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Dappertutto c'è
la situazione del luogo. Quest'articolo ha lo scopo di aiutare
ad esplorare il ruolo che il luogo ricopre nell'identità e lo
sviluppo delle persone soprattutto quando stanno assieme nei gruppi
d'apprendimento. L'enfasi è posta sul ruolo del facilitatore nello
sviluppo dei gruppi di formazione che usano attività avventurose
all'aperto per agevolare lo scambio personale ed organizzativo.
Definizioni
In inglese ci sono
molte parole in sovrapposizione che si usano quando si parla del
luogo:
Spazio "Ho bisogno
del mio spazio".
Ambiente: "Era un
grande ambiente per avere idee".
Natura: "La natura
ha la sua parte nell'aiutarci a rilassarci".
Territorio: "Trattava
la conoscenza di questo come se fosse suo territorio".
Paesaggio: "era
il paesaggio rurale che mi faceva sentire a casa".
Panorama: "Stava
contemplano il panorama".
Luogo: "Trovai un
luogo dove potevo allontanarmi dagli altri".
Le parole che riguardano
il territorio sono parole complesse, ciascuna con diversi e multi-
stratificati significati (vedi Macnaghten 1998). Coloro che parlano
intendono dire un luogo reale, uno stato d'animo, una serie di
relazioni o un luogo astratto nella mente del gruppo? Un paesaggio
acquista un significato più profondo quando diventa una casa.
La frase implica anche che il luogo supporta una qualità dell'esperienza. In questi
esempi quelle qualità sono neutre o positive come "giocare, relax,
a casa, lontano ecc". Altre frasi possono suggerire reazioni negative:
"questo luogo fa accapponare la pelle, riesco a sentire i capelli
che mi si drizzano sul dorso del collo". La prima parte di quest'articolo
esplora certe idee che sono emerse per aiutare a capire una parte
di questa complessità. La seconda parte presenterà alcune delle
implicazioni per lo sviluppo dei formatori (trainers).
IL
LUOGO ED IL CORPO
E' stato dimostrato
che certi colori, la musica, i ritmi, gli oggetti, i paesaggi
e gli orizzonti, influenzano la biochimica del corpo in un modo
che altera anche lo stato d'animo e le emozioni.
In un recente workshop
sulla creatività per manager si è data evidenza aneddotica a ciò
che aiutava la loro abilità ad essere creativi: il paesaggio da
una finestra, la musica, l'incenso, un bagno, una corsa, una pianta
in vaso, un poster, una passeggiata, il colore arancio, la pace,
le nuvole, le fiamme le onde, le cascate, il respiro, l'aria pura
e andare in qualche luogo nuovo. Riportarono che l'effetto dello
stato d'animo era una combinazione di relax e stimolo. Il risultato
era la nascita di nuove idee o quella di progredire ed andare
oltre il blocco di un'idea. Riportarono anche di innervosirsi
all'idea che altri sapessero che queste cose li aiutavano. Alcuni
dissero che avrebbero preferito dover lavorare in un luogo degradato
piuttosto che confessare dell'affetto per una pianta in vaso!
Alcuni di questi
effetti sono facili da spiegare. L'aria pura nei polmoni dà ossigeno
al cervello che è stato inattivo per troppo tempo. Alcuni mostrano
collegamenti che sono intriganti ma resistono tuttora ad una spiegazione
completamente razionale per esempio il ritmo della musica che
la gente cita come stimolante della creatività e l'unione con
certi ritmi del cervello. Altri, come certi colori o alberi che
riducono i livelli dello stress rimangono fenomeni che sono stati
notati ma sono finora inspiegabili.
Potrei tentare una
spiegazione razionale per l'euforia sperimentata nel raggiungere
la cima di una montagna: un flusso d'ossigeno, il passo lungo,
ritmato; un orizzonte ampio ed improvviso; insoliti disegni nel
cielo; un tramonto color arancio; influenzano completamente l'attività
del cervello attraverso le azioni biochimiche osservabili. Questo
spiega poco perché la mente apprezzi questi momenti come esperienze
profonde.
SPIEGARE
LE ESPERIENZE MASSIME
La letteratura dell'apprendimento
sperimentale all'aria aperta e dell'esperienza spirituale è ricca
di resoconti di momenti descritti come trascendenti (un sentimento
di unione e la perdita dell'Io) indotti dall'effetto ipnotico
delle forme mutevoli ed elusive delle nuvole, le fiamme, le onde
e le cascate. Questi misteri rimangono una fonte centrale d'ispirazione
per lo spirito (vedi Marshall 1992; Abram 1997).
John Heron
(1992) tenta di spiegare questi momenti da un punto di vista spirituale
pur mantenendo una prospettiva psicologica. Fa un'importante distinzione
fra sentimento ed emozione, descrive il sentimento come "il fondamento
di un'emozione" un senso pre-cognitivo, il mondo come percepito
dai sensi e sentito come il corpo della mente. Forse questo è
la preverbale espressione sensoriale"riconosciuta da Abram (1997).
L'emozione, Heron
sostiene, è la reazione della mente generata dall'unione che viene
giudicata sia frustrante che conferente il potere di una appropriata
reazione emotiva presente nella mente consapevole. Egli spiega
il sentimento dell'euforia ed il nostro apprezzamento come:
"La capacità di
sentire come un bisogno di operare, cioè un bisogno di partecipare
al nostro mondo. E la realizzazione di questo bisogno dà luogo
alla nostra emozione più essenziale ..di tutte, godimento o gioia.
Questo è il paradosso creativo al centro del sentimento. La partecipazione
al sentimento del mondo ci fa riconoscere la gioia." (Heron 1992,
p.23).
Questo sentimento,
Heron crede e rappresenta nel suo modello dell'individualità,
è riscontrabile nel fanciullo spontaneo e primitivo antecedente
all'acquisizione del linguaggio e alla separazione dal mondo che
accompagna la determinazione delle cose. In questo stato psichico
il fanciullo partecipa completamente ed innocentemente al mondo.
Come il fanciullo acquisisce il linguaggio, stati convenzionali
e compulsivi calpestano quest'innocenza con un mondo sociale costruito
che chiamiamo la nostra cultura. Allo stesso tempo poiché siamo
individualizzati e socializzati dalla nostra cultura noi siamo
anche separati dalla natura.
Comunque, Heron
sfida i formatori (trainers) per lo sviluppo ad andare oltre gli
approcci umanistici per risolvere le questioni sociali e personali
che sorgono dal processo di maturazione. Identifica quattro altri
stati psichici che valuta come creativi e spirituali in natura.
Questi hanno il doppio scopo di guarire le ferite della separazione
e di restaurare la capacità di partecipare al mondo senza la perdita
della distinzione dell'individuo. Come suggerisce, risolvere il
paradosso dell'Uno e dei Molti in molte tradizioni di fede vivendo
con entrambi.
I formatori per
lo sviluppo hanno intuitivamente usato gli effetti della natura
sul corpo e sulla mente. Malgrado la retorica umanista dei modelli
e delle teorie che si supponga descrivano tutta la parte pratica
di questo campo, i facilitatori sanno molto di più sul funzionamento
con tutti gli stati psichici di Huron. Questa conoscenza è riflessa
in alcune delle loro incaute pratiche.
La ricerca recente
ha dimostrato una connessione fra il respiro e il lavoro a piedi
nudi e le percentuali di guarigione che portano a una riduzione
delle tendenze violente. Fiducia sui modi di far pratica con i
gruppi di clienti con difficoltà di comportamento si accentrano
su questa posizione della conoscenza. Per esempio, si pensa che
l'attenzione e la suggestionabilità siano facilitate da un'attività
lunga e ritmica, come una lunga escursione. Un risultato simile
è stato notato quando tanti punti di riferimento quanti è possibile
sono rimossi dal contesto normale del cliente. Il paesaggio e
le esperienze in esso sono nuove e la mancanza di punti di riferimento
crea un'opportunità perché avvengano cambiamenti sia interiori
che esteriori. Le tecniche respiratorie e di rilassamento sono
sempre più popolari come aspetti di molte sessioni di training
(formazione). La musica viene comunemente suonata nel contesto
dei workshops.
L'esperienza implicitamente
include l'azione e quindi il corpo. Il punto di partenza per lo
sviluppo del training è la sensualità, un impegno diretto con
la gente ed i luoghi in modo fisico. Le nostre menti sono ricche
di una tacita conoscenza sul significato di queste informazioni
sensoriali. In gran parte inconsapevoli, diventiamo consapevoli
di esse attraverso il nostro sentimento per qualche cosa.
La maggioranza di
questa tacita conoscenza può essere considerata geneticamente
ereditata come parte del nostro bagaglio di sopravvivenza e, come
tale ci ricollega a noi stessi animali (alla nostra parte animale)
(Midgley 1979). Altri dubitano che questo non abbia alcun ruolo
e che è tutto socialmente costruito, appreso nei nostri primi
incontri con il luogo e con la comprensione che nostra madre aveva
di esso. L'argomento è interessante ma in gran parte inutile.
Ciò che Huron crede che sia vero, sia la natura o l'alimentazione,
è che noi riusciamo a sviluppare e trasformare queste disposizioni
così come a reprimerle e deformarle.
Dal momento che
stiamo descrivendo un linguaggio della sensualità, è inevitabile
che l'esperienza sensuale rimanga un elemento profondamente significativo
ma spesso non riconosciuto e non criticato dell'apprendimento
sperimentale. A causa dell'inevitabile legame con l'intimità ed
il tatto può facilmente diventare una conoscenza attenuata come
argomento tabù di discussione. Quante volte un gruppo pone la
questione del tatto senza l'aiuto di un facilitatore prima di
giocare un partita cooperativa?
Alcuni modelli di
apprendimento dall'esperienza pongono il corpo, incluso il cervello,
fra la mente e l'ambiente come una specie di mediatore sia dell'imput
che dell'output. Il Sé è chiaramente definito dal confine della
nostra pelle diverso dagli altri e dall'ambiente. Altri modelli
trattano lo spirito, la mente, il corpo e l'ambiente nel complesso
e tracciano un confine più confuso fra la persona ed il luogo,
se in verità un confine è tracciato veramente. Questi modelli
considerano il luogo come collegato al nostro senso di noi stessi
e considerano le nostre azioni nel luogo come un'espressione del
nostro spirito. Il Sé è dovunque siate, così come in tutto in
cui siate (vedi Claxon 1994). Heron fornisce una cornice con la
quale riusciamo ad operare con questi insight e tacite comprensioni.
Riconosce il nostro bisogno di individuare e di partecipare alle
inevitabili ferite di questo processo. Ci dà anche la speranza
che attraverso lo sviluppo creativo e spirituale riusciamo ad
imparare a trasformare i nostri egoistici Sé a partecipare al
mondo.
I nostri sforzi
personali e agevolati per sostenere la rivelazione di questi stati
psichici e così raggiungere la nostra completa potenzialità, portano
a una varietà di reazioni in sviluppo che possono sembrare paradossali.
Esse portano certamente ad una varietà di modi per collegarsi
al luogo che, alla luce del modello di Huron dell'individualità,
possono essere capite come potenzialmente congruenti piuttosto
che conflittuali, ciò naturalmente dipende da quanto siano appropriate
allo stato della mente dell'individuo e del gruppo al momento.
IL
LUOGO COME UNO SPAZIO CULTURALE
Ho scelto di usare
"luogo" e non "spazio" per queste note perché mi interessa quest'interazione
fra il luogo in cui sono e lo sviluppo della nostra mente. L'azione
reciproca dello spazio e della mente crea il luogo (vedi Macnaghen
1998). Lo spazio implica una zona neutra e vuota. In pratica nessuno
spazio è neutro per l'essere umano. Investiamo ogni spazio con
molti significati. C'è una realtà fisica che potremmo chiamare
natura, comunque non possiamo fare a meno di interpretare questa
natura attraverso le nostre lenti culturali, la città e la campagna,
lo scalatore e il vogatore (colui che voga con la pagaia). L'inglese
e lo Scozzese. Il luogo è un paesaggio culturale. Facciamo questo
in due modi con la costruzione e con la proiezione.
IL LUOGO COSTRUITO
Il luogo è la prima
costruzione, una registrazione della storia degli usi che vi abbiamo
messo e delle interpretazioni che vi abbiamo posto. Questo paesaggio
del Distretto Inglese dei Laghi è stato una regione selvaggia
per i viaggiatori ed una gioia estetica per i poeti romantici.
In parte sappiamo come leggere questo paesaggio come parte del
nostro sviluppo, come vederlo nello stesso modo che altri l'hanno
visto, dagli indizi che altri hanno lasciato del modo in cui hanno
lasciato il loro segno sul luogo. Lasciano anche una "guida"nelle
loro spiegazioni scritte ed orali che possiamo usare per avvicinarci
alle loro reazioni a questi luoghi.
Il luogo contiene
anche un linguaggio molto più sottile di quello che viene letto
dalla mente ma più difficile da credere e di cui fidarsi. Proprio
come un gruppo empatico riesce a risolvere qualcosa che deriva
dal suo passato e addolora un membro del gruppo anche se non è
stato menzionato, anche una persona riesce a cogliere il "linguaggio"
dei luoghi e scoprire reazioni emotive alla loro storia.
E' difficile passeggiare
tra le rovine delle piccole fattorie in Scozia senza questa reazione.
Per coloro di noi che hanno saputo le storie di questi posti la
reazione è facilmente spiegabile. Le rovine arricchiscono la conoscenza
che già abbiamo di questi tristi avvenimenti. E' più difficile
da spiegare la reazione delle persone poco competenti di questa
storia. Una volta ho guardato un gruppo di teenager inconsapevoli
della storia della distruzione, passeggiare in tale luogo, fermarsi
e restare silenziosi, poi uno di loro ha pronunciato una preghiera
spontanea. Erano come colti alla sprovvista e spinti dagli avvenimenti
come lo ero io.
Nell'Irlanda del
Nord c'è la tradizione dell'erba che ha fame. La gente narra di
aver camminato sui prati ed improvvisamente di essersi sentita
triste ed inspiegabilmente di avere avuto fame.
Si scopre che questi campi sono stati il sito per la sepoltura
di masse durante gli anni della carestia.
Una scrittrice irlandese
testimoniò come avesse sperimentato le stesse emozioni e la stessa
fame camminando sopra le tombe sconosciute di masse a Singapore
e in Cambogia. L'idea dell'erba che ha fame è ancora profondamente
radicata nel folclore irlandese ma la reazione asiatica è più
difficile da spiegare.
Questi significati
sono riportati dal passato radicati nel bagaglio culturale del
luogo e letti dalle nostre menti inconsce proprio come il linguaggio
del corpo è letto capito ma rimane in gran parte non notato.
I sociologi hanno
suggerito che, fino ai tempi moderni, la maggior parte dei luoghi,
proprio come la maggioranza dei ruoli nella società erano costruzioni
stabilite. C'erano poche alternative per scegliere e vi era solo
un lento processo di ricostruzione del nostro senso del luogo,
per una generazione dietro l'altra. L'unico fastidio a questa
graduale evoluzione sarebbe stata causato dalle maggiori disgregazioni
come un disastro naturale e/o il trasferimento della popolazione
in una nuova terra.
I tempi moderni
hanno sempre più mutato ciò, come la tecnologia che ha accelerato
l'ammontare dei cambiamenti nel paesaggio dappertutto. La gente
si è sempre più liberata da un unico luogo e da un'unica vista
del luogo. Abbiamo più probabilità di abitare lontano di casa
a vere un ruolo diverso nella nostra comunità e così relazionarci
al luogo in un modo nuovo e vedere molti altri esempi di paesaggi
e culture diverse attraverso i viaggi ed i media.
Il ruolo che il
luogo riveste nel costruire e supportare lo stato psichico convenzionale
del modello di Heron quindi non è più semplice. I messaggi sono
più diversi, contradditori e qualche volta non collegati al contesto
culturale e storico della persona. Suggerisco che, sebbene questo
potrebbe essere inteso come problematico per lo sviluppo della
psiche convenzionale e la socializzazione della persona, può essere
anche costruttivo poiché partecipa con la persona alla risoluzione
creativa di queste diverse possibilità. La persona è disegnata
attraverso gli stati psichici creativi che guariscono le ferite
della separazione e fanno acquisire l'autonomia necessaria per
criticare la concezione del mondo acquisito e allo stesso tempo
sviluppare le intenzioni personali per l'azione. Nello sviluppo
dell'istruzione questo sarebbe stato espresso come il potere di
nuovi orizzonti e nuove esperienze ad ampliare la mente e a sviluppare
una visione personale.
IL LUOGO PROIETTATO
Creiamo anche il
luogo attorno a noi e l'abbiamo sempre fatto. Con questo non voglio
dire il processo col quale una comunità costruisce e ricostruisce
l'idea di un luogo come ho sottolineato sopra. In questo caso
sto descrivendo un processo personale nel senso che i significati
che proiettiamo in un luogo sono un'espressione della forma della
nostra mente e dei nostri bisogni in qualsiasi momento. Per esempio
il timore del buio o della foresta può essere un'espressione della
nostra paura interiore delle parti nascoste di noi stessi (vedi
Schama 1995).
Mio figlio andò
nelle grotte con me da quando aveva tre anni. Trattava le caverne
e le grotte come un gioco e spesso avevamo difficoltà a tenere
su la sua piccola forma che scivolava attraverso gli spazi più
stretti. Poi, subito dopo la pubertà, decise che le grotte erano
paurose e non voleva andarci. Dopo ritornò nelle grotte andando
per gli stessi passaggi in cui era andato a tre anni, considerandole
come sfide serie da essere superate ed essendo orgoglioso di farlo.
Una collega mi ha
descritto una passeggiata notturna con un'amica. Le colline erano
splendidamente illuminate dalla luna e le stelle ed il cammino
erano ben note ad entrambe.
Fu, comunque per la sua amica la prima passeggiata notturna.
Notò come il linguaggio del corpo della sua amica era molto diverso
dal suo atteggiamento ottimistico. Si fermarono e la sua compagna
descrisse come non riusciva ad allontanare dalla sua mente l'immagine
dei soldati che salivano in cima alla collina.
Questo modo di identificarsi
a livello personale con luoghi speciali ha lunghe tradizioni alcune
delle quali sono andate molto lontano fino ad entrare nel nostro
linguaggio - "gironzolare" e la "ricerca della visione" per esempio.
Qualunque sia la verità di queste pratiche tribali li usiamo sempre
più come una metafora per un processo di maturazione. Come gli
indicatori per chi cresce sono sempre più vaghi e puntano in molte
direzioni per cui diventa più facile perdersi. Il viaggio è diventato
la metafora che definisce la vita nei tempi moderni e usiamo i
veri viaggi per "camminare conversando". I miti sono le storie
che ci aiutano tradizionalmente ad esplorare il mondo interiore.
Includono inevitabilmente un viaggio o una ricerca. In questi
giorni stiamo probabilmente cercando un vero paesaggio sul quale
proiettare gli elementi mitici che richiediamo all'eroe della
nostra storia per una trasformazione personale. La spedizione
e l'anno di intervallo un anno libero per viaggiare fra il college
ed il lavoro sono Curriculum Vitae essenziali.
UN LUOGO NUOVO
Non possiamo più
fidarci della nostra comunità per dirci quanto siamo adatti, come
dobbiamo costruire un ruolo per noi stessi da una ampia gamma
di opzioni, sembra che la nostra comunità ci guidi di meno (vedi
Giddens 1991). Allo stesso modo il paesaggio è problematico. Non
è più fisso del nostro ruolo nella comunità. Come il paesaggio
costruito svanisce così il paesaggio proiettato diventa più forte.
Non soltanto il paesaggio viene contestato dai gruppi che hanno
diversi significati ma questi significati sono sempre più spesso
proiezioni della psiche piuttosto che di costruzioni sociali.
I valori della nostra
cultura, questa liberazione dell'individuo.Abbiamo cara la nozione
che siamo liberi. Apprezziamo l'opportunità di costruirci la nostra
strada nel mondo. Da questo deriva il bisogno di creare noi stessi,
le nostre comunità ed i nostri luoghi. Festeggiamo la continua
ricostruzione di tutto questo ed idealisticamente poniamo il controllo
di questo processo nell'individuo. In pratica le vecchie costruzioni
e i giudizi stabiliti continuano a gareggiare, spesso con molto
successo, con questa nozione idealizzata. Il senso del luogo viene
contestato.
IL
LUOGO CONTESTATO
Così i luoghi sono
anche contestati (vedi Berry 1999). Usiamo il paesaggio sul quale
proiettare i significati ed i diversi significati possono essere
o celebrati come parte della nostra diversità o
possono gareggiare fra di loro per diventare un giudizio
stabilito.
Il risultato è che
i luoghi sono costantemente ricostruiti per motivi utilitaristici,
politici, economici o per tutti allo stesso tempo.
E' molto più probabile che diverse concezioni di un luogo
sono presenti qualsiasi volta che ci sia accordo sul significato
o valore di un qualche luogo. Negli Highlands Scozzesi si sperimenta
questo in un modo molto visibile.Vecchie proprietà e altre appena
comprate da gruppi per la loro tutela, comunità locali, montanari,
porticcioli turistici e nuovi ricchi proprietari con idee diverse
sullo scopo della loro proprietà. Il risultato è un patchwork
in evoluzione di nuove costruzioni sul significato e valore di
queste montagne. L'impatto ha posto la riforma della terra in
cima all'agenda del nuovo parlamento scozzese.
IL LUOGO PER LA FORMAZIONE DELLO SVILUPPO
L'apprendimento sperimentale all'aria aperta opera in questo
"spazio" aiutando le persone a trovare la loro strada. Alcuni
programmi s'avvicinano al luogo come un qualche luogo da conoscere
e con cui riacquistare familiarità. Altri programmi sono basati
sulla nozione di distesa desolata ed usano lo spazio come un "deserto"
non costruito in cui gli individui riescono ad esplorare il senso
di loro stessi prima di ritornare al mondo "ordinario"con la loro
identità nuova e rafforzata. Questi sono solo due esempi di come
il luogo è stato costruito come un ambiente per l'apprendimento.
Lo spazio per l'apprendimento non è più neutro rispetto a qualsiasi
altro luogo.
Quest'assenza di
neutralità può essere esplorata da un individuo attraverso la
partecipazione ad un'attività ricreativa; per esempio quella di
una passeggiata in collina. Ma una persona che va a passeggiare
in collina vi giunge con una serie di valori già stabiliti. Che
vi siano differenze sulla concezione ricreativa diventa apparente
quando chi passeggia incontra il cacciatore intento a cacciare
il daino o il naturalista intento a proteggere un uccello raro.
Chi passeggia porta
simboli che sono giunti a rappresentare queste concezioni; lo
zaino, il colore e lo stile della giacca, le scarpe, perfino l'atteggiamento
di fronte al paesaggio tutto definisce chi passeggia come passeggiatore
Anche il vogatore
del kayak porta con sé simboli della sua identità.Una volta sono
andata in kayak alle isole Farne per vedere gli uccelli marini
in riproduzione. Sono un bird watcher (osservatrice di uccelli)
ed appartengo all'organizzazione che possiede la riserva.
Malgrado tutto questo non riuscii a convincere il guardiano
a lasciarmi sbarcare sull'isola come bird watcher legale. Nel
frattempo colleghi bird watcher arrivavano con una barca e indossavano
giacche a vento verdi e con binocoli allungavano il collo e camminavano
proprio fino ai siti della riproduzione. I miei indumenti da kayak
e l'equipaggiamento erano considerati dal guardiano come simboli
di "diversità".
Un altro momento
col kayak: Arrivati sulla costa di una lontana isola al largo
della costa occidentale dell'Irlanda ci arrampicammo sulla parete
ci allarmammo per un vecchio signore vestito in tweed blu che
conduceva un asino carico di nasse di torba. Si allarmò anche
lui riguardò le figure bagnate che indossavano salvagenti, caschi
in colori molto visibili. Lo spazio può essere visto in modo diverso
ma questo non significa sempre contestazione Tre di noi andarono
con lui lungo il molo per prendere una tazza di tè a casa sua
e discutere del tempo, le correnti e la pesca coi suoni ciò può
essere anche una celebrazione (festeggiamento) della diversità.
Gli educatori costruiscono
i luoghi in cui lavorano per sostenere il processo d'apprendimento
che hanno in mente. Perfino l'idea di un luogo vuoto, non costruito
è naturalmente una costruzione. Lo studente può o può non essere
invitato a cooperare a questo processo di costruzione. E' utile
identificare tre distinte posizioni di ciò che è giustamente una
continuità di possibilità:
1 Arriviamo (il
facilitatore e lo studente) insieme in un luogo già costruito
(accompagnamento);
2 Io (il facilitatore)
costruisco un luogo per te da esplorare (formazione \ training);
3 Tu (studente)
costruisci il luogo per te da abitare (sviluppo).
Queste tre dimensioni
ci danno tre stili di facilitazioni mostrate in corsivo dopo ciascun
posizione.
L'equilibrio delle
capacità fra il facilitatore e lo studente può essere ben paragonato
al modello di John Heron della politica della facilitazione (Heron
1999). Da facilitatore potete trovare la concezione su cui basarvi.Questo
modello è fondato sul pragmatismo, l'idealismo, o su una struttura
etica. Qualunque sia la vostra preferenza è importante sapere
che altre posizioni sono possibili e, in verità, sono considerate
desiderabili da altri facilitatori.
Vi sono altre posizioni
"tenute per certe" sul luogo che sono più universalmente accettate
dai trainers (formatori
per lo sviluppo) i quali sono, ugualmente aperti ad alternative.
Per esempio è opinione largamente accettata che un luogo lontano
e diverso dall'ambiente normale dello studente è desiderabile.
Un assioma dell'argomento che è menzionato sopra è che più lontano
andate dalla normalità più grande è la potenzialità di imparare.
Si crede anche che più lontano siete più difficile è ritornare
alla normalità con l'apprendimento intatto.
Un altra opinione
largamente assunta è che è un cerchio di sedie la configurazione
più desiderabile perché rappresenta una sistemazione egalitaria.
Comunque, notate come le cose diventano diverse dopo che avete
spostato le persone in posti diversi del cerchio. Perfino il potere
di un cerchio non è necessariamente egualmente distribuito. Il
beneficio di un cerchio può stare altrove.
Tali opinioni meritano
il dubbio sia dalla prospettiva psicologica che da quella sociologica.
Le risposte possono allargare il repertorio del development training
(formazione per lo sviluppo) e migliorare l'efficacia della nostra
reazione.
Sia se il "luogo"
del facilitatore sia un palcoscenico, un gruppo in una stanza,
un rifugio, una palestra, un labirinto o una tenda, usiamo il
luogo molto di più di un ambiente per creare l'atmosfera adatta
per il nostro lavoro. Il luogo può agire come un guaritore e come
una guida mentre l'anima che emerge inizia il compito di creare
il loro mondo e di interagirvi. Heron considera questi processi
come attività essenziali degli stati psichici creativi ed è territorio
familiare per il development trainer (facilitatore per lo sviluppo).
Egli suggerisce che l'applicazione del pensiero umanistico alla
pratica del Development Training aiuta soltanto una parte della
storia e possibilmente la parte più piccola. Se questo è il nostro
terreno familiare e normale allora sarebbe stato meglio se fosse
stato sostenuto dalle interpretazioni psicologiche delle scuole
spirituali di pensiero come del modello transpersonale di Heron.
Hodgkin (1976) parla
del modo in cui un insegnante crea un oggetto come un fuoco per
l'apprendimento. Quest'oggetto può essere un oggetto della mente,
un'idea o una cosa reale come una faccia sulla roccia. Un buon
oggetto per lo studente è quello che è nitidamente capito ma è
intrigante. L'insegnante è lì per incoraggiare questo processo
e per ascoltare le scoperte mentre l'oggetto viene esplorato nei
primi anni egli si riferisce agli oggetti come giocattoli. Essi
diventano attrezzi ed infine meccanismi semiotici, cioè oggetti
che rappresentano significati ricchi e stratificati. I luoghi
possono essere usati in questo modo dal facilitatore.
IN BREVE
I development trainer
(formatori per lo sviluppo) lavorano con un numero di sensi diversi
del luogo. Ecco alcuni importanti significati che emergono dalle
note sopra:
Luogo tacito: il
senso del luogo che può essere sentito ma non articolato, che
è in un qualche luogo, per esempio è sicuro o pericoloso ma non
sapete perché.
Configurazione del
luogo: il luogo proiettato creato dagli individui e dai gruppi.
Questo luogo viene usato come una dimensione dell'individuo o
della psiche di gruppo.
Luogo esperto: il
luogo costruito che è presente come un filtro nella nostra mente
e con il quale interpretiamo il luogo senza critica.
Luogo mutato: proprio
come mutano aspetti di noi stessi, cose di cui non parliamo, così
possono mutare alcuni aspetti del luogo perché sono zone inaccettabili
da esplorare per il gruppo.
Sazio sociale: lo
spazio come viene capito da un gruppo mentre si condividono le
esperienze e si è d'accordo sui significati di un certo spazio.
Spazio trascendente:
luoghi che sono ricchi di significato astratto capiti simbolicamente.
Questo può essere personale, per gruppo, sociale o storico nel
focus.
Luogo commodifato
(Commodified Place): un luogo di transazioni come il corso della
fune, una specie di mercato che si estende alla compravendita
dell'esperienza, del valore e del significato.
Luogo Immanente:
luogo che simboleggia un legame sacro con gli elementi, con la
nascita con la morte, con i cicli ed il significato della vita,
col terreno come corpo e col cielo come spirito, un paganesimo
moderno forse.
Il modo in cui lavoriamo
col luogo causa una differenza.
- trasmette messaggi, intenzionalmente o in altro modo,
ed agisce come un ricettacolo per le nostre proiezioni del significato
di un avvenimento in apprendimento;
- Fornisce uno schermo per la proiezione sul quale gli
individui riescono a rivelare aspetti del loro mondo interiore;
- Agisce come un oggetto per il gruppo con cui si lavora,
un giocattolo, uno strumento o un meccanismo semeiotico;
- Trasmette profondi valori "tenuti per certi" valori
legati alla storia, l'identità, il territorio, il genere e il
potere;
- Altera la percezione e causa stati d'animo;
- Riesce ad avvicinare il corpo, la mente e lo spirito.
Sia
che stiamo discutendo di un cerchio di sedie, di un'opera in un
teatro, o di un terreno boscoso, il luogo è una dimensione ricca
con la quale accrescere il nostro lavoro. La lingua, l'aiuto principale
all'individuazione, può essere un ostacolo nel momento in cui
i partecipanti tentano di risolvere il dilemma di essere individui
distinti come una verità e la ricerca della partecipazione al
mondo come un'altra. L'esperienza volontaria, d'altra parte, può
essere un aiuto. Una volta ho chiesto ad un aborigeno se la parola
australiana bush (zona selvaggia) significasse lo stesso di wilderness
(regione selvaggia) mi chiese di spiegargli wilderness.Parlai
del paesaggio lontano, pericoloso, spopolato in cui è facile perdersi
e dove andavamo per provare tanto la nostra forza interiore che
quella esteriore. Fu veloce nel cogliere una differenza.
Mi fece notare "come posso perdermi a casa mia?" Aggiunse,
"non mi perdo mai. So sempre dove mi trovo. Non so soltanto sempre
dove si trova ogni altro luogo". Questa non è la prima volta che
la gente ha intrapreso questo viaggio per recuperare una partecipazione
al mondo.
Bibliografia
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Nota
La prima versione di quest'articolo è stata scritta
come note di testo per il "'The Reflexive Practitioner"
un modulo del Diploma di Master in Development Training (Formazione
dello Sviluppo) attivato dal S t. Martin's College, Ambleside,
England. http: //www.devtrg.ucsm
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