| La psicologia dei gruppi cambia in funzione dell'età
delle persone che li compongono, della loro patologia mentale, della
cultura a cui appartengono.
Inoltre, una caratteristica essenziale dei gruppi
di bambini e
di adolescenti consiste nell'essere
composti dalla riunione dissimetrica
di adulti e di giovani.
Cio' distingue radicalmente i gruppi terapeutici di bambini e
adolescenti dai gruppi terapeutici di adulti, e implica una rifflessione
teorica specifica che tenga conto di questa presenza dell'
adulto, vissuta diversamente a seconda delle età.
Le relazioni di gruppo sono presenti durante tutta l'evoluzione
della vita, e la tendenza al raggruppamento
presenta un carattere realmente specifico dalla più tenera
età, benchè le esigenze fisiologiche e affettive specifiche
sembrino opporsi al concetto stesso di gruppo di pari nella prima infanzia.
Infatti, le condizioni di sviluppo nei primi anni fissano il bambino al suo nucleo famigliare di origine,
cosi' intensamente
( sopprattutto alla madre da
cui resta dipendente quasi totalmente e per molto tempo
per potere soppravivere) che sembra impossibile
per lui distaccarsene. Eppure l'approfondimento degli
studi sulle origini della socializzazione esige di superare il quadro delle relazioni madre, padre / bambino.
Fin dai primi anni dell'asilo nido, infatti,
le interazioni tra i lattanti sono numerose e varie e possono
anche crearsi relazioni sabili.
Osservatori con un punto di
vista da etologo ,come
H. Montagner, hanno
cosi' potuto evidenziare le caratteristiche che distinguono
nettamente la comunicazione
dei bambini tra di loro da
quella che
mostrano con gli adulti.
Le interazioni non sono assolutamente dello stesso
tipo: Quando i bambini sono soli, si osserva piuttosto
la scoperta in comune dei giochi e dello spazio;
la competizione e certe
manifestazioni agressive ugualmente osservate hanno inoltre per scopo, all'interno di
questi giochi, di assicurarsi
un ruolo dominante o semplicemente
di provare le reazioni degli altri.
Sembra che questa area di comunicazione debba
costituire una fonte
importantissima di arricchimento, di apprendimento e di
stima di se, che utilizzata all'età adulta , puo' costituire un apporto
molto importante alla vita sociale.
Quando invece le
relazioni si effettuano con l' adulto , predominano
i comportamenti affiliativi: domanda di aiuto, di consolazione
,di protezione.
Inoltre, in presenza dell'adulto, i bambini abbandonano i modi
di interazione utilizzati quando stavano soli tra pari, per
privileggiare i modi di comunicazione più specificamente
socializzati destinati all'adulto, e che allora si generalizzano
a tutto il gruppo di bambini.
Tale cambiamento induce pero', una relativa perdita delle competenze
creative del bambino, che in un certo modo non esperimenta più
tutte le sue potenzialità.
Ci riferiamo evidentemente
alle interazioni e non al funzionamento gruppale, poichè
con i bambini non puo' esistere
il gruppo se non cè l'adulto che lo organizza.
Negli anni della
scuola; la proposta del "gruppo-classe" soddisfa
e assorbe quasi
tutta l'attrazione per il gruppo, il quale
caratterizza allora
la dinamica psichica del bambino: questo gruppo
organizzato dall'adulto privileggia
i comportamenti affiliativi tradizionalmente necessari
agli apprendimenti a scapito
molto spesso della
creatività. Questo movimento resta pero',
indispensabile alla socializzazione poichè
partecipa al lavoro di dessessualizzazione
della relazione oggettuale propria all'infanzia, e permette
quindi un aggiustamento nei confronti della realtà.
Facilitando gli apprendimenti, l'insegnante
aiuta a scoprire il piacere del funzionamento dell' Io
, il che gli conferisce un ruolo di sostegno narcisistico.
I controinvestimenti narcisistici
costituiscono infatti i mezzi più importanti per
consentire la rimozione del complesso edipico.
Nell'adolescenza, il gruppo dei pari
viene investito quale spazio
di sostegno narcisistico e appoggio
delle identificazioni. Per l'adolescente , è
un modo di rimettere
in questione la propria « filiazione identitaria »(la propria
identità come figlio di quei determinati genitori). Questo lavoro
di separazione verrà effettuato
tramite un movimento di " dis-identificazione"
nei confronti degli oggetti primari in quanto parti di sè, ma
le funzioni e gli attributi
dell'oggetto potranno essere preservati e riinvestiti nell'ideale dell'Io
.
Nonostante ciò l'investimento del gruppo dei pari segna per l'adolescente uno stato di crisi rispetto alla propria
identità , da cui ,nel migliore dei casi,tale gruppo lo aiuterà ad uscire . Il gruppo non puo' quindi costituirsi che attraverso una presa di distanza nei
confronti dell'adulto. Qesta sembra essere per l'adolescente,
la sola soluzione
possibile per l'accesso all'autonomia. IL gruppo gli permetterà
dunque di liberarsi dal suo gruppo famigliare. Quindi, il riconoscimento
e l'elaborazione dello scarto
tra il proprio ideale e quello del gruppo gli permetterà,
prendendo l'ideale gruppale come punto di appoggio dei suoi
oggetti identificatori, di costituirsi
il suo futuro ideale dell'Io e di accedere allora ad un
' altra tappa della socializzazione.
Nelladolescenza, vediamo dunque che il gruppo dei pari si costituisce contro l'adulto nell'intento
di liberarsi dal contesto famigliare troppo caldo
e nello stesso tempo infantilizzante. Gli
adolescenti vivono allora tra di loro un 'esperienza
vicina all'illusione gruppale. Questa esperienza di onnipotenza
nel "tutto uguale" tenta di
annullare tanto la differenza dei sessi quanto quella delle generazioni.
Si puo' dire cosi' che l'adolescente attraversa
"una seconda fase di individuazione/ separazione"
che giungerà a un distacco dalle immagini genitoriali e ad
un rimaneggiamento strutturale
intrapsichico.
Ma per separarsi dai genitori , e
indispensabile avere acquistato delle basi narcisistiche sufficientemente solide nonchè
la permanenza dell'oggetto interno:
Cio' suppone l'esistenza di un contesto famigliare positivo
nel corso della prima infanzia , e un processo di separazione
individuazione riuscito che abbia permesso la costituzione
di un mondo interno.
L
ACCETTAZIONE DELPROGETTO DI GRUPPO TERAPEUTICO
Cosi,
certi adolescenti per cui il primo processo
è stato ad esempio
interrotto o intralciato da varie difficoltà, non possono
affrontare questa nuova tappa di sviluppo. Più di frequente viene
fatta allora, tramite la domanda dei genitori , una domanda di
aiuto per superare questa
difficoltà. IL clima conflittuale nella famiglia, gli insuccessi
delle terapie anteriori, lassunzione di droghe , possono
essere dunque allorigine
delle consultazioni e accompagnano domande di ripresa di
un lavoro per causa di inibizione fobica o psicotica
, o più semplicemente di timidezza
insomma incontriamo nello
stesso tempo adolescenti in crisi con la famiglia e adolescenti
in difficoltà di fronte ai gruppi .
Il non riconoscere la sofferenza e il modo dintervenire
spesso autoritario dei genitori non contribuiscono alla riunione delle
condizioni migliori alla
protosta di una terapia indviduale ; il transfert rimanda
alle carenze infantili finora celate, e la presenza delloggetto fa risorgere il dolore dellassenza.
Noi proponiamo dunque
un dispositivo gruppale che permetta
alladolescente di distanziarsi
nei confronti delloggetto e di esperimentare nell
stesso tempo un riavvicinamento sopportabile ; cio
gli procurerà sostegni esterni tollerabili per placare le rappresentazioni
interne, e uno spazio
di pensiero per elaborare questa
problematica.
Si potrà cosi evitare il ricorso sistematico allatto o talvolta
alla violenza in quanto processo di rappresentazione e dunque
anche come tentativo di rappresentare la realtà interna.
Il gruppo potrà inoltre permettere una restaurazione narcisistica
indispensabile ad un lavoro psichico. La situazione
di gruppo permette di vivere un esperienza con altri , di conoscersi prima di poter affrontare
in situazione di fiducia, le difficoltà personali. In effetti, non
si propone loro subito una terapia bensi uno spazio in cui potranno incontrare
altri ragazzi, far conoscenza e provare a capire quanto succede
non solo tra di loro ma anche nei confronti delladulto ,
in una elaborazione dellillusione onnipotente dellanullamento
delle differenze.
Nel gruppo terapeutico, lessenziale del lavoro poggerà su questa elaborazione e sul suo superamento.
Cio puo
avvenire solamente se si giunge a tale fase del processo gruppale.
LINIZIO
La ricerca
di quanto puo esserci di comune è il primo tentativo
di organizzazione del gruppo ; lo mostra lesempio seguente.
Dopo un silenzio, Mikaya propone di
presentarsi ; ognuno
lo fa, ma il silenzio dura un momento. X fa unaltra
domanda : In che classe sono ? Dalla
terza media al secondo anno di liceo
Silenzio
Continua
. Che musica preferiscono ?
Ci sono quelli
a cui piace il Rap, ma ognuno ha la sua variante come la « fusion »
ad esempio per Jeremie.
Chiedo una
spiegazione : mi dicono gentlmente che
si tratta di un mistura di rap e di hard-rock. Ci sono
anche gli appassionati di reggae, di techno o anche di musica
classica. Insomma niente di veramente comune. Continuano ad interrogarsi,
sugli strumenti di musica
che suonano, per Jeremie è la
chitarra, per altri è il pianoforte, anche qui
niente di comune
abbandonano la musica per passare
agli sport : che cosa praticano ? per
Michel il rugby, per Julien il tennis, per Jeremie lo squatt,
per X la pallavolo, per Mikaya niente
non vedono che differenze.
Continua cosi .. ciascuno
parla delle proprie attività e dei propri proggetti.
Tutti gli argomenti
esplorati finiscono
collestinguersi, viene fuori unaltra domanda
dopo un momento di silenzio.
Il terapeuta non è silenzioso,
partecipa alla conversazione mantenendo la massima neutralità,
manifestando pero interesse per gli argomenti dei ragazzi
Ma il silenzio diventa pesante.
Egli ricorda allora la possibilità di mettere in scena situazioni
vissute
Nessuno ha idee, egli suggerisce
di trasferire la situazione attuale sul primo giorno di.scuola,
quando gli allievi non si conoscono ancora. Un ragazzo propone : « siamo
davanti al liceo »
Ci alziamo e spingiamo il tavolo, i ragazzi chiedono
al terapeuta di partecipare : recita con loro la parte di
un adolescente :
Quando ,nel gioco domanda ansioso
« conoscete i professori » ?
Jeremie esclama :
quelli ci rompono le scatole ! commento condiviso da tutti , e qualcuno
propone una scuola senza insegnanti
. Lidea
interessa tutti, scherzano, parlano dellautogestione,
di fare a meno degli adulti
Michel dice di conoscerere un
ragazzo che frequenta una scuola « autogestita »,
un vero casino , un mercato
di hascich
Lidea che
senza gli adulti sarebbe il casino viene sfiorata ;
ma non emerge nessuna associazione, segue invece un silenzio penoso..
il terapeuta ferma il gioco , Julien osserva con una smorfia che non è andata bene, « non ce la facciamo, non ci conosciamo
« Questo primo tema, il rifiuto delladulto, verrà ripreso
più tardi. Intanto,
dicono, non va bene ! Perchè ?
si tratta di un rifiuto del dispositivo proposto :
recitare ? A meno che lidea di escludere ladulto
abbia sollevato troppo senso di colpa ?
Dopo un
po un nuovo tentativo per trovare un tema comune si salda
con unimpossibilità :
infatti, ricercano « l"assolutamente uuguale ».
Lessere interessato non bastta, ci vuole tutto,
condividere, essere simili,
se non trovano insistono immediatamente sulle
differenze. Ma di che diffferenza si tratta ?
Adulto / adolescente
certamente poichè nello stesso tempo mostrano
alladult o che sono insieme riuniti
ma diversi.
Cio
che li riunisce, in realtà , è la domanda delladulto /
lo mostra la seduta seguente di un altro gruppo di adolescenti
composto di 5 maschi e 2 femmine dai 14 ai 17 anni,e
di una coppia di terapeuti .E iniziato da poco più di tre
mesi, ed è un gruppo a durata non determinata
in anticipo, e che è stato preceduto , come
facciamo per tutti i nostri gruppi, da una riunione genitori /
figli. I genitori
continueranno ad incontrarsi al loro ritmo con un altro terapeuta.
Cedric incomincia subito : « Io non voglio tornare
la settimana prossima, non volevo venire già oggi alla riunione,
avevo preso questa
decisione, e mi hanno detto di venire
a dirvelo qui, allora
ecco ve lo dico ».
Dallinizio il tema del non volere partecipare alle sedute
è stato sviluppato da Cedric che
si appoggiava
su un elemento di realtà
poco considerato da noi durante la preparazione del gruppo :
egli abita lontano in periferia e il ritorno a casa di
sera gli pesa molto.
Tutti gli altri sembrano
informati della sua decisione. Gli adolescenti hanno infatti preso labitudine di ritrovarsi
davanti allentrata del
centro un po prima della seduta e di
entrare insieme solo quando
sono tutti arrivati ; parlano
dunque mentre aspettano e infatti
non reagiscono molto quando sentono quellannuncio. Rompe il silenzio Justine :
« Credevo
che la regola fosse di fermarsi tutti insieme »
Olivier : « Ha detto che non viene più , è questa la regola,
ad ogni modo è la nostra e siamo d"accordo con lui,
è libero, mica possiamo forzarlo a restare, se facciamo anche
noi come i genitori ! facciamo quel che vogliamo, l"importante
è sentirsi liberi ! »
Guillaume,
si rivolge a Justine : « Ad ogni modo , che cosa ci
impedisce di dire tutti la stessa cosa, suppongo che nessuno possa
impedirci di terminare
il gruppo ; non sappiamo esattamente quel che facciamo qui,
io poi se non ci fossero i miei genitori non ci sarei ! »
Cedric :
« è vero ,
per me non è cambiato niente, e poi non so neanche quel che doveva
cambiare, e siccome i miei genitori non mi obbligano, non vedo
perchè dovrei continuare, visto che non facciamo niente »
Questi primi
scambi sono abbastanza tipici degli inizi dei gruppi terapeutici
di adolescenti : il gruppo non è ancora investito come oggetto.
Qui, vediamo bene che il
gruppo, in seguito alla presenza di terapeuti
adulti è assimilato ai
genitori , che sono allorigine della domanda di cura.
Il gruppo ,
per gli adolescenti dipende dal desiderio dei genitori e dei terapeuti,
non appartiene loro, è una creazione degli adulti ed è dunque
normale diffidarne, attaccarlo. Infatti, la dinamica
psichica, in adolescenza
, deve superare il senso di dipendenza inerente al bisogno
di identificazione. Nutrirsi dellaltro è un bisogno che
sembra tanto più
forte quanto simultaneamente provoca, al
fine di preservare il narcisismo, la stessa esigenza di lottare
contro la dipendenza che da questo stesso bisogno
è suscitata. Questa difficoltà
porta ladolescente
ad adottare
spesso atteggiamenti di provocazione e di sfida che rendono difficili
ogni alleanza terapeutica.
Il gruppo di pari, invece, viene
investito come spazio
di sostenimento narcisistico e appoggio delle identificazioni . ; e del resto, abbiamo visto che
prima e dopo la seduta i ragazzi
si sono ritrovati rapidamente
per parlare insieme.
Il gruppo terapeutico viene vissuto , in un primo tempo , come il segno della dipendenza nei confronti
dei genitori , e verrà
propposto appunto ad adolescenti per i quali
il gruppo dei pari non
soddisfa pienamente gli obbiettivi che riempie sufficientemente per altri.
La presenza degli adulti
introduce, inoltre, un senso di persecuzione che bisognerà
superare affinchè si
costituisca un sentimento di appartenenza
atto a consentire un appoggio e delle possibilità di identificazione
necessari al lavoro terapeutico.
Cio pone
un problema ai terapeuti che devono trovare la buona
distanza per intervenire. Le difficoltà incontrate in questo gruppo
, ci hanno costretti ad una
vigilanza tanto più importante nei confronti delle
nostre posizioni e interventi, quanto latteggiamento di
rifiuto dei ragazzi
era difficile da sopportare e poteva indurre in ritorno movimenti di rigidità.
Noi riteniamo
importante
che il lavoro terapeutico, a qualsiasi età, possa appoggiarsi
sullo sviluppo e lelaborazione di modi di comunicazione
più specifici tra
pari, che ladulto
deve quindi rispettare.
Latteggiamento e i modi di intervento del o dei terapeuti devono tuttavia tener conto delle particolarità dellinvestimento
del gruppo nelleconomia psichica dei giovani pazienti.
Lobbiettivo del gruppo terapeutico
è infatti di operare una mediazione con ladulto. Esso ha infatti un
effetto tampone e
permette lelaborazione
di tale relazione, poichè
viene posta la questione della differenza delle generazioni.
Per gli adolescenti, la reciprocità nel dispositivo,
tra le loro posizioni e quelle delladulto,
ci sembra dunque particolarmente importante.
Contrariamente a quanto succede
nella relazione pedagogica classica, non esiste un rapporto
dominante / dominato, o maestro/ allievo : ognuno conta
sugli altri ed ha bisogno di tutti.
Percio, dallinizio del gruppo, privileggeremo
la sistemazione di questo spazio comune : imparare
a conoscersi , a funzionare insieme e non solo in presenza delladulto
ma con ladulto ;
non daremo troppo precocemente un senso ai contenuti sottostanti anche se sono contenuti
gruppali. Cio sarebbe vissuto in modo
intrusivo, ricreerebbe la
posizione di quello che sa nei confronti di quelli
che non sanno, e
introdurrebbe infine una superiorità gerarchica che ladolescente non
trova più giustificabile.
In questa seduta , percio, non interveniamo interpretando il trasfert, o esplicitando quanto
abbiamo creduto di capire
circa la difficoltà ad entrare nel funzionamento gruppale
propposto, in riferimento
alla nostra presenza !
Ma sottolineamo semplicemente che :
- « Cedric
ci mostra che l"esperienza che stiamo vivendo, non sembra ancora totalmente positiva per tutti ;
che cosa possiamo fare insieme per cambiare
le cose ?
Justine e Aureliano, mostrano ciascuno laspetto positivo delle sedute
e cio che
hanno potuto ricavarne,
ma solo Justine insiste per proseguire. Aureliano sarebbe
daccordo per lasciare il gruppo,
riconoscendo che tutto sommato è stato positivo
, se non ci fosse suo padre ! ! !
Gli altri
ragazzi intervengono soltanto con un cenno per dire di si quando Olivier
sempre più insistente ciede ad ognuno di loro se sono daccordo
per mettere un termine allesperienza del
gruppo.
La terapeuta propone allora
di riprendere insieme quanto è stato detto e vissuto dallinzio
della seduta, e tenta quindi di
far rilevare il movimento
difensivo che
li riunisce nellidea dell'interruzione , per non
affrontare la separazione e l'abbandono.
In effetti, come saranno vissute le defezioni, se soppravengono
quando il gruppo si costituisce unicamente contro gli adulti?
Esiste il rischio che gli adolescenti si uniscano soltanto
per fugggire e che il gruppo si riduca ad essere
una faccenda che interessa solo i terapeuti.
Ci siamo
posti questa domanda di fronte alla
decisione di Cedric : stava davvero influenzando tutti gli
altri ? Eppure, avevamo il sentimento
che qualcosa stava creandosi,
che indubbiamente la posizione ambivalente di Aurelien
era condivisa più
o meno da altri o
forse da tutti , e che
dovevamo « tenere » , di mostrando in questo modo il nostro interesse per loro e per lesperienza in corso.
Li abbiamo dunque lasciati,
precisando bene che li avremmo aspettati il martedi seguente.
Dopo alcune
sedute Aurelien ha chiesto di fissare una data
« per sapere fino a quando
ci si dovesse impegnare a venire » ed è stato deciso
che tutti sarebbero venuti fino alle vacanze destate :
per la fine si sarebbe visto dopo.
Il gruppo,
insomma, si unusce grazie alla
partenza di alcuni , che saranno allora i capri espiatori.
I terapeuti e gli adolescenti si uniscono in un
vissuto di abbandono condiviso ; diventano un gruppo
di superstiti.
Inoltre,
il patto fatto con gli adolescenti a proposito
della durata e dellimpegno permette di riunire adulti
e adolescenti in uno stesso progetto che sarà cosi valorizzato
e oggetto di riappropriazione da parte di questi ultimi.
POSTO
DATO AI GENITORI IN QUESTO TIPO DI TRATTAMENTO
Un
punto comune riunirà gli adolescenti , lo conosciamo bene
in consultazione e in terapia : è latteggiamento
critico nei confronti dei genitori. Questo
rifiuto apparente è sotteso da un ambivalenza importante ;
infatti , criticarli non significa distruggerli. Tutti, sappiamo
quantè delicata unalleanza con gli adolescenti
contro i genitori . In gruppo, il dispositivo che proponiamo,
permette lo sviluppo
di questa aggressività,
sovente amplificata dalla dimensione gruppale, senza rinforzare
la colpevolezza legata alle
costrizioni superegoiche.
Viene infatti proposto ai genitori un
gruppo parallelo che si riunisce generalmente una volta
al mese.
Proponendo ai genitori
uno spazio che dia loro la possibilità
di rimmettersi in causa, ma anche di sostenersi,
si crea un contenitore narcisistico che
permette alladolescente di ritrovare la fiducia
nelle strutture e di appoggiarsi
sui nuovi elementi relazionali
che non erano presenti nella loro famiglia..
Cio li aiuterà ad uscire dalla ripetizione e permetterà
di spostare quanto era rimosso
Da parte loro, i genitori , messi a confronto con
la crisi della metà della vita si ritroveranno uniti
nell interrogarsi circa la loro domanda di aiuto
Il condividere le difficoltà comuni permetterà loro di ritrovare la relazione ai propri
genitori , di identificarsi con i loro figli adolescenti
attingendo alla propria adolescenza.
TRA IL MONDO DEI GENITORI E QUELLO DEGLI
ADOLESCENTI QUALE POSTO DOVRA OCCUPARE ILTERAPEUTA ?
Il
posto dell adulto è molto difficile. In un primo caso puo venire respinto, in un secondo caso
partecipa allillusione , atteggiandosi a compagno dei ragazzi.In
questa esperienza, in effetti , se il terapeuta assume la posizione dellanalista
che ascolta e da senso, gli adolescenti si rifuggeranno
in modo difensivo nel silenzio durante le sedute mentre comunicheranno nella strada o nella
sala di aspetto tanto più facilmente quanto ladulto sarà
assente. Nel secondo caso invece, se il terapeuta cerca di avvicinarsi
partecipando agli scambi, i ragazzi non mancheranno di ricordargli
la distanza giusta. Lo mostra
il seguente esempio :
In un gruppo di cinque ragazzi e ragazze dai quattordici
ai quindici anni, si parla , da alcune settimane, di computer
e videogiochi; tutti sembrano condividere la stessa esperienza ed utilizzano
un lessico specializzato n cui e questione di trasformazione magica,
di fusione dei protagonisti con anullamento delle differenze di
generazione
Il discorso del gruppo evoca la piena onnipotenza.
Il terapeuta, ridotto ad una funzione di spettatore è confrontato in modo
evidente, ad un'altra cultura; si sente estraneo e nello stesso
tempo sedotto da questo mondo ignoto. Egli tenta allora un'alleanza,chiedendo
alcune spiegazioni; gli adolescenti lo guardano sorpresi, quasi
avessero dimenticato la sua presenza e uno di loro , gentilmente,
gli spiega che questi giochi son fatti per i giovani; un altro
aggiunge che sono pericolosi per gli adulti perchè si lasciano
Prendere
e non ne possono più uscire; un terzo ragazzo precisa che ha sentito
parlare di una persona che ne era diventata matta
è evidente
che ognuno tiene il suo posto, eppure lo scambio
ha senza dubbio un carattere ludico. Alla fine della seduta tutti stringono calorosamente la mano del
terapeuta dicendogli:
" alla
settimana prossima".
Più tardi,
l'elaborazione dei fantasmi
difensivi di onnipotenza, diventerà possibile , in riferimento alle possibilità offerte dai videogiochi
e dalle immagini virtuli.
In 'occasione
dell'assenza di un ragazzo,
il terapeuta, scherzando, si lamenta dell'indigenza del centro, che non possiede
un computer sufficientemente potente da realizzare limmagine
virtuale dellassente ,per fare in modo che il gruppo sia
completo.
Seguirà un vero lavoro analitico del funzionamento degli adolescenti,
che potrà iscriversi nella dinamica gruppale.
Infine, le posizioni particolari del terapeuta, prese in funzione dell'età e delle
specificità del funzionamento psichico dei giovani pazienti,
influenzeranno la sua modalità di intervenire in modo significativo.
Al di là di queste differenze , la sua capacità
a condividere gli stati emozionali del gruppo, mettendosi
in contatto con le proprie parti infantili, verrà sempre sollecitata e gli
permetterà di trovare la distanza giusta, preservanndo la differenza
delle generazioni.
Questa sarà la condizione perchè
il processo gruppale possa svilupparsi e prendere senso
nei gruppi terapeutici di bambini e di adolescenti.
BIBLIOGRAFIA
Privat P.,Quelin-Soligoux
D.(2000) Lenfant en psychothérapie de groupe , Edition
DUNOD,Paris.
|