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IL GLOSSARIO E' TRATTO DAL TESTO:
Neri, C. (1996). Gruppo, Borla, Roma.
Edizione inglese:

Neri, C. (1995). Group. Jessica Kingsley Publishers. London and Philadelphia.

Le voci di glossario qui di seguito presentate sono tratte interamente dal testo: Claudio Neri (1111). Gruppo. Borla, Roma.

Varie ragioni mi portano ad aggiungere al volume un glossario. La prima è fornire una formulazione sintetica di alcune nozioni originali proposte nel libro; vedi ad esempio le voci "Stato gruppale nascente" e "Commuting".

La seconda è precisare il senso di alcune parole che vengono impiegate secondo un'accezione diversa, sia da quella della lingua quotidiana, sia da quella che è consueta in ambito psicologico e psichiatrico. Prototipi sono le voci "Istituzione" che chiarisce come nel libro il concetto venga impiegato secondo la definizione che ne dà W. R. Bion e "somiglianza immateriale" chemette in chiaro uno specifico riferimento al pensiero di W. Benjamin. La terza ragione è di ordine generale. Mi è più facile spiegarla attraverso un'immagine. In un bosco, nessuna pianta potrebbe vivere, senza la presenza e la prossimità di innumerevoli altre specie vegetali e animali che formano il suo habitat, analogamente le idee hanno bisogno di interagire con altri pensieri, concetti, immagini. Il glossario vuole fornire l'habitat più ricco possibile alle idee contenute nel libro e raccoglie voci che corrispondono a tutti quei termini, concetti e nozioni, la cui presenza nel libro mi sembrava essenziale, anche se per diversi motivi non avevo potuto presentarli nei precedenti capitoli.

Ogni voce del glossario - come vedrete - è accompagnata da una sintetica indicazione bibliografica. Nel prepararle ho privilegiato la scelta dei libri, rispetto a quella di articoli comparsi su riviste specialistiche. La ragione è di ordine pratico: per chi desidera approfondire i temi trattati nel glossario, il reperimento di libri infatti può risultare più agevole di quello delle riviste.

Desidero aggiungere ancora che le indicazioni bibliografiche che compaiono nel glossario integrano quelle indicate nel testo del libro e che sono poi elencate nella bibliografia generale.

ANALISI DI GRUPPO

Vedi nel Glossario la voce

Psicoterapia analitica di gruppo

ANALISI IN GRUPPO

Nozioni collegate: Psicoterapia analitica di gruppo.

Bibl. essenziale: Slavson S.R. 1964. A textbook in Analytic Group Psychotherapy. International University Press, New York; Wolf A. e Schwartz E.K. (1970). Oltre il divano dello psicoanalista. Etas Kompas, Milano, 1974.

ANIMA DI GRUPPO (E. DURKHEIM)

L'ipotesi di una matrice transpersonale della vita psichica era già stata anticipata da Durkheim (1893) ne "Les règles de la méthode sociologique" dove si legge: "aggregandosi, penetrandosi, fondendosi le anime individuali danno vita ad un essere (psichico se vogliamo) che però costituisce un'individualità psichica di nuovo genere. Perciò bisogna cercare nella natura di questa individualità, e non già in quella delle unità componenti, le cause prossime e determinanti dei fatti che vi si verificano: il gruppo pensa, sente e agisce in modo del tutto diverso da quello in cui si comporterebbero i suoi membri, se fossero isolati. Se si parte da questi ultimi, non si può quindi comprendere nulla di ciò che accade nel gruppo"

Nozioni collegate: Matrice, Mente di gruppo.

Bibl. essenziale: Durkheim E. (1893). Le regole delmetodo sociologico. Sociologia e filosofia. Comunità,Milano, 1979; Durkheim E. (1897). Il suicidio.

UTET, Torino, 1969.

ANIMAZIONE

Animazione è il processo attraverso il quale - nelcorso di una terapia di gruppo - prendono consistenzaalcune capacità di una persona, che sino a quelmomento erano rimaste potenziali. L'animazione siproduce per il concorso di due fattori: la grandeintensità della partecipazione affettiva checontraddistingue la vita del gruppo, la presenza al suointerno di modi di pensare anche molto diversi daquelli che sono propri della famiglia e del mondo dacui la persona proviene.

Nozioni collegate: Iniziazione.

Bibl. essenziale: Pasolini P. P. (1956) Le ceneri di Gramsci. Einaudi, Torino, 1981.

ANOMIA (E. DURKHEIM)

Con questo termine E. Durkheim (1897) si riferisce al vuoto di valori, che è il risultato del crollo di stabili norme sociali e familiari nella città urbana contemporanea. Questo concetto mette in luce, per opposto, il bisogno dell'individuo di relazioni strutturate, oggetti di identificazione, ruoli per poter avvertire di essere all'interno di un quadro di riferimento comprensibile ed avvertire conseguentemente di essere sicuro.

Nozioni collegate: Serialità

Bibl. essenziale: Durkheim E. (1897). Il suicidio.

UTET, Torino, 1969.

ANTI-GRUPPO

L'esotico, che era una categoria importante della mentalità borghese dell'ottocento, corrispondeva molto limitatamente alle condizioni di vita delle popolazioni che venivano indicate come esotiche. In modo analogo, l'anti-gruppo del piccolo gruppo a finalità analitica non è un gruppo nemico, amico o straniero. È essenzialmente un aspetto dell'identità del gruppo che viene vissuto attribuendone le caratteristiche ad un altro gruppo.

Nozioni collegate: Auto-rappresentazione.

Bibl. essenziale: Lotman J. M. (1978). Testo e contesto. Laterza, Bari, 1980

APPARATO PSICHICO GRUPPALE (R. KAËS)

R. Kaës (1993, pag. 176) definisce l'apparato psichico gruppale come: "La costruzione psichica comune dei membri di un gruppo per il gruppo. La sua caratteristica principale è di assicurare la mediazione e lo scambio delle differenze fra la realtà psichica nelle sue componenti intrapsichiche, intersoggettive, e gruppali, e la realtà gruppale nei suoi aspetti societari e culturali".

Nozioni collegate: Presenza del gruppo.

Bibl. essenziale: Kaës R. (1976) L'apparato pluripsichico: costruzioni del gruppo. Armando,Roma, 1983.

APPARTENENZA

L'appartenenza di un individuo ad un gruppo - ad un livello primitivo - dipende dal fatto che egli ha collocato nel gruppo alcuni aspetti di sé fortemente indifferenziati e poco rappresentabili (Cfr. A. Correale 1992). L'appartenenza corrisponde anche - in modo più realistico - alla fiducia che l'individuo acquisisce di avere diritto all'esistenza all'interno del gruppo ed alla convinzione che la conferma di tale diritto gli verrà offerta dal comportamento degli altri membri (Cfr. J. Goodall, 1990; S. Schedlinger 1964).

Nozioni collegate: Genius loci.

Bibl. essenziale: Lewin, K. (1948) I conflitti sociali.

Angeli, Milano, 1972.

APPRENDERE DALL'ESPERIENZA (W. R. BION)

Apprendere dall'esperienza è una disciplina capace di modificare radicalmente la personalità dell'individuo e la struttura del gruppo che la praticano.

Apprendere dall'esperienza è uno degli elementi fondanti la mentalità di gruppo di lavoro. Bion in "Esperienze nei gruppi" (1961, pag. 107) precisa: "É parte integrante [del gruppo di lavoro] non soltanto l'idea dello "sviluppo", al posto di quella dell'"essere dotati per istinto", ma anche la coscienza del valore di un approccio razionale o scientifico al problema. Così pure, come corollario indispensabile dell'idea di sviluppo, il gruppo accetta la validità dell'apprendimento dall'esperienza".

Nozioni collegate: Funzione-esperienza e funzione istituzione.

Bibl. essenziale: Bion W. R. (1962b). Apprendere dall'esperienza. Armando, Roma, 1972.

ASSUNTI DI BASE (W. R. BION)

La "mentalità di gruppo" è l'opinione comune, unanime e anonima del gruppo in un momento dato. Il concetto di assunto di base ci dice qualcosa circa il contenuto della suddetta "mentalità di gruppo".

Assunto di base di dipendenza: il gruppo è retto dalla segreta ed inconsapevole convinzione di essere riunito affinché qualcuno, da cui il gruppo dipende in modo assoluto, provveda a soddisfare tutte le sue necessità e desideri.

Assunto di base di attacco-fuga: è dominante la fantasia che esista un nemico, che è necessario attaccare o da cui bisogna fuggire. Assunto di base di accoppiamento: vi è la credenza collettiva inconscia che, qualunque siano i problemi e le necessità attuali del gruppo, essi saranno risolti da un avvenimento futuro: la nascita di un figlio ancora non concepito, che sarà il salvatore del gruppo.

Nozioni collegate: Funzione-istituzione.

Bibl. essenziale: Bion W. R. (1961). Esperienze nei gruppi. Armando, Roma, 1971.

ATTACCAMENTO (J. BOWLBY)

Bowlby definisce l'attaccamento come la condizione nella quale un individuo è legato emotivamente a un'altra persona, che viene percepita come più forte e più saggia di lui stesso. La prova dell'esistenza di un rapporto di attaccamento viene dalla ricerca di prossimità tra le due persone e dal fenomeno della "base sicura".

Essendo certo di avere una "base sicura" la persona più debole e più piccola è messa nella condizione di esplorare l'ambiente. Un'altra prova dell'esistenza del legame di attaccamento è data dalla protesta che viene espressa nel caso si verifichi una separazione.

Nozioni collegate: Oggetto-Sé.

Bibl. essenziale: Bowlby J. (1969). L'attaccamento alla madre. Boringhieri, 1983; Bowlby J. (1988). Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell'attaccamento. Cortina, Milano, 1989; Holmes J. (1993) La teoria dell'attaccamento. Cortina, Milano, 1994.

ATTESA MESSIANICA (W. R. BION)

L'attesa messianica connota, tanto l'assunto di base di accoppiamento, quanto lo "Stadio primitivo" della vita del gruppo. Il termine "messianico" indica una caratteristica di questo tipo di attesa, che è carica di speranza di un futuro cambiamento, che riguarderà non soltanto una persona, ma l'intero gruppo. Nei gruppi a finalità terapeutica, la speranza messianica si centra soprattutto su fantasie di guarigione. La speranza messianica, presente nel piccolo gruppo a finalità analitica, può divenire un'attesa indefinita, oppure inscriversi in un orizzonte determinato, in questo caso è un importante fattore di positivi cambiamenti.

Nozioni collegate: Illusione gruppale, Stato gruppale nascente.

Bibl. essenziale: Bion W. R. (1970) Attenzione e interpretazione. Armando, Roma, 1973; Sholem G. (1960) La Kabballà ed il suo simbolismo. Einaudi, Torino, 1980.

ATMOSFERA DI GRUPPO

Il termine indica il clima di fondo che colpisce immediatamente chi entra in una stanza dove sia riunito un gruppo di persone. G. Di Leone (1991) ha proposto il termine "sinestesia" per indicare come le moltissime percezioni che una persona riceve partecipando ad una seduta di gruppo diano luogo all'unica impressione complessiva dell'atmosfera del gruppo. Per il conduttore di gruppo l'atmosfera è una prima fonte di preziose informazioni sui possibili pensieri, fantasie ed umori dei membri del gruppo.

Nozioni collegate: Campo attuale e campo storico, Fenomeni trans-personali.

Bibl. essenziale: Redl F. (1942). Group, emotion and leadership. Psychiatry, V.

ATTUNEMENT

Nozioni collegate: Risonanza.

Bibl. essenziale: Stern D. N. (1985). Il mondo rappresentazionale del bambino. Boringhieri, Torino, 1987.

AUTO-RAPPRESENTAZIONE

L'auto-rappresentazione è il processo attraverso cui il gruppo produce immagini di se stesso e di ciò che accade al suo interno. Il processo di auto-rappresentazione è una delle funzione che caratterizzano la "Semiosfera" del piccolo gruppo a finalità analitica.

Nozioni collegate: Feed back, Modello d'azione, Scena modello, Semiosfera.

Bibl. essenziale: Corrao F. 1992 . Modelli psicoanalitici: mito, passione, memoria. Laterza, Roma-Bari.

CAMPO

Nella psicologia del gruppo, inizialmente si è tentato di descrivere i fenomeni ed il funzionamento del gruppo mediante concetti afferenti esclusivamente agli individui ed alle loro reciproche identificazioni, attrazioni e repulsioni. L'introduzione del concetto di campo fu, in un primo momento, soltanto uno strumento volto ad agevolare la descrizione di alcuni fenomeni, la cui spiegazione rimaneva però sempre legata ad ipotesi relative agli individui. Ci si dovette però rendere conto che nel nuovo linguaggio, l'essenziale è la descrizione del campo interposto fra le persone e non già le persone stesse e le loro pulsioni. Si era creata un nuovo concetto che non trovava posto nello schema precedente. Lentamente e non senza lotta, il concetto di campo finì per occupare una posizione direttiva. Per lo psicoterapista di gruppo, il campo è adesso altrettanto reale, quanto la sedia su cui siede (Cfr. A. Einstein e L. Infeld 1936, pag. 161).

Nozioni collegate: Semiosfera, Spazio comune del gruppo.

Bibl. essenziale: Baranger M., Baranger W. (1963-87). La situazione psicoanalitica come campo bipersonale. Cortina, Milano, 1990; Pichon-Rivière, E. (1977) Il processo gruppale: dalla psicoanalisi alla psicologia sociale. Lauretana, Loreto; 1985.

CAMPO ATTUALE E CAMPO STORICO (A. CORREALE)

Nozioni collegate: Atmosfera di gruppo, Setting processo e setting istituzione.

Bibl. essenziale: Correale A. 1991. Il campo istituzionale. Borla, Roma

CATENA ASSOCIATIVA GRUPPALE (R. KAËS)

Nozioni collegate: Libere associazioni, Risonanza.

Bibl. essenziale: Kaës R. (1993). Il gruppo ed il soggetto del gruppo. Borla, Roma, 1994; Kaës R. (1994). La parola e il legame. Borla, Roma, 1995.

COESIONE (I.D. YALOM)

Secondo Yalom la coesione rappresenta uno dei fattori terapeutici principali nel gruppo. Egli la definisce genericamente come il risultato di tutte le forze che agiscono su ogni membro per trattenerlo nel gruppo, o anche l'attrattiva di un gruppo sui suoi componenti. Va però precisato che per Yalom la coesione non è sinonimo di accettazione e comprensione.

Nozioni collegate: Fusione, Interdipendenza, Solidarietà.

Bibl. essenziale: Yalom I.D. (1970). Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo. Boringhieri, Torino, 1985.

COINONIA (F. FORNARI)

Fornari (1987, pag.137) fornisce la seguente definizione: "Il gruppo è una realtà psichica, che nasce da un'esperienza di accomunamento (coinonia) spazio-temporale di più individui tra loro comunicanti, in vista degli scopi più diversi, realistici o immaginari, autocentrati o eterocentrati".

Nozioni collegate: Gruppo, Spazio comune del gruppo.

Bibl. essenziale: AA.VV. 1987. Il cerchio magico. Angeli, Milano.

COMUNITÀ DEI FRATELLI

La Comunità dei fratelli (o clan fraterno) svolge diverse funzioni. Tra queste, vi è la funzione di affiancarsi all'analista nella regolazione del possesso di un comune "patrimonio affettivo"; in termini simbolici, nella regolazione del possesso delle donne. Tale funzione si inserisce in una relazione triangolare (analista, comunità dei fratelli, patrimonio affettivo del gruppo), che è fondata su un "nomos": un diritto fondamentale, che non fa parte delle regole del setting e non è presente all'inizio del lavoro, ma nasce nel momento in cui i membri prendono consapevolezza di essere un gruppo (comunità dei fratelli) ed iniziano ad operare come tale, divenendo un "soggetto collettivo (Cfr. M.C. Gear M.C., E.C. Liendo 1979).

Nozioni collegate: Gruppo come soggetto collettivo, Nomos, Stadio della Comunità dei fratelli.

Bibl. essenziale: Freud S. (1912-13). Totem e tabù. OSF VII°.

COMMUTING

Con riferimento all'analisi di gruppo, il termine designa l'andamento oscillatorio dalla dimensione individuale a quella del gruppo e viceversa.

Una modalità intenzionale e particolarmente creativa di commuting è il "racconto efficace". Una seconda modalità di commuting non intenzionale ed inconsapevole è la "propagazione trans-personale".

Nozioni collegate: Configurazione, Diffusione trans-personale, Esplicitazione, Narrazione efficace.

Bibl. essenziale: Corrao F. (1994) Duale Errore. Il segnalibro non è definito. Gruppale. In G. Di Chiara e C. Neri (a cura di) (1994) Psicoanalisi Futura, Borla, Roma


COMPLESSO DI EDIPO NEL GRUPPO

D. Anzieu .(1976, pagg. 352-356) scrive: "E' nota la posizione di Freud: il complesso di Edipo è il nucleo psichico della cultura e della vita sociale, [....]; la scena mitica dell'uccisione collettiva del padre costituirebbe la versione specificamente gruppale o societale della fantasmatica edipica. I miei compagni d'équipe e io abbiamo all'inizio adottato senza riserva questa opinione [....]. Ora sono nettamente più critico. [....] Ecco dunque la mia conclusione: il complesso di Edipo è l'organizzatore inconscio della famiglia, non è un organizzatore del gruppo. Io sono tentato di andare anche più lontano; i gruppi si servono spesso del complesso di Edipo come d'uno pseudo-organizzatore".

Nozioni collegate: Fantasma di gruppo, Organizzatori psichici gruppali, Pasto cannibalesco.

Bibl. essenziale: Freud S. (1912 - 1913). Totem e Tabù. OSF VII°; Freud S. (1921) Psicologia delle masse ed analisi dell'Io. OSF IX°.

CONDENSAZIONE (S.H. FOULKES).

Uno dei meccanismi di funzionamento del gruppo che è stato descritto da Foulkes è la condensazione, il quale attribuisce al termine un significato differente da quello che gli dà Freud; più precisamente Foulkes afferma: "Sembra quasi che l'inconscio collettivo operi come un condensatore, che prima immagazzina segretamente le forti cariche emozionali generate dal gruppo, poi le scarica sotto forma di tipici eventi gruppali condivisi" (Foulkes S.H. e .i.Indice degli Autori:Anthony E.J.;Anthony E.J., 1957, pag. 151).

Nozioni collegate: Campo storico e campo attuale, Scene modello.

Bibl. essenziale: Foulkes S.H. ed Anthony E.J. (1957). Group psycho-therapy: the psychoanalytical approach. Penguin Book, London, 1965.

CONFIGURAZIONE (S. H. FOULKES)

Foulkes e Anthony (1957, pag. 237) la descrivono in questo modo: "ogni singolo evento nel gruppo anche se sembra coinvolgere soltanto uno o due membri, ha una certa configurazione che coinvolge il gruppo come un tutto".

Nozioni collegate: Commuting.

Bibl. essenziale: Foulkes, S. H. e Anthony, E. J.(1957). Group Psychotherapy: the psychoanalytical approach; Penguin Book, London, 1965.

CONFINE DEL GRUPPO

Il gruppo tende a collocare se stesso all'interno di un'area di appartenenza più o meno ben definita e delimitata rispetto all'esterno da un immaginario confine: il confine del gruppo.

Nozioni collegate: Dentro e fuori, Funzione esperienza e funzione istituzione, Membrana diadica, Spazio comune del gruppo.

Bibl. essenziale: Koyré A. (1957). Dal mondo chiuso all'universo infinito. Feltrinelli, Milano, 1970.

CONFLITTO FOCALE (D. S. WHITAKER E M. A. LIEBERMANN)

Il "conflitto focale" comprende un "motivo disturbante" (ad esempio, il desiderio di ogni paziente di avere il terapista per sé), questo fa insorgere un "motivo reattivo" (paura della disapprovazione del terapista e degli altri membri del gruppo), il risultato è una "soluzione di gruppo" (creazione di un clima di falsa collaborazione). E' opportuno mettere in evidenza che Whitaker e Liebermann non concepiscono la "soluzione di gruppo" come una difesa stabile. La "soluzione di gruppo" può anzi cambiare anche nel corso di una sola seduta.

Nozioni collegate: Tensione comune del gruppo, Transfert di gruppo.

Bibl. essenziale: Whitaker D. S. e Liebermann M. A. 1964. Psychotherapy through the Group Process. Atherton Press, New York.

CONTENITORE E CONTENUTO (W. R. BION)

vedi nel glossario interazione contenuto-contenitore

CONTRATTO MITICO ORIGINARIO

Fornari (1971) ha messo in evidenza che ogni istituzione ed ogni comunità si struttura intorno ad alcuni fantasmi basici originari fortissimamente affettivizzati. A. Missenard.i.Indice degli Autori:Missenard A.; (1989) porta l'attenzione sull'importanza dei "fondatori": le persone che hanno fondato il gruppo. A. Correale (1991) parla di "contratto mitico originario", mettendo in luce che i gruppi di terapia contengono fin dall'inizio, al loro interno, un insieme di specifiche richieste, fantasie e affetti, ad esempio potenti fantasie di trasformazione individuale, in qualche modo accettate e avvallate dal conduttore. Questi elementi hanno rilevanza anche per la costituzione del "Patrimonio affettivo" del piccolo gruppo a finalità analitica.

Nozioni collegate: Nomos, Patrimonio affettivo.

Bibl. essenziale: Weber M. (1922) L'etica protestante e lo spirito del capitalismo; Sansoni, Firenze 1977

CONTRATTO NARCISISTICO

P. Aulagnier (1975) porta l'attenzione sul fatto che ogni soggetto nasce nel mondo della società anche con la missione di assicurare la continuità dell'insieme sociale al quale appartiene. Siccome egli è portatore di un posto in quell'insieme sociale, l'insieme, per assicurare la propria continuità, deve investire narcisisticamente su questo nuovo soggetto. La nozione di "contratto narcisistico " corrisponde all'assegnazione a ciascuno di un posto determinato che è offerto dal gruppo e che è indicato dall'insieme delle voci che, prima della comparsa del soggetto, ha tenuto un certo discorso conforme al mito fondatore del gruppo. Questo discorso che contiene gli ideali e i valori del gruppo o del clan e ne trasmette la cultura dev'essere ripreso da ogni soggetto per proprio conto, il quale in questo modo si lega all'Antenato fondatore.

Nozioni collegate: Diffusione trans-personale, Idem e Autòs, Trasmissione psichica.

Bibl. essenziale: Aulagnier P. (1975) La violenza dell'intepretazione. Borla, Roma, 1993.

CORAZZA CARATTERIALE (W. REICH)

Il cattivo funzionamento della .i.corazza caratteriale (W. Reich); "Pelle mentale" può portare il bambino alla formazione di una protesi sostitutiva, surrogato muscolare, che sostituisce la normale dipendenza dall'oggetto contenitore con una pseudo-indipendenza. Questi fenomeni sono stati descritti con una diversa terminologia da W: Reich (1933), che parla di "corazza muscolare del carattere".

Nozioni collegate: Identificazione adesiva, Io-pelle, Pelle mentale.

Bibl. essenziale: Reich W. (1933). Analisi del carattere. SugarCo, Milano, 1975.

COSTELLAZIONE EMOTIVO-FANTASMATICA

Una costellazione emotivo-fantasmatica e' un dato insieme di emozioni e fantasie, generato dalla evoluzione di "O", che a sua volta influenza il discorso e la comunicazione del gruppo. Un ruolo essenziale nella costituzione di una data costellazione emotivo-fantasmatica è giocato dalla scelta dell'analista e dei membri del gruppo, che portano il loro interesse su un certo insieme di elementi (attese, timori, emozioni, sentimenti, fantasie, pensieri), tra molti altri che rimangono sullo sfondo.

Nozioni collegate: "O", Sincronicità.

Bibl. essenziale: Bion W.R. (1977). Il cambiamento catastrofico. Loescher, Torino, 1981.

DE-INDIVIDUALIZZAZIONE

La "de-individualizzazione" è una forma transitoria, reversibile e modulata di "de-personalizzazione" che compare nel piccolo gruppo a finalità analitica come un aspetto della fenomenologia dello "Stato gruppale nascente". Essa prevede lo smontaggio di modalità di funzionamento individuale ed il confluire dei partecipanti verso forme di funzionamento di gruppo. Nozioni collegate: De-personalizzazione, Smantellamento, Stato gruppale nascente.

Bibl. essenziale: Turquet P. (1975). Minacce all'identità nel gruppo allargato. In L. Kreeger (a cura di) Il gruppo allargato, Armando, Roma, 1978

DENTRO E FUORI

Lakoff e Johnson, in una analisi della struttura metaforica del linguaggio quotidiano, scrivono: "Ognuno di noi è un contenitore con una superficie che ne delimita i confini e un orientamento dentro-fuori. Noi proiettiamo il nostro stesso orientamento dentro-fuori su tutti gli altri oggetti fisici che sono delimitati da superfici e li concepiamo quindi come contenitori dotati di un interno e di un esterno. Quando diciamo che qualcuno è in una stanza, e la stanza è in una casa, stanze e case sono ovviamente contenitori, muoversi da una stanza all'altra significa muoversi da un contenitore all'altro, cioè andare fuori da una stanza e dentro un'altra. Noi attribuiamo perfino agli oggetti solidi questo orientamento, come quando rompiamo un pezzo di pietra per vedere cosa c'è dentro. Analogamente imponiamo questo orientamento al nostro ambiente naturale. Ma anche quando non vi è alcun confine fisico naturale che possa contribuire a definire un contenitore, noi imponiamo dei confini, delimitando un territorio in modo tale che esso abbia una parte interna ed una superficie esterna, sia esso un muro, una siepe, una linea o un piano astratto".

Nozioni collegate: Confine del gruppo, Membrana diadica.

Bibl. essenziale: Lakoff G. E Johnson M. (1980) Metafore e vita quotidiana. Ed. Europei Ass., Milano, 1982.

DE-PERSONALIZZAZIONE, DE-REALIZZAZIONE,

De-personalizzazione e de-realizzazione si verificano in modo "fisiologico" quando un individuo si trova a vivere una prima presa di contatto con un gruppo (Cfr. E. Gaburri 1986a, pag. 111). Talora questi fenomeni sono molto intensi, investono tutti i partecipanti ed hanno carattere paralizzante per l'intero gruppo. I presenti sono inglobati in una situazione totalizzante e confusa, con conseguente menomazione o perdita della loro identità. In questo caso, il quadro è molto simile a quello descritto da Bion, quando parla di un gruppo dominato dagli assunti di base.

Nozioni collegate: Assunti di Base, De-individualizzazione, Massa.

Bibl. essenziale: Tagliacozzo R. (1976) La depersonalizzazione: crisi di rappresentazione del Sé nella realtà esterna; Rivista di psicoanalisi, XXII, 3.

DIFFUSIONE TRANS-PERSONALE

Il termine designa una particolare forma di trasmissione di stati mentali che passano dall'individuo al campo del gruppo. Gli stati mentali non sono trasmessi intenzionalmente, ma si diffondono come potrebbe fare un gas, attraversando le barriere costituite dalla "pelle mentale" degli individui e dai confini dei gruppi. La "diffusione trans-personale" è una particolare forma di commuting.

Nozioni collegate: Commuting, Trasmissione psichica, Trasmissione transpsichica.

Bibl. essenziale: Winnicott D.W. (1969). Mother's Madness Appearing in the Clinical Material as an Ego-alien Factor. In P. L. Giovacchini (a cura di) Tactics and Tecniques in Psychoanalytical psychotherapy, Hogarth, London, 1972.

DISPOSIZIONE A STELLA

L'interesse dei membri del gruppo si rivolge ad un oggetto comune. Il discorso si attua per confronto tra differenti punti di vista (sincrisi) e per sovrapposizione di immagini relative ad uno stesso tema (amplificazione tematica). Il risultato di queste operazioni è mettere in luce un significato presente, ma implicito che altrimenti risulterebbe poco in evidenza perché non situato su uno sfondo sufficiente a farlo percepire.

Nozioni collegate: Evoluzione in O, Mimèsi.

Bibl. essenziale: Perelman C. e Olbrechts-Tyteca L. (1958) Trattato dell'argomentazione. Einaudi, Torino, 1966.


EDIPO

Vedi nel Glossario la voce Complesso di Edipo

EGOCENTRISMO (J. PIAGET)

Piaget si vale del termine "egocentrismo per designare l'incapacità del bambino piccolo a riconoscere che vi sono diversi punti di vista. Questa incapacità - secondo Piaget - è strettamente legata al fatto che il bambino non è ancora pienamente consapevole del fatto che egli stesso esiste come qualcuno che è distinto dal resto del mondo. Sebbene l'egocentrismo vada gradatamente declinando, lo riscontriamo ancora in bambini che vanno all'asilo ed anche in prima elementare. Anche l'adulto infatti a volte dice: "Chiunque vede ciò in un altro modo è influenzato da pregiudizi". (Cfr. G. Murphy 1951, pag. 479; Camaioni 1980, pagg. 84-93)

Nozioni collegate: Identità come molteplice.

Bibl. essenziale: Piaget J. (1942). La rappresentazione del mondo del fanciullo. Einaudi, Torino, 1955.

ELABORAZIONE

L'elaborazione o rielaborazione (parola che traduce il termine tedesco "durcharbeiten" o il termine inglese "working-through") che è largamente usato anche dagli psicoanalisti italiani, viene presentata da Freud S.; (1914) con queste parole: "Bisogna concedere al paziente il tempo di immergersi nella resistenza che ora gli è nota, di elaborarla e di superarla". Nella tecnica psicoanalitica che si ispira alle indicazioni di M. Klein; l'elaborazione occupa un posto centrale ed è affidata non soltanto al paziente, ma anche all'analista. Nell'analisi di gruppo, l'elaborazione è risultato della cooperazione tra membri, analista e gruppo come soggetto collettivo.

Nozioni collegate: Funzione alfa, Funzione gamma.

Bibl. essenziale: Freud S. (1914) Introduzione al narcisismo, OSF VII°; Meotti F. (1986). Elaborare. Rivista di Psicoanalisi, XXXI, 2.

ESPLICITAZIONE (W. R. BION)

"Il termine esplicitazione vuole unicamente designare l'insieme di operazioni necessarie a trasformare in conoscenza pubblica una conoscenza privata ed esclusiva dell'individuo. I problemi che essa prevede sono di due ordini: tecnici ed emotivi. I problemi di natura emotiva dipendono dal fatto che l'uomo è un animale politico, impossibilitato perciò a manifestare iniziative al di fuori di un gruppo e necessitato ad accompagnare l'appagamento delle proprie tendenze emotive con le loro componenti sociali. Dato però che le sue pulsioni - e non le sole sessuali - sono anche narcisistiche, i problemi connessi all'esplicitazione si pongono essenzialmente in termini di conflitto tra narcisismo e societarismo. Quanto ai problemi tecnici, essi riguardano l'espressione, mediante il linguaggio o altri segni dei pensieri o delle nozioni." (Bion, W. R., 1967, pagg. 180-181)

Nozioni collegate: Commuting.

Bibl. essenziale: Bion, W. R. (1967) Analisi degli schizofrenici e metodo scientifico. Armando, Roma 1970.

EVOLUZIONE IN "O" (W. R. BION)

Nozioni collegate: Mimèsi, "O".

Bibl. essenziale: Bion W. R. (1970) Attenzione e interpretazione. Armando, Roma, 1973; Jannuzzi G. (1979). Scena primaria, contratto e scena escatologica nel "qui ed ora" del gruppo analitico.

Gruppo e Funzione Analitica, I, 1.

FANTASIA DI "ESSERE TUTT'UNO"

La "fantasia di essere tutt'uno" può essere immaginata con oggetti esterni o con oggetti interni, può essere cosciente o inconscia. Si può stabilire non soltanto con la madre o con il partner, ma anche con un gruppo, un clan o una famiglia. Nel libro impiego la denominazione "fantasia di essere tutt'uno" a preferenza di quella di "fusionalità", che è stato introdotto da me stesso, L. Pallier, G. Petacchi. R. Tagliacozzo R.; e G. C. Soavi (1990) nell'ambito del lavoro psicoanalitico individuale. Questa scelta è motivata dalla necessità di evitare sovrapposizioni con il termine "fusione", utilizzato da J. P. Sartre (1960) per indicare un aspetto del processo della costituzione del gruppo.

Nozioni collegate: Gruppo-mondo, Illusione gruppale, Socialità sincretica.

Bibl. essenziale: Fachinelli E. 1983. Claustrofilia: saggio sull'orologio telepatico in psicoanalisi.

Feltrinelli, Milano; Neri, C. et all. (1990) Fusionalità: Scritti di psicoanalisi clinica. Borla, Roma.

FANTASIA INCONSCIA BI-PERSONALE (M. E W. BARANGER)

La fantasia inconscia bi-personale, infatti, costituisce la struttura più profonda del "campo bi-personale" ed è formata da un precipitato costituito dal gioco incrociato di identificazioni proiettive che coinvolge, in varia misura, tanto il paziente quanto l'analista.

Nozioni collegate: Campo, Costellazione emotivo-fantasmatica, Mentalità primitiva, Organizzatori psichici gruppali.

Bibl. essenziale: Baranger M., Baranger W. (1963-87). La situazione psicoanalitica come campo bipersonale. Cortina, Milano, 1990

FANTASMA

In italiano esiste una sola parola "fantasma" per indicare ciò che in francese è designato con due parole "fantôme" e "fantasme". Il termine "fantôme" designa qualcosa di abbastanza concreto: uno spettro, un'apparizione, un fantasma con camicione e catene. Il termine "fantasme" indica piuttosto una fantasia (Cfr. Larousse P. 1896). Nell'uso degli psicoanalisti francesi il "fantasma" è una sceneggiatura immaginaria nella quale il soggetto è presente e nella quale egli rappresenta, in modo più o meno deformato dai processi difensivi, la realizzazione di un desiderio inconscio.

Nozioni collegate: Fantasma di gruppo.

Bibl. essenziale: Laplance J. e Pontalis J.B. (1967) Enciclopedia della Psicoanalisi, Laterza, Roma, 1973

FANTASMA DI GRUPPO

Secondo Anzieu (1976, pag. 359) nel gruppo sono attivi in modo specifico alcuni fantasmi: il fantasma del gruppo-macchina è un fantasma che ha a che fare con l'angoscia di smembramento; certi silenzi sono legati all'angoscia e al fantasma di divoramento; il fantasma di rottura rappresenta una specie di denominatore comune delle diverse disorganizzazioni possibili, da cui si sentono minacciati i partecipanti di un gruppo.

Nozioni collegate: Costellazione emotivo-fantasmatica, Fantasma, "O".

Bibl. essenziale: Anzieu D. (1976). Il gruppo e l'inconscio. Borla, Roma, 1979; Viola M. (1981) Fantasma originario, fantasia e rappresentazione in un gruppo analiticamente orientato. Gruppo e funzione analitica, II, 3.

FASE TRANSIZIONALE (D. W. Winnicott)

Winnicott ha definito "transizionale" la fase dello sviluppo nella quale il bambino non si sente completamente distinto dall'oggetto, pur non vivendolo più come parte del proprio corpo. Il termine "transizionale" si riferisce appunto all'idea di qualcosa che sta fra il soggettivo e l'oggettivo, e che segna il graduale passaggio fra l'illusione del lattante di creare lui stesso il seno e la conseguenza della delusione." (Cfr. Ferretti E.1990)

Nozioni collegate: Illusione gruppale, Gruppo-mondo, Oggetto transizionale, Presenza del gruppo, Socialità sincretica, Spazio comune del gruppo, Stato gruppale nascente.

Bibl. essenziale: D. W. Winnicott (1965) Sviluppo affettivo e ambiente. Armando, Roma, 1970.

FATTO SCELTO (W. R. BION)

Un certo insieme di dati può apparire come una collezione eterogenea, sinché la individuazione di una immagine non dà loro senso. Un esempio di questo tipo di processo è il sogno di Kekulè. Kekulè, aveva analizzato una nuova sostanza e stava cercando la sua formula di struttura. Nel corso di questa ricerca, egli aveva già scritto un grande numero di catene lineari composte da quel certo numero di atomi di carbonio, ossigeno, idrogeno, che conosceva e rispettando il numero delle valenze che gli era anche noto. Nonostante i ripetuti tentativi, Kekulè non riusciva però ad individuare la formula. Durante la notte, egli sognò un drago fiammeggiante che si mordeva la coda. L'immagine riorganizzò i dati. La mattina successiva scrisse la prima formula della chimica organica: non era una catena lineare, ma un anello, l'anello del benzene (Cfr. Correale A. 1987, pag. 106).

Nozioni collegate: Costellazione emotivo-fantasmatica, Induzione e abduzione, Sincronicità.

Bibl. essenziale: Correale A. (1987). Ps-D. In C. Neri et al. (a cura di) Letture bioniane, Borla, Roma, 1987; Pomar R. (1987) La congiunzione costante in W.R. Bion. in Neri C. et al. (a cura di) Letture bioniane; Borla, Roma, 1987.

FEED BACK

Nozioni collegate: Auto-rappresentazione.

Bibl. essenziale: Bateson, G. (1972) Verso un'ecologia della mente. Adelphi, Milano 1976.

FENOMENI TRANS-PERSONALI

Nella lingua quotidiana è di impiego corrente l'espressione "relazioni interpersonali" per indicare l'ambito dei rapporti tra persone. L'espressione "fenomeni trans-personali" indica una differente serie di fenomeni, che non sono riconducibili direttamente né alle persone, né ai rapporti interpersonali. Questi fenomeni tuttavia interferiscono, sia con le persone, sia con i loro rapporti. (Cfr. G. Nebbiosi, 1987).

Nozioni collegate: Atmosfera, Medium, Mentalità primitiva.

Bibl. essenziale: Freud S. (1926) Discorso ai membri della Associazione B'nai B'rith ; OSF X.

FOLLA (G. LE BON)

Secondo Le Bon. G. (1895), quando si trovano in una folla e si comportano seguendo gli impulsi della folla, gli individui, indipendentemente dal loro tipo di vita, dalle loro occupazioni, dal loro temperamento o intelligenza, acquisiscono una sorta di anima collettiva per il solo fatto di trasformarsi in folla. Tale anima li fa sentire, pensare, agire, in un modo del tutto diverso da come ciascuno di loro sentirebbe, penserebbe, agirebbe come individuo isolato. La folla psicologica - secondo Le Bon - è una creatura provvisoria, composta di elementi eterogenei saldati assieme per un istante.

Nozioni collegate: Anima di gruppo, Massa.

Bibl. essenziale: Le Bon G. (1895). Psicologia delle folle. Longanesi, Milano, 1970.

FUNZIONE

l termine "funzione" viene impiegato nel libro come dotato contemporaneamente di due significati, che fanno riferimento rispettivamente all'ambito della matematica ed a quello della fisiologia. La funzione è una funzione, ma è anche qualcosa che ha una funzione. Nella misura in cui è una funzione ha dei fattori (ad esempio, la capacità di tolleranza della frustrazione, la presenza di un ambiente favorevole); nella misura in cui ha una funzione ha anche dei fini (ad esempio, permette di distinguere il sonno dalla veglia, libera da un eccessivo accumulo di emozioni non digerite).

Nozioni collegate: Funzione esperienza e funzione istituzione, Funzione a, Funzione g, Genius loci.

Bibl. essenziale: Corrao F. (1981) Struttura poliadica e funzione gamma; Gruppo e Funzione Analitica, II, 2.

FUNZIONE-ESPERIENZA E FUNZIONE-ISTITUZIONE

Sono due tendenze che si confrontano nella vita del piccolo gruppo. La prima trova riscontro nello strutturarsi del gruppo come una piccola comunità. La seconda corrisponde al conoscere e fare esperienza, nel senso di "apprendere dall'esperienza" di Bion

Nozioni collegate: Apprendere dall'esperienza, Gruppo di lavoro, Istituzione, Mentalità primitiva.

Bibl. essenziale: Gluckman, M. (1965), Potere, diritto e rituale nelle società tribali. Boringhieri, Torino, 1977.

FUNZIONE ALFA (W. R. BION)

Nozioni collegate: Elaborazione

Bibl. essenziale: Bion, W. R. (1992). Cogitations. Karnac, London.

FUNZIONE GAMMA (F. CORRAO)

Corrao (1981, pag. 30-31) suggerisce di chiamare funzione g il corrispettivo nel gruppo della funzione a dell'individuo. La funzione g esegue operazioni sugli elementi sensoriali ed emotivi generando elementi g disponibili: a) per la formazione di pensieri gruppali onirici, mitici, ecc.; b) per differenziare il conscio dall'inconscio.

E' importante mettere in evidenza che l'attivazione della funzione g - secondo Corrao - implica una parziale e reversibile destrutturazione della funzione a degli individui che partecipano al gruppo.

Nozioni collegate: Funzione a, Pensiero di gruppo.

Bibl. essenziale: Corrao F. (1981) Struttura poliadica e funzione g. Gruppo e Funzione Analitica, II, 2, 25-31.

FUSIONALITA'

vedi nel Glossario la voce Fantasia di essere tutt'uno

FUNZIONE DI GRUPPO (J. P. SARTRE)

Nozioni collegate: Stadio della comunità dei fratelli.

Bibl. essenziale: Sartre J. P. (1960) Critica della ragione dialettica. Il Saggiatore, Milano, 1963.

GENIUS LOCI

Nel piccolo gruppo a finalità analitica, il "Genius loci" corrisponde alla funzione, che può essere svolta da una o più persone, di rianimare l'identità del gruppo e collegare il cambiamento con la base affettiva del gruppo.

Nozioni collegate: Appartenenza, Coesione, Confine del gruppo, Patrimonio affettivo del gruppo, Socialità sincretica.

Bibl. essenziale: Neri, C. (1993) Genius loci: una funzione del campo analoga a quella di una divinità tutelare. Koinos, XIV, 1-2.

GRUPPALITÀ INTERNA (D. NAPOLITANI)

Con questa nozione, Napolitani non si riferisce ad una sorta di "pantheon" interno in cui sono rappresentati i personaggi significativi nella storia dell'individuo (padre, madre, ecc.), ma piuttosto alla rete di modalità relazionali, di cui l'individuo è stato partecipe, alla rappresentazione dei rapporti di ognuno con l'altro e con l'ambiente, alle significazioni ed ai codici legati a tali rapporti. In altri termini la gruppalità interna è l'esito della internalizzazione, attraverso processi identificatori, dell'insieme di relazioni delle quali l'individuo, sin dalla nascita, entra a far parte.

Nozioni collegate: Diffusione trans-personale, Idem e Autòs, Matrice.

Bibl. essenziale: Napolitani, D. 1987. Individualità e gruppalità, Boringhieri, Torino.

GRUPPO

L'uso della parola per indicare un insieme di elementi è recente. Verso la metà del 1700, il vocabolo viene a designare, non soltanto un insieme di cose, ma anche una riunione di persone. Il primo e più antico significato della parola era nodo. Il senso di nodo, è rimasto all'interno dell'attuale uso del vocabolo, indicando la coesione del gruppo. L'etimologia del termine è stata fatta discendere anche dal germanico kruppa, cioè massa arrotondata. (Cfr. Anzieu D., Martin J.Y. 1968-86)

Nozioni collegate: Coinonia, Psicoterapia analitica di gruppo.

Bibl. essenziale: Lo Verso G. e Vinci S. 1990. Il gruppo nel lavoro clinico: bibliografia ragionata. Giuffrè, Milano; Pauletta G. 1989. Modelli psicoanalitici nel gruppo. Cortina, Milano; Vanni F. 1984. Modelli mentali di gruppo. Cortina, Milano.

GRUPPO ANALISI (S. H. FOULKES)

vedi nel Glossario la voce Psicoterapia analitica di gruppo.

GRUPPO APERTO

I "gruppi aperti" sono utilizzati soprattutto come gruppi di accoglimento in ospedali generali o in ospedali psichiatrici, per offrire ai pazienti la possibilità di familiarizzarsi e venire inseriti nella struttura. Molte comunità terapeutiche hanno un gruppo che si riunisce a un orario prestabilito della giornata e che è aperto alla partecipazione di tutti i pazienti che desiderano prendervi parte. Spesso questi gruppi sono condotti, non da un conduttore fisso, ma a turno dai membri dello staff, che sono di servizio in quell'orario.

Nozioni collegate: Gruppo semiaperto e gruppo chiuso.

Bibl. essenziale: Brown D. E Pedder J. (1991). Introduction to Psychotherapy. Tavistock-Routledge,

London e New York.

GRUPPO COME OGGETTO-SE'

L'oggetto-Sé è una funzione interna all'individuo che si sviluppa e si mantiene attraverso il costante rapporto con un oggetto del mondo esterno che ha la capacità di alimentarla. L'oggetto che fornisce alimento alla "funzione oggetto-Sé" può essere oltre che una persona, anche un gruppo.

Nozioni collegate: Patrimonio affettivo del gruppo.

Bibl. essenziale: Kohut H. (1984) La cura psicoanalitica. Boringhieri, Torino, 1986; Wolf E. S. (1988) La cura del Sé. Astrolabio, Roma, 1993.

GRUPPO COME SOGGETTO COLLETTIVO

Il pensiero di gruppo e la capacità del gruppo di prendere delle decisioni si poggiano sull'esistenza di un soggetto collettivo. A sua volta, questo dipende dal fatto che nel gruppo vi sia una certa continuità e delimitazione e che si sia sviluppata solidarietà tra i membri.

Nozioni collegate: Comunità dei fratelli, Solidarietà.

Bibl. essenziale: Boas, F. (1911) L'uomo primitivo, Laterza, Bari 1979.

GRUPPO INCONTRO

"Gruppo di incontro è una denominazione abbastanza grossolana ed imprecisa che raccoglie una varietà di forme. Basta considerare i suoi pseudonimi: gruppi di relazioni umane, T-group, gruppi-maratona, gruppi del potenziale umano, gruppi di consapevolezza sensoriale, gruppi basici di incontro, laboratori-verità, gruppi esperenziali, gruppi di confronto, e così via. […]. I partecipanti [ai gruppi d'incontro], generalmente, non vengono etichettati come pazienti; l'esperienza non è considerata terapia, ma crescita". (I. D. Yalom I.D. 1985, pag. 489)

Nozioni collegate: il T-group

Bibl. essenziale: Badolato C. e Di Iullo M.G. 1978. Gruppi terapeutici e gruppi di formazione. Bulzoni, Roma; Rogers C. (1970) I gruppi di incontro. Astrolabio, Roma, 1975.

GRUPPO DI LAVORO (W. R. BION)

Il "gruppo di lavoro" - descritto da Bion in "Esperienze nei gruppi" - rappresenta un livello ed una funzione che sono sempre presenti nel gruppo. Si contrappone e convive con la "mentalità primitiva" e con gli "assunti di base". Fa riferimento agli scopi per cui le persone sono riunite in gruppo, pertanto si basa sulla cooperazione cosciente e razionale dei partecipanti. Nel funzionamento mentale del gruppo svolge una funzione paragonabile all'"Io" della mente individuale. (Cfr. F. Fornari 1981, pag. 652)

Nozioni collegate: Funzione-esperienza e funzione-istituzione, Gruppo organizzato.

Bibl. essenziale: M. Bernabei e all. (1987) Alcune osservazioni su gruppo di lavoro e assunti di base in C. Neri e all. (a cura di) Letture bioniane; Borla, Roma, 1987.

GRUPPO-MONDO

Il termine "gruppo-mondo" dà rilievo ad un vissuto di totalità e di globalità che potrebbe venire espressa con le parole: "il gruppo costituisce un mondo per le persone che ne fanno parte". La definizione "gruppo-mondo" si riferisce soprattutto alle dimensioni della sensorialità condivisa.i.Gruppo-mondo:e socialità sincretica;. I fenomeni che sono propri del quadro del "gruppo-mondo sono più evidenti nelle fasi iniziali del gruppo.

Nozioni collegate: Confine del gruppo, Fantasia di essere tutt'uno, Illusione gruppale, Socialità sincretica, Stato gruppale nascente.

Bibl. essenziale: Calvino I. (1964). Tutto in un punto. In Romanzi e racconti, vol. II, Mondadori, Milano, 1992.

GRUPPO ORGANIZZATO (W. McDOUGALL)

Nozioni collegate: Gruppo di lavoro, Funzione-esperienza e funzione-istituzione.

Bibl. essenziale: Cruciani P. (1983) Sighele, Le Bon, Trotter e McDougall: le fonti di Psicologia delle masse, in C. Neri (a cura di) Prospettive della ricerca psicoanalitica nel gruppo; Kappa, Roma, 1983

GRUPPO SEMIAPERTO, GRUPPO CHIUSO

La maggioranza dei gruppi composti da pazienti ambulatoriali sono gruppi semiaperti (slow-open), nei quali i partecipanti cambiano, via via che alcune persone lasciano il gruppo, al tempo che è opportuno per loro, e sono sostituiti da altri. Alcuni gruppi, invece sono .i.Gruppo:chiuso;gruppi chiusi (closet); tutti i pazienti iniziano e terminano insieme alla fine di un certo tempo che è stato stabilito e concordato in precedenza. I gruppi chiusi, o gruppi a termine, sono più frequenti quando la scopo è la formazione. Il termine prefissato, infatti, consente di rispettare meglio i limiti imposti, ad esempio dalle scadenze dell'anno accademico universitario.

Nozioni collegate: Gruppo aperto.

Bibl. essenziale: Brown D. E Pedder J. (1979). Introduction to Psychotherapy. Tavistock-Routledge, London e New York, 1991

ILLUSIONE GRUPPALE (D. ANZIEU)

Anzieu D. (1976) ha proposto di chiamare "illusione gruppale" il sentimento di euforia e di grande fiducia in se stessi e nella bontà dell'esperienza che i gruppi in generale, e i gruppi di formazione in particolare, provano in certi momenti iniziali della vita del gruppo. Nei primi lavori che dedica a questo tema, Anzieu considera l'illusione gruppale come un fenomeno difensivo: i membri del gruppo - posti di fronte ad una situazione nuova e difficile da affrontare - si ritraggono in un mondo illusorio. Nelle opere successive (1981, 1988), egli rivede la propria posizione accostandosi ad una visione che considera l'illusione come un fenomeno in parte necessario per lo sviluppo del gruppo.

Nozioni collegate: Fantasia di essere tutt'uno, Socialità sincretica, Stato gruppale nascente.

Bibl. essenziale: Anzieu, D. (1976) Il gruppo e l'inconscio. Borla, Roma, 1979; Anzieu D. (1988). Introduzione. In D. Rosenfeld (1988). La psicoanalisi e il gruppo, Borla, Roma, 1994.

IDEM E AUTÓS (D. NAPOLITANI)

L'individualità - secondo Napolitani - si costituisce come la parte della personalità maggiormente basata su componenti replicative. Una conferma di ciò si può considerare il fatto che il termine "individualità" abbia la sua radice etimologica in idem, e ben si attagli quindi a suggerire l'inclinazione a riprodurre inconsapevolmente nell'incontro col mondo i copioni interiorizzati. L'universo delle "gruppalità interne", l'idem, trova, nell'ambito del dinamismo intrapsichico, il suo interlocutore nell'autòs, la dimensione innovativa del soggetto. L'autòs, o l'autentico è quella componente soggettiva che può ad ogni istante (ri-)flettersi sulla "gruppalità interna", attraversandola.

Nozioni collegate: Contratto narcisistico, Diffusione trans-personale, Gruppalità interna, Trasmissione

transpsichica.

Bibl. essenziale: Napolitani, D. 1987. Individualità e gruppalità, Boringhieri, Torino.

IDENTITÀ COME MOLTEPLICE

L'identità che si costruisce nel gruppo è il risultato dell'introiezione di numerose voci compresenti, in dialogo o in opposizione tra loro. E' molteplice anche perché effetto di identificazione con l'insieme del gruppo come totalità plurivoca. Molteplice infine perché è il risultato di continue, mobili differenziazioni rispetto ad uno o ad un altro punto di vista.

Nozioni collegate: Animazione, Parola sociale.

Bibl. essenziale: Bachtin M. (1929-63) Dostoevskij. Poetica e stilistica; Einaudi, Torino, 1963.

IDENTIFICAZIONE ADESIVA (E. BICK)

Se la funzione contenente, dalla madre, non viene svolta in modo adeguato, o se viene danneggiata dagli attacchi fantasmatici distruttivi del bambino stesso, non viene introiettata: all'introiezione normale si sostituisce un'identificazione proiettiva patologica continua che provoca confusioni di identità. Persistono gli stati di "non integrazione". Il bambino cerca freneticamente un oggetto - luce, voce, odore, ecc. - che mantenga un'attenzione unificante sulle parti del suo corpo e gli permetta quindi di fare, almeno temporaneamente, l'esperienza di tenere insieme le parti del Sé. Egli tiene insieme se stesso attraverso il rapporto con questi oggetti e soprattutto "aderendo", "stando appiccicato" alla madre.

Nozioni collegate: Corazza caratteriale, Io pelle, Pelle mentale

Bibliografia essenziale: E. Bick (1968). L'esperienza della pelle nelle prime relazioni oggettuali. Boringhieri, Torino, 1974.

IMAGO

"Il concetto è dovuto a C. G. Jung che descrive l'imago materna, paterna, fraterna. [....] L'imago è un prototipo inconscio di personaggi che orienta elettivamente il modo in cui il soggetto percepisce gli altri. [....] Essa non va intesa come un riflesso del reale, neppure più o meno deformato; per esempio, l'imago di un padre terribile può benissimo corrispondere a un padre reale molto mite." (J. Laplance e J. B. Pontalis 1973, vol. I, pagg. 224-225)

Nozioni collegate: Fantasma, Fantasma di gruppo.

Bibl. essenziale: C. G. Jung (1912) La libido. Simboli e trasformazioni. Newton Compton, Roma, 1975.

INCONSCIO COLLETTIVO (C.G. JUNG)

"Immagazzinate in un qualche modo in una struttura sociale, esistono delle immagini, delle idee, delle formulazioni e delle leggi [ ... ] Tali elementi svolgono nella memoria socialmente determinata esattamente lo stesso ruolo che viene assegnato dalla teoria tradizionale della memoria alle "tracce" lasciate dalle esperienze individuali ". (F. C. Bartlett F.C. 1936)

Nozioni collegate: Fantasma di gruppo.

Bibl. essenziale: Jung C.G. (1948). L'Io e l'Inconscio. Einaudi, Torino, 1959.

INDUZIONE E ABDUZIONE (C.S. PEIRCE)

Induzione e abduzione hanno in comune una caratteristica: portano ad accettare un'ipotesi, in quanto i fatti osservati siano come risulterebbero necessariamente o probabilmente quali conseguenze di quell'ipotesi. Il metodo dell'una è però esattamente l'opposto dell'altra. L'induzione parte da una ipotesi promettente, senza, all'inizio, avere di mira fatti particolari, benché si avverta la necessità di fatti per sostenere la teoria. L'abduzione al contrario parte dai fatti, senza, all'inizio, avere di mira una particolare teoria, benché motivata dall'impressione che ci vuole una teoria per spiegare quei fatti.

Nozioni collegate: Costellazione emotivo-fantasmatica, Evoluzione in O, Fatto scelto, Sincronicità, Tempo.

Bibl. essenziale: Bonfantini, M. A. e Grazia, R. (1976) Versus: quaderni di studi semiotici, 15,1; Peirce C. (1878). Le leggi dell'ipotesi. Bompiani, Milano, 1984.

INIZIAZIONE

M. Meslin (1986, pag. 73) ricorda che: "Qualsiasi iniziazione è un fenomeno complesso e ambivalente. Consiste nel portare un individuo, tramite particolari istruzioni, alla conoscenza di date cose fin allora nascoste, e nell'introdurlo in un particolare gruppo, in una società segreta, dove è chiamato a vivere una nuova esistenza. Il contenuto di questa iniziazione può venire definito un insieme costituito da riti altamente simbolici e da insegnamenti etico-pratici più o meno sviluppati, che mirano alla acquisizione di un certo potere e d'una saggezza fondati su una conoscenza esoterica, e che sfoceranno nella modifica della posizione sociale o religiosa dell'individuo. Infatti dopo la iniziazione, pure restando se stesso quest'individuo è divenuto diverso, ma non propriamente un altro, poiché si tratta pure sempre dello stesso uomo, della stessa donna con le sue componenti fisiche, psicologiche e mentali: semplicemente l'iniziazione gli ha permesso di accedere a un altro livello di esistenza".

M. Bernabei (1994) ha stabilito un rapporto tra processi di iniziazione ed efficacia terapeutica del piccolo gruppo a finalità analitica.

Nozioni collegate: Animazione, Identità come molteplice.

Bibl. essenziale: Ries J. (a cura di) (1986) I riti di iniziazione: Jaca Book, Milano 1989

INTERAZIONE TRA CONTENITORE-CONTENUTO (W. R. BION)

Bion sottolinea la dinamicità della interazione tra contenitore e contenuto: il con