| A)
Introduzione
Ci sembra utile dare qualche precisione
a proposito del concetto di terapia gruppale applicata alla riabilitazione
prima di abbordare l'argomento di questo articolo.
Il modello riabilitativo, sviluppato
per pazienti psichici da R. Lieberman and H. D. Brenner e da altri
autori, é stato utilizzato per la nostra popolazione con pazienti
che presentano un problema psichico persistente associato a un
problema somatico e/o a un ritardo mentale. L'obiettivo é di riabilitare
il paziente sul piano sociale, di permettere l'autonomia individuale,
nell'igiene, nell'interazione interpersonale e sociale.
Utilizzando il modello attualmente
accettato, la genesi dell'affezione psichiatrica risulta dall'interazione
tra vulnerabilità ( fattori di stress) e fattori di protezione
( qui useremo il termine di resilianza). I fattori di strass possono
considerarsi di due tipi, psico biologici ( genetici, biochimici
e strutturali) e ambientali (familiari e sociali). I fattori di
protezione possono essere molti, per esempio un contesto sociale
sostenente, l'accesso a programmi di cura ottimali,e l'accesso
a una corretta medicazione.
Sulle basi di questo modello, possiamo
fare l'ipotesi che, quando i cosiddetti fattori di protezione,
incluso l'approccio riabilitativo, sono rafforzati, aumenterà
la probabilità di migliorare la prognosi psichiatrica dei pazienti
e il loro funzionamento generale attraverso un feed-back positivo
Questo nonostante la presenza de fattori di vulnerabilità come
i fattori genetici, sui quali non abbiamo impatto.Tra i differenti
modelli riabilitativi, quelli che toccano la medicazione hanno
un ruolo fondamentale. La relazione privilegiata tra paziente
e terapista rimane il punto centrale dell'approccio terapeutico
riabilitativo. Tuttavia la terapia gruppale puo' essere complementare.
Essa offre inoltre altri vantaggi. Infatti, attraverso la dimensione
sociale, la terapia gruppale dimostra al paziente di non essere
solo nella sua realtà e nel suo problema e che altre persone hanno
spesso esigenze analoghe alle sue.
Percio' il fatto di condividere delle
informazioni costituisce di per sé una dimensione terapeutica.
Percio', in aggiunta alle considerazioni direttamente legate alla
medicazione, la terapia gruppale permette di sviluppare delle
abilità sociali alternative, come quelle in relazione alla formazione
o alla restaurazione delle relazioni interpersonali, e dunque
promuoventi gli altri processi riabilitativi. Quindi non é sorprendente
che l'approccio gruppale sia sempre piu' usato in circoli terapeutici
e in psichiatria. Esso é anche largamente usato per le chemioterapie
come esemplificato in numerose referenze.Per questi differenti
motivi non ci sono valide ragioni di escludere dall'approccio
riabilitativo la popolazione con ritardo mentale, sebbene debbano
essere introdotte alcuni adattamenti tecnici.
In questo contesto é importante menzionare
che le persone con ritardo mentale mostrano un tasso di comorbidità
psichiatrica compreso tra il 10% e il 60%, secondo la popolazione
studiata e il metodo di studio utilizzato. Le diagnosi psichiatriche
coprono tutte quelle usualmente incontrate nella psichiatria dell'adulto
cosi' detto normale e includono, senza eccezione, l'intero spettro
DSM IV e CIM 10.La medicazione psicotropa é largamente usata nella
popolazione con disabilità intellettuale. Tuttavia, uno dei problemi
maggiori incontrati é legato alla mancanza di "compliance", come
osservato in altri campi della psichiatria. Tuttavia non é sorprendente
che pazienti che non conoscano le nozioni di base inerenti la
propria malattia e che soffrano di una percezione difficile o
distorta del proprio corpo abbiano delle difficoltà a comprendere
il significato della medicazione necessaria . Inoltre le persone
con disabilità intellettuale presentano delle difficoltà sul piano
cognitivo tali da rendere impraticabile le informazioni sui farmaci
che sono accessibili alla popolazione in generale. Un caso tipico
é che i pazienti con diasabilità intellettuale non arrivano a
leggere le informazioni ai consumatori che sono a disposizione
nelle confezioni dei farmaci. Una persona non verbale si ritroverebbe
in una situazione analoga a proposito delle spiegazioni orali.
E' percio' comprensibile che il gruppo
"Trattamento Farmacologico" rappresenti uno degli approcci possibili
quando si voglia ottenere una migliore compliance. Il suo obiettivo
é quello, da una parte,
di migliorare la capacità del paziente ad comprendere il
proprio trattamento farmacologico, dall'altra di dare al paziente
i mezzi di introspezione necessari ad accettare il trattamento,
e questo in modo interattivo.
L'obiettivo di questo articolo é
quello di descrivere il funzionamento di un gruppo "Trattamento
Farmacologico" in ambulatorio e nella pratica intraospedalieri,
nella nostra specifica popolazione con disabilità intellettuale
e patologia psichica. Per prima cosa descriveremo brevemente i
dispositivi di cura delle unità della psichiatria dello sviluppo
mentale (UPDM). Successivamente discuteremo degli obiettivi e
dei settings del gruppo "Trattamento Farmacologico", per concludere
infine con le nostre osservazioni e interrogazioni.
B)
Breve descrizione dei dispositivi
di cura delle UPDM
Le Unità di Psichiatria dello Sviluppo
Mentale, come abbiamo già detto, si occupano della popolazione
del cantone di Ginevra quando presenti una disabilità intellettuale
e dei problemi psichici. I pazienti possono essere ospedalizzati
o seguiti in consultazione, hanno un'età di piu' di 16 anni, senza
limite geriatrico. L'UPDM fa parte del Dipartimento di Psichiatria
degli Ospedali Universitari di Ginevra. I dispositivi di cura
comprendono una parte ambulatoriale e una parte ospedaliera. Fanno
parte delle strutture ospedaliere la consultazione in città e
l'Ospedale di Giorno sul sito ospedaliero di Belle Idée (Bella
Idea). L'Ospedale di Giorno accoglie pazienti ambulatori (per
esempio nelle situazioni de pre-crisi) e pazienti ospedalizzati
( per esempio nelle situazioni di post-crisi)
Il dispositivo di cura intra-ospedaliero
consiste in due unità ospedaliere per un totale di 18 letti e
accoglie pazienti che presentano problemi psichici e di comportamento
gravissimi, tali quindi da non poter essere gestiti ambulatorialmente.
Esiste anche la cosi' detta "equipe mobile", questa equipe lavora
sul terreno nelle situazioni di crisi ( in Istituzione o a domicilio)
sostenendo gli operatori socio-educativi e facendo il ponte nel
processo talvolta complesso di passaggio dalle unità ospedaliere
ai luoghi di vita.
L'intero dispositivo di cura lavora
in stretta collaborazione con le struture socio-educative, con
le famiglie, con le Associazioni delle famiglie, e con le autorità
tutelari (Service du Tuteur General). Il nostro dispositivo di
cura si compone di psichiatri, infermieri,e collaboratori pluridisciplinari
della salute mentale, psicologi, psicomotricisti, logopedisti,
assistenti sociali, fisioterapisti, educatori. Le cure sono di
tipo individuale e gruppale.
C)
Obiettivi dei gruppi "Trattamento
Farmacologico"
n
Dare
ai partecipanti l'opportunità di una discussione in gruppo dove
possano esprimere le proprie esperienze di vita e le loro interrogazioni
rispetto al trattamento farmacologico.
n
Insegnare
ai pazienti come gestire il loro trattamento al meglio rispetto
alla loro competenza cognitiva.
n
Informare
a proposito dei possibili effetti secondari della medicazione,
come diminuirli.
n
Migliorare
le conoscenze circa il trattamento farmacologico, sviluppare l'apprezzamento
degli effetti positivi rispetto a una migliore qualità della vita.
n
Aumentare
il senso di responsabilità verso il trattamento.
n
Migliorare
la compliance.
Vogliamo qui sottolineare che il
nostro obiettivo principale non é tanto quello di dare ai pazienti
una informazione facile da ricordare, quanto piuttosto quello
di renderli autonomi verso il proprio trattamento, amministrazione,
effetti e obiettivi. Noi vorremmo anche condurre i nostri pazienti
ad esprimere le loro esperienze di vita, le loro rappresentazioni
interne, i problemi psichici, la disabilità e la loro opinione
sulla qualità della loro vita. Un obiettivo ulteriore é quello
di favorire e di arricchire le interazioni che i pazienti possono
avere con gli psichiatri che prescrivono il trattamento farmacologico
in modo da permettere di discutere piu' facilmente i possibili
aggiustamenti del trattamento migliorando cosi' la compliace alla
terapia.
1) IL GRUPPO "TRATTAMENTO FARMACOLOGICO" ALLA CONSULTAZIONE.
a) Quadro terapeutico
Il gruppo "trattamento farmacologico"
é un gruppo chiuso, costituito da moduli di 5 gruppi di un'ora
ciascuno. I pazienti possono partecipare al massimo a due moduli.
I moduli si ripetono ogni due mesi,
con gruppi settimanali che si svolgono il mercoledi' alle 17.
La presenza regolare dei pazienti
é vivamente consigliata.
Il gruppo é animato da uno psichiatra
e da una psicomotricista.
A scopo riabilitativo, questo gruppo
é di tipo psico-educativo e ha il compito di provvedere delle
informazioni, ma anche di permettere una discussione libera su
differenti temi:
- la malattia, la diagnosi, la natura
dei problemi psichici come un tutto, qualche nozione di fisiologia
e anatomia
- la prescrizione di trattamenti
farmacologici psichiatrici; come imparare a leggere le informazioni
fornite nelle scatole del farmaco: la via di amministrazione,
la posologia, gli effetti sperati, gli effetti secondari, le interazioni,
etc
- Chi chiamare in caso di emergenza.
Viene incoraggiato lo scambio dei
sentimenti e delle esperienze personali tra i partecipanti.
Alcune regole devono essere rispettate,come
la confidenzialità, la restituzione, di modo che i pazienti di
possano sentire a proprio agio e osino parlare di situazioni avvenute
al di fuori del gruppo ma che sono di interesse generale. I due
coterapeuti hanno competenze, sensibilità e ruoli distinti all'interno
del gruppo: per questo essi generano differenti investimenti da
parte dei participanti.
Lo/la psichiatra é evidentemente
la referenza per la trasmissione dell'informazione medica, come
pure per quanto riguarda la diagnosi, l'eziologia , la parte scientifica
e farmacologica, mentre la psicomotricista indirizza il proprio
intervento a livello, piuttosto, della sensazione fisica, della
conoscenza del corpo delle paure possibili rispetto al trattamento.Lo/la
psicomotricista puo' anche funzionare come la persona che puo'
aiutare il paziente a mettere in parole certe domande o preoccupazioni
circa la propria esperienza, giocando il ruolo di mediatore tra
il paziente e lo/la psichiatra. Nonostante le distinzioni, entrambi
i terapeuti assumono insieme la responsabilità dell'organizzazione
del gruppo (setting nel tempo e nello spazio,coesione interna)
e entrambi interagiscono comunicando l'informazione
e l'interesse nella percezione dei partecipanti.
Riassumendo il gruppo "Trattamento
Farmacologico" alla consultazione è
n
Psico-educativo
e riabilitativo
n
Gruppo
chiuso, settimanale, moduli di 5 gruppi
n
Due
terapeuti
n
Durata
di un'ora e post-gruppo di 15'
n
4
o 6 participanti.
b) I partecipanti.
A ciascun modulo partecipano 6 pazienti.
Tenendo conto delle assenze, il gruppo ha luogo in media con 4
pazienti, che presentano tutti una disabilità intellettuale da
media a leggera e una comorbidità psichiatrica. Nell'esperienza
descritta qui, i pazienti erano depressivi con disturbo di personalità
borderline. Uno di essi aveva una dipendenza all'alcool con stato
depressivo grave, un altro paziente era schizofrenico.
Il gruppo era misto e i pazienti
che vi partecipavano presentavano una capacità verbale sufficiente,
sia sul piano espressivo che della comprensione. I pazienti erano
autonomi ( vivono in un appartamento ) o vivono in famiglia o
in Istituzione socio-educativa. Tutti avevano un lavoro, in atelier
protetti, per esempio, in piccole imprese o in servizi cittadini.
Tutti aevano un trattamento psicotropo. Per la piu' parte di essi
le difficoltà di alleanza terapeutica sono nate a proposito del
trattamento farmacologico e queste difficoltà hanno motivato l'inclusione
inquesto gruppo. E importante notare che l'eterogeinicità delle
affezioni psichiatriche non est stato un fattore limitante nella
dinamica del gruppo, ma, al contrario, a peresso di arricchire
gli scambi e le interrogazioni reciproche di ciascuno.
c) Descrizione di un modulo
Il contenuto di un modulo e la sua
struttura sono semplici: l'informazione didattica e la discussione
libera si alternano con flessibilità seguendo i bisogni e l domande
dei partecipanti Praticamente i 5 gruppi di ogni modulo sono
suddivisi come segue:
Il primo gruppo consiste nell'accogliere
i partecipanti, nel fare le presentazioni dei terapeuti e dei
partecipanti ed esporre gli obiettivi del gruppo. Viene ripreso
il quadro del gruppo, dal punto di visto piu' concreto (la frequenza,
la durata, il luogo, la regolarità della partecipazione) e delle
regole (vedi "quadro terapeutico"). Per aprire la discussione
a proposito della medicazione, l'interazione spontanea é rapidamente
introdotta. I pazienti sono incoraggiati a parlare, a esprimersi
e condividere i oro
pensieri e le loro esperienze personali.Infatti siamo convinti
ce questi scambi persona vere un effetto piu' importante che le
spiegazioni teoriche dei terapeuti.Le esperienze condivise e vissute
permettono ai membri del gruppo di ridurre le loro difficoltà
verso la medicazione, di non sentire piu' isolati e di comprendere
che gli altri pazienti hanno i loro stessi timori, per questo,
i pazienti riescono a parlare piu' liberamente.
Il 2°, 3° e 4° gruppo sono organizzati
in modo piuttosto simile, discutendo a proposito di un sottogruppo
dato di farmaci: neurolettici, benzodiazepine, antidepressori
e stabilizzatori dell'umore. Vengono successivamente descritti
alcuni principi di base di anatomia e di fisiologia: vengono mostrati
schemi per spiegare il cervello, i neuroni, il modo in cui l'informazioni
trasmessa dal cervello al corpo, le relazioni tra i pensieri
e stati psicologici, si discutono i modi di assorbimento
e di diffusione dei farmaci, i loro possibili effetti secondari,
per esempio i tremori, la seccheezza della bocca, le disfunzioni
sessuali, etc. Molti di questi argomenti sono trattati su domanda
dei pazienti. Il piu' spesso possibile i terapeuti lasciano che
la dinamica di gruppo conduca la discussione. Vengono anche ampiamente
discussi i seguenti temi: le malattie di natura fisica e psichica,
il loro modo di trasmissione ( per esempio " la depressione é
contagiosa?" oppure 2si puo' morire della malattia X?"), la diagnosi,
l'eziologia.
Il 5° gruppo é dedicato a una discussione
informale piu' approfondita circa alcuni soggetti. Vengono anche
trattati i criteri di soddisfazione o le mancanze riguardo agli
argomenti considerati. Il commiato termina il gruppo permettendo
una conclusione tranquilla della riunione.
In pratica, come abbiamo già accennato,
il nostro apporto didattico é ridotto in favore di una riflessione
personale e dei commenti dei pazienti. Il campo della discussione
é vasto, da questioni filosofiche circa la vita e la morte, a
questioni piu' concrete circa il modo di ingoiare una pillola.:
con un succo di frutta? Come pillola ritardo? Cosa dire delle
iniezioni?
d)
Esempi clinici
Per illustrare quanto abbiamo decritto,
in modo piu' aderente alle situazioni cliniche, proponiamo di
descrivere un gruppo in forma di dialogo.
- Psichiatra: Parleremo oggi dei
farmaci neurolettici, che alcuni di voi prendono in modo regolare.
Ecco qui qualche nome commerciale.
Nei minuti seguenti vengono descritti
brevemente i modi d'azione dei farmaci, il modo di amministrazione
e gli effetti secondari possibili. Le figure sotto forma di trasparenze
del cervello umano attraggono immediatamente l'attenzione del
gruppo che sembra affascinato da qualcosa che non aveva ma visto
né immaginato prima.
- Paziente 1: Come funziona?
Segue una lunga discussione, principalmente
sotto forma di dialogo interattivo tra pazienti e terapeuti, circa
la funzione e la complessità del cervello. Siamo sorpresi dall'interesse
dei pazienti, e dalla ricchezza delle loro domande circa soggetti
che i terapeuti cosideravano basici e ben noti. Per questa ragione
riflettiamo al fatto che sarebbe il caso di scostarsi dal tema
previsto, i neurolettici, per introdurre qualche commento sulla
fisiologia umana.
- Psichiatra: Sapete come fa una
pillola che avete inghiottito, ad arrivare al cervello?
- Pazienti........
- Terapeuti: Adesso ve lo spieghiamo.
Usiamo quindi il blocco gigante per
disegnare una bocca, un tratto digestivo, qualche vena e arteria
e il loro cammino verso il cervello.
- Psichiatra: Sapete cosa sono le
arterie e le vene? Una vena? Vi faccio vedere.
Ciascuno é invitato a prendere il
polso, con il nostro aiuto se necessario.
- Proprio cosi: é esattamente in
questo tipo di tubi che
battono in ritmo con il cuore che i farmaci sono capaci
d circolare in tutto il corpo.
- Paziente 2: Cosi' i farmaci vanno
in tutto il corpo e fanno effetto dappertutto?
- Pschiatra: esattamente
La discussione che segue concerne
gli effetti secondari e chiarisce certi punti per i pazienti.
- Paziente 3:E le iniezioni?
Noi ripetiamo lo steso tipo di spiegazioni
sottolineando il concetto di deposito.
e)
Riflessioni e commenti
·
Questo
gruppo ci ha sorpreso per la ricchezza di sorgenti di riflessione
e per la sua diversità
·
Gli
incontri hanno permesso di parlare delle malattie mentali e dei
problemi di comportamento
ma non della disabilità intellettuale. In effetti il nostro obbiettivo
era di trattare i problemi psichici e non direttamente la disabilità
intellettuale.E' importante distinguere chiaramente questi due
concetti.
·
Il
termine di disabilità intellettuale è tuttavia menzionato nel
contesto delle limitazioni intellettuali o dell'autonomia fisica
del paziente.The term of mental handicap was however mentioned
in the context of limiting intellectual or physical autonomy of
the patient, thus prevented from coping with his medication.
·
L'atmosfera
gradevole dello stare insieme e la scoperta della propria autonomia
hanno aiutato i pazienti a discutere circa le proprie difficoltà.
·
In
questo setting il partecipante é ascoltato a proposito del suo
trattamento, senza avere la sensazione di perdere il controllo
o di dipendere completamente dal sapere del medico. Possiamo dire
che il paziente si riappropria del suo trattamento
·
L'atmosfera
del gruppo é rimasta distesa e gradevole anche quando alcuni degli
argomenti trattati avrebbero potuto essere vissuti dolorosamente,
essere ansiogeni o confusionari.
·
I
membri del gruppo hanno avuto tendenza a mostrare empatia e a
sostenersi reciprocamente.
·
Nonostante
la breve durata e la novità di questo gruppo nel servizio ambulatorio,
l'utilità e le risorse dell'esperienza descritta, come pure la
soddisfazione dei partecipanti sono risultate palesi.
·
Come
nel caso della popolazione generale, la medicazione era frequentemente
valutata rispetto all'handicap sociale che essa puo' causare,
per esempio quando non si puo' bere alcool con altre persone,
o quando porta a un abbassamento della libido o delle performance
sessuali.
·
Inoltre,
molti pazienti vogliono che il loro trattamento sia rivalutato
o interrotto.
·
In
effetti, quando i periodi di crisi o di post-crisi sono superati,
il miglioramento o la stabilizzazione della condizione psichica
inducono il desiderio giustificato di migliorare la qualità di
vita e di interrompere la terapia.
·
Le
discussioni di questo tema e le informazioni ottenute possono
giocare un ruolo importante nella partecipazione al trattamento
e nella compliance. the treatment.
f)
Note
addizionali
·
Una
parte del materiale utilizzato non potrebbe essere semplificata,
per esempio lo schema dei neuroni. Un dei pazienti aveva portano
spontaneamente la documentazione per completare quella presentata
dai terapeuti, l'enciclopedia del corpo umano. La discussione
migliora l'abilità del paziente ad ascoltare, comprendere e introspettare
le funzioni del suo corpo, che sono spesso malcomprese.
·
Portare
le prescrizioni e i fogli esplicativi alle riunioni si mostra
un modo efficace di materializzare l'informazione.
·
Un
punto difficile era quello di convincere il paziente a una frequentazione
regolare dei gruppi. L'organizzazione era anche complicata dagli
impegni dei pazienti e dei terapeuti.
·
Domande
su test complementari, come l'ECG o come gli esami di laboratorio,
avevano allargato il dibattito. In effetti avevamo constatato
che, sebbene l'argomento all'inizio fosse precisamente il trattamento
farmacologico, vi era un reale bisogno di informazione sul corpo
umano e sulle sue funzioni
·
Due
dei nostri pazienti si sono iscritti a un modulo successivo per
studiare differenti punti piu' in dettaglio.Noi possiamo accettare
questa loro richiesta per rassicurarli.
·
Il
numero dei gruppi in un modulo puo' essere aumentato o no? Sembra
che 5 gruppi incontrino i bisogni e la disponibilità dei nostri
pazienti. Noi lasciamo valutare questo punto direttamente alle
persone interessate a organizzare questo tipo di gruppi.
2)
Il gruppo "Trattamento
farmacologico"nelle unità ospedaliere e all'ospedale
di giorno.
Quadro terapeutico
Il gruppo era costituto da pazienti
in ospedale di giorno assieme a pazienti ospedalizzati nelle unità
ospedaliere della UPDM. I pazienti esterni gestiscono piu' o meno
da soli la medicazione. Ovviamente la situazione é diversa per
i pazienti ospedalizzati. La loro medicazione é prescritta dallo
psichiatra e amministrata dal personale infermieristico. Differentemente
dalla situazione alla Consultazione, dove é difficile ottenere
una regolare partecipazione al gruppo, questo problema non é presente.
Come abbiamo detto prima, il gruppo é psicoeducativo e riabilitativo,
con la differenza che esso é "slow open". Durante un
intero anno nuovi i pazienti possono essere inclusi o lasciare
il gruppo, secondo i loro bisogni e progressi, ma con un ritmo
di ricambio lento.
Il gruppo é basato sullo scambio
verbale, con il corollario che i pazienti abbiano delle capacità
di comprensione e di comunicazione sufficienti. La durata del
gruppo é di 30' con 15' di post-gruppo Nonostante il conduttore
del gruppo sia evidentemente lo psychiatra,la presenza di altri
curanti (infermiere/i, educatori etc).assicura una atmosfera rassicurante
e rispettosa. Le regole del gruppo sono ricordate frequentemente:
rispetto per gli altri, comportamento corretto, restar seduti
durante l'intera durata del gruppo, ascoltare gli altri senza
interrompere, confidenzialità.
Gli obiettivi di questo gruppo dono
simili a quelli del gruppo della consultazione.
Riassumendo, il gruppo "Trattamento
Farmacologico" nelle unità intraospedaliere e nell'ospedale di
giorno presenta il seguente quadro terapeutico:
·
Gruppo
psico-educativo e riabilitativo.
·
"slow-open",
durata di un anno
·
Condotto
da uno psichiatra e da altri co-terapeuti sullo stile dei gruppi
di padiglione ospedaliero (operatore della salute mentale)
·
Frequenza
settimanale, durata 30' con post gruppo di 15'
·
5-8
pazienti
b) Descrizione
Primo gruppo: come abbiamo detto
pocanzi, il gruppo é costituito da circa 5-8 pazienti. Inizialmente
si sono fatte delle tabelle con la terapia di ciascuno.Ogni paziente
aveva davanti una scheda con le differenti medicine.Ogni farmaco,
incollato alla scheda, aveva il nome e l'orario di amministrazione
indicato. Questa procedura era concepita allo scopo di permettere
al paziente di visualizzare il trattamento partendo dal colore
e dalla forma delle pillole. Nella pratica, questo approccio ha
mostrato qualche lacuna, dipendente dal numero importante di pillole
prescritte a ciascun paziente, cosa che aveva l'effetto di inquietare
alcuni di essi. Inoltre il paziente aveva qualche difficoltà ad
associare la pillola con gli orari di amministrazione. Una volta
uno dei nostri pazienti aveva trovato sulla sua scheda dodici
pillole, di cui 7 in trattamento abituale e 5 in riserva. Questo
paziente si era spaventato all'idea di dover ingoiare tutta quella
roba e aveva lasciato il gruppo "perché si dicevano delle bugie".
Alcuni pazienti comprendono rapidamente
la natura del proprio trattamento. Tuttavia la mancanza di memoria
diventa rapidamente un ostacolo. Per questa ragione é necessario
reiterare le spiegazioni adattandosi alle capacità limitate dei
pazienti ad assumere piu' informazione alla volta. Ci siamo anche
accorti che bisogna contenere il tempo di parola di ciascuno paziente.
I terapeuti devono essere molto attivi conducendo il dibattito,
e questo per tenere il livello di ansietà, generato dallo stress
di ciascuno dei partecipanti, sotto controllo.
Nei gruppi seguenti avevamo deciso
di utilizzare un tabellone per annotare le nostre spiegazioni.
Abbiamo disegnato degli schemi per spiegare l'assorbimento nell'intestino,
il passaggio nel sangue, i cammini per arrivare al cervello e
il modo in cui i farmaci agiscono. I pazienti avevano risposto
con un notevole entusiasmo, cominciando immediatamente a interagire
e a porre innumerevoli domande. Alcuni di essi avevano anche voluto
andare a scrivere sul tabellone per provare di aver capito, cosa
vera in effetti per molti di loro.
Abbiamo deciso di limitare ciascun
gruppo alla presentazione di un solo tipo di farmaci ( neurolettici,
sonniferi etc...).
Per quanto riguarda i sonniferi ,
nel corso della discussione, ci é parso evidente che molti pazienti
non sanno come e quando prenderli. Mostriamo qui un esempio illustrativo
di una conversazione.
Alla signora C era stato prescritto
un sonnifero in riserva , cioé in caso di insonnia.
"Prendo il mo sonnifero tutte le
sere tra le 5 e le 6 del pomeriggio. Poi mi sento stanca e vado
a dormire. Il problema é che non capisco perché mi sveglio poi
alle 3 del mattino." Ci aveva detto.
In questo caso il problema era duplice:
il paziente non aveva capito quando prendere il sonnifero,inoltre
non aveva capito di dover prendere il sonnifero solo in caso di
bisogno.Il primo problema era facile da risolvere. Abbiamo spiegato
alla signora C che se prendeva il sonnifero alle 5 del pomeriggio
era poi ovvio svegliarsi alle 3 di notte, visto il funzionamento
del farmaco. Dunque avrebbe dovuto prendere il sonnifero piu'
tardi. L paziente aveva molte piu' difficoltà a comprendere il
concetto di farmaco in riserva, solo in caso di necessità. I commenti
di questa paziente sono interessanti da citare. Ecco quanto aveva
detto nel gruppo seguente.
« Adesso, dottore, non prendo
piu' il mio sonnifero e cerco di andare a letto un po' piu' tardi.
Pero' poi mi sveglio a mezzanotte e prendo il mio sonnifero."
Per fare un sunto di questo caso,
noi abbiamo fatto due errori: la paziente aveva capito che era
soprattutto il fatto di prendere il sonnifero nel pomeriggio e
non il fatto di andare a letto cosi' presto a farla svegliare
alle 3 d notte. Inoltre la paziente non aveva integrato il concetto
di riserva e si sentiva in dovere di prendere il sonnifero a mezzanotte
tutte le sere. Questo caso riassume le difficoltà dei pazienti
a integrare i concetti e ci obbliga a mettere in parole i concetti
in modo molto attento, in modo da essere adattati alle capacità
cognitive dei nostri pazienti.
Vogliamo ora menzionare un altro
caso. Durante una discussione sui neurolettici ci era capitato
di sottolineare l'importanza di uno stile di vita sano durante
un trattamento a lungo termine. Avevamo dunque capito che una
paziente aveva l'abitudine di bere del caffé e di fumare una sigaretta
prima di andare a dormire, inoltre questa paziente non capiva
perché aveva dei problemi ad addormentarsi, percio' prendeva un
sonnifero tutte le sere! Tutto questo aveva dato adito a mote
spiegazioni.
Anche la discussione circa le interazioni
con l'alcool aveva generato molte sorprese.
Un paziente che aveva ascoltato con
attenzione le nostre spiegazioni circa le interazioni pericolose
tra alcool e farmaci, aveva interrotto il suo trattamento durante
le feste di Capodanno. Quando gli si aveva chiesto perché lui
aveva risposto, piuttosto logicamente:
"Mi avete spiegato che i farmaci
e l'alcol non devono essere mischiati. Io volevo bere un po' di
champagne durane le feste. Allora ho smesso di prendere i miei
neurolettici."
c) Note
Ci siamo resi conto che i gruppi
di riflessione si aprono su un'ampia gamma di topici, sebbene
l'obbiettvo iniziale sia quello di trattare i problemi legati
alla medicazione. E' stato il caso anche per i gruppi in consultazione
e questo ha fornito l'opportunità di stressare, tra l'altro l'importanza
di un stile di vita sano durante il trattamento. Abbiamo anche
potuto spiegare ai pazienti i sintomi di cui
talvolta soffrono e che non capiscono.
Durante il procedere dei gruppi i
pazienti si mostravano sempre piu' interessati, aperti agli altri
e interattivi. Per questo aveva potuto crearsi una dinamica di
gruppo. I terapeuti che avevano investito all'inizio soprattutto
un ruolo professionale, avevano in seguito assunto un atteggiamento
meno formale, permettendo delle interazioni piu' significative.
Per i pazienti il gruppo é diventato
un momento privilegiato, atteso con impazienza e rimpianto al
momento di terminare. In effetti i pazienti erano desiderosi di
essere informati circa la loro malattia e la
loro medicazione. Per essi i gruppi avevano dato la possibiltà
di esprimere finalmente i propri bisogni e le proprie esigenze,
con la consapevolezza di essere ascoltati.
La disabilità intellettuale e le
difficoltà cognitive nella nostra esperienza non avevano rappresentato
un fattore limitante. Queste difficoltà non avevano per nulla
impedito ai pazienti di investire il gruppo e di trarne grandissimo
beneficio.
Conclusione.
Questo articolo riassume l'esperienza
fatta a Ginevra con i gruppi "Trattamento farmacologico" con una
popolazione avente un ritardo da leggero a moderato e presentante
una patologia psichiatrica associata. Sebbene manchiamo di elementi
catamnestici, le esperienze descritte ci sembrano molto positive
e interessanti. I pazienti nei differenti gruppi hanno chiaramente
mostrato il proprio interesse, possiamo dire il loro entusiasmo
per questo tipo di approccio terapeutico. Essi hanno partecipato
attivamente ai gruppi e testimoniato del loro interesse integrando
le informazioni come mai prima avevano fatto.
E divenuto rapidamente ovvio che
era necessario allargare lo scopo originale di discutere circa
i medicamenti introducendo delle nozioni semplificate circa il
corpo umano, il suo funzionamento e le malattie in generale. La
discussione aveva anche toccato argomenti come l'AIDS e la morte.Questo
aveva confermato l'interesse dei pazienti al di là delle limitazione
dovute alla disabilità intellettuale, nella gestione della propria
salute.
In ogni caso il setting dei gruppi "Trattameto farmacologico"
si era mostrato uno strumento essenziale per la cura interdisciplinare.
La disabilità intellettuale e l'eterogenicità delle patologie psichiatriche
non si sono mostrate come un problema. Al contrario esse sono state
una sorgente di arricchimento e di completezza. Possiamo quindi
concludere la nostra osservazione affermando che questo tipo di
gruppi é adatto alla popolazione con disabilità intellettuale e
che puo' essere sviluppata sia in consultazione sia in ospedale
e il ospedale di giorno.
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