| Introduzione
Lo scopo di questo articolo é quello
di presentare una esperienza nelle unità intraospealiere e dell'ospedale
di giorno: il gruppo "Caffé & Biscotti". Questo gruppo verbale
, creato nel 1997 nell'annesso psico-educativo delle unità ospedaliere,
continua oggi nel contesto dell'ospedale di giorno. Esso é animato
da una psicologa e da un educatore, e da una infermiera come co-animatrice.
Rappresenta uno dei primi tentativi di lavoro gruppale nelle nostre
unità ospedaliere, con una popolazione composta da adulti con
disabilità intellettuale, da leggera a severa e con disordini
importanti del comportamento, con o senza disturbi autistici.
Noi possiamo anche, per alcuni pazienti,
evocare la diagnosi di "disordini di personalità" di tipo borderline.
Tutte queste persone hanno problemi di gestione e i adattamento
alle situazioni sociali della vita quotidiana. Essi hanno anche
problemi di gestione delle emozioni ( rabbia, dolore, paura, gioia)
nell'identificarle e nell'esprimerle.
L gruppo "caffé & Biscotti" accoglie pazienti in ospedale di giorno che vivono in residenza o in famiglia, e pazienti
ancora ospedalizzati, « in preparazione » per l'uscita
dalle unità ospedaliere.
L'originalità di questi gruppi verbali
risiede in un possibile intervento su persone che presentano una
bassissima tolleranza allo stress sociale e che possiedono delle
capacità verbali ridotte.
Il vantaggio della situazione gruppale
per questa popolazione é prima di tutto di mettere il paziente
in una situazione terapeutica che puo' essere corretiva di una
situazione di "gruppo naturale", come per esempio quella dei pasti
o della serata in residenza istituzionale, o in famiglia.Noi offriamo
anche degli strumenti che permettono una migliore adattazione
alla realtà , e quindi un migliore accesso alle interazioni sociali.
Dal punto di vista teorico, considerando una popolazione psicotica,
Brenner sottolinea l'importanza dell'interazione di quattro livelli
funzionali: un livello primario di percezione-attenzione, un livello
cognitivo , un livello microsociale legato al contesto relazionale
e un livello macrosociale, maggiormente orientato al ruolo nella
società.
Abbiamo osservato la necessità di
esporre i nostri pazienti in modo prudente in intensità e complessità
a differenti percezioni sensoriali per rieducarli all'attenzione
attraverso attività piacevoli e poco stressanti. A livello cognitivo
li abbiam dunque messi in situazioni ove l'utilizzazione di concetti,
ben che semplici, e del linguaggio, sempre tenendo conto di differenti
soglie di ansietà , potessero essere gratificanti. La successiva
elaborazione di comportamenti sociali accettabili aveva anch'essa
una connotazione gratificante, coinvolgendo una valorizzazione
all'interno del gruppo.
Noi abbiamo valutato la nostra esperienza
e abbiamo noratato che una terapia coinvolgente una dinamica gruppale
poteva essere modulata secondo i bisogni individuali epotva diventare
accessibile anche a pazienti con un livello di tolleranza allo
stress sociale molto basso.
Costituzione del gruppo "Caffé & Biscotti"
Il
gruppo "Caffé & Biscotti" é stato il gruppo verbale di riferimento
per i gruppi analoghi nella struttura dell'ospedale di giorno.
Vi era in effetti una fondamentale reticenza nei pazienti a frequentare
una struttura logisticamente vicina all'ospedale psichiatrico.
I
terapeuti hanno dunque dovuto incoraggiare i pazienti a partecipare
a questo gruppo e a parteciparvi con regolarità, adattando le
strategie di "seduzione terapeutica" a pazienti con disturbi importanti
della comunicazione e dell'interazione sociale. I terapeuti hanno
anche dovuto evitare i passaggi all'atto di tipo aggressivo e
altri comportamenti inadeguati durante il gruppo, che potevano
causate incidenti, introducendo un quadro terapeutico solido e
regolare con una struttura molto contenente, senza dimeticare
l'aspetto gradevole, per esempio i biscotti e il caffé. Questa
componente, infatti, é tutt'altro che anodina. Il nostro obiettivo
era il seguente : condurre i nostri pazienti gradualmente a uno
scambio reciproco, attorno a un contesto concreto tale da metterli
in relazione, e questo in un'atmosfera conviviale e rilassata,
senza l'impressione di essere in una situazione di esame o di
fallimento.
Il
gruppo dura 45' e si svolge il venerdi' pomeriggio. Poiché ha
luogo alla fine delle settimana, esso é molto carico emozionalmente
perché ne porta il carico e anche perché ha come obiettivo la
preparazione della separazione dai terapeuti nel WE.
Un
altro obiettivo di questo gruppo a carattere riabilitativo é di
insegnare dei comportamenti sociali accettabili attraverso gli
scambi "hic et nunc" e l'osservanza di regole sociali che vengono
chiaramente definite, pur rispettando il carattere conviviale
del gruppo.
I
terapeuti devono adattare il livello di scambio nel gruppo alle
capacità cognitive dei pazienti e alle difficoltà legate alla
patologia psichiatrica. Questo rende la nozione di piacere molto
importante come contenente gruppale.
L'ipotesi
é la seguente: il piacere di mangiare i biscotti e di bere il
caffé facilita lo scambio sociale, dando ai pazienti un profondo
senso di appartenenza sociale al gruppo e generando l'atmosfera
necessaria all'elaborazione gruppale. Rapidamente, attorno a questo
supporto concreto sono emerse delle tematiche personali che si
sono potute raggruppare su temi piu' generali: le attività del
WE, desideri di cambiamento nelle attività di lavoro o occupazionali,
desideri di cambiamento di luogo di vita, in altre parole le difficoltà
del quotidiano.
I
pazienti passano in rassegna la loro settimana, con i problemi
di tutti i giorni e i successi che i terapeuti sottolineano.
Le
regole de gruppo possono essere cosi' riassunte:
Rispetto del quadro terapeutico
(puntualità e regolarità): da questo punto di vista i pazienti
non hanno grossi problemi ed essi rispettano perfettamente questa
regola, essendo molto attenti all'orario. A questo proposito G.
é l'orologio del gruppo e anche nel bel mezzo di un intervento
questo paziente é capace di alzarsi, venire verso i terapeuti
e dire, mostrando l'orologio - Manca un quarto!- andandosene immediatamente.
Questo paziente ha imparato, almeno in parte, ad aspettare la
fine dell'intervento per salutare e partire.Si puo' quindi rilevare
la rigidità dei pazienti verso il quadro terapeutico, soprattutto
in presenza di tratti ossessivi. E' stato quindi necessario arrivare
a una maggiore flessibilità e adaguatezza al quadro terapeutico
per permettere di modulare le loro reazioni, accettare le eccezioni
alle regole e adottare comportamenti meno esplosivi.
Restare seduti fino alla fine del
gruppo e osservare un comportamento adeguato.( non andare continuamente
in bagno, non consumare biscotti e caffé esageratamente e non
isolarsi) é stato obiettivi difficili: Tutti i pazienti, fin dall'inizio
del gruppo, presentavano problemi di agitazione psicomotoria e
di tensione interna che li spingevano a alzarsi in piedi e a muoversi
in tutte le direzioni. E' stato percio' necessario un lavoro importante
per permettere una contenenza fisica e psichica di pazienti.
Un'altra regola importante é stata
quella del contratto di non-agressione (fisica o verbale).
L'idea terapeutica é quella di insegnare ai pazienti dei modi
alternativi per esprimere i propri bisogni e la propria agressività
quando siano confrontati a variabili conosciute legate a situazioni
poco chiare (secondo il loro punto di vista).Cominciando da semplici
spiegazioni delle situazioni difficili , poco a poco i terapeuti
arrivano a far si' che ipazienti mettano delle parole sui sentimenti,
"dicendo" le tensioni interne, i dubbi, le confuioni, e le paure,
tutte emozioni che possono scatenare la violenza. L'ipotesi é
quella che i problemi di comportamento dei pazienti rappreentano
la parte visibile dell'iceberg , é il sintomo dichiarato in rapporto
essenzialmente a una povera comprensione di certe situazioni emozionali
o sociali troppo difficili da decodare.
In cima a tutto questo, sempre in
relazione all'aspetto riabilitativo del gruppo, senza che sia
una regola vera e propria, si domanda un certo comportamento
corretto, ovvero un certo comportamento sociale dvanti agli
altri. I pazienti devono imparare, o re-imparare, a guardare gli
altri quandparlano, ad ascoltare gli altri, a star seduti correttamentesulla
sedia senza sdraiarcisi e senza gitarsi continuamente. Essi devono
anche imparare ad aspettare il loro turno per parlare, a non interrompere
gli altri senza ragione. La fine del gruppo é marcata da un breve
riassunto dove ciascun individuo prende un ruolo di restituzione
del contenuto del gruppo. In questo modo il gruppo lavora la percezione
e la memoria e tutti i pazienti hanno l'occasione di essere presenti.
Per
riassumere, possiamo dire che mettere in parole le difficoltà,
esprimesi,trovare alternative, ri-imparare certi comportamenti
sociali, controllare le emozioni durante i grppo, misurare i movimenti
emozionali, dopo averli identificati, insegnare "ogni persona
al suo turno" invece di "ciascuno per sé", tutto questo é stato
il nostro obiettivo. E' importante per ogni paziente poter sperimentare
situazioni sociali con il fine di migliorare le proprie capacità
di interazione. L'atmosfera rilassata e amichevole apre la possibilità
di scambi sociali che dientano sempre piu' reciproci. Abbiamo
centrato il nostro lavoro sul progresso e sul successo di ogni
persona, coscché i pazienti possano portar con sé una migliore
immagine di sé stessi nella vita di tutti i giorni:
Valutazione soggettiva
Il gruppo "caffé & Biscotti"
si é rivelato specialmente efficace secondo i risultati soggettivi
e oggettivi che abbiamo potuto misurare. Questo gruppo ha permesso
una solida referenziazione nel tempo e nello spazio. Progressivamente
il contnuto del gruppo é diventato piu' attrattivo dell'aspetto
materiale del caffé e dei biscotti , mangiare e bere sono divenuti
secondari , permettendo scambi relazionali nel gruppo sempre piu'
reciproci e forme di cortesia ( per esempio: servire gli altri,
passare il vassoio dei biscotti). Attualmente i pazienti vengono
piu' per parlare , per scambiare gli uni gli altri e per fare
la conversazione, mostrando di gradire questa situazione, piuttosto
che per bere il caffé e mangiare i biscotti. Tuttavia questa "seduzione
terapeutica" é stata fondamentale per creare la struttura del
gruppo.
Valutazione Obiettiva
Abbiamo scelto di usare una scala
di valutazione clinica, The Aberrant Behaviour Checklist, per
essere capaci di quantificare, in modod piu' preciso e meno intuitivo,
il comportamento ei progessi dei nostri pazienti.
"The Aberrant Behaviour Checklist"
(ABC - Autors: Aman M.G. Singh N.N., Stewart A.W. et Field C.J.,
1985).
Questa scala di valutazione
, sviluppata dagli autori ( tradotta e adattata dagli autori nel
1994) descrive gli effetti del trattamento medicamentoso (o di
altre forme di trattamento) sul comportamento in una popolazione
con disabilità intellettuale.Questa scala é composta da 58 items
che compongono 5 fattori:1) irritabilitaà, gitazione, grida (15
items; 2) letargia, auto-isolamento sociale (16 items)
; 3) comportamento stereotipato (7items); 4) Iperattività, insubordinazione (16
items) ; 5) linguaggio inappropriato o parole inappropriate (
4 items).Gli items sono valutati su una scala di 4 punti, da 0
a 3, secondo il grado di severità.Questa scala puo' essere periodicamente
riempita dall'equipe curante ( dopo una settimana di osservazione
per ciascun paziente). Questa scala permette di misurare i cambiamneti
clinici nel comportamento , la loro evoluzione, seguendo il tipo
di trattamento ( non solo quello farmacologico). Cosi' noi possiamo
avre un'idea piu' chiara circa i problemi di comportamento, la
loro frequenza e intensità, e la loro ripercussione sul funzionamneto
e sullo sviluppo dei pazienti.Questa scala fa parte della nostra
batteria clinica.I pazienti sono informati, e danno il loro consenso.
Abbiamo notato valori dell'ABC migliori nella maggioranza dei
pazienti in terapia
Descrizione di una situazione gruppale (Gennaio 2001)
Participanti: Catherine-Viviane-Léa-Sonia-Gilles-Jean-Henry; una
terapista Danièle, e 2 co-terapisti Maria and Josiane.
Marie, una co-terapeuta annuncia
la partenza dopo due anni di participazione. Veemente protesta
di Gilles: "Io non sono d'accordo, non mi piacciono i cambiamenti."
(Gilles si mette a braccia conserte, mette giu' la testa, e guarda
il pavimento)
Danièle, terapeuta: "Ma questo non
ti impedisce di avere bevande e biscotti!"
Henry si precipita sui biscotti,mentre
Lea propone l'acqua minerale ai participanti.
Catherine: "Henry, attento! Stai
prendendo la nostra parte di biscotti"
Gilles: "Oh, Henry, é sempre lo stesso
con lui. A me non piace."
Henry mette giu' il vassoio dei biscotti
e si siede, vessato:"Ma io voglio sempre riuscire a far ben e
a essere adulto"
Catherine: "grazie, Henry, ad ogni
modo. Qui si aspetta il proprio turno per prendere i biscotti,
cosi' pure per parlare, Ma perché Maria,la co-terapeuta se ne
va?, Lascerà anche l'ospedale di giorno?"
Marie, co-terapeuta: "Perché la vita
é cambiamento, io parto, ma altri co-terapeuti prendeanno il mio
posto. Posso già annunciarvi che saanno Viviane and Christine."
Danièle, terapeuta: "Il gruppo
"Caffé & Biscotti" continuerà con altri co-terapeuti , Ma
io resto la terapeuta di questo gruppo, proprio come prima."
Léa comincia a dimenarsi.
Catherine (molto spaventata): "Ecco
che comincia a dimenarsi di nuovo, perché ti dimeni cosi'? Non
va bene."
Léa: "Sono triste perché la
co-terapeuta se ne va. Anch'io vorrei partire, e in tutti i casi,
me ne andro'durante tutta la settimana prossima e cosi' non mi
verete."
Josiane co-terapeuta: "Ma forse lei
sta cercando di dirci che la partenza di Marie la rende triste,
e allo stesso momento un po' arrabiata."
Silenzio di Léa come pure di tutto
il gruppo.
Danièle, terapeuta: "Parliamo adesso
di cosa é successo durante la settimana scorsa."
Catherine: "Per me, la piscina éandata
bene, perché non ho pensato di fumare mentre stavo nuotando."
Sonia, trionfante: "Io, ho fatto
una fuga, ieri."
Danièle, terapeuta: "E lo dici sorridendo?"
Sonia: "No, Mi sono sentita molto
male, ieri, ho visto di nuovo i fantasmi,cosi' sono partita."
Danièle, terapeuta: "Allora tu te
ne vai quando ti senti male? E' qualcosa che anche gli altri nel
gruppo conoscono?"
Léa: "Io, quando mi sento male, me
ne vado in città e telefono a tutti tutto il tempo."
Gilles: "Anch'io, prima, avevo l'abitudine
di fare delle fughe e di andare a insultare la gente per strada,
ma adesso non lo faccio piu', adesso facio delle uscite in città.
Ma quando potro' non andare piu' in atelier e potro' andare sempre
in città?"
Catherine: "Oh! Gilles, non
ricominci di nuovo ,tu sai che devi venire all'ospedale di giorno
e seguire il programma come noi, se no, le cose andranno male
per te, e per me pure."
Gilles, cominciando a piagnucolare
: "Oh, ma io penso sempre ai miei genitori ( Che sono entrambi
morti)."
Catherine: "Anch'io, un giorno li
perdero': per questo forse non voglio ststare da sola a casa mia
o sola in città: Mi hanno consiglato di vivere in un hme, un giorno,
se mi succede." Faccia scura
Léa: "Sono stufo di questo programma,
stufo di voi tutti, voglio avere la mia vita come qualsiasi persona."
Henry: "Ma tu hai un problema, tu
sei malato, come vuoi riuscire a vivere da solo in una città tutto
il giorno?"
Léa si dimena per tutta risposta.
Catherine: "Se stiamo parlando a
proposito dei piaceri della settimana, devo dirvi che ho visto
mio figlio Mercoledi' e che abbiamo mangiato insieme."
Silenzio nel gruppo.
Viviane: "Anch'io, io ho fatto una
fuga ed ero molto spaventata, mi sono persa nella foresta."
Catherine: "Ma quando é successo?Settimana
scorsa?"
Viviane: "No, quando ero piccola."
Catherine: "Ma tu non hai capito
niente, dobbiamo parlare di quello che é successo la settimana
scorsa."
Viviane: "Bene, se non possiamo parlare,
sto zitta.(molto seccata)."
Danièle, terapeuta: "Tu puoi parlare
di queste cose con me in terapia individuale, ma nel gruppo bisogna
parlare di quello che successo di buono la settimana prima, Ok,
Viviane?" (Viviane annuisce.)
Jean: "A me é piaciuto il Gruppo
Fattoria, vedere gli animali mi ha reso felice, sono stato anche
contento di fare il Gruppo Acquisti, cosi' mi hanno aiutato a
comprarmi i vestiti."
Henry: "Bene, io preferisco dormire
ben nascosto, perché tutto é talmente difficile!"
Catherine: "Ma tu non puoi passare
il rsto della tua vita dormendo, se no diventerai grosso come
me, Bisogna che tu ti muova."
Henry: "Oh, no! Se no io avro' troppe
difficoltà a tenere la mia "A"( che vorrebbe dire avro' troppa
difficoltà a controllarmi)."
A questo punto i terapeuti evocano
differenti paure, per esempio la paura di non farcela nelle attiità
quotidiane, paura che puo' spingere a nascondersi,a fare delle
fughe, mangiare troppo,fumare troppo.
Danièle, terapeuta: "Potremmo parlare,
adesso del prossimo WE?"
Henry: "Bene, essere capace di prendere
la mia "A", io staro' tutto il WE disteso nascosto a dormire."
Proteste dal gruppo.
Catherine: "Ma tu puoi andare a fare
una passeggiata, prendere il bus, invece di startene disteso tutto
il giorno."
Viviane: "Tu potresti almeno guardare
i film alla televisione."
Henry: "Ah! No, tutto questo é troppo
complicato. Io me ne staro' nascosto, e con un solo ice-tea, cosi'
non diventero' troppo nervoso."
Gilles: "In città."
Il gruppo, curioso, chiede dettagli.
Gilles: "Tu mi impedirai di andare
in città?"
Catherine: "No, non preoccuparti."
Sonia: "Fa sempre il muso, quello
li'."
Gilles: "Io andro' nelle strade basse
per vedere se trovo una fisarmonica." (Gilles va veramente meglio
del solito oggi, tutti applaudono)
Sabina: "Questo WE andro' a sciare
con i miei genitori."
Jean: "Niente di speciale saro' calmo,
e andro' fuori a curare i gatti."
Catherine: "Io ho un gatto, ma non
mi impedisce di occuparmi di me stessa. Questa settimana andro'
dalla pettinatrice per farmi un brushing,ecco qua." (Guardando
Jean) ma perch tunon ti occupi mai un po' di te stesso?"
Jean guarda per terra.
Marie, co-terapeuta: "Jean, pensi
di comprare qualcosa questo WE?"
Jean: "Oh, vediamo. Penso ci
sa ancora un uovo nel mio frigo."
Catherine: "Ma oi siamo preoccupati
per te. Tu ti occupi meglio dei tuoi gatti che di te stesso, e
questo non va bene."
Il gruppo approva.
Viviane: "Questo WE andro' a dormire
a casa dei mio ragazzo. Magari le cose non funzioneranno bene
tra di noi e mi probiranno di vederlo ancora, ma é ancora troppo
spaventosos dormire da sola nel mio appartamento."
Léa: "Io andro' a vederela mia madrina
sabato, edomenica andro' in montagna con gli educatori. Preferirei
andare a Parigi da sola."
Come possiamo vedere gli scambi trasversali
son important. Qui i pazienti possono parlare delle loro paure
e affrontarle senza sentirsi i soli a vivere queste difficoltà.
Ci si consiglia reciprocamente su come gestire le situazioni.
I pazienti, come abbiamo visto, possono partire con un'immagine
meno negativa di sé stessi, avendo evocato i successi della settimana
passata e avendoli visti confermati attraverso gli atri. Essi
possono anche vocare pogetti per ilWe o ascoltare gli altri che
ne propongono in caso non abbiano idee. L'accesso a parole che
permettano una formulazione dei sentimenti e delle emozioni rappresenta
una alternativa all'azione o a reazioni impreveibili che a volte
possono essere violente ed é cosi' che poco a poco le risposte
o le strategie comportamentali diventano piu' efficaci.
Aiutate dallo scambio reciproco sono
emerse soluzioni alternative ai passaggi all'atto aggressivi.
Conclusione
Sul piano clinico, é importante
notare che i nostri pazienti sono stati capaci di evolvere in
alcune aree trattate nel gruppo "Caffé & Biscotti". Abbiano
notato una migliore gestione delle emozioni, una considerabile
diminuzione dell'ansietà quando confrontati con il cambiamento,
un'anticipazione delle situazioni (WE) e un importante miglioramento
della comunicazione verbale e non verbale con un certo impatto
sulle relazioni sociali duali. Abbiamo anche assistito a un miglioramento
dell'igiene. In senso generale il comportamento é diventato piu'
accettabile. Conseguenza di tutti questi miglioramenti é stato
un importante aumento nell'autonomia nella vita di ogni giorno
praticamente per tutti i pazienti del nostro gruppo, autonomia
che ha aiutato la loro integrazione nei luoghi di vita e di attività.
Considerando i cambiamenti
piu' personali, abbiano notato una maggiore capacità di espressione
verbale e non verbale, una reduzione dell'egocentrismo e una diminuzione
delle attitudini di chiusura e di fuga.
La
presenza di un quadro terapeutico contenente ha permesso ai pazienti
di cercare e trovare ruoli personali e sociali piu' consoni ai
loro bisogni e aspirazioni, permettendo di fare un compromesso
tra i desideri un po' troppo ideali e la realtà un po' troppo
avvilente. Per esempio un paziente ha potuto assumere un ruolo
che univa il servizio agli altri partecipanti con un ruolo privilegiato
di aiutante del terapeuta, portando il caffé nel gruppo. Questo
gesto aveva anche la funzione di scandire un momento particolare
, quello dell'inizio del gruppo.
Dobbiamo
notare l'aspetto molto cerimoniale, quasi ritualizzato, che assumono
i differenti ruoli dei partecipanti, ruoli che ognuno ama rispettare
in modo molto regolare e serio. Il gruppo ha permesso loro di
fruire maggiormente della loro percezione (vedere, sentire, annusare,
essere attenti ai sentimenti degli altri riconoscendoli e identificandoli).
Siamo stati anche testimoni di una miglioe comprensione delle
richieste reciproche attraverso un lavoro di chiarificazione a
livello del contenuto. I pazienti possono dire che non capiscono
e sono meglio equipaggiati per chiedere aiuto per cercare informazioni
e risposte adattate. In questo modo siamo stati capaci di indicre
una migliore strategia sociale che puo' eventulemnet frenare conflitti
o problemi che riguardano una possibili violenza.
Si
é notata una notevole diminuzione nei comportamente inadeguati
( fuga, rifiuto del contesto, rabbia verso sé stessi o gli altri),
con la persistenza di una timia piuttsto labile ( tristezza, depressioe,
rabbia,euforia passeggera) per la maggior parte dei pazienti.
Ci
é sembrato interessante oggettivare l'evoluzione dei pazienti
trattati in questo gruppo attraverso il questionario ABC.
Questo
strumento si riferisce specificatamente ai disordini comportamentali
presentati da questa popolazione. Noi proponiamo di misurare l'evoluzione
di questi pazienti con questo strumento che prende in considerazione
in una maniera specifica la presenza e la gravità dei disordini
comportamentali.Questo tipo di strumento utilizzato normalmente
per misurare l'efficacità di trattamenti di vario tipo, permette
anch l'identificazione e la misura della "crisi", caratterizzata
dalla presenza di disordini comportamentali di diversa gravità.
Informazioi precise e regolari correlate con lo stato di crisi
dei pazienti possono cosi' essere ottenute permettendo la loro
definizione e quantificazione per raggiungere un trattamento piu'
razionale e un a migliore trasmissione interdisciplinare della
apprezazione clinica del paziente.
Usando
l'ABC noi abbiamo realizzato tre studi tra il 1997 e il 1999.
I risultati nel 1999 mostrano una incideza maggiore nella piu'
gran parte dei pazienti del fattore depressione, possibilmente
correlato a un notevole milioramento del livello di insight: ipazienti
possono dire adesso che sono tristi e soli e questi diversi sentimenti
possono esser riconosciuti e sentiti. Questa competenza acquisita
sembra dar loro accesso a una migliore comprensione della loro
realtà psichica, della loro vita sentita a livello emozionale
quindi, a volte, dei loro movimenti melancolici. Questa capacità
causa una tendenza piu' marcata alla depressione che prende il
posto del passaggio all'atto, avendo come vantaggio la possibilità
di una ulteriore elaborazione, che é invece assente nel gesto.
La
stimolazione alla comunicazione éstata utile per un reale aumento
delle capacità verbali e espressive, e questo ha aiutato i nostri
pazienti a gestire meglio i propri bisogni e a soddisfarli piu'
autonomamente.
Oltre
alla riduzione dei sintomi abbiano notato una importante riduzione
dei periodi di ospedalizzazione per la maggior parte dei pazienti
e questo ha portato a una piu' rapida reintegrazione nei luoghi
di vita e di lavoro.
Possiamo
quindi dire, per concludere, che, pur non essendo riusciti a rendere
i nostri pazienti piu' felici nella vita, siamo stati capaci di
offrire loro dei momenti di felicità.
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