Gruppi per persone portatrici di disabilità intellettive

Gruppo Caffé & Biscotti
Martine Schaya e Giuliana Galli Carminati


Introduzione 

Lo scopo di questo articolo é quello di presentare una esperienza nelle unità intraospealiere e dell'ospedale di giorno: il gruppo "Caffé & Biscotti". Questo gruppo verbale , creato nel 1997 nell'annesso psico-educativo delle unità ospedaliere, continua oggi nel contesto dell'ospedale di giorno. Esso é animato da una psicologa e da un educatore, e da una infermiera come co-animatrice. Rappresenta uno dei primi tentativi di lavoro gruppale nelle nostre unità ospedaliere, con una popolazione composta da adulti con disabilità intellettuale, da leggera a severa e con disordini importanti del comportamento, con o senza disturbi autistici. 

Noi possiamo anche, per alcuni pazienti, evocare la diagnosi di "disordini di personalità" di tipo borderline. Tutte queste persone hanno problemi di gestione e i adattamento alle situazioni sociali della vita quotidiana. Essi hanno anche problemi di gestione delle emozioni ( rabbia, dolore, paura, gioia) nell'identificarle e nell'esprimerle. 

L gruppo "caffé & Biscotti" accoglie pazienti in ospedale di giorno che vivono in residenza o in famiglia, e pazienti ancora ospedalizzati, « in preparazione » per l'uscita dalle unità ospedaliere. 

L'originalità di questi gruppi verbali risiede in un possibile intervento su persone che presentano una bassissima tolleranza allo stress sociale e che possiedono delle capacità verbali ridotte.

Il vantaggio della situazione gruppale per questa popolazione é prima di tutto di mettere il paziente in una situazione terapeutica che puo' essere corretiva di una situazione di "gruppo naturale", come per esempio quella dei pasti o della serata in residenza istituzionale, o in famiglia.Noi offriamo anche degli strumenti che permettono una migliore adattazione alla realtà , e quindi un migliore accesso alle interazioni sociali. Dal punto di vista teorico, considerando una popolazione psicotica, Brenner sottolinea l'importanza dell'interazione di quattro livelli funzionali: un livello primario di percezione-attenzione, un livello cognitivo , un livello microsociale legato al contesto relazionale e un livello macrosociale, maggiormente orientato al ruolo nella società.

Abbiamo osservato la necessità di esporre i nostri pazienti in modo prudente in intensità e complessità a differenti percezioni sensoriali per rieducarli all'attenzione attraverso attività piacevoli e poco stressanti. A livello cognitivo li abbiam dunque messi in situazioni ove l'utilizzazione di concetti, ben che semplici, e del linguaggio, sempre tenendo conto di differenti soglie di ansietà , potessero essere gratificanti. La successiva elaborazione di comportamenti sociali accettabili aveva anch'essa una connotazione gratificante, coinvolgendo una valorizzazione all'interno del gruppo.

Noi abbiamo valutato la nostra esperienza e abbiamo noratato che una terapia coinvolgente una dinamica gruppale poteva essere modulata secondo i bisogni individuali epotva diventare accessibile anche a pazienti con un livello di tolleranza allo stress sociale molto basso.

Costituzione del gruppo "Caffé & Biscotti" 

Il gruppo "Caffé & Biscotti" é stato il gruppo verbale di riferimento per i gruppi analoghi nella struttura dell'ospedale di giorno. Vi era in effetti una fondamentale reticenza nei pazienti a frequentare una struttura logisticamente vicina all'ospedale psichiatrico.

I terapeuti hanno dunque dovuto incoraggiare i pazienti a partecipare a questo gruppo e a parteciparvi con regolarità, adattando le strategie di "seduzione terapeutica" a pazienti con disturbi importanti della comunicazione e dell'interazione sociale. I terapeuti hanno anche dovuto evitare i passaggi all'atto di tipo aggressivo e altri comportamenti inadeguati durante il gruppo, che potevano causate incidenti, introducendo un quadro terapeutico solido e regolare con una struttura molto contenente, senza dimeticare l'aspetto gradevole, per esempio i biscotti e il caffé. Questa componente, infatti, é tutt'altro che anodina. Il nostro obiettivo era il seguente : condurre i nostri pazienti gradualmente a uno scambio reciproco, attorno a un contesto concreto tale da metterli in relazione, e questo in un'atmosfera conviviale e rilassata, senza l'impressione di essere in una situazione di esame o di fallimento.

Il gruppo dura 45' e si svolge il venerdi' pomeriggio. Poiché ha luogo alla fine delle settimana, esso é molto carico emozionalmente perché ne porta il carico e anche perché ha come obiettivo la preparazione della separazione dai terapeuti nel WE.

Un altro obiettivo di questo gruppo a carattere riabilitativo é di insegnare dei comportamenti sociali accettabili attraverso gli scambi "hic et nunc" e l'osservanza di regole sociali che vengono chiaramente definite, pur rispettando il carattere conviviale del gruppo.

I terapeuti devono adattare il livello di scambio nel gruppo alle capacità cognitive dei pazienti e alle difficoltà legate alla patologia psichiatrica. Questo rende la nozione di piacere molto importante come contenente gruppale.

L'ipotesi é la seguente: il piacere di mangiare i biscotti e di bere il caffé facilita lo scambio sociale, dando ai pazienti un profondo senso di appartenenza sociale al gruppo e generando l'atmosfera necessaria all'elaborazione gruppale. Rapidamente, attorno a questo supporto concreto sono emerse delle tematiche personali che si sono potute raggruppare su temi piu' generali: le attività del WE, desideri di cambiamento nelle attività di lavoro o occupazionali, desideri di cambiamento di luogo di vita, in altre parole le difficoltà del quotidiano.

I pazienti passano in rassegna la loro settimana, con i problemi di tutti i giorni e i successi che i terapeuti sottolineano.

Le regole de gruppo possono essere cosi' riassunte:

Rispetto del quadro terapeutico (puntualità e regolarità): da questo punto di vista i pazienti non hanno grossi problemi ed essi rispettano perfettamente questa regola, essendo molto attenti all'orario. A questo proposito G. é l'orologio del gruppo e anche nel bel mezzo di un intervento questo paziente é capace di alzarsi, venire verso i terapeuti e dire, mostrando l'orologio - Manca un quarto!- andandosene immediatamente. Questo paziente ha imparato, almeno in parte, ad aspettare la fine dell'intervento per salutare e partire.Si puo' quindi rilevare la rigidità dei pazienti verso il quadro terapeutico, soprattutto in presenza di tratti ossessivi. E' stato quindi necessario arrivare a una maggiore flessibilità e adaguatezza al quadro terapeutico per permettere di modulare le loro reazioni, accettare le eccezioni alle regole e adottare comportamenti meno esplosivi.

Restare seduti fino alla fine del gruppo e osservare un comportamento adeguato.( non andare continuamente in bagno, non consumare biscotti e caffé esageratamente e non isolarsi) é stato obiettivi difficili: Tutti i pazienti, fin dall'inizio del gruppo, presentavano problemi di agitazione psicomotoria e di tensione interna che li spingevano a alzarsi in piedi e a muoversi in tutte le direzioni. E' stato percio' necessario un lavoro importante per permettere una contenenza fisica e psichica di pazienti.

Un'altra regola importante é stata quella del contratto di non-agressione (fisica o verbale). L'idea terapeutica é quella di insegnare ai pazienti dei modi alternativi per esprimere i propri bisogni e la propria agressività quando siano confrontati a variabili conosciute legate a situazioni poco chiare (secondo il loro punto di vista).Cominciando da semplici spiegazioni delle situazioni difficili , poco a poco i terapeuti arrivano a far si' che ipazienti mettano delle parole sui sentimenti, "dicendo" le tensioni interne, i dubbi, le confuioni, e le paure, tutte emozioni che possono scatenare la violenza. L'ipotesi é quella che i problemi di comportamento dei pazienti rappreentano la parte visibile dell'iceberg , é il sintomo dichiarato in rapporto essenzialmente a una povera comprensione di certe situazioni emozionali o sociali troppo difficili da decodare. 

In cima a tutto questo, sempre in relazione all'aspetto riabilitativo del gruppo, senza che sia una regola vera e propria, si domanda un certo comportamento corretto, ovvero un certo comportamento sociale dvanti agli altri. I pazienti devono imparare, o re-imparare, a guardare gli altri quandparlano, ad ascoltare gli altri, a star seduti correttamentesulla sedia senza sdraiarcisi e senza gitarsi continuamente. Essi devono anche imparare ad aspettare il loro turno per parlare, a non interrompere gli altri senza ragione. La fine del gruppo é marcata da un breve riassunto dove ciascun individuo prende un ruolo di restituzione del contenuto del gruppo. In questo modo il gruppo lavora la percezione e la memoria e tutti i pazienti hanno l'occasione di essere presenti. 

Per riassumere, possiamo dire che mettere in parole le difficoltà, esprimesi,trovare alternative, ri-imparare certi comportamenti sociali, controllare le emozioni durante i grppo, misurare i movimenti emozionali, dopo averli identificati, insegnare "ogni persona al suo turno" invece di "ciascuno per sé", tutto questo é stato il nostro obiettivo. E' importante per ogni paziente poter sperimentare situazioni sociali con il fine di migliorare le proprie capacità di interazione. L'atmosfera rilassata e amichevole apre la possibilità di scambi sociali che dientano sempre piu' reciproci. Abbiamo centrato il nostro lavoro sul progresso e sul successo di ogni persona, coscché i pazienti possano portar con sé una migliore immagine di sé stessi nella vita di tutti i giorni:

 

Valutazione soggettiva

Il gruppo "caffé & Biscotti" si é rivelato specialmente efficace secondo i risultati soggettivi e oggettivi che abbiamo potuto misurare. Questo gruppo ha permesso una solida referenziazione nel tempo e nello spazio. Progressivamente il contnuto del gruppo é diventato piu' attrattivo dell'aspetto materiale del caffé e dei biscotti , mangiare e bere sono divenuti secondari , permettendo scambi relazionali nel gruppo sempre piu' reciproci e forme di cortesia ( per esempio: servire gli altri, passare il vassoio dei biscotti). Attualmente i pazienti vengono piu' per parlare , per scambiare gli uni gli altri e per fare la conversazione, mostrando di gradire questa situazione, piuttosto che per bere il caffé e mangiare i biscotti. Tuttavia questa "seduzione terapeutica" é stata fondamentale per creare la struttura del gruppo.  

Valutazione Obiettiva 

Abbiamo scelto di usare una scala di valutazione clinica, The Aberrant Behaviour Checklist, per essere capaci di quantificare, in modod piu' preciso e meno intuitivo, il comportamento ei progessi dei nostri pazienti. 

"The Aberrant Behaviour Checklist" (ABC - Autors: Aman M.G. Singh N.N., Stewart A.W. et Field C.J., 1985).

Questa scala di valutazione , sviluppata dagli autori ( tradotta e adattata dagli autori nel 1994) descrive gli effetti del trattamento medicamentoso (o di altre forme di trattamento) sul comportamento in una popolazione con disabilità intellettuale.Questa scala é composta da 58 items che compongono 5 fattori:1) irritabilitaà, gitazione, grida (15 items; 2) letargia, auto-isolamento sociale (16 items) ; 3) comportamento stereotipato (7items); 4) Iperattività, insubordinazione (16 items) ; 5) linguaggio inappropriato o parole inappropriate ( 4 items).Gli items sono valutati su una scala di 4 punti, da 0 a 3, secondo il grado di severità.Questa scala puo' essere periodicamente riempita dall'equipe curante ( dopo una settimana di osservazione per ciascun paziente). Questa scala permette di misurare i cambiamneti clinici nel comportamento , la loro evoluzione, seguendo il tipo di trattamento ( non solo quello farmacologico). Cosi' noi possiamo avre un'idea piu' chiara circa i problemi di comportamento, la loro frequenza e intensità, e la loro ripercussione sul funzionamneto e sullo sviluppo dei pazienti.Questa scala fa parte della nostra batteria clinica.I pazienti sono informati, e danno il loro consenso. Abbiamo notato valori dell'ABC migliori nella maggioranza dei pazienti in terapia 

Descrizione di una situazione gruppale (Gennaio 2001)

Participanti: Catherine-Viviane-Léa-Sonia-Gilles-Jean-Henry; una terapista Danièle, e 2 co-terapisti Maria and Josiane.

Marie, una co-terapeuta annuncia la partenza dopo due anni di participazione. Veemente protesta di Gilles: "Io non sono d'accordo, non mi piacciono i cambiamenti." (Gilles si mette a braccia conserte, mette giu' la testa, e guarda il pavimento)

Danièle, terapeuta: "Ma questo non ti impedisce di avere bevande e biscotti!"

Henry si precipita sui biscotti,mentre Lea propone l'acqua minerale ai participanti.

Catherine: "Henry, attento! Stai prendendo la nostra parte di biscotti"

Gilles: "Oh, Henry, é sempre lo stesso con lui. A me non piace."

Henry mette giu' il vassoio dei biscotti e si siede, vessato:"Ma io voglio sempre riuscire a far ben e a essere adulto"

Catherine: "grazie, Henry, ad ogni modo. Qui si aspetta il proprio turno per prendere i biscotti, cosi' pure per parlare, Ma perché Maria,la co-terapeuta se ne va?, Lascerà anche l'ospedale di giorno?"

Marie, co-terapeuta: "Perché la vita é cambiamento, io parto, ma altri co-terapeuti prendeanno il mio posto. Posso già annunciarvi che saanno Viviane and Christine."

Danièle, terapeuta: "Il gruppo "Caffé & Biscotti" continuerà con altri co-terapeuti , Ma io resto la terapeuta di questo gruppo, proprio come prima."

Léa comincia a dimenarsi.

Catherine (molto spaventata): "Ecco che comincia a dimenarsi di nuovo, perché ti dimeni cosi'? Non va bene."

Léa: "Sono triste perché la co-terapeuta se ne va. Anch'io vorrei partire, e in tutti i casi, me ne andro'durante tutta la settimana prossima e cosi' non mi verete."

Josiane co-terapeuta: "Ma forse lei sta cercando di dirci che la partenza di Marie la rende triste, e allo stesso momento un po' arrabiata."

Silenzio di Léa come pure di tutto il gruppo.

Danièle, terapeuta: "Parliamo adesso di cosa é successo durante la settimana scorsa."

Catherine: "Per me, la piscina éandata bene, perché non ho pensato di fumare mentre stavo nuotando."

Sonia, trionfante: "Io, ho fatto una fuga, ieri."

Danièle, terapeuta: "E lo dici sorridendo?"

Sonia: "No, Mi sono sentita molto male, ieri, ho visto di nuovo i fantasmi,cosi' sono partita."

Danièle, terapeuta: "Allora tu te ne vai quando ti senti male? E' qualcosa che anche gli altri nel gruppo conoscono?"

Léa: "Io, quando mi sento male, me ne vado in città e telefono a tutti tutto il tempo."

Gilles: "Anch'io, prima, avevo l'abitudine di fare delle fughe e di andare a insultare la gente per strada, ma adesso non lo faccio piu', adesso facio delle uscite in città. Ma quando potro' non andare piu' in atelier e potro' andare sempre in città?"

Catherine: "Oh! Gilles, non ricominci di nuovo ,tu sai che devi venire all'ospedale di giorno e seguire il programma come noi, se no, le cose andranno male per te, e per me pure."

Gilles, cominciando a piagnucolare : "Oh, ma io penso sempre ai miei genitori ( Che sono entrambi morti)."

Catherine: "Anch'io, un giorno li perdero': per questo forse non voglio ststare da sola a casa mia o sola in città: Mi hanno consiglato di vivere in un hme, un giorno, se mi succede." Faccia scura

Léa: "Sono stufo di questo programma, stufo di voi tutti, voglio avere la mia vita come qualsiasi persona."

Henry: "Ma tu hai un problema, tu sei malato, come vuoi riuscire a vivere da solo in una città tutto il giorno?"

Léa si dimena per tutta risposta.

Catherine: "Se stiamo parlando a proposito dei piaceri della settimana, devo dirvi che ho visto mio figlio Mercoledi' e che abbiamo mangiato insieme."

Silenzio nel gruppo.

Viviane: "Anch'io, io ho fatto una fuga ed ero molto spaventata, mi sono persa nella foresta."

Catherine: "Ma quando é successo?Settimana scorsa?"

Viviane: "No, quando ero piccola."

Catherine: "Ma tu non hai capito niente, dobbiamo parlare di quello che é successo la settimana scorsa."

Viviane: "Bene, se non possiamo parlare, sto zitta.(molto seccata)."

Danièle, terapeuta: "Tu puoi parlare di queste cose con me in terapia individuale, ma nel gruppo bisogna parlare di quello che successo di buono la settimana prima, Ok, Viviane?" (Viviane annuisce.)

Jean: "A me é piaciuto il Gruppo Fattoria, vedere gli animali mi ha reso felice, sono stato anche contento di fare il Gruppo Acquisti, cosi' mi hanno aiutato a comprarmi i vestiti."

Henry: "Bene, io preferisco dormire ben nascosto, perché tutto é talmente difficile!"

Catherine: "Ma tu non puoi passare il rsto della tua vita dormendo, se no diventerai grosso come me, Bisogna che tu ti muova."

Henry: "Oh, no! Se no io avro' troppe difficoltà a tenere la mia "A"( che vorrebbe dire avro' troppa difficoltà a controllarmi)."

A questo punto i terapeuti evocano differenti paure, per esempio la paura di non farcela nelle attiità quotidiane, paura che puo' spingere a nascondersi,a fare delle fughe, mangiare troppo,fumare troppo.

Danièle, terapeuta: "Potremmo parlare, adesso del prossimo WE?"

Henry: "Bene, essere capace di prendere la mia "A", io staro' tutto il WE disteso nascosto a dormire."

Proteste dal gruppo.

Catherine: "Ma tu puoi andare a fare una passeggiata, prendere il bus, invece di startene disteso tutto il giorno."

Viviane: "Tu potresti almeno guardare i film alla televisione."

Henry: "Ah! No, tutto questo é troppo complicato. Io me ne staro' nascosto, e con un solo ice-tea, cosi' non diventero' troppo nervoso."

Gilles: "In città."

Il gruppo, curioso, chiede dettagli.

Gilles: "Tu mi impedirai di andare in città?"

Catherine: "No, non preoccuparti."

Sonia: "Fa sempre il muso, quello li'."

Gilles: "Io andro' nelle strade basse per vedere se trovo una fisarmonica." (Gilles va veramente meglio del solito oggi, tutti applaudono)

Sabina: "Questo WE andro' a sciare con i miei genitori."

Jean: "Niente di speciale saro' calmo, e andro' fuori a curare i gatti."

Catherine: "Io ho un gatto, ma non mi impedisce di occuparmi di me stessa. Questa settimana andro' dalla pettinatrice per farmi un brushing,ecco qua." (Guardando Jean) ma perch tunon ti occupi mai un po' di te stesso?"

Jean guarda per terra.

Marie, co-terapeuta: "Jean, pensi di comprare qualcosa questo WE?"

Jean: "Oh, vediamo. Penso ci sa ancora un uovo nel mio frigo."

Catherine: "Ma oi siamo preoccupati per te. Tu ti occupi meglio dei tuoi gatti che di te stesso, e questo non va bene."

Il gruppo approva.

Viviane: "Questo WE andro' a dormire a casa dei mio ragazzo. Magari le cose non funzioneranno bene tra di noi e mi probiranno di vederlo ancora, ma é ancora troppo spaventosos dormire da sola nel mio appartamento."

Léa: "Io andro' a vederela mia madrina sabato, edomenica andro' in montagna con gli educatori. Preferirei andare a Parigi da sola." 

Come possiamo vedere gli scambi trasversali son important. Qui i pazienti possono parlare delle loro paure e affrontarle senza sentirsi i soli a vivere queste difficoltà. Ci si consiglia reciprocamente su come gestire le situazioni. I pazienti, come abbiamo visto, possono partire con un'immagine meno negativa di sé stessi, avendo evocato i successi della settimana passata e avendoli visti confermati attraverso gli atri. Essi possono anche vocare pogetti per ilWe o ascoltare gli altri che ne propongono in caso non abbiano idee. L'accesso a parole che permettano una formulazione dei sentimenti e delle emozioni rappresenta una alternativa all'azione o a reazioni impreveibili che a volte possono essere violente ed é cosi' che poco a poco le risposte o le strategie comportamentali diventano piu' efficaci.

Aiutate dallo scambio reciproco sono emerse soluzioni alternative ai passaggi all'atto aggressivi. 

Conclusione 

Sul piano clinico, é importante notare che i nostri pazienti sono stati capaci di evolvere in alcune aree trattate nel gruppo "Caffé & Biscotti". Abbiano notato una migliore gestione delle emozioni, una considerabile diminuzione dell'ansietà quando confrontati con il cambiamento, un'anticipazione delle situazioni (WE) e un importante miglioramento della comunicazione verbale e non verbale con un certo impatto sulle relazioni sociali duali. Abbiamo anche assistito a un miglioramento dell'igiene. In senso generale il comportamento é diventato piu' accettabile. Conseguenza di tutti questi miglioramenti é stato un importante aumento nell'autonomia nella vita di ogni giorno praticamente per tutti i pazienti del nostro gruppo, autonomia che ha aiutato la loro integrazione nei luoghi di vita e di attività.

Considerando i cambiamenti piu' personali, abbiano notato una maggiore capacità di espressione verbale e non verbale, una reduzione dell'egocentrismo e una diminuzione delle attitudini di chiusura e di fuga.

La presenza di un quadro terapeutico contenente ha permesso ai pazienti di cercare e trovare ruoli personali e sociali piu' consoni ai loro bisogni e aspirazioni, permettendo di fare un compromesso tra i desideri un po' troppo ideali e la realtà un po' troppo avvilente. Per esempio un paziente ha potuto assumere un ruolo che univa il servizio agli altri partecipanti con un ruolo privilegiato di aiutante del terapeuta, portando il caffé nel gruppo. Questo gesto aveva anche la funzione di scandire un momento particolare , quello dell'inizio del gruppo.

Dobbiamo notare l'aspetto molto cerimoniale, quasi ritualizzato, che assumono i differenti ruoli dei partecipanti, ruoli che ognuno ama rispettare in modo molto regolare e serio. Il gruppo ha permesso loro di fruire maggiormente della loro percezione (vedere, sentire, annusare, essere attenti ai sentimenti degli altri riconoscendoli e identificandoli). Siamo stati anche testimoni di una miglioe comprensione delle richieste reciproche attraverso un lavoro di chiarificazione a livello del contenuto. I pazienti possono dire che non capiscono e sono meglio equipaggiati per chiedere aiuto per cercare informazioni e risposte adattate. In questo modo siamo stati capaci di indicre una migliore strategia sociale che puo' eventulemnet frenare conflitti o problemi che riguardano una possibili violenza.

Si é notata una notevole diminuzione nei comportamente inadeguati ( fuga, rifiuto del contesto, rabbia verso sé stessi o gli altri), con la persistenza di una timia piuttsto labile ( tristezza, depressioe, rabbia,euforia passeggera) per la maggior parte dei pazienti.

Ci é sembrato interessante oggettivare l'evoluzione dei pazienti trattati in questo gruppo attraverso il questionario ABC.

Questo strumento si riferisce specificatamente ai disordini comportamentali presentati da questa popolazione. Noi proponiamo di misurare l'evoluzione di questi pazienti con questo strumento che prende in considerazione in una maniera specifica la presenza e la gravità dei disordini comportamentali.Questo tipo di strumento utilizzato normalmente per misurare l'efficacità di trattamenti di vario tipo, permette anch l'identificazione e la misura della "crisi", caratterizzata dalla presenza di disordini comportamentali di diversa gravità. Informazioi precise e regolari correlate con lo stato di crisi dei pazienti possono cosi' essere ottenute permettendo la loro definizione e quantificazione per raggiungere un trattamento piu' razionale e un a migliore trasmissione interdisciplinare della apprezazione clinica del paziente.

Usando l'ABC noi abbiamo realizzato tre studi tra il 1997 e il 1999. I risultati nel 1999 mostrano una incideza maggiore nella piu' gran parte dei pazienti del fattore depressione, possibilmente correlato a un notevole milioramento del livello di insight: ipazienti possono dire adesso che sono tristi e soli e questi diversi sentimenti possono esser riconosciuti e sentiti. Questa competenza acquisita sembra dar loro accesso a una migliore comprensione della loro realtà psichica, della loro vita sentita a livello emozionale quindi, a volte, dei loro movimenti melancolici. Questa capacità causa una tendenza piu' marcata alla depressione che prende il posto del passaggio all'atto, avendo come vantaggio la possibilità di una ulteriore elaborazione, che é invece assente nel gesto.

La stimolazione alla comunicazione éstata utile per un reale aumento delle capacità verbali e espressive, e questo ha aiutato i nostri pazienti a gestire meglio i propri bisogni e a soddisfarli piu' autonomamente.

Oltre alla riduzione dei sintomi abbiano notato una importante riduzione dei periodi di ospedalizzazione per la maggior parte dei pazienti e questo ha portato a una piu' rapida reintegrazione nei luoghi di vita e di lavoro.

Possiamo quindi dire, per concludere, che, pur non essendo riusciti a rendere i nostri pazienti piu' felici nella vita, siamo stati capaci di offrire loro dei momenti di felicità. 

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