
his opinions. This method is the same the author uses when he
writes about his psychoanalyst and man's path.
This second path is
quite contemporarily operating, or better, interfering with the
whole of the volume I cited just before. Further and very intense
approaches are open to many different and new directions to deepen,
as Borgogno himself is suggesting. These approaches are found
in every single note, precisely written as for a research. Finally,
the last possible path the author suggested is the reader's personal
one. In fact, the reader is suggested to run his personal and
professional life once again, following Borgogno's pattern. For
example, he wonders which were the reasons made him choosing a
specific path rather than another one. Besides, he can realize
why, just now, he is going to run his last own path or why he
is eventually going "to stop" himself to the intense,
but perhaps not equally improving reading of the pages from "the
main path" I wrote on before….
|