Mito Sogno e Gruppo

Il mito del Self Made Man e la funzione realistica dei sogni in pazienti con disturbi alimentari
R. Durán, J. Cantis, C. Fernandez, D. Maldavsky, C.Roitman

Paola ha trent'anni, è medico, è sposata da 4 anni con un professionista affine alla sua specialità. Oggigiorno vivono in una grande città. Sono di un piccolo paese di provincia. I genitori sono originari del luogo di nascita di Paola. La madre è stata impiegata tessile e fa la casalinga. Suo padre è impresario. 
Paola è nata a termine, dopo che sua madre aveva perso una gravidanza. Racconta che, secondo sua madre, la paziente era buona e che dormiva e mangiava..... Non ricorda aver avuto incidenti né malattie ed ha mestruato agli 11 anni. Sua madre l'ha informata al riguardo "come se parlasse di una tragedia" e così è rimasta in attesa dai 9 anni. La nonna che è stata l'ausiliare empatico adulto nella sua infanzia, l'ha tranquillizzata dicendole che era qualcosa di naturale per le donne. 
Paola è la figlia maggiore di tre fratelli, gli altri due sono studenti e dipendono economicamente dai loro genitori. Siccome sua madre lavorava sempre, Paola rimaneva a carico dei fratelli. Questo l'ha condotta a situarsi, nel ruolo di madre dei suoi fratelli e di sorella di sua madre.
Non ricorda aver avuto un'infanzia in cui giocasse con giocattoli, né con vita di fantasia. Dalle elementari ha dovuto essere responsabile di sé stessa e ha dovuto non temere nulla, senza opzioni. I genitori non hanno mai valorizzato le sue consecuzioni come studentessa.
La sua "epoca d'oro" è stata tra i 14 ed i 24 anni. È entrata a far parte di un gruppo giovanile della Chiesa Cattolica, che le ha permesso di sviluppare una "carriera politica" importante, con molto lavoro sociale. Inoltre ha vissuto un rappporto di sorella con la sua popria sorella... 
Nella prima seduta il suo aspetto è poco femminile, parla con fermezza, è dall'atteggiamento esigente. La cura precedente "ho fatto lo stesso consulto con un nutrizionista, l'ho lasciato perché era distante, il ragazzo parlava guardando lo schermo". Racconta che lei sa il "nocciolo" della sua situazione conflittiva. Consulta per abbuffate, è ingrassata di 20 chili nel termine di due anni.
Porta come ricordo che parlava molto con i suoi genitori e che ha finito con l'essere depositaria di confidenze imbarazzanti per la sua età. Il padre le ha detto che aveva avuto rapporti sessuali con una vicina amica della famiglia, la madre le ha raccontato che aveva fatto aborti anche se non ne era convinta.
In certi momenti aveva avuto la sensazione che aspettassero un figlio maschio perché il padre la portava frequentemente a vedere partite di calcio.
Racconta un sogno: "delle amiche mi dicevano che il mio ragazzo mi ingannava". Si è svegliata con molta angoscia, piangendo. Poco tempo dopo ha constatato che in realtà il ragazzo di allora, un buttafuori, usciva con altre ragazze e ha interrotto il rapporto.
Alla facoltà ha ottenuto i migliori voti ed è riuscita durante il tirocinio in ospedale a occupare una buona posizione ed a conoscere suo marito. Le risulta sconcertante che lui l'abbia notata dato che faceva guardie di 48 ore, era smunta e dormiva su un materasso pieno di pulci. "Per mio marito sembra che il più importante sia la mia intelligenza"...


Analisi

Il suo discorso rivela mancanza di espressione dei propri desideri e tendenza a lasciare da parte i suoi stati affettivi e la sua vita di fantasia. Nel discorso non è rappresentata la soggettività e al suo posto appare quello che Marty definisce come pensiero operatorio. 
La paziente sembra essersi foggiata un mito proprio. Il Mito, è quello di self made man (in questo caso woman) e di conseguenza si sovradattava gerarchizzando il proprio sviluppo intellettuale.
Nel superadattamento si è prodotta un'enfasi nella componente cognitiva a scapito del corpo.
Dormiva su un materasso pieno di pulci, senza riposare, smunta. Il prurito delle pulci diventa in questo modo endogeno. Si può dire di questi pazienti che hanno avuto mancanza di contatto con la madre, che si manifesta un'intenso prurito nel corpo. Possiamo legare il mito con questa scena. Lei è la madre di sé stessa e la madre dei suoi fratelli. È stata la forma che ha trovato di risolvere l'assenza di madre da bambina. Quando questo succede, lei concepisce sé stessa.
Quando la paziente ha ascoltato quanto detto dal padre rispetto al suo rapporto extraconiugale, si è riattivata in lei la domanda di chi è la madre, che si è caratterizzata per uno stato di indifferenza e di disamore. Ha preso la figlia come un'amica con cui si sono invertiti i vincoli e inoltre la colmava di frasi insopportabili. Parlava di aborti a chi era uscita dal suo ventre. Quelle frasi sono insopportabili nel momento in cui si sentono, ma inoltre rimangono nella sua mente e col passare degli anni possono scoppiare nel suo pensiero. Al riguardo Liberman diceva che le madri degli psicosomatici erano "lancia bombe". Congetturiamo che la paziente quando sente questo, rimane shoccata. Queste scene illustrano e mettono in evidenza un fallo precoce nel rapporto con la madre.
Riguardo al contenuto onirico sopra descritto, osserviamo che in pazienti con il mito del Self Made Man appaiono sogni di sovradattamento iperrealistici. Alcuni di essi sono di contenuto lavorativo, come quelli che opportunamente espose Freud. In questi sogni appare una realtà che in vigilia è risultata improcessabile. Nel sogno particolare di Paola la realtà non accettata ritorna nella figura del Buttafuori che l'inganna.
Inoltre questo Buttafuori funziona nel sogno come un doppio di essa che sostituisce l'elaborazione animica della pulsione per l'alterazione organica. La paziente al momento della rivelazione della verità comincia a mangiare in modo sfrenato pregiudicando il suo organismo allo stesso modo in cui il suo ragazzo attacca il proprio corpo con il superallenamento fisico.
Infine c'è un altro aspetto della vita animica della paziente che non può esprimersi nella vigilia ma sì nel sogno, che è una forma particolare della gelosia che non la rappresenta.
Questa gelosia è quella che la paziente suppone che ha dovuto sentire sua madre che lei immagina immersa in uno stato di apatia ed indifferenza di fronte ai tradimenti del padre.
Quando si da questa situazione in cui un figlio è testimone dell'infedeltà di uno dei suoi progenitori, di fronte all'indifferenza dell'altro, si promuovono vivenze come quelle di Paola in cui la gelosia è ipertrofica e non si può inibire perché la fonte è esogena, per cui la paziente si sente come una rappresentante materna ed esprime la gelosia che avrebbe dovuto sentire sua madre, situandosi nel paradogico ruolo della figlia cornuta. Tutto ciò ha come conseguenza che Paola non può esprimere in vigilia la gelosia propria di fronte al suo ragazzo che l'inganna e questa solo può apparire nel sogno...
Troviamo tre aspetti, contenuti nel sogno: il primo è quello del suo valore realistico, come ritorno di una realtà e non di un desiderio. Un secondo aspetto è che appare un suo doppio rappresentato nella figura del suo ragazzo, il buttafuori e il terzo aspetto è l'interferenza per la gelosia che appare in questo sogno come gelosia innestata....
Malgrado la paziente pianga al suo risveglio, questa rivelazione onirica porta come conseguenza che lei abbandoni il suo ragazzo poco tempo dopo e simultaneamente cominci ad ingrassare.
Riprendendo l'argomento del MITO, possiamo vedere le vicissitudini del conflitto con la funzione paterna. Lacan parla di supplente della funzione paterna al posto di sostituto simbolico.
Dice che questo supplente appare in pazienti che avrebbero dovuto sviluppare una psicosi per una forclusione del nome del padre) e non lo hanno fatto perché hanno avuto una capacità per generare un opera, come Joyce, l'autore dell'Ulisse. Il supplente era la scrittura. Nella paziente possiamo pure convalidare questo fatto per il suo alto sviluppo e rendimento professionale però inoltre in lei c'era un altro supplente, il supplente della funzione materna. (D. Maldavsky)
Il dormire della paziente era un dormire in tensione. Da bambina badava i fratelli per paura dei rimproveri materni. Da adulta, quando faceva le sue guardie, dormiva tesa, in un letto pieno di pulci ed in uno stato di allerta permanente. Ciò mostra da una parte il suo superadattamento e dall'altra il suo aspetto più nucleare derivato dalla sua mancanza di incontro empatico con sua madre e l'accompagna con iperlucidità. Di fronte a questo si è creata una tensione endogena la cui evidenza più profonda è quella del suo prudore perché è in mezzo alle pulci.
È una paziente che parla dagli eccessi. Negli eccessi nessuno le mette dei freni. Il suo dormire costituisce uno stato di allerta permanente. Tende a crearsi una tensione e lo fa nel corpo, che si trasforma nel supplente materno di Paola.
Nel trascorso della cura ha cominciato a ricollegarsi con la sua soggettività nello sviluppare un apparato per sentire i suoi propri sentimenti. (Bion, Maldavsky) come parte di un processo di complessità animica.

Evoluzione della Terapia: è stata realizzata sulla base di questo orientamento teorico, con una frequenza settimanale di due volte che potevano essere anche tre.
Diamo un episodio illustrativo: la paziente va dalla psicologa confondendo giorno e orario, come conseguenza di essersi sentita disperata e di aver sentito necessità di aiuto di fronte ad un successo nell'area del lavoro. Si è analizzata la sua necessità di espressione dei sentimenti e la sua urgenza per processare il suo stato di disperazione.
Nell'euforia per il suo successo doveva avere un tono vitale altissimo e sentiva il bisogno di venire equilibrata. Si tratta di un'euforia chimica improcessabile per conto proprio ed andando dalla psicologa ha cercato in lei un sostituto simbolico della madre invece di ricorrere ad una supplenza.
A differenza di questo, congetturiamo che da bambina quando otteneva buoni voti senza avere destinatario, l'inondavano sentimenti di dolore e di furia per non avere a chi offrire i suoi successi. Di conseguenza, si disperava e solo poteva recuperarsi studiando ancora di più e creandosi un'alterazione intracorporea.

Conclusioni

Nei pazienti in cui troviamo questo mito Self Made Man (io ho fatto me stesso, con la mia capacità intellettuale, la mia lucidità e qui ci sono i miei profitti concreti), il prezzo che pagano è il distacco con i propri registri corporei e con la loro vita pulsionale. Questo è un modo di processare la disinvestitura materna, creandosi una tensione vitale come supplente di quella che si crea nello scambio intersoggettivo.
Si da un abbandono psichico, intendendo come tale, alterazioni precoci nella struttura che spiegano la presenza di organizzazioni arcaiche in disturbi che appaiono sintomaticamente nella vita adulta. Sogliono darsi alterazioni precoci dell'io che costituiscono fissazioni la cui efficacia si avverte sintomaticamente nella vita adulta.
Per quanto riguarda i sogni iperrealistici che presentano questi pazienti alcuni possono far riferimento al lavoro ma in fondo troviamo questi tre aspetti che abbiamo soprammenzionato: la gelosia altrui, il ritorno della realtà e il ritrovo con un doppio.

Riassunto

Abbiamo scelto questa paziente data la magnitudine del conflitto che presentava. Ci è sembrata esemplificatrice per studiare il mito del self made man, le alterazioni corporee e l'uso del sogno. Questi sogni realistici esprimono non tanto la fantasia ma una realtà che non ha potuto essere percepita durante la vigilia in tutta la sua dimensione, grazie agli affetti penosi che le avrebbero svegliato. Il disturbo alimentare è conseguenza di sentimenti non pensati. 
In questi pazienti troviamo una struttura arcaica soggiacente quella attuale.

Bibliografia

Bion W., 1966, Aprendiendo de la experiencia, Paidós, Buenos Aires.
Maldavsky D., 1992, Teoría y Clínica de los procesos tóxicos, Amorrortu, Buenos Aires.
Maldavsky D., 1996, Linajes Abúlicos, Buenos Aires.
Marty P., 1992, La psicosomática del adulto, Amorrortu, Buenos Aires. 
Roitman C., 1993, Los caminos detenidos - Del desarrollo psíquico a la defusión pulsional, Nueva Visión, Buenos Aires.

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