Individuo Gruppo e Natura

SPERIMENTARE L'INTERAZIONE: COSA COSTITUISCE I LEGAMI DELLE RELAZIONI CON IL MONDO?
Johnna G. Haske


 

L'interazione con/nel mondo è un'esperienza condivisa che non è stata totalmente espressa o "catturata" attraverso le parole. Se i corpi umani sono sempre in interazione, allora quanto potrebbe contribuire  l'interpretazione di questa "interazione" all'incremento della nostra inter-comprensione dell'esperienza? Quali opportunità o possibilità potrebbero aprire spazi per come noi  percepiamo e interpretiamo le nostre relazioni con il mondo? Forse la spiegazione della mia esperienza personale ci aiuterà nel considerare la complessità dell'interazione incarnata.

Ho imparato a conoscere il mondo attraverso l'interazione con vari ambienti all'aria aperta. Sono stata sempre affascinata dai ponti di rocce granito in Acadia National Park, nel Maine, Ho spesso meditato andando in bicicletta lungo i viali originali del parco. 

Un giorno cinque di noi, stanno andando in bicicletta nel parco, in cerca di qualche antica grotta nascosta nella foresta. Guidati da un compagno esploriamo una grotta nelle rocce che si è formata molti anni prima quando l'oceano raggiungeva l'altezza di 700 piedi al di sopra, rispetto ad oggi. Nessuno di noi ha una torcia, così siamo aiutati solo dalla luce del giorno che splende nella grotta mentre tutti noi siamo inginocchiati per scrutarla all'interno. Da ciò che possiamo vedere sembra sicura, ma quanto è profonda la grotta? Decido di entrare per prima, mi tolgo gli occhiali da sole e mi inginocchio per entrare lentamente. Una volta inginocchiata il mio cuore incomincia a palpitare quando realizzo che posso non essere in grado di uscire velocemente se qualche animale, che vive nella caverna ne esce fuori. Cerco di calmare il mio respiro ed entro all'interno. Appena entrata, altri vengono dietro di me, ma ciò non fa più vedere la luce e il cuore mi va in gola. Alla fine entriamo nella prima parte della grotta, è fredda e gocciola. John, cerca di lasciare libera l'entrata così che la luce illumini la grotta, gettati alcuni sassi per vedere quanto è profondo lo spazio successivo, gli echi risuonano, la grotta continua oltre l'ambiente successivo che riusciamo appena a scorgere. Sono curiosa ma sono ancora spaventata.

John comincia ad entrare, decido di seguirlo mentre il mio corpos'avvicina alla luce. Il suo corpo si tende e ferma. Ci guardiamo nell'oscurità. Immagino un corpo soffice e coperto di pelliccia che si trova contro una parete, un lupo o un coyote. Rabbrividiamo e fuggiamo dalla grotta con una prontezza crescente!

Ci sentiamo a nostro agio fuori nell'aria piuttosto tiepida. Decidiamo che non c'erano veramente segni di vita all'interno. Niente ossa, neanche ragni. Ci confortiamo con queste rassicurazioni mentre il ritmo del nostro cuore lentamente ritorna normale.

Sia se ci si trova in una distesa desolata nascosta in una grotta, o in foreste o campi che circondano un cortile di una scuola, la consapevolezza incarnata emerge mentre si sperimentano le interazioni all'interno di paesaggi sconosciuti.. Attenta alla mia interazione percettiva con la grotta, la prontezza crescente che noi abbiamo sperimentato produce fresca chiarezza e sensualità viva..Così una concezione della percezione come partecipante ed incarnata non è basata nel corpo umano ma inizia attraverso le azioni intraprese con il mondo.

Tale sperimentazione di paesaggi sconosciuti è quel viaggio in cui si va avanti senza seguire un percorso. Ma "si traccia il percorso mentre si cammina" (Varela, Thompson, e Rosch 1991).  Quando interagiamo con/in spazi, non familiari, non camminiamo lungo un percorso che vediamo davanti a noi. Piuttosto come nel mio viaggio dentro la grotta, apriamo percorsi con ogni passo avanti o indietro portando freschezza e meraviglia attraverso la nostra esperienza incarnata.

In questo senso, come potrebbe la rivelazione della conoscenza, essere e far parte di un complesso sistema intrecciato che sia esplorato attraverso le nostre interazioni all'interno delle comunità e del mondo naturale?

RICERCARE I FENOMENI DELL'ESPERIENZA

Il fenomeno dell'esperienza che emerge attraverso i sistemi inter-collegati o corpi del mondo è stato l'argomento della mia ricerca per i tre anni e mezzo trascorsi. In quest'articolo esplorerò un aspetto della mia ricerca, le relazioni delle azioni incarnate all'interno delle comunità e del mondo naturale. Questo "spazio" d'interazione apre la possibilità di conoscere come percepiamo la nostra esperienza con il mondo.

Nel nostro corpo/mondo, le percezioni si mescolano con i sistemi del corpo, emergendo come capacità incarnate per l'azione o la compassione (Dreyfus & Dreyfus, 1999). La mia nozione delle azioni incarnate include un approccio ordinato che emerge da un mondo inter-connesso di possibilità. (Varela, Thompson, & Rosch, 1991). La mia ricerca dei fenomeni dell'esperienza mi ha messo in guardia contro un contesto teorico che incarna un approccio ordinato al sapere e riflette la mia fede nella natura coinvolgente del conoscere e dello sperimentare. Mentre molte comunità di ricerca dimenticano esplicitamente lo studente nella sua totalità (il corpo-mente), la mia filosofia dell'istruzione (connessa alla teoria rappresentata) cerca di dare ascolto alla persona nella sua totalità ed alle sue interazioni col mondo. Estendo la teoria rappresentata, al di là della scienza cognitiva, nella pedagogia e come l'esperienza umana sia ecologicamente connessa con il mondo (Haskell, 2000). Dato che l'esperienza è sempre inter-attiva, mi riferisco a tali (attività) incarnate ed inter-collegate come "body mind" (corpo-mente) e bodymindworld (corpo-mente-mondo).

Io sostengo che le azioni incarnate siano l'accoppiamento di fenomeni inter-connessi attraverso l'esperienza. In altre parole, un metodo incarnato di conoscenza guida le azioni o le scelte a produrre una capacità di interagire con l'ignoto. Se ci predisponiamo con la mente aperta, aperti alle concezioni, interazioni e scelte intuitive, allora fare e conoscere emergono attraverso il flusso (il "flow") delle azioni (Csikszentmihalyi 1975).

Non si ha bisogno di un obiettivo o di un'intenzione per agire. Il proprio corpo viene semplicemente sollecitato da una situazione per poter giungere a riequilibrarla (Dreyfus & Dreyfus, 1999 p.111).

Un obiettivo, come tale, potrebbe essere una scelta di azioni, ma nello sperimentare il mondo si passa a metodi nuovi, corporali e non familiari. Per esempio, quando ci si arrampica su un ghiacciaio di roccia movibile, le azioni corporali seguono il pendio sassoso che si muove, poiché la roccia ed il corpo traballano ad ogni passo, in questo modo, non soltanto ascoltiamo il mondo degli altri umani ma incarniamo un atteggiamento aperto d'ascolto (a tutte le viste corporee).

LUOGHI DI POSSIBILITA'

"Mi tenni stretta alla mano dei miei amici mentre strisciavamo più vicini al bordo del dirupo Riesco a farlo? Dopo aver guardato la maggior parte del gruppo, persuado me ed il mio amico per più dei successivi 20 minuti che ci riuscivamo infine, è il nostro turno e saltiamo.

In pochi secondi, sostenuti dall'aria, rabbrividiamo dall'emozione mentre ci immergiamo nell'oceano. Ogni cellula è risvegliata da una sensazione bruciante. Senza respiro, molliamo la presa per nuotare verso la spiaggia.

Cosa stiamo sperimentando?"

Nel trattare dei fenomeni ambientali, il piacere e l'intensità vi sono sperimentalmente incarnati. Questo è comune a molte avventure all'aria aperta. Queste esperienze sono comunicate nelle favole per "testimoniare la potenzialità nello sperimentare il mondo in modi profondi e drammatici"che possono mancare nella vita di ogni giorno (Neumann, 1992, p.189). La narrazione di esperienze, che sono senza un chiaro inizio o fine, sono spesso ricordate con vivacità poiché coinvolgono la percezione di fenomeni chiari e non evidenti. Tentiamo di narrare il fatto in unità di azione ed interazione usando parole descrittive.

Qualcosa in voi desidera sperimentare la meraviglia della vita, il dono della natura, la magia del momento, sia che abbia un senso per la mente o no.

E quando ti immergi nell'acqua rabbrividendo come ogni cellula del tuo corpo si sveglia completamente presente completamente viva di gioia (De Angelis 1998 p.24)

De Angelis descrive l'esperienza come un'interazione viva. Perfino le interpretazioni della pittura descrivono una ricca re-immaginazione e re-esperienza. Cosa si sta sperimentando se non il luogo di relazione - l'ecotono fra la persona ed il luogo? Con l'espressione ecotoni intendo riferirmi ad un ambiente ricco molto simile alla zona di intermarea dell'oceano dove gli ecosistemi si incontrano in -un luogo che cambia continuamente al ritmo del riflusso e del flusso della marea. Mentre all'aperto sperimento gli ecotoni o zone internazionali che si connettono con ciò che è estraneo e dopo esprimo tali zone o siti di possibilità nel mio giornale scrivendo..

1 Dicembre 1998

Come scegliamo di essere, interagire, agire eseguire è il viaggio, il percorso del labirinto, il modo di diventare che cerca di essere non un'icona fissa sullo schermo ma un ipertesto in movimento e in trasformazione che ordina ed incarna la nostra esperienza viva.

Sono quegli spazi fra quello che si può esprimere con la lingua per relazionarsi e connettersi all'esperienza, e tuttavia sono tutte queste "cose" rimaste non dette, ma effettuate momento per momento, con ed all'interno dell'unità di spazio, le unità di azione ed interazione.

Così di che tratta quest'articolo se non di esplorare le possibilità sfidare il lettore a cercare l'invisibile, fornire un luogo o uno spazio sicuro dove il non saputo, il non toccato, il non visto viene espresso in modi che aprono la mente ed il corpo al caotico balbettio delle nostre stesse interazioni e di relazione, diventando - dove sorgono i luoghi della possibilità  ?- Luoghi di possibilità sono dove ciò che è estraneo e svantaggioso apre i nostri occhi; dove il rischio e il non comprensibile trasformano il nostro essere; e dove le interazioni con l'ambiente e l'un l'altro determinano tensioni vive, la ricerca ed il dubbio sulla nostra sacra esistenza. Un'esistenza che non è sulla mancanza di collegamento ma sulla disgregazione del flusso dell'energia, un flusso  di tradizione  che ci apre ai chiasmi ai profondi crepacci e alle visioni che tolgono il respiro per "vedere" in modo diverso mentre ci ricolleghiamo alla viva terra.

CONOSCENZA PERCETTIVA SOTTERRANEA

Focalizzo i fenomeni  dell'esperienza che non è un avvenimento fisso, ma azioni che fluiscono in un processo continuamente svelato. Il filosofo John Dewey supporta la mia nozione dell'esperienza come continuità incarnata nelle incertezze del conoscere che emergono nell'atto e nella natura dell'esperienza. E' attraverso le interazioni dirette che Dewey (1938) indica come possiamo interpretare il significato, il valore e la qualità dell'esperienza che collega ad un ulteriore desiderio di continuare a sperimentare.

Dewey si riferisce all'azione reciproca fra il "corpo-mente" di una persona (in cui il corpo e la mente sono inseparabili) e l'ambiente o dintorni come situazioni. Non sta indicando che l'esperienza è separata dal contatto con le azioni circostanti. L'esperienza è relazionata e continua a "vivere nelle esperienze ulteriori" ed influenza la "qualità dell'esperienza ulteriore" (Dewey, 1938, pp.27.37) Allo stesso modo mi sono concentrata sulle interazioni o relazioni che si svolgono fra studenti e l'ambiente d'apprendimento come azione reciproca ecologica. Sondo le profondità del vuoto, molto simile alla nozione buddista, dove il chiasma è  l'intreccio delle possibilità di vivere completamente. Fare esperienza diviene azioni d'apprendimento, in cui i partecipanti emergono con nuove percezioni e nuovi modi di conoscere.

Considerato in questo modo, se la percezione non è separabile dall'esperienza allora come sorge la conoscenza percettiva attraverso l'interazione corpo-mente? Mi riferisco ai modi del conoscere e ai modi dell'essere come non separabili  dal processo di fare esperienza in cui la partecipazione, la percezione e il conoscere sono coinvolti insieme. Varala, Thompson e Rosch (1991) si riferiscono a questo antecedente come all'accoppiamento strutturale.

Su questo argomento Maturana offre il coordinamento dei comportamenti come il linguaggio o le emozioni che causano una realtà o una percezione, strutturalmente determinati dall'organismo. In questo senso, un sistema come il corpo umano ha una struttura, con una storia d'esperienza, una  partecipazione epistemontologica, dove l'esperienza viene coordinata alla conoscenza percettiva. Le mie prospettive incarnate sono articolate in un'azione reciproca di conoscere/fare/essere col mondo naturale. La conoscenza percettiva o consapevolezza incarnata  si evolve  continuamente, come se si esplorasse una grotta saltando nell'oceano, camminando su un pendio montuoso per giungere nel mondo vivo.

Cambiamenti nella percezione sono cambiamenti nelle relazioni con fenomeni che danno luogo ad un'evoluzione della partecipazione sensuale. Questa esperienza sensuale nasce dall'atto del conoscere o da un'esperienza incarnata che non è motivata ma è più di un'interazione in evoluzione. Possiamo anche avere qualche insight dai teorici cognitivi rispetto alla mancanza di fondamento delle nostre percezioni ed azioni con e nel mondo. La teoria di Santiago della cognizione, infatti afferma: "la cognizione non è una rappresentazione di un mondo indipendente e pre-fornito ma piuttosto  la rivelazione di un mondo innanzi. (Capra 1996, p.270) Varela uno studioso di Maturana suggerisce che:

"La mancanza di fondamento, quindi, si deve trovare..nell'esperienza di ogni giorno. In verità la mancanza di fondamento viene rivelata nella cognizione come "senso comune" cioè come negoziare nella conoscenza il nostro modo attraverso un mondo che non è né fisso né pre-fornito ma che si forma continuamente  coi tipi di azioni in cui siamo impegnati" (Varela  et al;1991, p.144).

Potremmo quindi essere in grado di considerare i modi senza fondamento di percepire ed interagire  come quelli in cui abbracciamo i legami delle relazioni invisibili con il mondo.

L'acclimatazione dei nostri corpi a questo diverso modo di percepire abbraccia uno spazio senza fondamento di possibilità ed un luogo per chiedere come dobbiamo giungere alla conoscenza del mondo. Come potremmo mai sperimentare lo stesso in tutto ciò che sta cambiando mentre parliamo leggiamo e siamo impegnati con gli altri? Questo è abbracciare nuove opportunità ripensare e sperimentare altri modi di conoscere, fare ed essere che rappresentiamo nella nostra ricerca con un mondo sempre in evoluzione.

INTERAZIONE VIVA. L'ACCOPPIAMENTO STORICO SOCIALE DELLA COMUNITA'

La  comunità non è qualcosa che si crea, ma emerge nella interazione viva delle reti interconnesse dei fenomeni (benessere del gruppo). Nella  mia ricerca  sui fenomeni dell'esperienza  ho focalizzato l'esperienza all'aria aperta con momenti inaspettati  e non prevedibili. La mia ricerca  seguì un programma di istruzione con un'avventura ambientale all'aria aperta con studenti di scuola secondaria di grado, 10, che trascorsero una parte del loro anno scolastico, cinque mesi, apprendendo il curricolo standard per mezzo di attività all'aria aperta. Gli studenti partecipano a tali attività come  andar per mare in kayak, andare in canoa, scalare le rocce, andare in bicicletta, e campeggio in inverno. Sperimentando obiettivi comuni, dolore, humour, perseveranza, e lo sforzo di gruppo, gli studenti  sì "associarono" insieme in ciò a cui si riferirono come bonding  (connessione). Come Ann, narra al ritorno di  una gita per sciare in montagna, "si doveva lavorare insieme e ci si doveva incoraggiare l'un l'altro.. (Due compagni)  mi stavano incoraggiando mentre risalivo (il crinale della montagna). Ciò rendeva tutti così legati. Nonostante le frustrazioni di appoggiarci per aiutarci, la gita diventò presto "divertente". Alli una studentessa  descrive come divertente "quando incontri nuova gente e sai che l'amicizia funzionerà". La volontà  di condividere fa operare il bonding e portare queste interazioni vive  verso una comunità che funziona come una rete. Le comunità vengono costruite attorno alla partecipazione positiva e interazioni contagiose. Da questo, ci si può muovere oltre la mancanza di spazio razionale attraverso le esperienze  condivise o connesse .Come emerge la connessione nell'interazione condivisa? Secondo l'opera di Maturana e Varela (1980) sui sistemi cognitivi, l'accoppiamento strutturale  di organismi consensualmente genera il mondo delle amicizie. Attraverso il coordinamento dei comportamenti, una collaborazione invita alla comunicazione, alla partecipazione, ed impegna l'essere ed il fare. Maturana e Nisis De Rezepka (1998) sostengono che l'istruzione è una creazione di spazio libero, dove gli studenti diventano esseri umani socialmente responsabili. Dimostrano che la pratica o l'insegnamento non dovrebbero correggere l'essere, ma aprire uno spazio per gli studenti per riflettere ed agire con consapevolezza su ciò che gli studenti fanno, rispettandoli. In altre parole, i commenti e l'interscambio non dovrebbero focalizzare la struttura dell'essere, ma le azioni dello studente e i fatti riflessivi. Come Mitten (1995) un pedagogista sperimentale che lavorava all'aperto, descrive, la formazione delle comunità viene rinforzata attraverso le affermazioni dell'essere e del fare che aiutano l'affermazione dell'alimentazione e sostengono l'ambiente per una sana connessione. Per esempio un'affermazione come "Sono contento che sia qui" afferma l'essere, mentre "Apprezzo il suo sostegno nell'aiutarci a caricare le canoe in tempo" è un  messaggio operativo. (Mitten 1995,p. 87). Quindi le abilità ad intraprendere relazioni hanno origine nelle esperienze connettive che includono la storia sociale degli studenti come la famiglia e continuano ad emergere nelle azioni inaspettate del fare.

Vivere in uno spazio razionale o dominio di mutuo rispetto apre l'esperienza degli studenti al significato ed al senso del "fun" (divertimento). Bisson e Lucker (1996) affermano che " fun" è il momento quando i partecipanti riescono a rischiare di essere se stessi senza modulare le loro azioni. Comunque alcuni studenti del programma lottano per sentirsi parte del gruppo fra i cliché sociali. Per esempio, Alli descrive la sua lotta per dar voce ai suoi pensieri e rischiare di essere rifiutata  o ridicolizzata, "non saprei esprimere veramente ciò che volevo esprimere Anche se dicessi qualcosa che non vorrei.Dovevi ancora stare in guardia e non saresti  stata accettata.( nondimeno, rischia di parlare con qualcuno con cui non si sente a proprio agio.) Questa persona con la quale non vado d'accordo o per la quale non ho rispetto-Ho cercato di salutare veramente ., che è il primo passo per vedere se quella persona .Non ho riscontrato alcun effetto reciproco fino ieri. Ma veramente rischiai di dire qualcosa.si rischia di essere respinti o ridicolizzati. Mi  sento a mio agio con le persone che so che mi rifiuteranno.Ognuno cerca la propria sicurezza.quando ho salutato,è stato più di un brontolio o di un congedo.alcune persone pensano ancora in una dimensione (riferendosi a loro pensando soltanto a loro stessi.) "

I fenomeni di sperimentare il "fun" (divertimento)  hanno origine nelle attività o nelle comunità  dall'opportunità per gli studenti di essere se stessi in un ambiente tollerante che accetta e non giudica, aperto a tutti gli incontri. Dopo, quasi alla fine dei cinque mesi del programma, Alli narra del momento più memorabile per lei mentre  imparava a fare il telemark  con gli sci in non più di 18 pollici di polvere.

"Il mio miglior giorno del programma è stato ieri ..non riuscivo a credere come la gente  funzionasse bene. La gente non andava l'una contro l'altra ma veramente si sosteneva diceva: vieni, riesci a farlo mentre cadeva. Tutti erano positivi.era divertente.mi sono divertita moltissimo oggi., le connessioni con le persone erano buone,  il tempo era splendido e  il paesaggio era bello".

Lo sperimentare continua attraverso il ri-sperimentare  e le azioni incarnate del "consenso" narrato o storie di accoppiamento storico.

Molti studenti parlarono del sole che usciva sulla spiaggia mentre andavano in Kayak sul mare come la più memorabile esperienza. Arty narra la sua più memorabile esperienza: "Eravamo sulla spiaggia ed il sole era  sorto .correndo sulla spiaggia..ci divertivamo tanto, tutti eravamo felici Era così divertente. Ho amato quel pomeriggio. Io unii il gruppo. Era un'esperienza di  totale connessione..Perché il sole uscì proprio all'improvviso  da una nuvola . Nessuno tranne il nostro gruppo sperimentò ciò".

Gli studenti  incarnano l'esperienza sulla spiaggia come divertente, una viva interazione  con reti di fenomeni all'aria aperta. L'esperienza all'aria aperta è una coordinata di connessioni con i  pari, l'oceano e la sabbia; un ecosistema interconnesso che include "la trama della vita" (Capra 1996)

I legami della comunità nascono dalla passione del divertimento, dove gli studenti trovano un flusso nell'interazione, un momento di occupazione significativa fra gli individui.

Le comunità nel costituirsi formano connessioni profonde o amicizie durature attraverso esperienze condivise e l'interazione viva. Nelle gite all'aria aperta, dove gli studenti focalizzano le necessità  per il cibo, il riparo, l'acqua, e le abilità col kayak, la costituzione della comunità e la connessione è centrale alla condivisione del più gran divertimento e abbassa (il dolore, la perseveranza,  la sopportazione) dell'esperienza. La condivisione di storie di giorno in giorno, mentre incoraggia l'un l'altro a coordinare le interazioni  per vogare con la pagaia e piantare un campeggio (obiettivi comuni)  rappresenta una "comunità nella sua formazione" viva, anelante ,connessa. (Ayers e Miller, 1998, p.41)

Viviamo in una grandissima comunità, il mondo, che come tale è una trama interconnessa di esperienze condivise che sorgono dalla  interazione vivente. Tali relazioni vengono testate nei brevi spazi intimi di condividere il cibo e  lo spazio della tenda. L'interazione viva con i fenomeni (animati ed inanimati)  apre un network o comunità nella sua formazione mentre i modelli familiari di comportamento cambiano lentamente, consentendo voci di collaborazione, rispetto e fiducia, mentre  oscurano  la sensibilità sociale ed ecologica. 

La nostra acclimatazione ai modi evolutivi dell'essere ed alle nuove concezioni del mondo da luogo a nuove prospettive di relazioni col mondo. Abram (1996) riassume meglio le nostre interazioni che sperimentiamo col mondo:

Soltanto mentre cominciamo ad accorgerci e sperimentare, di nuovo, la nostra immersione nell'aria invisibile, iniziamo a ricordare ciò che è completamente parte di questo mondo. (p. 260)

Attraverso l'esperienza all'aria aperta, sia esplorando una grotta, saltando da una roccia, sciando o andando col kayak per mare, un mondo di interazioni produce una rete di consapevolezza incarnata. 

INTERAZIONE INCARNATA

L'esperienza come consapevolezza incarnata non è basata in un mondo (un corpo) ma più  in un mondo che  rivela l'essere sperimentale. L'essere non è soltanto  come  persona ma un'espressione  (incarnazione) di azioni che sono di larga veduta in verità. Tali azioni sono intuitive, un'espressione (incarnazione) non ancora espressa con le parole. Come Petitmengin-Peugeot (1999) asserisce:

"L'intuizione non corrisponde ad un'esperienza, cioè una serie di gesti interiori che coinvolgono l'intero essere..è possibile incoraggiare la sua apparizione..consiste  nel vuotarsi , nel rinunciare alle nostre abitudini di rappresentazione, di categorizzazione, e di astrazione,. Questo  mollare (rinunciare alle proprie abitudini) ci permette di trovare la spontaneità, la vera immediatezza della nostra relazione col mondo. Perché, straordinariamente, la nostra esperienza più intima ed immediata è anche la più inaccessibile a noi. E' necessaria una lunga deviazione prima che riceviamo consapevolezza di essa" (pp.76-77)

Il linguaggio dell'esperienza intuitiva o l'interpretazione attraverso le parole richiede una forma di riflessione o ri-esperienza. L'esperienza intuitiva è quando agire, percepire, e diventare si inter-connettono  per produrre avvenimenti integrati (che non conosciamo prima o predeterminiamo).

Gli avvenimenti integrati e l'agire incarnato (l'espressione dell'agire) sono tutti parte dei fenomeni dell'esperienza che emerge dai sistemi di interrelazione o corpi del mondo.

Non sto cercando un punto di riferimento  per motivare l'esperienza, ma per  determinare  un'inter condizione del mondo che sorge come una rete emergente di inter-azioni  L'esperienza non avviene in una  persona o in un mondo ma si rivela o emerge attraverso l'accoppiamento relazionale di corpi animati ed inanimati o sistemi. Siamo impregnati dal flusso dell'esperienza delle connessioni fra sistemi o reti di sentimenti che integrano i fenomeni dell'esperienza (che scorrono nel interconnesso divenire, l'agire ed il percepire).

I fenomeni dell'esperienza sono invisibili come le caverne della grotta che ho esplorato, tuttavia ricchi di possibilità per come rappresentiamo tali dinamiche relazioni con il mondo non soltanto esprimiamo le relazioni attraverso l'esperienza ma, attraverso le nostre inter-azioni col mondo all'aria aperta, Apriamo spazi per come percepiamo ed interpretiamo tale esperienza col mondo. Le azioni nuove rappresentate sorgono sia attraverso le inter-azioni dell'esperienza con e nei paesaggi sconosciuti della comunità e delle caverne del mondo naturale.

                                       Il mondo  mi guarda ed
Io guardo il mondo,
E non sono più piccola
(Holly)

Note

L'inter-condizione è relazionarsi dove la comprensione non coglie ciò che ritrova sotto ma dà enfasi a ciò  che sta tra e fra (Taylor e Saarinen,1994 p.1,8). Per esempio, nell'intrecciare i fili dei capelli, il fuoco non è soltanto sui fili e su come sono intrecciati ma la tensione e gli spazi fra i fili. Va oltre proprio  la visione concettuale ed evidenzia il significato di una "visione"concettuale. 

Uso la parola attiva "sperimentare"come è usata da John Dewey (1929) in "Esperienza e Natura". Indica che un cambiamento nell'enfasi da ciò che è sperimentato ai modi relazionali di sperimentare apre capacità a percepire "possibilità non raggiunte" (p.151) ed a promuovere rispetto  per le potenzialità dell'esperienza umana (p.36) Sostiene che il processo di sperimentazione come il respiro che include un'inter-azione sia dell'aria che la funzione dei polmoni non possono essere separati (p. 13). E' questa nozione della  separazione dell'oggetto-soggetto che ci fa credere ed accettare l'istruzione attraverso  le tradizioni e le  assuefazioni, che la teoria di Dewey  dell'esperienza tenta di introdurre così che possa dare il benvenuto all'ignoto, l'invisibile l'ineffabile dell'esperienza. 

Pietrisco è l'accumulo di sassolini sciolti in fondo ad una roccia o ad una montagna .Mark Neumann  analizza come i turisti rendono significative le loro esperienze nella regione del Gran Canyon nel Nord Arizona. 

Preferisco usare il termine ri-esperienza invece di riflessione per evidenziare il punto  che la riflessione non è solo nella mente ma una rappresentazione dell'esperienza attraverso la mente. 

Ecotone (greco tonos tensione) una zona di transizione fra due comunità ecologiche adiacenti (new collegiate  dictionary di M-W ,1976 p.360) In una conversazione che ho avuto con Philip Booth,uno studente per il dottorato in Australia dice "Un riferimento interessante si trova nel  Permaculture Designers Manual (Mollison 1998:77) che spiega è di solito come il bordo o l'inter-faccia degli ecosistemi  è di solito più produttiva...solo pretendo di essere il primo  Ph.D. ad avere applicato gli ecotoni ai paradigmi" (Booth, comunicazione personale via email, gennaio 23,1998) Vedo (considero) lo spazio dell'ecotono  come un chiasmo di abbondanti inter-azioni o il sito per il fenomeno dell'esperienza. 

Prendo a prestito la parola chiasmo dall'opera di Merlau-Ponty (1998) dove ci si riferisce a un chiasmo fra i vari sensi come a un'inter- connessione percettiva coesiva di carne umana e la carne del mondo. 

Uso la parola combinata di epistemologia ed ontologia per reiterare l'inseparabilità dei due concetti. La percezione e la conoscenza  si sviluppano nelle azioni dell'esperienza,dove la conoscenza percettiva o l'essere sono indiscernibili 

La teoria Santiago sviluppata da Maturana e Varela in Cile, viene ora riferita come la teoria  dell'approvazione o la teoria dell'approccio decretato di Varela Thompson e Rosch la Mente Rappresentata (The Embodied Mind). 

Il mio uso del termine senza motivazione ed altri riferimenti al pensiero buddista sono collegati alla mia interpretazione di Varela  i Thompson e Rosch (1991) ed anche alle spiegazioni DI Winnie Tomm (1995). 

Maturana e Nisis De Rezepka si riferiscono all'intelligenza come a situazioni di interazione consensuali che hanno luogo nell'animato e nell'inanimato. L'intelligenza è la capacità di partecipare che viene influenzata  dal flusso emotivo degli umani che allarga o restringe la con sensualità delle interazioni comportamentali. Vedi  Varela et al. (1991) per una comprensione più completa dello storico sociale dove le esperienze passate sono parte dell'esperienza umana. 

Bibliografia

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