| Introduzione
La
funzione del conduttore in un gruppo di adolescenti non può prescindere
dal proprio assetto mentale, dai propri riferimenti culturali,
esperienziali e dalla propria adolescenza. Gli stessi adolescenti
sono molto bravi a riconoscere il profilo psicologico del conduttore
del gruppo e spesso sfidano il terapeuta-adulto.
Prima di addentrarci nellargomento, mi preme specificare
che svolgo attività terapeutica in una struttura psichiatrica
pubblica in Roma. In questo contesto, ricopro un ruolo istituzionale
e un ruolo professionale di terapeuta.
I pazienti si aspettano da me molte cose: vorrebbero una stanza
confortevole, ben arredata e contemporaneamente una disponibilità
totale.
Limmaginario collettivo del paziente che si rivolge al servizio
pubblico è spesso caratterizzato da alcune fantasie: lambulatorio
è visto come una grande madre buona che può elargire molte cose,
non particolarmente punitiva e che accoglie tutti; una struttura,
quindi che funziona a maglie larghe.
Gli operatori sono spesso investiti dalla fantasia onnipotente
di essere molto bravi perché hanno molti anni di esperienza ed
hanno visto molti pazienti. Tutto ciò comporta, inevitabilmente,
il rischio di incorrere in frequenti delusioni, svalutazioni o
idealizzazioni del terapeuta.
In questo congresso mi preme soprattutto approfondire quali funzioni
sollecita un gruppo di adolescenti ad un terapeuta di gruppo.
Il lavoro che presenterò comprende una parte introduttiva, teorica,
seguita da alcuni esempi clinici.
1 Caratteristiche del terapeuta che facilitano
la formazione del gruppo.
Privat e Chapelier affermano che il gruppo
può prendere vita e strutturarsi solo se il terapeuta vi prende
parte attiva, ma è necessario che in altri momenti egli svolga
la sua funzione grazie a un allontanamento dalla vita di gruppo
(cfr. P. Privat, J.B. Chapelier 1987).
Claudio Neri sostiene che il conduttore deve capire quando nel
gruppo sta maturando lo stadio della comunità dei fratelli ed
accettare di fare un passo indietro, di porsi in una posizione
più defilata e trovare un modo di intervenire che sia rispettoso
del funzionamento del gruppo come collettivo.
In tale stadio, ogni partecipante può nutrire, ad esempio, sentimenti
di ammirazione, protezione, gelosia, rivalità, invidia, in cui
ognuno sente di appartenere al gruppo.
E fondamentale la capacità del conduttore di oscillare tra
una posizione discreta (per esempio nello stadio
della comunità dei fratelli) e una posizione attiva
nei momenti caldi. In tali momenti, il terapeuta deve:
arginare le angosce di frammentazione; fungere da bypass, cioè
aiutare a sorpassare, ad affrontare la trasformazione degli assunti
di base. Egli deve altresì evitare che il gruppo possa impantanarsi,
vivendo la sensazione di essere nelle sabbie mobili, con una sensazione
di soffocamento che si esprime attraverso un processo psichico
contagioso connotato da vissuti depressivi profondi.
Il terapeuta può allora sospendere linterpretazione e servirsi
della metafora, quale boccata di ossigeno, che, attraverso
lautorappresentazione dellemozione del gruppo, ne
consente un abbassamento del livello di angoscia.
Lempatia del terapeuta entra pienamente in gioco in un gruppo
con adolescenti, soprattutto laddove si verifichino frequenti
acting-out.
Lacting-out non va inteso necessariamente come difesa dellangoscia
ma anche quale canale di comunicazione: non è un attacco ma una
richiesta di possibile condivisione.
Indispensabile per levolversi del processo gruppale è una
funzione alla quale il terapeuta deve ottemperare: quella di copensatore.
Non utilizzando esclusivamente linterpretazione ed evitando
atteggiamenti super-egoici, egli lascia circolare la comunicazione
facilitando la nascita del pensiero di gruppo. In questo modo
può realizzarsi il passaggio dal caos alle rappresentazioni significative,
dal concreto al simbolico.
Affinché ciò si realizzi è necessario che il terapeuta tolleri
la frustrazione di rinunciare allidea di un gruppo ideale
rispetto a quello reale (la persistenza della fantasia rispetto
alla realtà genera nel gruppo il fenomeno dellillusione
gruppale), riduca lasimmetria tra il singolo paziente e
il gruppo, mantenga un minimo livello di tensione emotiva (per
esempio utilizzando formulazioni aperte che evitino da un lato
lesasperazione dei problemi, dallaltro lappiattimento
affettivo tramite difese quali lintellettualizzazione e
la negazione).
Ora tenterò di sintetizzare alcune funzioni che ladulto-conduttore
può svolgere allinterno di un gruppo.
Ladulto-conduttore può avere una doppia funzione protettiva-minacciosa
(il doppio, il perturbante, ladulto-vampiro che può divorare
le idee o nutrire la mente stimolando la produzione di pensieri).
Ladulto-conduttore può svolgere funzioni genitoriali generando:
Amore-odio
Speranza-disperazione
Contenere ansie depressive
Sollecitare ansie persecutorie
Sono
molto frequenti in un gruppo proiezioni sul conduttore di richieste
di funzioni genitoriali deficitarie
2. Costruzione dellidentità delladolescente
in gruppo
Il
bisogno delladolescente di far parte di un gruppo nasce
dalle inevitabili modificazioni intrapsichiche legate a questa
età.
Il gruppo infatti, in adolescenza, gioca un ruolo importante nella
formazione dellideale dellIo,
e come supporto narcisistico, nel delicato processo costruzione
e trasformazione della propria identità.
Ladolescente deve riformulare la propria identità attraverso
la disidentificazione degli oggetti primari, parti dellIo,
le cui funzioni e attributi potranno essere successivamente reinvestiti
nellideale dellIo.
Lappartenenza ad un gruppo è possibile solo se contemporaneamente
ladolescente ha preso una distanza dalladulto-genitore,
sotto la spinta di una ricerca dellautonomia, allinterno
del processo di individuazione-separazione.
Importanti movimenti psichici che il gruppo rende possibile alladolescente
sono:
lo
sviluppo psicosessuale;
lo spostamento sui pari dei conflitti di dipendenza infantile
irrisolti;
lelaborazione delle relazioni oggettuali omosessuali ed
eterosessuali sia in funzione dei rapporti relativi alle esperienze
attuali, sia dei conflitti non risolti con le figure genitoriali;
la rielaborazione dellidentità gruppale, individuale, dellio,
del noi.
Il
gruppo, se da un lato facilita la scissione, la dispersione dellidentità,
consente anche di rigenerare quelle parti scisse o elementi fantastici
(Campo bipersonale Baranger/Neri).
Il gruppo terapeutico con adolescenti rappresenta un locus intermedio
tra il mondo interno delle pulsioni e quello esterno delle percezioni
della realtà. Questo spazio permette di sognare ad occhi aperti:
ladolescente può immaginare felicità, onnipotenza, denaro,
amore, buoni voti, superamento prove difficili ( la patente, il
servizio militare ) e come egli spesso dice, può farsi i
film. In questo senso il gruppo svolge una funzione di reverie
delle ansie e delle angosce. In tale contesto, infatti, facilmente
si dispiegano immaginari illusori, angosce persecutorie, depressive
che consentono una temporanea sospensione dellazione, del
giudizio necessaria ad una elaborazione dei vissuti psichici.
E frequente negli adolescenti la tendenza ad acting-out
come interrompere gli studi, tentare il suicidio, fuggire da casa,
ecc., che trovano un senso nellillusione di risolvere il
problema con un allontanamento reale. La spinta ad agire è spesso
dettata dallurgenza di trovare una via duscita allangoscia
li che assale loro con irruenza, prepotenza, senza consentire
alcun controllo. Tutto ciò spaventa moltissimo i giovani che chiedono
continuamente soluzioni concrete, suggerimenti e consigli al terapeuta.
In questi casi è importante per un terapeuta di gruppo lasciarsi
toccare da questa urgenza emotiva, ma anche sostenere mentalmente
limportanza del pensiero prima dellazione.
Vorrei
riportare lesempio clinico di Bruna, una ragazza di 17 anni,
che aveva iniziato con me una terapia di gruppo dopo
un ricovero per tentato suicidio. Ricordo una seduta in cui Bruna
riferisce al gruppo, in maniera molto preoccupata, di temere dessere
rimasta incinta. Questa comunicazione crea il panico nel gruppo,
e non vi nascondo che anchio mi sono allarmata, perché Bruna
aveva una facile tendenza allatto. Sono rimasta ammutolita
quando il gruppo comincia ad immaginare i cambiamenti evolutivi
relativi ad una eventuale maternità come per esempio, lillusione
di sentirsi liberi dalla famiglia, adulti, autonomi, con unassunzione
di responsabilità troppo grande. In questo clima un po teso,
intervallato da proteste di chi era contrario o favorevole ad
una gravidanza in età adolescenziale, è stato fondamentale per
abbassare la tensione, la frase di Roberta:beh, non si può
sognare anche se solo per un giorno?.
Latmosfera del gruppo si è alleggerita molto perché la possibilità
di sognare creava la sospensione del giudizio e anche pensare
a soluzioni reali.
Ora tenterò di sintetizzare alcune funzioni che ladulto-conduttore
può svolgere allinterno di un gruppo.
Ladulto-conduttore può avere una doppia funzione protettiva-minacciosa
(il doppio, il perturbante, ladulto-vampiro che può divorare
le idee o nutrire la mente stimolando la produzione di pensieri).
Ladulto-conduttore può svolgere funzioni genitoriali generando:
Amore-odio
Speranza-disperazione
Contenere ansie depressive
Sollecitare ansie persecutorie
Sono
molto frequenti in un gruppo proiezioni sul conduttore di richieste
di funzioni genitoriali deficitarie
CASI
CLINICI
GIULIA:
Odio tutti gli adulti, i miei genitori,
i professori
La professoressa di matematica ha scritto sufficiente
sul pagellino anche se ho preso 7 al compito. Lho contestato
e lei mi ha detto: sufficiente è il giudizio che corrisponde
allidea che io ho di te
un tempo misarei sentita
una merda, ora mi sento più distaccata dal suo giudizio.
GIORGIA:
Mio padre dice Qual è il problema,
che cosa ti manca?
io non ho saputo rispondere, ho pensato
avrà ragione lui, non cè il problema e allora
mi sono detta perché venire in terapia?
R. Sembra che i veri problemi siano
quelli tangibili, concretamente evidenti e che Giorgia proprio
per questo abbia scelto un canale di comunicazione visibile del
suo disagio, mostrando, cioè, i suoi disturbi alimentari.
VANESSA:
Mio padre vede o tutto bianco o
tutto nero. Non capisce nulla di teatro ma non sa darmi consigli.
Vuole, però che io studi alluniversità e che porti dei risultati,
ma io sono confusa, non so quello che voglio.
R.
Semra illegittimo chiedere di essere
accompagnato nelle scelte della propria vita, condividere lemotività
in gioco, pur non sapendo nulla di teatro.
VALERIO:
Sono uscito con un mio compagno
ha 19 anni, istruttore di vela di un gruppo di bambini di 10 anni,
stimato da tutti, dai genitori, dai professori e dai bambini e
per la prima volta mi sono chiesto ma io cosa so fare a
19 anni? Niente!
come è stata la mia vita finora?
Non
uscivo mai con i compagni né avevo interessi, ora ci parlo ma
sono angosciato
ho scoperto di essere proprio una frana.
LIRONIA
E LUMORISMO
Per
gli adolescenti entrare nel mondo degli adulti è una cosa seria,
molto spesso tragica, qualche volta comica. Quando si possono
osservare gli aspetti comici della vita, lumorismo, anche
quello grossolano delle barzellette, ci aiuta a stemperare lansia
di derisione che angoscia molto i ragazzi.
Non cè stato adolescente che io abbia conosciuto che non
abbia mai avuto un episodio in cui si sia sentito deriso in un
gruppo, perché goffo, ridicolo, impacciato, timido
e che si sia vergognato così tanto da evitare di stare concretamente
nei gruppi naturali (gruppo di classe, comitiva) perché insostenibile
la derisione dei coetanei, degli adulti (insegnanti, genitori).
Frase: quanto sei diventato rosso! si dice ignorando
quanto posso far vivere un profondo senso di inadeguatezza.
Lumorismo non è solo la sottile capacità intelligente di
rivelare laspetto comico della realtà, ma è molto di più
perché indica una profonda simpatia umana, come avviene con la
risata che è un elemento aggregante, fusionale.
Quando si genera umorismo sulla condizione della vita umana si
ride con gli altri.
Quando si fa ironia, si ride degli altri, entrambe permettono
di esorcizzare laggressività degli adulti.
E fondamentale che un terapeuta possa autoironizzare e accettare
ironia del gruppo su di lui: ce la vedo la dottoressa con
la moto a sgommare!
Conclusioni
In
questo lavoro è stato possibile sottolineare alcune funzioni svolte
dal terapeuta nel gruppo; allo stesso modo credo che sia importante
considerare che in questo tipo di contesto anche il gruppo svolge
una funzione per il terapeuta.
Più volte mi sono chiesta se il gruppo terapeutico con adolescenti
non rappresenti per lo stesso terapeuta uno spazio, un luogo dove
depositare ed elaborare la propria aggressività verso listituzione.
Così come ladolescente utilizza il gruppo per garantirsi
unidentità distinta dalle pressioni della famigli, anche
per il terapeuta il gruppo potrebbe svolgere una funzione per
facilitare e promuovere un processo di individuazione-separazione
dallistituzione. Questultima può rappresentare una
minaccia per lidentità professionale perché spesso la cultura
dominante nellistituzione tende a rinforzare lacting-out
piuttosto che a far riflettere e pensare.
Il non fare viene
spesso interpretato come perdita di tempo, come deficit di capacità,
inadeguatezza, incompetenza.
Queste ultime considerazioni partono dallipotesi che le
prime crisi o break-down evolutivi in adolescenza possono essere
superate solo se il sistema familiare non è strutturato rigidamente.
Infatti, per facilitare la costruzione di unidentità solida,
unica ed individuata, è necessario che il giovane non si senta
intrappolato in schemi stereotipati.
Il gruppo, in questo senso, aiuta ladolescente a liberarsi
da questi ruoli cristallizzati (tipici delle gang) e favorisce
una visione poliedrica e pluridimensionale della realtà in quanto
offre riferimenti interni stabili ma anche sostituibili nel tempo.
Tutto ciò addolcisce le asperità e le dicotomie tipiche delladolescenza
e dona una base sicura estremamente utile, dalla quale
spiccare il volo verso la vita adulta.
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