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John comincia ad
entrare, decido di seguirlo mentre il mio corpos'avvicina alla
luce. Il suo corpo si tende e ferma. Ci guardiamo nell'oscurità.
Immagino un corpo soffice e coperto di pelliccia che si trova
contro una parete, un lupo o un coyote. Rabbrividiamo e fuggiamo
dalla grotta con una prontezza crescente!
Ci sentiamo a nostro
agio fuori nell'aria piuttosto tiepida. Decidiamo che non c'erano
veramente segni di vita all'interno. Niente ossa, neanche ragni.
Ci confortiamo con queste rassicurazioni mentre il ritmo del nostro
cuore lentamente ritorna normale.
Sia se ci si trova
in una distesa desolata nascosta in una grotta, o in foreste o
campi che circondano un cortile di una scuola, la consapevolezza
incarnata emerge mentre si sperimentano le interazioni all'interno
di paesaggi sconosciuti.. Attenta alla mia interazione percettiva
con la grotta, la prontezza crescente che noi abbiamo sperimentato
produce fresca chiarezza e sensualità viva..Così una concezione
della percezione come partecipante ed incarnata non è basata nel
corpo umano ma inizia attraverso le azioni intraprese con il mondo.
Tale sperimentazione
di paesaggi sconosciuti è quel viaggio in cui si va avanti senza
seguire un percorso. Ma "si traccia il percorso mentre si cammina"
(Varela, Thompson, e Rosch 1991).
Quando interagiamo con/in spazi, non familiari, non camminiamo
lungo un percorso che vediamo davanti a noi. Piuttosto come nel
mio viaggio dentro la grotta, apriamo percorsi con ogni passo
avanti o indietro portando freschezza e meraviglia attraverso
la nostra esperienza incarnata.
In questo senso,
come potrebbe la rivelazione della conoscenza, essere e far parte
di un complesso sistema intrecciato che sia esplorato attraverso
le nostre interazioni all'interno delle comunità e del mondo naturale?
RICERCARE I FENOMENI DELL'ESPERIENZA
Il fenomeno dell'esperienza
che emerge attraverso i sistemi inter-collegati o corpi del mondo
è stato l'argomento della mia ricerca per i tre anni e mezzo trascorsi.
In quest'articolo esplorerò un aspetto della mia ricerca, le relazioni
delle azioni incarnate all'interno delle comunità e del mondo
naturale. Questo "spazio" d'interazione apre la possibilità di
conoscere come percepiamo la nostra esperienza con il mondo.
Nel nostro corpo/mondo,
le percezioni si mescolano con i sistemi del corpo, emergendo
come capacità incarnate per l'azione o la compassione (Dreyfus
& Dreyfus, 1999). La mia nozione delle azioni incarnate include
un approccio ordinato che emerge da un mondo inter-connesso di
possibilità. (Varela, Thompson, & Rosch, 1991). La mia ricerca
dei fenomeni dell'esperienza mi ha messo in guardia contro un
contesto teorico che incarna un approccio ordinato al sapere e
riflette la mia fede nella natura coinvolgente del conoscere e
dello sperimentare. Mentre molte comunità di ricerca dimenticano
esplicitamente lo studente nella sua totalità (il corpo-mente),
la mia filosofia dell'istruzione (connessa alla teoria rappresentata)
cerca di dare ascolto alla persona nella sua totalità ed alle
sue interazioni col mondo. Estendo la teoria rappresentata, al
di là della scienza cognitiva, nella pedagogia e come l'esperienza
umana sia ecologicamente connessa con il mondo (Haskell, 2000).
Dato che l'esperienza è sempre inter-attiva, mi riferisco a tali
(attività) incarnate ed inter-collegate come "body mind" (corpo-mente)
e bodymindworld (corpo-mente-mondo).
Io sostengo che
le azioni incarnate siano l'accoppiamento di fenomeni inter-connessi
attraverso l'esperienza. In altre parole, un metodo incarnato
di conoscenza guida le azioni o le scelte a produrre una capacità
di interagire con l'ignoto. Se ci predisponiamo con la mente aperta,
aperti alle concezioni, interazioni e scelte intuitive, allora
fare e conoscere emergono attraverso il flusso (il "flow") delle
azioni (Csikszentmihalyi 1975).
Non si ha bisogno
di un obiettivo o di un'intenzione per agire. Il proprio corpo
viene semplicemente sollecitato da una situazione per poter giungere
a riequilibrarla (Dreyfus & Dreyfus, 1999 p.111).
Un obiettivo, come
tale, potrebbe essere una scelta di azioni, ma nello sperimentare
il mondo si passa a metodi nuovi, corporali e non familiari. Per
esempio, quando ci si arrampica su un ghiacciaio di roccia movibile,
le azioni corporali seguono il pendio sassoso che si muove, poiché
la roccia ed il corpo traballano ad ogni passo, in questo modo,
non soltanto ascoltiamo il mondo degli altri umani ma incarniamo
un atteggiamento aperto d'ascolto (a tutte le viste corporee).
LUOGHI DI POSSIBILITA'
"Mi tenni stretta
alla mano dei miei amici mentre strisciavamo più vicini al bordo
del dirupo Riesco a farlo? Dopo aver guardato la maggior parte
del gruppo, persuado me ed il mio amico per più dei successivi
20 minuti che ci riuscivamo infine, è il nostro turno e saltiamo.
In pochi secondi,
sostenuti dall'aria, rabbrividiamo dall'emozione mentre ci immergiamo
nell'oceano. Ogni cellula è risvegliata da una sensazione bruciante.
Senza respiro, molliamo la presa per nuotare verso la spiaggia.
Cosa stiamo sperimentando?"
Nel trattare dei
fenomeni ambientali, il piacere e l'intensità vi sono sperimentalmente
incarnati. Questo è comune a molte avventure all'aria aperta.
Queste esperienze sono comunicate nelle favole per "testimoniare
la potenzialità nello sperimentare il mondo in modi profondi e
drammatici"che possono mancare nella vita di ogni giorno (Neumann,
1992, p.189). La narrazione di esperienze, che sono senza un chiaro
inizio o fine, sono spesso ricordate con vivacità poiché coinvolgono
la percezione di fenomeni chiari e non evidenti. Tentiamo di narrare
il fatto in unità di azione ed interazione usando parole descrittive.
Qualcosa in voi
desidera sperimentare la meraviglia della vita, il dono della
natura, la magia del momento, sia che abbia un senso per la mente
o no.
E quando ti immergi
nell'acqua rabbrividendo come ogni cellula del tuo corpo si sveglia
completamente presente completamente viva di gioia (De Angelis
1998 p.24)
De Angelis descrive
l'esperienza come un'interazione viva. Perfino le interpretazioni
della pittura descrivono una ricca re-immaginazione e re-esperienza.
Cosa si sta sperimentando se non il luogo di relazione - l'ecotono
fra la persona ed il luogo? Con l'espressione ecotoni intendo
riferirmi ad un ambiente ricco molto simile alla zona di intermarea
dell'oceano dove gli ecosistemi si incontrano in -un luogo che
cambia continuamente al ritmo del riflusso e del flusso della
marea. Mentre all'aperto sperimento gli ecotoni o zone internazionali
che si connettono con ciò che è estraneo e dopo esprimo tali zone
o siti di possibilità nel mio giornale scrivendo..
1 Dicembre 1998
Come
scegliamo di essere, interagire, agire eseguire è il viaggio,
il percorso del labirinto, il modo di diventare che cerca di essere
non un'icona fissa sullo schermo ma un ipertesto in movimento
e in trasformazione che ordina ed incarna la nostra esperienza
viva.
Sono
quegli spazi fra quello che si può esprimere con la lingua per
relazionarsi e connettersi all'esperienza, e tuttavia sono tutte
queste "cose" rimaste
non dette, ma effettuate momento per momento, con ed all'interno
dell'unità di spazio, le unità di azione ed interazione.
Così
di che tratta quest'articolo se non di esplorare le possibilità
sfidare il lettore a cercare l'invisibile, fornire un luogo o
uno spazio sicuro dove il non saputo, il non toccato, il non visto
viene espresso in modi che aprono la mente ed il corpo al caotico
balbettio delle nostre stesse interazioni e di relazione, diventando
- dove sorgono i luoghi della possibilità ?- Luoghi di possibilità sono dove ciò che è estraneo e svantaggioso
apre i nostri occhi; dove il rischio e il non comprensibile trasformano
il nostro essere; e dove le interazioni con l'ambiente e l'un
l'altro determinano tensioni vive, la ricerca ed il dubbio sulla
nostra sacra esistenza. Un'esistenza che non è sulla mancanza
di collegamento ma sulla disgregazione del flusso dell'energia,
un flusso di tradizione che
ci apre ai chiasmi ai profondi crepacci e alle visioni che tolgono
il respiro per "vedere" in modo diverso mentre ci ricolleghiamo
alla viva terra.
CONOSCENZA PERCETTIVA
SOTTERRANEA
Focalizzo
i fenomeni dell'esperienza
che non è un avvenimento fisso, ma azioni che fluiscono in un
processo continuamente svelato. Il filosofo John Dewey supporta
la mia nozione dell'esperienza come continuità incarnata nelle
incertezze del conoscere che emergono nell'atto e nella natura
dell'esperienza. E' attraverso le interazioni dirette che Dewey
(1938) indica come possiamo interpretare il significato, il valore
e la qualità dell'esperienza che collega ad un ulteriore desiderio
di continuare a sperimentare.
Dewey si riferisce
all'azione reciproca fra il "corpo-mente" di una persona (in cui
il corpo e la mente sono inseparabili) e l'ambiente o dintorni
come situazioni. Non sta indicando che l'esperienza è separata
dal contatto con le azioni circostanti. L'esperienza è relazionata
e continua a "vivere nelle esperienze ulteriori" ed influenza
la "qualità dell'esperienza ulteriore" (Dewey, 1938, pp.27.37)
Allo stesso modo mi sono concentrata sulle interazioni o relazioni
che si svolgono fra studenti e l'ambiente d'apprendimento come
azione reciproca ecologica. Sondo le profondità del vuoto, molto
simile alla nozione buddista, dove il chiasma è
l'intreccio delle possibilità di vivere completamente.
Fare esperienza diviene azioni d'apprendimento, in cui i partecipanti
emergono con nuove percezioni e nuovi modi di conoscere.
Considerato in questo
modo, se la percezione non è separabile dall'esperienza allora
come sorge la conoscenza percettiva attraverso l'interazione corpo-mente?
Mi riferisco ai modi del conoscere e ai modi dell'essere come
non separabili dal processo di fare esperienza in cui la partecipazione, la
percezione e il conoscere sono coinvolti insieme. Varala, Thompson
e Rosch (1991) si riferiscono a questo antecedente come all'accoppiamento
strutturale.
Su questo argomento
Maturana offre il coordinamento dei comportamenti come il linguaggio
o le emozioni che causano una realtà o una percezione, strutturalmente
determinati dall'organismo. In questo senso, un sistema come il
corpo umano ha una struttura, con una storia d'esperienza, una
partecipazione epistemontologica, dove l'esperienza viene
coordinata alla conoscenza percettiva. Le mie prospettive incarnate
sono articolate in un'azione reciproca di conoscere/fare/essere
col mondo naturale. La conoscenza percettiva o consapevolezza
incarnata si evolve
continuamente, come se si esplorasse una grotta saltando
nell'oceano, camminando su un pendio montuoso per giungere nel
mondo vivo.
Cambiamenti nella
percezione sono cambiamenti nelle relazioni con fenomeni che danno
luogo ad un'evoluzione della partecipazione sensuale. Questa esperienza
sensuale nasce dall'atto del conoscere o da un'esperienza incarnata
che non è motivata ma è più di un'interazione in evoluzione. Possiamo
anche avere qualche insight dai teorici cognitivi rispetto alla
mancanza di fondamento delle nostre percezioni ed azioni con e
nel mondo. La teoria di Santiago della cognizione, infatti afferma:
"la cognizione non è una rappresentazione di un mondo indipendente
e pre-fornito ma piuttosto
la rivelazione di un mondo innanzi. (Capra 1996, p.270)
Varela uno studioso di Maturana suggerisce che:
"La mancanza di
fondamento, quindi, si deve trovare..nell'esperienza di ogni giorno.
In verità la mancanza di fondamento viene rivelata nella cognizione
come "senso comune" cioè come negoziare nella conoscenza il nostro
modo attraverso un mondo che non è né fisso né pre-fornito ma
che si forma continuamente coi tipi di azioni in cui siamo impegnati" (Varela
et al;1991, p.144).
Potremmo quindi
essere in grado di considerare i modi senza fondamento di percepire
ed interagire come
quelli in cui abbracciamo i legami delle relazioni invisibili
con il mondo.
L'acclimatazione
dei nostri corpi a questo diverso modo di percepire abbraccia
uno spazio senza fondamento di possibilità ed un luogo per chiedere
come dobbiamo giungere alla conoscenza del mondo. Come potremmo
mai sperimentare lo stesso in tutto ciò che sta cambiando mentre
parliamo leggiamo e siamo impegnati con gli altri? Questo è abbracciare
nuove opportunità ripensare e sperimentare altri modi di conoscere,
fare ed essere che rappresentiamo nella nostra ricerca con un
mondo sempre in evoluzione.
INTERAZIONE
VIVA. L'ACCOPPIAMENTO STORICO SOCIALE DELLA COMUNITA'
La comunità non è qualcosa che si crea, ma emerge nella interazione
viva delle reti interconnesse dei fenomeni (benessere del gruppo).
Nella mia ricerca
sui fenomeni dell'esperienza
ho focalizzato l'esperienza all'aria aperta con momenti
inaspettati e non
prevedibili. La mia ricerca
seguì un programma di istruzione con un'avventura ambientale
all'aria aperta con studenti di scuola secondaria di grado, 10,
che trascorsero una parte del loro anno scolastico, cinque mesi,
apprendendo il curricolo standard per mezzo di attività all'aria
aperta. Gli studenti partecipano a tali attività come
andar per mare in kayak, andare in canoa, scalare le rocce,
andare in bicicletta, e campeggio in inverno. Sperimentando obiettivi
comuni, dolore, humour, perseveranza, e lo sforzo di gruppo, gli
studenti sì "associarono" insieme in ciò a cui si riferirono come bonding
(connessione). Come Ann, narra al ritorno di
una gita per sciare in montagna, "si doveva lavorare insieme
e ci si doveva incoraggiare l'un l'altro.. (Due compagni)
mi stavano incoraggiando mentre risalivo (il crinale della
montagna). Ciò rendeva tutti così legati. Nonostante le frustrazioni
di appoggiarci per aiutarci, la gita diventò presto "divertente".
Alli una studentessa descrive come divertente "quando incontri nuova gente e sai
che l'amicizia funzionerà". La volontà
di condividere fa operare il bonding e portare queste interazioni
vive verso una comunità
che funziona come una rete. Le comunità vengono costruite attorno
alla partecipazione positiva e interazioni contagiose. Da questo,
ci si può muovere oltre la mancanza di spazio razionale attraverso
le esperienze condivise
o connesse .Come emerge la connessione nell'interazione condivisa?
Secondo l'opera di Maturana e Varela (1980) sui sistemi cognitivi,
l'accoppiamento strutturale
di organismi consensualmente genera il mondo delle amicizie.
Attraverso il coordinamento dei comportamenti, una collaborazione
invita alla comunicazione, alla partecipazione, ed impegna l'essere
ed il fare. Maturana e Nisis De Rezepka (1998) sostengono che
l'istruzione è una creazione di spazio libero, dove gli studenti
diventano esseri umani socialmente responsabili. Dimostrano che
la pratica o l'insegnamento non dovrebbero correggere l'essere,
ma aprire uno spazio per gli studenti per riflettere ed agire
con consapevolezza su ciò che gli studenti fanno, rispettandoli.
In altre parole, i commenti e l'interscambio non dovrebbero focalizzare
la struttura dell'essere, ma le azioni dello studente e i fatti
riflessivi. Come Mitten (1995) un pedagogista sperimentale che
lavorava all'aperto, descrive, la formazione delle comunità viene
rinforzata attraverso le affermazioni dell'essere e del fare che
aiutano l'affermazione dell'alimentazione e sostengono l'ambiente
per una sana connessione. Per esempio un'affermazione come "Sono
contento che sia qui" afferma l'essere, mentre "Apprezzo il suo
sostegno nell'aiutarci a caricare le canoe in tempo" è un
messaggio operativo. (Mitten 1995,p. 87). Quindi le abilità
ad intraprendere relazioni hanno origine nelle esperienze connettive
che includono la storia sociale degli studenti come la famiglia
e continuano ad emergere nelle azioni inaspettate del fare.
Vivere in uno spazio
razionale o dominio di mutuo rispetto apre l'esperienza degli
studenti al significato ed al senso del "fun" (divertimento).
Bisson e Lucker (1996) affermano che " fun" è il momento quando
i partecipanti riescono a rischiare di essere se stessi senza
modulare le loro azioni. Comunque alcuni studenti del programma
lottano per sentirsi parte del gruppo fra i cliché sociali. Per
esempio, Alli descrive la sua lotta per dar voce ai suoi pensieri
e rischiare di essere rifiutata
o ridicolizzata, "non saprei esprimere veramente ciò che
volevo esprimere Anche se dicessi qualcosa che non vorrei.Dovevi
ancora stare in guardia e non saresti
stata accettata.( nondimeno, rischia di parlare con qualcuno
con cui non si sente a proprio agio.) Questa persona con la quale
non vado d'accordo o per la quale non ho rispetto-Ho cercato di
salutare veramente ., che è il primo passo per vedere se quella
persona .Non ho riscontrato alcun effetto reciproco fino ieri.
Ma veramente rischiai di dire qualcosa.si rischia di essere respinti
o ridicolizzati. Mi sento
a mio agio con le persone che so che mi rifiuteranno.Ognuno cerca
la propria sicurezza.quando ho salutato,è stato più di un brontolio
o di un congedo.alcune persone pensano ancora in una dimensione
(riferendosi a loro pensando soltanto a loro stessi.) "
I fenomeni di sperimentare
il "fun" (divertimento)
hanno origine nelle attività o nelle comunità
dall'opportunità per gli studenti di essere se stessi in
un ambiente tollerante che accetta e non giudica, aperto a tutti
gli incontri. Dopo, quasi alla fine dei cinque mesi del programma,
Alli narra del momento più memorabile per lei mentre
imparava a fare il telemark
con gli sci in non più di 18 pollici di polvere.
"Il mio miglior
giorno del programma è stato ieri ..non riuscivo a credere come
la gente funzionasse
bene. La gente non andava l'una contro l'altra ma veramente si
sosteneva diceva: vieni, riesci a farlo mentre cadeva. Tutti erano
positivi.era divertente.mi sono divertita moltissimo oggi., le
connessioni con le persone erano buone,
il tempo era splendido e
il paesaggio era bello".
Lo sperimentare
continua attraverso il ri-sperimentare
e le azioni incarnate del "consenso" narrato o storie di
accoppiamento storico.
Molti studenti parlarono del sole che usciva
sulla spiaggia mentre andavano in Kayak sul mare come la più memorabile
esperienza. Arty narra la sua più memorabile esperienza: "Eravamo
sulla spiaggia ed il sole era
sorto .correndo sulla spiaggia..ci divertivamo tanto, tutti
eravamo felici Era così divertente. Ho amato quel pomeriggio.
Io unii il gruppo. Era un'esperienza di totale connessione..Perché il sole uscì proprio all'improvviso
da una nuvola . Nessuno tranne il nostro gruppo sperimentò
ciò".
Gli studenti
incarnano l'esperienza sulla spiaggia come divertente,
una viva interazione con
reti di fenomeni all'aria aperta. L'esperienza all'aria aperta
è una coordinata di connessioni con i
pari, l'oceano e la sabbia; un ecosistema interconnesso
che include "la trama della vita" (Capra 1996)
I legami della comunità
nascono dalla passione del divertimento, dove gli studenti trovano
un flusso nell'interazione, un momento di occupazione significativa
fra gli individui.
Le comunità nel
costituirsi formano connessioni profonde o amicizie durature attraverso
esperienze condivise e l'interazione viva. Nelle gite all'aria
aperta, dove gli studenti focalizzano le necessità
per il cibo, il riparo, l'acqua, e le abilità col kayak,
la costituzione della comunità e la connessione è centrale alla
condivisione del più gran divertimento e abbassa (il dolore, la
perseveranza, la
sopportazione) dell'esperienza. La condivisione di storie di giorno
in giorno, mentre incoraggia l'un l'altro a coordinare le interazioni
per vogare con la pagaia e piantare un campeggio (obiettivi
comuni) rappresenta
una "comunità nella sua formazione" viva, anelante ,connessa.
(Ayers e Miller, 1998, p.41)
Viviamo in una grandissima
comunità, il mondo, che come tale è una trama interconnessa di
esperienze condivise che sorgono dalla
interazione vivente. Tali relazioni vengono testate nei
brevi spazi intimi di condividere il cibo e
lo spazio della tenda. L'interazione viva con i fenomeni
(animati ed inanimati) apre
un network o comunità nella sua formazione mentre i modelli familiari
di comportamento cambiano lentamente, consentendo voci di collaborazione,
rispetto e fiducia, mentre
oscurano la
sensibilità sociale ed ecologica.
La nostra acclimatazione
ai modi evolutivi dell'essere ed alle nuove concezioni del mondo
da luogo a nuove prospettive di relazioni col mondo. Abram (1996)
riassume meglio le nostre interazioni che sperimentiamo col mondo:
Soltanto mentre
cominciamo ad accorgerci e sperimentare, di nuovo, la nostra immersione
nell'aria invisibile, iniziamo a ricordare ciò che è completamente
parte di questo mondo. (p. 260)
Attraverso l'esperienza
all'aria aperta, sia esplorando una grotta, saltando da una roccia,
sciando o andando col kayak per mare, un mondo di interazioni
produce una rete di consapevolezza incarnata.
INTERAZIONE INCARNATA
L'esperienza come
consapevolezza incarnata non è basata in un mondo (un corpo) ma
più in un mondo che rivela
l'essere sperimentale. L'essere non è soltanto
come persona
ma un'espressione (incarnazione)
di azioni che sono di larga veduta in verità. Tali azioni sono
intuitive, un'espressione (incarnazione) non ancora espressa con
le parole. Come Petitmengin-Peugeot (1999) asserisce:
"L'intuizione non
corrisponde ad un'esperienza, cioè una serie di gesti interiori
che coinvolgono l'intero essere..è possibile incoraggiare la sua
apparizione..consiste nel
vuotarsi , nel rinunciare alle nostre abitudini di rappresentazione,
di categorizzazione, e di astrazione,. Questo
mollare (rinunciare alle proprie abitudini) ci permette
di trovare la spontaneità, la vera immediatezza della nostra relazione
col mondo. Perché, straordinariamente, la nostra esperienza più
intima ed immediata è anche la più inaccessibile a noi. E' necessaria
una lunga deviazione prima che riceviamo consapevolezza di essa"
(pp.76-77)
Il linguaggio dell'esperienza
intuitiva o l'interpretazione attraverso le parole richiede una
forma di riflessione o ri-esperienza. L'esperienza intuitiva è
quando agire, percepire, e diventare si inter-connettono
per produrre avvenimenti integrati (che non conosciamo
prima o predeterminiamo).
Gli avvenimenti
integrati e l'agire incarnato (l'espressione dell'agire) sono
tutti parte dei fenomeni dell'esperienza che emerge dai sistemi
di interrelazione o corpi del mondo.
Non sto cercando
un punto di riferimento
per motivare l'esperienza, ma per
determinare un'inter
condizione del mondo che sorge come una rete emergente di inter-azioni
L'esperienza non avviene in una
persona o in un mondo ma si rivela o emerge attraverso
l'accoppiamento relazionale di corpi animati ed inanimati o sistemi.
Siamo impregnati dal flusso dell'esperienza delle connessioni
fra sistemi o reti di sentimenti che integrano i fenomeni dell'esperienza
(che scorrono nel interconnesso divenire, l'agire ed il percepire).
I fenomeni dell'esperienza
sono invisibili come le caverne della grotta che ho esplorato,
tuttavia ricchi di possibilità per come rappresentiamo tali dinamiche
relazioni con il mondo non soltanto esprimiamo le relazioni attraverso
l'esperienza ma, attraverso le nostre inter-azioni col mondo all'aria
aperta, Apriamo spazi per come percepiamo ed interpretiamo tale
esperienza col mondo. Le azioni nuove rappresentate sorgono sia
attraverso le inter-azioni dell'esperienza con e nei paesaggi
sconosciuti della comunità e delle caverne del mondo naturale.
Il mondo mi
guarda ed
Io guardo il mondo,
E non sono più piccola
(Holly)
Note
L'inter-condizione
è relazionarsi dove la comprensione non coglie ciò che ritrova
sotto ma dà enfasi a ciò
che sta tra e fra (Taylor e Saarinen,1994 p.1,8). Per esempio,
nell'intrecciare i fili dei capelli, il fuoco non è soltanto sui
fili e su come sono intrecciati ma la tensione e gli spazi fra
i fili. Va oltre proprio
la visione concettuale ed evidenzia il significato di una
"visione"concettuale.
Uso la parola attiva
"sperimentare"come è usata da John Dewey (1929) in "Esperienza
e Natura". Indica che un cambiamento nell'enfasi da ciò che è
sperimentato ai modi relazionali di sperimentare apre capacità
a percepire "possibilità non raggiunte" (p.151) ed a promuovere
rispetto per le potenzialità
dell'esperienza umana (p.36) Sostiene che il processo di sperimentazione
come il respiro che include un'inter-azione sia dell'aria che
la funzione dei polmoni non possono essere separati (p. 13). E'
questa nozione della separazione
dell'oggetto-soggetto che ci fa credere ed accettare l'istruzione
attraverso le tradizioni
e le assuefazioni,
che la teoria di Dewey dell'esperienza
tenta di introdurre così che possa dare il benvenuto all'ignoto,
l'invisibile l'ineffabile dell'esperienza.
Pietrisco è l'accumulo
di sassolini sciolti in fondo ad una roccia o ad una montagna
.Mark Neumann analizza
come i turisti rendono significative le loro esperienze nella
regione del Gran Canyon nel Nord Arizona.
Preferisco usare
il termine ri-esperienza invece di riflessione per evidenziare
il punto che la riflessione
non è solo nella mente ma una rappresentazione dell'esperienza
attraverso la mente.
Ecotone (greco tonos
tensione) una zona di transizione fra due comunità ecologiche
adiacenti (new collegiate
dictionary di M-W ,1976 p.360) In una conversazione che
ho avuto con Philip Booth,uno studente per il dottorato in Australia
dice "Un riferimento interessante si trova nel
Permaculture Designers Manual (Mollison 1998:77) che spiega
è di solito come il bordo o l'inter-faccia degli ecosistemi
è di solito più produttiva...solo pretendo di essere il
primo Ph.D. ad avere
applicato gli ecotoni ai paradigmi" (Booth, comunicazione personale
via email, gennaio 23,1998) Vedo (considero) lo spazio dell'ecotono
come un chiasmo di abbondanti inter-azioni o il sito per
il fenomeno dell'esperienza.
Prendo a prestito
la parola chiasmo dall'opera di Merlau-Ponty (1998) dove ci si
riferisce a un chiasmo fra i vari sensi come a un'inter- connessione
percettiva coesiva di carne umana e la carne del mondo.
Uso la parola combinata
di epistemologia ed ontologia per reiterare l'inseparabilità dei
due concetti. La percezione e la conoscenza
si sviluppano nelle azioni dell'esperienza,dove la conoscenza
percettiva o l'essere sono indiscernibili
La teoria Santiago
sviluppata da Maturana e Varela in Cile, viene ora riferita come
la teoria dell'approvazione
o la teoria dell'approccio decretato di Varela Thompson e Rosch
la Mente Rappresentata (The Embodied Mind).
Il mio uso del termine
senza motivazione ed altri riferimenti al pensiero buddista sono
collegati alla mia interpretazione di Varela
i Thompson e Rosch (1991) ed anche alle spiegazioni DI
Winnie Tomm (1995).
Maturana e Nisis
De Rezepka si riferiscono all'intelligenza come a situazioni di
interazione consensuali che hanno luogo nell'animato e nell'inanimato.
L'intelligenza è la capacità di partecipare che viene influenzata
dal flusso emotivo degli umani che allarga o restringe
la con sensualità delle interazioni comportamentali. Vedi
Varela et al. (1991) per una comprensione più completa
dello storico sociale dove le esperienze passate sono parte dell'esperienza
umana.
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