| Il sogno
riportato in un gruppo terapeutico è uno degli eventi che ne caratterizzano
incisivamente lo svolgimento; la sua frequenza è paragonabile
a quella di altre forme di psicoterapia e in ogni caso il suo
merito dipende dal modo in cui la terapia viene svolta.
Il sogno considerato nel presente contributo si riferisce a quel
tipo di gruppo che raggiunge, se pure in modo discontinuo, quello
stato di fusione emotiva fra i componenti (Neri et al. 1990) che
consente di considerarlo come "psiche-gruppo", contrapposto come
tale al "socio-gruppo" di assembramento seriato (Moreno 1964).
Nella fattispecie il gruppo qui trattato è quello analitico, di
impostazione foulksiana (Foulkes,1975). E' soprattutto in questo
contesto che il sogno consente di esplorare emozioni profonde
e nascoste, che sono tali non tanto e non solo in riferimento
alla vita personale dei singoli componenti del gruppo ma esprimono
il modo di essere e di sentire della collettività in inter-azione,
in modo specifico quello della primordialità di ciascuno e di
tutti.
Nei momenti salienti di questo tipo di gruppo i partecipanti entrano
infatti in uno stato modificato di coscienza analogo a quello
della ipnosi, intesa questa non come situazione di monoideismo
ossessivo ma di monotimismo pervasivo; di
conseguenza il gruppo analitico risulta straordinariamente ricco
in emozioni e si esprime come "campo matriciale", corrispettivo
del "transfert" del processo psicoanalitico.
Per lo stesso processo, nei suoi momenti emotivi il gruppo analitico
piuttosto che "in sonno" è "in sogno", uno stato soggetto a tutte
le leggi che la psicoanalisi ha descritto al riguardo; e ogni
inter-azione che si verifica al suo interno, al di là dei sogni
p.d., ha carattere onirico. Gli altri momenti, costruttivi e interpretativi,
sono invece analoghi alla veglia.
In questa prospettiva il setting di gruppo funziona innanzitutto
come un evento pre-addormentamento che si incorpora nel sogno,
come nello studio psico-fisiologico del sonno si ritrovano elementi
della situazione sperimentale nella quale il soggetto si è addormentato.
Inoltre il sogno di gruppo risente marcatamente della disposizione
emotiva che il soggetto ha nei riguardi del conduttore del gruppo
e dell'insieme gruppale, nonchè delle aspettative che egli pone
in essi; ed è la particolare salienza che questi aspetti assumono
in uno qualunque dei componenti ciò che determina il gruppo a
"scegliere" lui, per sognare a nome di tutti. Il gruppo esercita
infatti le sue deleghe inconsce soprattutto in termini di sogno:
"Subjects who dream are those who experience most clearly and
intensively the emotional situation which the group in undergoing"
(Zimmermann 1973).
Fa poi parte dello specifico processo gruppale il fatto che le
libere associazioni di chi ha ascoltato il sogno rendano partecipi
attivi anch'essi del processo onirico, facendo echeggiare in ciascuno
eventi del passato rimasti latenti anche per lungo tempo, e portando
così al recupero di brani di esistenza già tenuti dissocciati
e mai noti.
Nasce da questa impostazione teorica il modo specifico della gruppo-analisi
col quale un dato onirico o inter-attivo riportato in seduta viene
processato: le associazioni su questo dato sono richieste anche
ad altri che non sono il sognatore e su di esse si costruisce
una interpretazione collettiva che risulta migliore di quella
individuale, fosse pure quella del conduttore. Infatti il sogno
attiva memorie e sentimenti latenti nei membri del gruppo e per
altro é un principio della gruppo-analisi che il sogno è essenzialmente
promosso dal loro essere insieme.
Si tratta di un vero e proprio processo di "risonanza", il principio
per il quale un suono si sintonizza con la capacità vibratile
di un ambiente e acquista uno spessore e un significato che sono
molto più grandi di quanto il suono abbia di per sè.
E' su questa base che, a partire dagli anni '90 si è sviluppato
un metodo di analisi di sogni condivisi in gruppo che ha preso
il nome di "Social Dreaming" (Lawrence 1998).
Oltre che dalla "risonanza" il gruppo analitico è caratterizzato
dal "mirroring", quel processo di rispecchiamento per il quale
il soggetto implicato tende a vedere in un altro, o in una inter-azione
di gruppo, se stesso o parti di sè, oppure a imitarne o a contraddirne
il comportamento, sempre nella più completa inconsapevolezza di
ciò (Pines,1977). Ognuno, prendendo coscienza di questa possibilità
e nell'accettarla (mirroring "benigno") apprende per rispecchiamento
a vedere propri aspetti rimossi, riflessi nella inter-azione di
altri membri del gruppo fra loro e di sè con loro: vede gli altri
reagire nel modo che gli è proprio
o opposto, e vedendo cosa si verifica nel gruppo apprende anche
cosa si svolge nella sua mente; rispeeettivamente riconosce che
i propri conflitti e problemi si svolgono in un contesto che li
rispecchia.
Questi processi portano il gruppo analitico ad una omogeneizzazione
profonda, che implica la fusione dei soggetti fra loro.
Per introdurre a questo punto il materiale clinico, si può ricordare
che è del tutto frequente il caso che in una seduta uno stesso
sogno, nel suo insieme o nei suoi dettagli, venga raccontato da
due o da più componenti del gruppo, oppure che un soggetto riconosca
in un altro il fotogramma dinamico del proprio mondo interno,
che risuoni con lui, e che un intero scenario di vicende
lontane nel tempo e nello spazio emerga alla coscienza di qualcuno
venendo riconosciuto come proprio anche da altri.
Il fatto che il sogno di gruppo esprime non tanto i desideri di
chi lo ha raccontato ma piuttosto quello di un altro componente
o del gruppo come un tutto, secondo un processo di delega che
dissolve i contenimenti individuali, porta come conseguenza che
il contenuto onirico di gruppo possa essere meno strutturato o
più arcaico di quello dei sogni individuali, e che si riferisca
a età più antiche di quelle della psicoanalisi personale.
Si tratta di soni "archetipi" (Zanasi e Ciani,1995), identificabili
come tali per la presenza di motivi mitologici, religiosi, alchemici,
teriomorfi; lontani dagli eventi quotidiani e caratterizzati dalla
intensità degli affetti ad essi associati. Essi corrispondono
al livello di quella "matrice primordiale" proposta da Foulkes
che, già rilevabile nel piccolo gruppo analitico di 8-10 persone
è pervasivamente presente nel Grande gruppo, di 50 persone e oltre
(Ancona,1998).
Su questo scenario si svolge il lavoro di recupero, attualizzazione,
pubblicizzazione di quei pensieri selvaggi proposti da Bion (1983),
quelli che stanno nell'aria da qualche parte, eredità degli antenati,
della civilizzazione e del mondo circostante: i "pensieri bizzarri",
in cerca di un pensatore, in questo caso della mente inconscia
del gruppo, per potersi esprimere.
Col gruppo si attualizza di fatto un mondo che si declina nella
multi-dimensionalità, ed è impregnato di emozioni che tendono
verso l'infinito; e ciò tanto più quanto più esse sono connaturate
di inconscio.
A questo livello le stesse emozioni sono di fatto,secondo la teoria
di Matte Blanco (1975),"strutture bi-logiche molari", numerose,
contemporanee e anti-nomiche; esse possono produrre il vissuto
di caos che si avverte bene nei gruppi
"grandi", producendo una "frenesia simmetrica"(Matte Blanco,1988),
dove l'azione terapeutica del gruppo si attua favorendone il viraggio
verso quella "frenesia ideativa"(M.Durst 1996) che è sintonica
con la realtà fisico-sociale.
La processualià di questo itinerario riassume bene quanto sin
qui detto: si parte dalla percezione cosciente che ogni componente
del gruppo ha degli altri, individui o relazioni concrete e ben
delimitate. Tuttavia, "gli esseri umani oltre che essere individui,
diversi l'uno dall'altro, avvertono (anche) di essere una sola
unità indivisibile con tutti e con il mondo, ciascuno di essi
essendo elemento unico di intersezione di un numero infinito di
funzioni proposizionali, quelle funzioni o classi ciascuna delle
quali definisce qualcosa. In tale prospettiva gli uomini tendono
a fondersi l'uno con l'altro, ad annullarsi come enti individui
e la socialità, che caratterizza i singoli, sconfina in una matrice
unificante che fa sentire di essere "tutto" e mette in comunicazione
con tutti" (Bria 1985): una comunicazione essenzialmente emotiva.
Questa realtà si attua marcatamente nel gruppo analitico, per
cui si può dire che il suo lavoro introduce forti emozioni e che
a seconda del loro intensificarsi si producono "simmetrizzazioni"
(Matte Blanco, cit.) in classi sempre più comprensive. Allora
dietro ad ogni individuo (o relazione) si "vede" una serie sempre
più numerosa di individui che soddisfano una stessa funzione proposizionale,
quella della percezione originaria: in altre parole ci si trova
di fronte ad una classe vissuta come unità di natura multi-dimensionale,
dove più individui sono diventati un solo super-individuo, in
grado di catturare una miriade di elementi e di pensieri dispersi.
Nel gruppo si verifica la "condensazione" che è propria del sogno,
per dire che il gruppo si è così trasformato in sogno.
A questo traguardo, che costituisce la metà del programma da compiere,
segue quello che Matte Blanco ha chiamato "altalena epistemologica";
per essa allo stato di simmetrizzazione che si è verificato si
alterna la asimmetrizzazione.
Si intende con ciò l'opera riduttiva che si introduce come interpretazione
e pensiero eterogeneo, tridimensionale; è la funzione di traduzione,
di dispiegamento, per la quale uno spazio di n dimensioni viene
rappresentato da uno spazio di (n-1) dimensioni .
Matte Blanco ha indicato cosa si verifica allora: una moltiplicazione
di elementi.
Sappiamo infatti da lui che una struttura spazio-temporale multi-dimensionalizzata,
dove più cose appaiono come una e la stessa cosa, ridotta al livello
tri-dimensionale dà luogo ad una struttura bi-logica, dove nello
soazio discreto si danno più oggetti si danno. E sappiamo con
Bria (2001) che l' "altalena epistemologica" si correla con la
possibilità di un percorso altalenante fra discesa della multi-dimensionalità
alla tri-dimensionalità, e ascesa da questa a quella.
Se ora partiamo dall'assunto, reso possibile dall'ardita teorizzazione
di Matte Blanco, che la psico-patologia nelle sue varie forme
realizza una multi-dimensionalità impostata su strutture bi-logiche
"letali", nelle quali predomina l'aspetto arginativo e difensivo
(corto-circuito "ossessivo" secondo Bria,) oppure tale da spiazzare
totalmente l'operazione asimmetrica della difesa logica e da prenderne
il posto (corto-circuito "delirante", alla Schreber), ne viene
come conseguenza quale é il compito della psicoterapia, qui di
quella gruppo-analitica: è la sostituzione delle strutture bi-logiche
non vitali, patologiche, con strutture bi-logiche "vitali", isomorfe
alle prime in quanto della stessa classe di equivalenza ma caratterizzate
dall'equilibrio logico/affettivo..
Ciò si realizza proprio tramite il movimento ascendente che scioglie
le strutture patologiche nella multi-dimensionalità e tramite
la successiva ri-discesa alla tri-dimensionalità; questo secondo
movimento fa comparire nuove strutture bi-logiche, che sono vitali
perché sono state così trasformate dal consenso omogeneizzante
fornito dal gruppo.
E' così che il gruppo analitico, nella sua funzione di sogno,
appare come un mirabile strumento di dispiegamento e di conferma
della teoria e della clinica di Ignacio Matte Blanco.
BIBLIOGRAFIA
C.Neri, L.Pallier, G.Pertacchi, G.C.Soavi, Fusionalità, Borla,
Roma,1990.
J.L.Moreno (1964), Psychodrama, Bacon House, New York (trad. ital.
Astrolabio, Roma, 1985).
S.H.Foulkes (1975), Group Analytic Psychotherapy, Gordon-Breach
London, (trad.ital. Astrolabio, Roma, 1977).
K.Zimmerman, in S.R.Kaplan, V.G.Gold, R.M.Whitman, Symposium on
dreams and the group setting, in Intern.Journ. Group Psychother.,
23, 118-174 1973.
W.G.Lawrence, a cura di, (1998), Social Dreaming, la funzione
sociale del sogno, Borla, Roma, 2001.
M.Pines, A prospect of group analysis, in Group Analysis, 10,
1, 49-55, 1977.
M. Zanasi, N.Ciani, a cura di, Manuale di Gruppoanalisi, Angeli,
Roma,1955.
W.R.Bion, Seminari Italiani, Borla, Roma, 1983
I.Matte Blanco (1975), Unconscious as infinite sets - An essay
in bi-logic, Duckworth, London, (trad. ital. Einaudi, Torino,
1981).
------------- (1988), Thinking, Feeling and Being. Clinical reflections
on the Fundamental Antinomy of Human Being and World, (trad. Ital.
Einaudi, Torino, 1995).
M.Durst, Ignacio Matte Blanco: uno psicoanalista proiettato verso
la Filosofia, in Archivio di Psicologia, Neurologia e Psichiatria,
LVII, 5-6, 605-615, 1996.
P.Bria, Individuo, Gruppo e Matrice di base della socialità, una
riflessione sul gruppo in termini di bi-logica, in Archivio di
Psicologia, Neurologia e Psichiatria, XLVI, 1, 355-379, 1985.
------ , L'essere antinomico, vent'anni dopo, Introduzione a I.Matte
Blanco "L'inconscio come insiemi infiniti", Einaudi, Torino, XXXII-XCVI.
|