| Nel presentare questa
edizione di Funzione Gamma, dedicata a Bion e Foulkes
e ringraziando gli autori e tutti coloro che hanno contribuito
a idearla e a realizzarla, va sottolineato quanto si rivelino
ricche di senso e di sviluppo le sorgenti del pensiero psicoanalitico
di gruppo, le loro prossimità e differenze, e il bisogno di rivisitarle,
alla ricerca di nuove integrazioni e di nuovi contatti. Lattualità
stimolante del tema appare legata infatti, oltreché alle urgenze
che provengono dai rapidi mutamenti organizzativi del gruppo sociale
nel suo insieme, anche ai bisogni evolutivi dellincontro epistemologico
fra i diversi modelli con i quali lapproccio al gruppo è
stato studiato. In particolare riemergono le esigenze di essere
in relazione profondamente e da diversi vertici con la teoria
psicoanalitica classica, con la sua evoluzione e con le sue istituzioni,
pur mantenedosene separati e continuando il dialogo con altre
discipline.
Se la vita del gruppo è la qualità specifica dellattenzione
e della ricerca, e la valorizzazione delle possibilità sociali
della mente individuale, allora i luoghi della sua espressione,
come questa occasione telematica di incontro fra differenti autori,
saranno essi stessi un luogo transizionale di comunicazione, nel
quale i diversi elementi del gruppo si rappresentano e sono assunti
come atti di risignificazione trasformativa.
Così lincontro fra Bion e Foulkes, che fu storicamente carente,
si ricrea in modo mitologico nella tessitura attenta
ed elegante del contributo di L. Ancona, al di là dei mancati
incontri istituzionali e teorici. I pensieri, le esperienze, le
motivazioni, i percorsi e i contesti storici di Bion e di Foulkes
- precisamente e ampiamente rievocati - entrano in un contatto
nuovo, e in un rapporto di reciproco scambio, che produce nuove
prospettive.
Un vertice di incontro particolarmente
suggestivo e creativo è proposto da M.Pines, che, preparandosi
a scrivere un articolo sullempatia per un gruppo che
sinteressa alla teoria dellattaccamento in psicoanalisi,
mette in campo lempatia - la compassione, la pietà - in
una dimensione che esula dalla semantica comune riguardante questo
termine.
Lempatia diviene qui un chiarimento che ci permette di arricchire,
integrare e attualizzare il contributo di Bion e di Foulkes: così
come nel piccolo gruppo analitico avviene che il lavoro trasformi
i contenuti antichi verso possibilità prima sconosciute, così
M. Pines trasforma la polemica in un fruttuoso cambiamento di
prospettiva.
Su una linea simile, anche
il lavoro di S. Corbella, tematizzato sulla dimensione drammatica
e germinativa del tempo-spazio, dispone le differenze e i punti
di incontro di Bion e di Foulkes come lungo un asse, confrontandolo
allasse temporale e trasformativo del microgruppo analitico.
Nel suo interessante articolo
How Foulkesian was Bion?, R. Hinshelwood dimostra
in modo preciso la sostanziale diversità degli approcci di Bion
e di Foulkes, ricostruendo il contesto della esperienza di Northfield. Stimolante in particolare lindividuazione
del conflitto fra due diverse culture e le loro conseguenze, una
ispirata alla morale militare, laltra alla cura ospedaliera.
Pur ammettendo che le due prospettive tendono a polarizzarsi e
che sono quindi risultate nel passato di difficile conciliazione,
Hinshelwood ritiene che sarebbe davvero poco produttivo per noi
oggi schierarsi semplicisticamente in favore di un approccio o
di un altro, per una ideologia del gruppo o per unaltra
antitetica. Sarebbe in altre parole unopzione troppo facile:
in funzione piuttosto della propria tranquillità personale, non
nellinteresse della verità (...for comfort rather
than ...for truth).
Questi contributi sono
ricchi di informazione e di esplorazione e prospettano nuovi modi
di vedere cose passate, specialmente alcuni concetti di fondo,
come gli assunti di base, la matrice, la rete, la primordialità
e la dimensione collettiva della mente individuale, vista come
un insieme di prospettive e modelli che ne individuano la sovradeterminazione
sociale (nel senso della comunanza contemporanea di più elementi).
Ma in più tutti i contributi hanno il merito, particolarmente
apprezzato per chi cura il progresso di questa rivista, di indicare
alla comunità degli analisti e dei terapeuti di gruppo e di tutti
coloro che sono interessati al suo studio, un modello di funzionamento,
che gli autori stessi utilizzano nei loro contributi, trattando
la scrittura come lavoro di costruzione e sforzo di condivisione
dellesperienza.
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