Mito Sogno e Gruppo

FILM A SOGGETTO COME UN SOGNO COLLETTIVO:CRITERI D'INTERPRETAZIONI
J. Michailov, S. Michailova

È noto che un film è tanto popolare, ha successo tra il pubblico ed i critici, quanto esso coincide con "l'inconscio collettivo" degli spettatori, quanto il regista indovina bisogni sociali non del tutto presenti in coscienza, però attuali.
D'altra parte, se guardare il cinema dalla parte dello spettatore, si può notare che il motivo più diffuso della visione di un film (e soprattutto alla televisione) sia la voglia di "rilassarsi", "dimenticare problemi della giornata", cambiare attività, smettere di sentire un carico di responsabilità della propria vita e partire per un'altro mondo illusorio.
In questo modo, in tutti i due casi, un film può essere considerato come un sogno collettivo.
L'elemento principale della costruzione del film è immagine.
L'immagine è un modello propizio per studiare fenomeni psichici e per lavoro con clienti. Ed un'immagine che si sviluppa col tempo, lo è a maggior ragione.
In primo luogo, l'immagine unisce la parte sensuale sia la parte soprasensuale (simbolica) della vita.
In secondo luogo, l'immagine è un'unità del componente cognitivo, emozionale, estetico e comportativo della realtà.
In terzo luogo, l'immagine è di solito chiara ed abituale per 
uomo, cliente che vive in condizioni di una cultura visuale di
massa. 
Nella terapia dell'arte il lavoro con immagini di disegno, pittura, danza, 
musica, forma di un materiale, opera letteraria, spettacolo viene largamente utilizzato.
Nel nostro lavoro l'attenzione principale viene prestata alle immagini dei film.
Lo scopo principale del lavoro è di creare per un cliente condizioni di uno studio autonomo dei suoi problemi psicologici, dell'analisi delle sue peculiarità e possibilità emozionali, cognitive e comportative.
Il materiale per un film-analisi viene scelto in anticipo e dipende del tipo di problemi psicologici che possano interessare un cliente (famiglia, relazioni intime, situazioni imprevedibili, rigidità del comportamento, orientamento manipolativo etc.).
Il lavoro viene effettuato in un gruppo di 5-15 persone.
La durata della procedura o del processo di azione reciproca varia da 1,5 a 2 ore. Il lavoro con un gruppo si divide in alcune fasi. All'inizio si fa una piccola discussione introduttiva sul film proposto (tempo di creazione, regista, attori protagonisti etc.). Lo spettatore viene invitato a guardare il materiale proposto senza analisi speciale fissando soltanto le proprie sensazioni ed emozioni. 
Dopo aver visto il film, si fa una piccola pausa e poi ogni partecipante del gruppo viene invitato a raccontare le sue sensazioni da spettatore. È la seconda fase dove lo scopo principale è di dare possibilità di descrivere le sue sensazioni, di sentire i sentimenti degli altri partecipanti del gruppo.
Alla terza fase l'animatore propone di ricordare scene diverse o immagini del film e di leggerne come un testo di comunicazione ciò'è cominciare a vedere il secondo piano, fondo simbolico.
Facendo l'analisi del film l'attenzione principale viene prestata alla ricerca di punti di comunanza e di non comunanza:
1) del videomateriale presentato (genere, soggetto, personaggi, attori, tonalità generale), del gusto personale, delle sensazioni degli spettatori, clienti ("è il mio film o non è mio", "mi piace o non mi piace", "è interessante per me o è noioso").
2) delle proprie sensazioni dello spettatore con le sensazioni degli altri partecipanti del lavoro collettivo.
3) il contenuto del lavoro che viene fatto dai partecipanti del gruppo con il contenuto della fase proposta dall'animatore - psicologo - terapeuta.
4) del livello e della forma dell'attività di ogni membro del gruppo riguardo a tutti gli altri.
5) il grado di coincidenza della semantica sottolineata in modo soggettivo dell'immagine analizzata tra diversi partecipanti della azione reciproca collettiva.
In questo modo i criteri principali dell'interpretazione dei risultati dell'attività in gruppo sono:
1) l'affinità delle sensazioni dello spettatore con le emozioni
dei protagonisti.
2) l'integrità della visione del film come un evento con inizio, metà e fine.
3) la possibilità di raccontare le sue sensazioni ad ogni partecipante del gruppo se anche esse sono in contraddizione con le sensazioni degli altri partecipanti del processo di analisi del film.
4) la capacità di bloccare attitudine cognitivo-giudicatore verso il materiale del film all'inizio del lavoro.
5) la capacità di notare semantica, significato recondito dell'immagine, dell'azione, delle risposte, dei personaggi alla fase avanzata del lavoro.
Questa tecnica di lavoro con cliente che noi chiamiamo analisi di film qualche volta si determina come cineterapia, cinemalogia etc.
Il lavoro con un film è adattissimo per clienti chi sono abitanti degli Stati dell'ex-URSS perciò ai tempi del potere sovietico il lavoro psicologico con clienti era proibito. Si presumeva che l'uomo consapevole sovietico poteva risolvere da solo i suoi problemi interni e esterni. E se lui non riusciva, intervenivano colleghi delle organizzazioni del partito chi erano ufficialmente caratterizzati come la parte più consapevole della popolazione. I colleghi dell'organizzazione del partito facendo un'analisi collettiva di un caso individuale e prendendo una decisione generale definivano forme e termini della risoluzione del problema.

È noto che dopo 1936 psicologhi erano fisicamente sterminati sia deportati in Siberia. A causa di ciò fino ad oggi una visita ad uno psicologo viene associata da un cliente anche se si tratta di questioni di sviluppo personale, come una visita da uno psichiatra.
L'analisi del film permette di rendere il processo del lavoro psicologico con cliente naturale e produttivo.
Nel corso di preparazione degli studenti per la loro attività professionale, la cineterapia viene utilizzata anche per la loro sensibilizzazione (incremento della sensibilità e percettività), per poter vedere il secondo o il terzo piano (o il senso) di una comunicazione.
Il fenomeno più impressionante che incontriamo durante il lavoro, sia un enorme razionalismo di uno-due partecipanti del lavoro collettivo ad ogni seduta di cineterapia.
Questo razionalismo si rivela in un'assenza di sensibilità delle proprie sensazioni, emozioni e nella messa in opera soltanto di una sola capacità di ragionare, proporre idee, criticare, ciò'è di utilizzare le capacità della sua testa ignorando interamente il proprio corpo rappresentato in emozioni.

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