| Obiettivo del numero è mettere a fuoco le caratteristiche
della relazione bambini-adulto, adolescenti-adulto
nei gruppi terapeutici con soggetti in età evolutiva.
Il taglio prescelto è stato quello di alternare i
punti di vista sull'adulto nei gruppi con bambini con quelli sull'adulto
nei gruppi con adolescenti. L'articolo introduttivo (di Marco
Bernabei) delinea differenze di posizione dell'adulto
e di relazione con lui nei due tipi di gruppi, evidenziando,
in quelli con i bambini, anche la co-costruzione di un oggetto- adulto terzo
da parte di membri e terapeuta. Pierre Privat si cala nella
relazione bambini-adulto partendo dal primo incontro di
un suo gruppo. Dominique Quelin s'interroga in particolare
sul posto che può occupare l'adulto terapeuta tra mondo
degli adolescenti e mondo dei genitori. Anche Velia Bianchi
Ranci vede il terapeuta come un adulto alla ricerca di un
posto: del suo posto nel gruppo con i bambini. Angela Baldassarre
ritiene che l'adulto venga investito, nel gruppo con gli
adolescenti, di funzioni genitoriali rivelatesi deficitarie. Cesare
Freddi mette però in luce il suo svolgervi la
funzione non solo di oggetto transferale ma anche di nuovo
oggetto. Marco Antonio Dupont Munoz e Adela Jinich de
Wasongarz mettono a fuoco la terapeuticità della collaborazione tra
adulti- partecipanti al gruppo genitori (parallelo
a quello con i bambini) e adulto-terapeuta del gruppo con
i figli di quei genitori. Infine Donata Miglietta guarda
all'adulto nel gruppo di bambini soprattutto come a un facilitatore
delle trasformazioni dal caos al gioco.
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