Mito Sogno e Gruppo

IL GRUPPO LUOGO E SOSTANZA DI SOGNO
Leonardo Ancona

Il sogno riportato in un gruppo terapeutico è uno degli eventi che ne caratterizzano incisivamente lo svolgimento; la sua frequenza è paragonabile a quella di altre forme di psicoterapia e in ogni caso il suo merito dipende dal modo in cui la terapia viene svolta.
Il sogno considerato nel presente contributo si riferisce a quel tipo di gruppo che raggiunge, se pure in modo discontinuo, quello stato di fusione emotiva fra i componenti (Neri et al. 1990) che consente di considerarlo come "psiche-gruppo", contrapposto come tale al "socio-gruppo" di assembramento seriato (Moreno 1964). 
Nella fattispecie il gruppo qui trattato è quello analitico, di impostazione foulksiana (Foulkes,1975). E' soprattutto in questo contesto che il sogno consente di esplorare emozioni profonde e nascoste, che sono tali non tanto e non solo in riferimento alla vita personale dei singoli componenti del gruppo ma esprimono il modo di essere e di sentire della collettività in inter-azione, in modo specifico quello della primordialità di ciascuno e di tutti.
Nei momenti salienti di questo tipo di gruppo i partecipanti entrano infatti in uno stato modificato di coscienza analogo a quello della ipnosi, intesa questa non come situazione di monoideismo ossessivo ma di monotimismo pervasivo; di 
conseguenza il gruppo analitico risulta straordinariamente ricco in emozioni e si esprime come "campo matriciale", corrispettivo del "transfert" del processo psicoanalitico.
Per lo stesso processo, nei suoi momenti emotivi il gruppo analitico piuttosto che "in sonno" è "in sogno", uno stato soggetto a tutte le leggi che la psicoanalisi ha descritto al riguardo; e ogni inter-azione che si verifica al suo interno, al di là dei sogni p.d., ha carattere onirico. Gli altri momenti, costruttivi e interpretativi, sono invece analoghi alla veglia.
In questa prospettiva il setting di gruppo funziona innanzitutto come un evento pre-addormentamento che si incorpora nel sogno, come nello studio psico-fisiologico del sonno si ritrovano elementi della situazione sperimentale nella quale il soggetto si è addormentato. Inoltre il sogno di gruppo risente marcatamente della disposizione emotiva che il soggetto ha nei riguardi del conduttore del gruppo e dell'insieme gruppale, nonchè delle aspettative che egli pone in essi; ed è la particolare salienza che questi aspetti assumono in uno qualunque dei componenti ciò che determina il gruppo a "scegliere" lui, per sognare a nome di tutti. Il gruppo esercita infatti le sue deleghe inconsce soprattutto in termini di sogno: "Subjects who dream are those who experience most clearly and intensively the emotional situation which the group in undergoing" (Zimmermann 1973).
Fa poi parte dello specifico processo gruppale il fatto che le libere associazioni di chi ha ascoltato il sogno rendano partecipi attivi anch'essi del processo onirico, facendo echeggiare in ciascuno eventi del passato rimasti latenti anche per lungo tempo, e portando così al recupero di brani di esistenza già tenuti dissocciati e mai noti.
Nasce da questa impostazione teorica il modo specifico della gruppo-analisi col quale un dato onirico o inter-attivo riportato in seduta viene processato: le associazioni su questo dato sono richieste anche ad altri che non sono il sognatore e su di esse si costruisce una interpretazione collettiva che risulta migliore di quella individuale, fosse pure quella del conduttore. Infatti il sogno attiva memorie e sentimenti latenti nei membri del gruppo e per altro é un principio della gruppo-analisi che il sogno è essenzialmente promosso dal loro essere insieme.
Si tratta di un vero e proprio processo di "risonanza", il principio per il quale un suono si sintonizza con la capacità vibratile di un ambiente e acquista uno spessore e un significato che sono molto più grandi di quanto il suono abbia di per sè. 
E' su questa base che, a partire dagli anni '90 si è sviluppato un metodo di analisi di sogni condivisi in gruppo che ha preso il nome di "Social Dreaming" (Lawrence 1998).
Oltre che dalla "risonanza" il gruppo analitico è caratterizzato dal "mirroring", quel processo di rispecchiamento per il quale il soggetto implicato tende a vedere in un altro, o in una inter-azione di gruppo, se stesso o parti di sè, oppure a imitarne o a contraddirne il comportamento, sempre nella più completa inconsapevolezza di ciò (Pines,1977). Ognuno, prendendo coscienza di questa possibilità e nell'accettarla (mirroring "benigno") apprende per rispecchiamento a vedere propri aspetti rimossi, riflessi nella inter-azione di altri membri del gruppo fra loro e di sè con loro: vede gli altri reagire nel modo che gli è proprio
o opposto, e vedendo cosa si verifica nel gruppo apprende anche cosa si svolge nella sua mente; rispeeettivamente riconosce che i propri conflitti e problemi si svolgono in un contesto che li rispecchia.
Questi processi portano il gruppo analitico ad una omogeneizzazione profonda, che implica la fusione dei soggetti fra loro.
Per introdurre a questo punto il materiale clinico, si può ricordare che è del tutto frequente il caso che in una seduta uno stesso sogno, nel suo insieme o nei suoi dettagli, venga raccontato da due o da più componenti del gruppo, oppure che un soggetto riconosca in un altro il fotogramma dinamico del proprio mondo interno, che risuoni con lui, e che un intero scenario di vicende 
lontane nel tempo e nello spazio emerga alla coscienza di qualcuno venendo riconosciuto come proprio anche da altri.
Il fatto che il sogno di gruppo esprime non tanto i desideri di chi lo ha raccontato ma piuttosto quello di un altro componente o del gruppo come un tutto, secondo un processo di delega che dissolve i contenimenti individuali, porta come conseguenza che il contenuto onirico di gruppo possa essere meno strutturato o più arcaico di quello dei sogni individuali, e che si riferisca a età più antiche di quelle della psicoanalisi personale.
Si tratta di soni "archetipi" (Zanasi e Ciani,1995), identificabili come tali per la presenza di motivi mitologici, religiosi, alchemici, teriomorfi; lontani dagli eventi quotidiani e caratterizzati dalla intensità degli affetti ad essi associati. Essi corrispondono al livello di quella "matrice primordiale" proposta da Foulkes che, già rilevabile nel piccolo gruppo analitico di 8-10 persone è pervasivamente presente nel Grande gruppo, di 50 persone e oltre (Ancona,1998).
Su questo scenario si svolge il lavoro di recupero, attualizzazione, pubblicizzazione di quei pensieri selvaggi proposti da Bion (1983), quelli che stanno nell'aria da qualche parte, eredità degli antenati, della civilizzazione e del mondo circostante: i "pensieri bizzarri", in cerca di un pensatore, in questo caso della mente inconscia del gruppo, per potersi esprimere.
Col gruppo si attualizza di fatto un mondo che si declina nella multi-dimensionalità, ed è impregnato di emozioni che tendono verso l'infinito; e ciò tanto più quanto più esse sono connaturate di inconscio. 
A questo livello le stesse emozioni sono di fatto,secondo la teoria di Matte Blanco (1975),"strutture bi-logiche molari", numerose, contemporanee e anti-nomiche; esse possono produrre il vissuto di caos che si avverte bene nei gruppi
"grandi", producendo una "frenesia simmetrica"(Matte Blanco,1988), dove l'azione terapeutica del gruppo si attua favorendone il viraggio verso quella "frenesia ideativa"(M.Durst 1996) che è sintonica con la realtà fisico-sociale.
La processualià di questo itinerario riassume bene quanto sin qui detto: si parte dalla percezione cosciente che ogni componente del gruppo ha degli altri, individui o relazioni concrete e ben delimitate. Tuttavia, "gli esseri umani oltre che essere individui, diversi l'uno dall'altro, avvertono (anche) di essere una sola unità indivisibile con tutti e con il mondo, ciascuno di essi essendo elemento unico di intersezione di un numero infinito di funzioni proposizionali, quelle funzioni o classi ciascuna delle quali definisce qualcosa. In tale prospettiva gli uomini tendono a fondersi l'uno con l'altro, ad annullarsi come enti individui e la socialità, che caratterizza i singoli, sconfina in una matrice unificante che fa sentire di essere "tutto" e mette in comunicazione con tutti" (Bria 1985): una comunicazione essenzialmente emotiva.
Questa realtà si attua marcatamente nel gruppo analitico, per cui si può dire che il suo lavoro introduce forti emozioni e che a seconda del loro intensificarsi si producono "simmetrizzazioni" (Matte Blanco, cit.) in classi sempre più comprensive. Allora dietro ad ogni individuo (o relazione) si "vede" una serie sempre più numerosa di individui che soddisfano una stessa funzione proposizionale, quella della percezione originaria: in altre parole ci si trova di fronte ad una classe vissuta come unità di natura multi-dimensionale, dove più individui sono diventati un solo super-individuo, in grado di catturare una miriade di elementi e di pensieri dispersi. 
Nel gruppo si verifica la "condensazione" che è propria del sogno, per dire che il gruppo si è così trasformato in sogno.
A questo traguardo, che costituisce la metà del programma da compiere, segue quello che Matte Blanco ha chiamato "altalena epistemologica"; per essa allo stato di simmetrizzazione che si è verificato si alterna la asimmetrizzazione.
Si intende con ciò l'opera riduttiva che si introduce come interpretazione e pensiero eterogeneo, tridimensionale; è la funzione di traduzione, di dispiegamento, per la quale uno spazio di n dimensioni viene rappresentato da uno spazio di (n-1) dimensioni . 
Matte Blanco ha indicato cosa si verifica allora: una moltiplicazione di elementi.
Sappiamo infatti da lui che una struttura spazio-temporale multi-dimensionalizzata, dove più cose appaiono come una e la stessa cosa, ridotta al livello tri-dimensionale dà luogo ad una struttura bi-logica, dove nello soazio discreto si danno più oggetti si danno. E sappiamo con Bria (2001) che l' "altalena epistemologica" si correla con la possibilità di un percorso altalenante fra discesa della multi-dimensionalità alla tri-dimensionalità, e ascesa da questa a quella.
Se ora partiamo dall'assunto, reso possibile dall'ardita teorizzazione di Matte Blanco, che la psico-patologia nelle sue varie forme realizza una multi-dimensionalità impostata su strutture bi-logiche "letali", nelle quali predomina l'aspetto arginativo e difensivo (corto-circuito "ossessivo" secondo Bria,) oppure tale da spiazzare totalmente l'operazione asimmetrica della difesa logica e da prenderne il posto (corto-circuito "delirante", alla Schreber), ne viene come conseguenza quale é il compito della psicoterapia, qui di quella gruppo-analitica: è la sostituzione delle strutture bi-logiche non vitali, patologiche, con strutture bi-logiche "vitali", isomorfe alle prime in quanto della stessa classe di equivalenza ma caratterizzate dall'equilibrio logico/affettivo..
Ciò si realizza proprio tramite il movimento ascendente che scioglie le strutture patologiche nella multi-dimensionalità e tramite la successiva ri-discesa alla tri-dimensionalità; questo secondo movimento fa comparire nuove strutture bi-logiche, che sono vitali perché sono state così trasformate dal consenso omogeneizzante fornito dal gruppo.
E' così che il gruppo analitico, nella sua funzione di sogno, appare come un mirabile strumento di dispiegamento e di conferma della teoria e della clinica di Ignacio Matte Blanco.

BIBLIOGRAFIA

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K.Zimmerman, in S.R.Kaplan, V.G.Gold, R.M.Whitman, Symposium on dreams and the group setting, in Intern.Journ. Group Psychother., 23, 118-174 1973.
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M.Durst, Ignacio Matte Blanco: uno psicoanalista proiettato verso la Filosofia, in Archivio di Psicologia, Neurologia e Psichiatria, LVII, 5-6, 605-615, 1996.
P.Bria, Individuo, Gruppo e Matrice di base della socialità, una riflessione sul gruppo in termini di bi-logica, in Archivio di Psicologia, Neurologia e Psichiatria, XLVI, 1, 355-379, 1985.
------ , L'essere antinomico, vent'anni dopo, Introduzione a I.Matte Blanco "L'inconscio come insiemi infiniti", Einaudi, Torino, XXXII-XCVI.

 

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