| Negli anni Quaranta sia
Foulkes (1898- 1976) che Bion (1897-1979) stavano formulando le
loro idee sul gruppo. Curiosamente, sembra che non si siano reciprocamente
influenzati, sebbene avessero molto in comune. Sembra infatti
che avessero stabilito una reciproca indifferenza, a cui i loro
rispettivi seguaci sono rimasti fedeli.
Ambedue ebbero influenze formative nel contesto della psichiatria
militare dellesercito Britannico al Northfield Hospital
a Birmingham durante gli anni Quaranta. Entrambi vi lavorarono,
ed entrambi contribuirono, per i soldati affetti da gravi disordini
mentali non psicotici, alle tecnologie innovative sviluppate in
tempo di guerra. Da queste innovazioni doveva nascere la psicoterapia
di gruppo Britannica e la comunità terapeutica. Sembra che linfluenza
fondante della cultura di Northfield abbia sigillato il non incontro
fra Bion e Foulkes come una divergenza permanente che è durata
finora.
Mentre Foulkes giunse in Gran Bretagna nel 1933, già analista,
Bion iniziò alla Tavistock
nel 1932 mentre era ancora uno psicoterapeuta principiante.
Sebbene entrambi lavorassero a Northfield, Foulkes arrivò circa
tre settimane dopo la partenza di Bion nel Dicembre 1942. Il loro
periodo di permanenza non si sovrappose, né si incontrarono spesso
alla Società Psicoanalitica Britannica. Foulkes fu relativamente
poco coinvolto, ed ebbe piccola parte negli avvenimenti della Società Psicoanalitica.
Non fu molto coinvolto con il gruppo di analisti viennesi, quando
arrivarono nel 1938 con la famiglia Freud , né nelle Discussione
Controverse fra il 1943-44, quando Foulkes
era a Northfield, né dopo la guerra
quando queste Controversie stavano risolvendosi
e stavano trovando una collocazione nelle strutture
istituzionali.
Alla fine della sua formazione nella British
Psychoanalytical Society, Bion non è stato attratto dalle
idee di Foulkes, perché questultimo non vi esercitava alcuna
influenza.
Il primo articolo di Foulkes,
scritto in collaborazione con Eve Lewis apparve nel
1944 sul British Journal of Medical Psychology
; egli presentò un lavoro alla
Psychoanalytical Society
il 3 Aprile 1946 sulla terapia di gruppo nellesercito,
ma non vi è nessuna documentazione che Bion fosse presente.
È certamente possibile che Bion fosse a conoscenza dellopera
di Foulkes, entrambi pubblicarono
articoli su un numero del Bullettin of the
Menninger Clinic nel 1946
(Foulkes 1946 b Bion
1946). Ma non si può intravedere alcuna sua influenza sullarticolo
di Bion.
Nel 1943 Bion scrisse il suo articolo originale con Rickman nel
1943, che fu citato da Foulkes
nel suo libro del 1948, e Bion scrisse sette articoli pubblicati
nel Journal Human
Relations fra il 1948 e il 1951, che furono brevemente commentati
da Foulkes nel 1952. In
ciascun caso il riferimento è breve e più che marginale.
Foulkes è una figura indipendente, più dedita a sviluppare le
sue proprie idee con un gruppo di colleghi, Group-Analytic
Practice. Anche Bion, era intellettualmente molto indipendente,
entrò in un periodo più conformista durante la sua formazione
psicoanalitica (fu in analisi con Melanie Klein dal 1946 al 1953).
Questo portò ad una sospensione del suo iniziale interesse per
i gruppi quando si unì ai Kleiniani che stavano sperimentando
la psicoanalisi nel trattamento della schizofrenia. Linteresse
di Bion per i gruppi si spense alla fine degli anni quaranta,
solo circa sette anni dopo che aveva cominciato a sperimentarli
con serietà. In breve, non vi è alcuna prova che Bion subisse
uninfluenza foulkesiana. Infatti potrebbe essere vero il
contrario. Foulkes potrebbe essere stato influenzato dal clima
di idee che trovò a Northfield come eredità di Bion Quel confronto
mancato di poco confronto a Northfield nel 1942-43 è un tormento. Per entrambi
Northfield fu unesperienza
singolarmente formativa per la terapia di gruppo, ma
essi vi giunsero con prospettive già divergente
INFLUENZE DEL BACKGROUND
Foulkes si era formato a
Vienna, ma aveva lavorato brevemente prima dellascesa del
nazismo in Germania, a Francoforte, dove si dice che abbia avuto
dei contatti con la Scuola di Francoforte di Ricerca Sociale.
Non riesco a giudicare quanto Foulkes fosse influenzato dal loro
marxismo, ma ebbe uno spiccato interesse per la sociologia di
Norbert Elias.
Foulkes aveva partecipato alla Prima Guerra Mondiale, ma con un
ruolo da non combattente: era telefonista. Foulkes ebbe una esperienza
cruciale di prima mano delle dinamiche di gruppo fenomenalmente
riuscite, con i Nazisti che avevano assunto il controllo della
cultura tedesca.
E agli inizi degli anni Quaranta aveva cominciato la primissima
terapia di gruppo in Gran Bretagna (Foulkes e Lewis 1944). Questultima
esperienza gli consentì di andare a Northfield (Fra il 1943 e
il 1946) come un autorevole esponente della terapia di gruppo
(a quel tempo era lautorità nel campo).
Bion non sinteressava
di sociologia ma durante gli anni Quaranta fu sotto la forte influenza
di John Rickman (il suo analista tra il 1937 e il 1939). Rickman
si occupava di scienza sociale e aveva fatto unopera di
ricostruzione dopo la Prima
Guerra Mondiale in Russia. La sua influenza su Bion può
avere incluso una certa conoscenza del collettivo, raccolta in
Russia.
Bion insegnava Storia ad Oxford, ma si era imbattuto per la prima
volta nella vita di gruppo in un collegio inglese quando aveva
otto anni. La sua esperienza nella prima guerra Mondiale da combattente
fu traumatica, come comandante di carri armati quando aveva 21anni
(Bion 1997), in seguito fece linsegnante nella sua vecchia
scuola, Bishops Stortford, prima di andare alla facoltà di medicina
per fare un training psicoanalitico.
Nel 1942 , Bion aveva fatto parte dellinfluente sperimentazione
sulla selezione degli ufficiali del War Office Selection Board.
Era ancora sotto linfluenza di Rickman e promosse con altri
il così detto progetto sul gruppo senza leader, non
si trattava però di un progetto terapeutico. Per breve tempo alla
fine del 1942 lavorò a Northfield.
"GROUP AS A WHOLE"
Malgrado queste esperienze
molto diverse, questi due pionieri ebbero un interesse comune
nellapplicare il pensiero psicoanalitico ai gruppi e alla
terapia di gruppo. Ebbero anche un punto dinizio comune
nella psicologia accademica.
Descriverò questo punto
iniziale, prima di tornare ai loro modi molto diversi di applicare
la psicoanalisi.
Entrambi contribuirono al concetto di group as a whole.
Come giunsero ad aderirvi? Da dove lo ricavarono? I gruppi sono
così ovviamente una singola entità, che furono costretti ad adottarlo?
No, non è così. Era unidea che semplicemente era nellaria
allora.
Gli anni venti e trenta sono letà classica della psicologia
sociale.
Per Foulkes e Bion lidea proviene dalla psicologia della
Gestalt tedesca. Negli anni Ottanta del 19° secolo
Wilhelm Wundt (1880) fece degli esperimenti sulla percezione,
-soprattutto sulla visione-, questo diede inizio alla psicologia
come disciplina sperimentale (Hearnshaw 1987) Wundt venne colpito
da come la mente estrae una forma o un pattern ( in tedesco gestalt)
dal contesto. Quella distinzione fra figura e sfondo ed il funzionamento
unitario figura/sfondo fu lidea fondante. Abbiamo familiarità
con questa idea della gestalt nelle illusioni ottiche
comuni.
Negli anni Trenta ci furono dei tentativi di allargare lidea
della gestalt dalla psicologia della percezione alla
psicologia sociale.
Menzionerò due tentativi. Il primo fu di Foulkes stesso. Aveva
pensato di diventare pscicologo in Germania prima di fare pratica
come pscicoanalista. Si interessava particolarmente allopera
di un neurologo, Kurt Goldstein, sulle reti neurali del cervello.
Nella sua teoria della rete neurale, i neuroni dellindividuo
sono punti nodali nel complesso sistema delle connessioni che
consentono il passaggio degli impulsi. Riusciamo cosi a vedere
come Foulkes semplicemente traspose questo al concetto di matrice comunicativa in un gruppo,
in cui gli individui costituiscono i punti nodali, inseriti nella
configurazione delle comunicazioni tra loro. Il rapporto fra lindividuo
e la matrice corrisponde allidea della gestalt
di figura/sfondo.
Il Secondo tentativo di usare le idee della gestalt
nella psicologia sociale è quello di Kurt Lewin (1890-1947). Lewin
emigrò negli Stati Uniti quasi nello stesso periodo
in cui Foulkes giunse in Inghilterra, per quanto
ne so io, non ci fu alcun contatto fra di loro . Negli Stati Uniti,
Lewin adottò il termine field (campo); Il campo è
lintera entità sociale, descritta come un sistema di forze
che agiscono in uno spazio interpersonale per far muovere ciascun
individuo nei ruoli sociali specifici e in specifici stati psicologici.
In altre parole, i pattern sociali degli individui emergono come
figura in primo piano nel contesto del gioco delle forze (Lewin
1947).
Eric Trist, uno psicologo della clinica Tavistock, aveva viaggiato
negli StatiUniti nel 1934 e aveva esportato la teoria di campo.
Essa influenzò lapproccio della Tavistock (Trist e Miller
1990) e Bion fu uno di quelli influenzati. Lewin veramente fornì
il termine di gruppo come un tutto, nelle sue parole, si trattava
dellintero campo di forze.
Abbiamo quindi una situazione
interessante: sia Bion che Foulkes furono figli della psicologia
della Gestalt o forse i nipoti. Foulkes attraverso
Goldstein e Bion attraverso
Lewin, ma le eredità furono divergenti.
Il group as a whole
di Lewin mise laccento sul campo di forze sociale e Bion lo scelse
come oggetto di studio psicanalitico.
Foulkes mise laccento sul pattern dei processi di comunicazione
e per incoraggiarlo adottò il termine di group as a whole,
dopo Northfield questa fu forse la principale influenza della
tradizione bioniana della Tavistock su Foulkes. A causa di questa
grande somiglianza cè bisogno di spiegare le loro divergenze
e la loro reciproca indifferenza.
LE IDEE INIZIALI DI BION
SUL GRUPPO
Le idee di Bion sul gruppo
iniziarono a svilupparsi al War Office, dove insieme a Sutherland
e Trist, ideò un approccio gruppale per la selezione degli ufficiali.
(Murray 1990). I candidati furono riuniti di fronte ad una commissione
e fu chiesto loro di svolgere un compito come gruppo. Coloro che
emersero come leader allinterno del gruppo vennero considerati
i più adatti da proporre come ufficiali; i gruppi svolgevano attività
pratiche che collocavano le persone in un campo di forze sociali, sotto la cui pressione
gli individui si muovevano in varie posizioni: di leader e gregari.
Questa fu unapplicazione del tutto Lewiniana (Bion 1946).
Nellautunno del 1942 Bion lavorò con Rickman a Northfield
(Bion e Rickman 1943)
e lasciò lincarico in Dicembre. Essi applicarono un approccio
concettuale in qualche modo simile a questo, nel reparto di riabilitazione,
dove si trovavano militari, che dovevano essere reinseriti nellesercito
come soldati. Progettarono con logica
spietata che il campo sarebbe stato quello militare. Le forze
nel reparto di riabilitazione sarebbero dovute essere simili a
quelle di un battaglione in guerra., Un battaglione di lavativi
come diceva Bion ha bisogno di leadership per far si che il morale
si alzi. Considerava un buon spirito di gruppo nellunità paragonabile alla salute emotiva nellindividuo.
Bion assunse il ruolo del leader che avrebbe condotto i suoi uomini
ad affrontare il nemico.
Essendo stato un comandante
di carri armati nella prima guerra mondiale, sapeva cosa comportava
guidare gli uomini contro il nemico. Determinò poi, quale era
il nemico: la nevrosi, un nemico che attacca il morale. Gli uomini,
perciò si unirono in battaglia contro il loro comune nemico, sotto
il comando di un esperto ufficiale; fu questa lidea di fondo.
Comunque questa era una
concezione così nuova del trattamento, che ci furono pochi al
di fuori del reparto di riabilitazione che si resero conto di
quello che stava accadendo e, se ne afferrarono il significato,
sapevano che non poteva essere attuato in un regime ospedaliero.
Come ora si sa bene. questo esperimento fu interrotto
infatti dalle autorità ospedaliere dopo sei settimane. Molto presto venne
istituito un nuovo protocollo da coloro che gli succedettero.
È unironia che un protocollo che era modellato sulla cultura
di una organizzazione sovraordinata, lesercito, fosse così a disagio in un ospedale
militare.
LIDEA SVILUPPATA DA FOULKES
Foulkes giunse a Northfield
come esperto psicoanalista nel 1943. Il suo primo interesse fu
per il trattamento della patologia. Narra la leggenda che nel
1940 Foulkes aveva riunito un certo numero dei suoi pazienti in
analisi in una unica stanza, la sua stanza di attesa, in una stradina
di Exeter e li aveva invitati a fare insieme
quello che facevano con lui nelle sedute analitiche . Si trattava
di fare libere associazioni. Il suo approccio era pratico, trasferire
una forma di pratica psicoanalitica in un setting di gruppo. Egli sosteneva che se la libera
associazione è lasse portante dellanalisi individuale,
di conseguenza nei gruppi dovrebbe avvenire la stessa cosa, una
discussione liberamente fluttuante.
Questa è anche una semplice trasposizione del modello di
Goldstein della rete neurale di comunicazione. Foulkes
seguì poi la pratica psicoanalitica classica (come laveva
appresa a Vienna) assecondando quella discussione
liberamente fluttuante. Questo era in linea con la tecnica
di tecnica psicoanalitica come era insegnata nel 1930.
Per quanto tecnica, cè qui uniniziale terapia di gruppo,
che potrebbe suonare così: lindividuo nevrotico in disarmonia
con il gruppo, deve essere riportato alla matrice della comunicazione
della discussione liberamente fluttuante. Non si trattava
di chiedere allindividuo di allinearsi conformisticamente
con le norme del gruppo. Era una teoria più sofisticata per come
la intendo io. Lindividuo ha bisogno di essere portato nel
gruppo non come un signor Rossi qualsiasi ma come un individuo
che può esprimere nel contesto del gruppo la sua individualità.
Questa matrice, figura/sfondo era espressa così: nella situazione
del gruppo analitico, il problema personale è in primo piano,
laspetto istituzionale è nel fondo, la discussione è liberamente fluttuante (Foulkes 1954, p. 270).
Luso che egli fece delle idee della gestalt
risultò nel concetto di discussione liberamente fluttuante.
Questo portò in una direzione diversa dal group as a whole
di Bion, nella cui idea la gestalt era un fenomeno
di gruppo nevrosi diciamo il o il leader,
come la figura sullo sfondo del campo di forze del gruppo.
LO SCONTRO A NORTHFIELD
Foulkes arrivò
quando era già finita la sperimentazione di Bion sul morale dei
soldati; egli voleva dare unimpronta psicoanalitica a quel
luogo. Il suo Background medico e psicoanalitico era più coerente
con il regime ospedaliero, un sistema per la cura dellindividuo.
Il contrasto con il regime da esercito proposto da Bion, che concettualizzava
il trattamento come il compito militare di creare un morale alto,
viene evidenziato dal racconto apocrifo, secondo il quale Foulkes iniziava
i suoi gruppi con lordine: mentre siamo nel gruppo
non siamo nellesercito (comunicazione personale di Tom Harrison).
Lordine di Foulkes rende lo scontro culturale esplicito.
Bion aveva sfidato la cultura ospedaliera come rifugio dalla vita
per un recupero tranquillo, e aveva perso la sfida. Il suo regime militare rendeva gli uomini
remissivi, un mezzo per uno scopo, lo scopo era rappresentato
dallefficienza e il morale dellunità. Quando Bion
introdusse questo nellambiente dellospedale a Northfield,
si scontrò con una cultura che dava la priorità alla salute dellindividuo.
Inevitabilmente lospedale trovò difficoltà nellaccettare
il regime di Bion.
Tom Main, nella sua prima conferenza su Foulkes (Main 1987), criticò
Bion per aver riprodotto in
ospedale una esperienza di guerra. Questo secondo lui
era contro la mentalità medica di un ospedale. Main che andò a
northfield nel 1945, pensava anche che Bion aveva trascurato le
autorità militari che non erano affatto propense allo svolgimento
di pratiche mediche con modalità militari. Così la sperimentazione
di Bion, il cosiddetto primo esperimento di Northfield
colò a picco velocemente,
su questo problema non affrontato, cioè uno scontro di
culture. Tuttavia Main affrontò e si avvicinò al sistema più ampio
dellintero ospedale, nel modo in cui Bion si era approcciato
ad una singola unità, il reparto di riabilitazione. Non è vero
che il punto di vista di Main sul sistema allargato risolse il
problema del primo esperimento di Northfield, come Main (1978)
sembrava sostenere, piuttosto collocò in un contesto lo scontro
che Bion e Foulkes separatamente rappresentavano.
Ciò che Main imparò da questa lezione fu che bisognava prestare
attenzione al morale dellintero sistema composto da militari
e da dottori insieme. Come colonnello, Main era di un grado superiore
a Bion (e Foulkes) e aveva una più ampia responsabilità nellospedale.
Questo voleva dire inevitabilmente trattare con un sistema più
ampio di quello che conteneva lo scontro. Così , sebbene Bion
e Rickman lasciassero Northfield, non lo fecero le loro idee.
Lo scontro è evidente in una serie di seminari di discussione
sulla terapia di gruppo tenuti nel 1945. Abbiamo la registrazione
di questi seminari settimanali (tenuti alla Welcome Foundation
Library Contemporary Medical Archive
Centre,P P / SHF/C 3-8)
I REGIMI DI TRATTAMENTO A
NORTHFIELD
Nel 1944 Foulkes cessò di
essere un dottore incaricato di un reparto, per diventare un terapeuta
di un gruppo itinerante (de Mare 1993) e nellAprile 1945
istituì un seminario a Northfield per discutere sulla terapia
di gruppo. Il seminario durò da Aprile a Dicembre settimanalmente
per i primi 2 mesi, poi ogni
1-3 settimane e andò lentamente concludendosi
negli ultimi due mesi dellanno. I
15 o 16 membri includevano la maggior parte degli psichiatri
che tenevano gruppi nei loro reparti. Furono tenute note dettagliate
di tutte le 21 sedute eccetto le prime due.
La terapia di gruppo era un campo nuovissimo quando Foulkes la
introdusse a Northfield nel 1944. Prima di allora il regime di
trattamento consisteva di 2 parti: colloqui individuali con lo
psichiatra (qualche volta chiamate
psicoterapia e che miravano a un insight sui sintomi personali)
e attività di gruppo in cui il lavoro mirava a ristabilire il
morale di gruppo in uomini che erano potenzialmente parte di una
forza combattente. Foulkes istituì un nuovo regime composto di
tre parti aggiungendo la terapia verbale di gruppo alle precedenti
due.
| Primo
esperimento di Northfield |
Reparto
di riabilitazione gestito secondo principi socio-psicologici
orientati al morale |
| Regime
ospedaliero |
Programma
di trattamento a due vie:
- terapia/colloqui individuali orientati ad insight
- gruppi di attività orientati al miglioramento
del morale
|
| Secondo
esperimento di Northfield |
Programma
di trattamento a tre vie:
- terapia/colloqui individuali
orientati ad insight
- gruppi di attività orientati al miglioramento
del morale
- terapia di gruppo orientata
all'ins
|
I gruppi di attività riabilitative
avevano una grande importanza a Northfield. Harold
Bridger era responsabile della sezione. Aveva anche partecipato
alluso WOSB sulluso di gruppi nella selezione degli
ufficiali, e perciò aveva lo stesso background di Bion e Rickman.
Lui e Main conservarono qualcosa della concezione del primo esperimento
di Northfield quando il secondo iniziò nel 1944. I suoi gruppi
di attività riabilitative non erano condotti da psichiatri ma
da istruttori, e li considerava non come un lavoro medico, ma
come qualcosa di più simile allesercito stesso. Le relazioni
sociali erano inserite nello svolgimento di qualche attività ,
miravano a compiti di realtà, includevano anche un club
sociale. Bridger tentava di sostenere lidea
di un campo sociale in cui gli individui entravano, ed in cui
erano soggetti a varie forze che entravano in gioco nel corso
dellattività. Da questo campo sarebbero in seguito usciti
con relazioni sociali significativamente modificate (si spera
permanentemente modificate). Infatti, Bridger non aveva esperienza
del mondo medico o terapeutico essendo stato insegnante di matematica
prima della guerra.
Cerano quindi diverse
tensioni che a quellepoca erano attive; lo scontro fra il
regime militare e il regime ospedaliero alla fine fu rappresentato
dallo scontro tra i gruppi di attività pratiche e i gruppi verbali.
LE DISCUSSIONI NEI SEMINARI
SULLA TERAPIA
DI GRUPPO
Riassumerò ora le mie conclusioni
tratte da una lettura delle 100 e più pagine della trascrizione
dei seminari di discussioni. Sembra che i partecipanti ai seminari
vi giungessero con scopi diversi ed identificabili.
In primo luogo, Foulkes, come leader del seminario, voleva fare
due cose: migliorare la qualità della terapia di gruppo condotta
da persone che non lavevano mai fatto prima, e stabilire
una cultura di ricerca sulla terapia di gruppo.
Foulkes che aveva iniziato i seminari era
lunico ad avere una precedente esperienza di terapia
di gruppo, mirava chiaramente a stimolare il loro pensiero soprattutto
a livello pratico. Lo faceva con domande o con commenti di carattere
generale, volti a far pensare i membri dei seminari, e fornire
esempi dettagliati, cerano molti partecipanti che erano
completamente nuovi alla terapia di gruppo e inesperti, che si
univano allo staff a
intervalli regolari durante il corso del seminario. Foulkes assunse
il ruolo di istruttore. La sua presenza era molto forte e le discussioni
finivano per accentrarsi attorno alle sue osservazioni. Cerano
altri che si trattenevano dallassumere la posizione di nuovo
venuto inesperto di gruppo come
Bridger , Sutton, Main. Vi furono alcuni che , sebbene
fossero inesperti presto divennero indipendenti nel loro modo
di pensare come Dewar,
altri arrivarono con
un atteggiamento immaginativo sebbene provocatorio, come De Mare.
Foulkes raramente replicava ai partecipanti che avevano un loro
punto di vista indipendente e sembrava rivolgere la sua attenzione
particolarmente a questioni riguardanti le difficoltà
nella pratica. Il suo approccio si basava su tre generi
di intervento:
- Rendere il gruppo di terapeuti
consapevoli delle loro emozioni, che potevano determinare lo stile
del loro gruppo;
-Interesse per specifiche
problematiche come la selezione dei membri del gruppo, la loro
compatibilità, il trattamento degli atteggiamenti negativi nel
gruppo, o in particolare verso il gruppo e le impressioni sui
risultati;
-Coinvolgimento dei membri
del seminario luno nel gruppo dellaltro, invitandoli
a partecipare agli altri gruppi.
Inoltre, occasionalmente, dava degli esempi tratti dal suo stesso
lavoro itinerante, come lincidente ora spesso citato nelle
dinamiche di gruppo della dance-band in ospedale.
I partecipanti i cui punti di vista erano in contrasto con quelli
di Foulkes riuscivano meno ad attivare pensieri di terapeuti del
gruppo, che in un certo senso divennero un sotto gruppo speciale
da sedurre.
Un gruppo di psichiatri, (Sutton sembrava il più loquace di loro)
continuava ad occuparsi di terapia individuale, ma conduceva anche
i gruppi e si chiedeva come un gruppo potesse promuovere insight
nellindividuo riguardo ai suoi sintomi individuali.
Sutton, malgrado la frequenza continua e leale al gruppo mantenne
i suoi dubbi fino alla fine. Altri, che spesso iniziarono con
questi dubbi sulla
terapia di gruppo, cambiarono un po sotto linfluenza della sicurezza di sé di Foulkes.
La posizione di Sutton contrastava con lidea di Foulkes
che i problemi nevrotici di una persona si esprimevano nelle
reazioni di gruppo, Foulkes non mise in evidenza linsight
sul sintomo ma facilitò la discussione.
Questo insegnamento provocò quindi domande sul ruolo particolare
dello psichiatra. Sutton e coloro che erano ligi a una concezione
individuale della terapia basata sullinsight consideravano
lo psichiatra come la persona chiave che doveva fornire insight
che il gruppo avrebbe altrimenti evaso. Foulkes fece molto per
indebolire questa concezione della terapia, particolarmente ed
in modo interessante, attirando lattenzione sui sentimenti
contro transferali dello psichiatria che suggerivano come anchegli
fosse semplicemente un membro del gruppo collegato
al proprio gruppo. Foulkes dimostrò che la terapia in un gruppo
consisteva semplicemente nellespressione e comunicazione
delle esperienze di una persona ai propri colleghi di gruppo.
Unaltra posizione fu, dapprima espressa da Bridger, e poi
e con più forza da Main. Loro non frequentavano il seminario per
apprendere da Foulkes. Presentavano un diverso punto di vista,
un punto di vista che aveva radici nelle prime sperimentazioni
a Northfield. Ponevano laccento sullimportanza dei
gruppi di attività riabilitative piuttosto che sul gruppo
verbale, ma si univano a Foulkes nel diminuire limportanza
dellinsight personale sui sintomi e come Foulkes portarono
a discussioni sul concetto di nevrosi
come disturbo relazionale, piuttosto che come sintomo individuale.
Comunque la differenza stava nello scopo del gruppo. Per Main
i gruppi promuovevano un buon morale, spirito di squadra, coesione,
e pose laccento sulla sua esperienza personale, per lui
questo significavano i gruppi di attività riabilitative.
Tecnicamente il suo scopo era creare la coesione di gruppo e questo
portò a discussioni, verso la fine della serie di seminari, su
cosa fosse un gruppo e come questo sia diverso da una folla o
da una massa.
FOULKES |
BION |
| |
|
| 1 Individuo nella matrice |
Fenomeno di gruppo in un campo di forze |
| 2 Interesse primario terapeutico |
Esperienza non terapeutica di gruppo |
| 3 Facilitazione della discussione liberamente
fluttuante |
Insight della relazione figura/ sfondo |
| 4 Cultura del prendersi cura |
Cultura militare |
| 5 Orientamento individuale |
Orientamento sociale ( il morale) |
| 6 Comunicazione auto-espressiva |
Esperienza di appartenenza |
Gli scopi contrastanti
implicavano diversi agenti terapeutici nel gruppo. Mentre Foulkes
dava importanza alla comunicazione espressiva in gruppo, Main
dava peso allesperienza dellappartenenza. La serie
di seminari non arrivò
mai ad una discussione vera e propria sulle differenze fondamentali
di questi due approcci.
Al contrario, Foulkes parlò
direttamente al gruppo dei nuovi venuti delle
loro ansie e problemi nella pratica. Facendo così ebbe molto più
successo degli altri partecipanti con idee indipendenti, che richiedevano
un dibattito più approfondito. Inoltre era il più anziano e lunico
che poteva vantare unesperienza rilevante. Anche quelli
che avevano concezioni indipendenti, sembra si rivolgessero a
Foulkes come alla figura centrale. Foulkes non si cimentò direttamente
riguardo alle loro concezioni diverse, rendendo difficile giungere
a una discussione sui fondamenti, in particolare sulla natura
di un gruppo (come opposto ad una folla), o la natura dei fattori
terapeutici di gruppo. La non propensione di Foulkes a cimentarsi
con altri punti di vista, li lasciava indeboliti
ma non allentava le tensioni . Questo potrebbe essere
stato significativo nel causare il graduale declino del seminario
dopo nove mesi di vita. I nuovi venuti non furono spinti a prendere
parte al dibattito, perché non cera alcun vantaggio nellimpegnarsi
nel confronto tra punti di vista differenti. Ma quel declino potrebbe
anche avere a che fare con altri fattori che non siano le tensioni
irrisolte. Vi fu una notevole ripetizione degli argomenti discussi.
I nuovi venuti nello staff dovettero confrontarsi con le stesse
reazioni ansiose nelliniziare una nuova forma di lavoro
terapeutico e portarono le loro problematiche nel seminario.
Ho trovato, contenuta in questi documenti, la prova che una tensione
continuò fra le due culture. E più evidente in un commento
di Bridger (nel seminario sessione 3, 26 Aprile) lo citerò: Foulkes
aveva appena risposto a una domanda diretta di un terapeuta che
chiedeva consiglio su come affrontare una situazione specifica,
chiedendosi a sua volta se una conoscenza frutto di esperienza
professionale fosse utile, o se fosse invece un handicap. Forse
così suggeriva che il gruppo stesso avrebbe dovuto essere invitato
ad occuparsi della domanda. Bridger fece un commento per sottolineare
un punto leggermente diverso: invece della scelta, introdotta
da Foulkes fra essere
un esperto professionista o permettere al gruppo di raggiungere
la sua soluzione , disse: questo mi riporta in mente per
associazione, la mia stessa esperienza quando discutevo con il
maggiore Bion il suo esperimento a Northfield due anni fa.
Se ricordate ebbe a che fare come psichiatra esperto con il reparto
di riabilitazione ed era anche un esperto ufficiale di unità.
Quando chiese di commentare il suo articolo, espressi lopinione
che nel venire qui per compiere il mio esperimento io non
sarei stato la prima cosa. Intendeva dire che un ufficiale
militare era più adatto di uno psichiatra. Mi sembra che le tensioni
rivelate in queste discussioni si volgevano attorno alla questione
posta da Bridger

Bridger: il
leader del gruppo è un esperto professionista o un leader militare?
Foulkes era impegnato da una questione molto diversa:
i ruoli di
un aiutante esperto, e deii facilitatori di auto-aiuto collettivo.
Stavano letteralmente parlando, di due cose diverse.
Cosa sarebbero stati questi seminari se Bion fosse rimasto a Northfield?
Lui, come Foulkes creava una forte presenza in un gruppo. Anche
lui aveva uno stile che mirava a far pensare la gente piuttosto
che a dir loro a cosa pensare. Ed entrambi consideravano i gruppi
in termini di ricerca.
Comunque vi è una profonda differenza tra i loro scopi. Foulkes
aveva la tendenza a far pensare le persone sui dettagli della
pratica terapeutica. Era un curante che si dedicava alla formazione
daltri curanti. Bion, al contrario aveva un altro scopo:
non la guarigione in senso stretto. Voleva che i membri del gruppo
fossero assistiti mentre pensavano al gruppo in se stesso; si
trattava di una ricerca ontologica: qual è la natura del gruppo?
E quale è il posto di un essere umano allinterno di un gruppo
di altre persone? Bion giunse a considerare che questa ricerca
in se stessa, avesse proprietà curative, in quanto avrebbe
migliorato la maturità dei membri del gruppo che avevano intrapreso
la ricerca.
La ricerca di Foulkes era
di ordine diverso, completamente e semplicemente orientata a
scoprire i fattori terapeutici di un gruppo. La ricerca
era quindi unattività seminariale condotta fuori del gruppo.
Ai membri non veniva
richiesto di impegnarsi in uno sforzo filosofico come quello che
richiedeva Bion. Foulkes richiedeva che i membri del
gruppo sviluppassero le loro capacità despressione, auto-espressione. Lauto espressione e la vicinanza
costruita su questa base, costituiva il suo agente curativo.
|
Bion |
Foulkes |
|
Somiglianze |
Forte
presenza |
Far
pensare i membri dello stesso gruppo |
Terapia
di gruppo come ricerca |
Differenze |
| La natura del gruppo |
Pratica tecnica della terapia
di gruppo |
| Il posto di una persona in un
gruppo |
Espressione del gruppo |
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CONCLUSIONI
Le prove suggeriscono che
Bion e Foulkes furono scelti come i rappresentanti di due culture
separate che erano difficili da riconciliare.
Le culture e i loro
rappresentanti: ciascuna persona, senza dubbio, svolgeva
il ruolo di rappresentante per motivi personali, ma è semplicistico
attribuire le loro divergenze soltanto a caratteristiche e differenze
personali. Dal punto di vista delle dinamiche di gruppo erano
anche influenzati a rappresentare campi opposti di un opposto
tipo di cultura che prevaleva a Northfield in un periodo di guerra.
Per questa ragione dopo che lospedale estromise il corpo
estraneo, la cultura militare di Bion e Rickman , quellaccento
sulla salute dellunità sociale, tuttavia rimase rappresentata
da qualcuno. Per esempio, Main scrisse in una lettera, (lettera
a Rickman , Settembre 1944
Tom Harrison ,comunicazione personale) della sua opinione
che i gruppi di attività riabilitative abbiano leffetto
più significativo sui soggetti. Non considerò importanti gruppi
basati sulla comunicazione verbale che Foulkes e il suo gruppo
di discepoli praticavano.
Scontro di culture:
lo scontro di culture a Northfield è un processo comune in un
gruppo. Ci ricorda un processo simile a Scutari, lospedale
in Crimea. In questo ospedale, Florence Nightingale creò uno spazio
per curare i soldati (Woodham Smith i953) in mezzo alla mentalità
militare. Anchessa trovò le due culture non congeniali reciprocamente.
Lo scontro emotivo, cura contro assassinio e odio si trasformarono
in una tensione tra culture di gruppo separate di culture, e lei
condusse una campagna per tutta la vita contro latteggiamento
militare verso norme mediche.
Uno scisma di gruppo viene
sostenuto da diversi tipi di persone che si allineano da un lato
o dallaltro di una divisione emotiva. Le culture che si
scontrarono nel nostro caso avevano caratteristiche diverse
cura contro esercito; orientato individualmente contro il sociale,
o il compito attivo contro il riflessivo.
La
seguente figura formalizza i vari componenti:
Due
culture |
|
morale militare
orientamento ospedaliero
compito attivo
appartenenza |
accudimento ospedaliero
orientamento individuale
compito riflessivo
espressione |
Sviluppi successivi:
Lospedale di Northfield stesso tentò di trattare le tensioni
nei gruppi di discussione del suo staff, ma alcuni di quelli di
Northfield, come anche Bion e Foulkes, continuarono carriere che
portano ancora tracce di quelle tensioni di più di 50 anni fa.
Alcuni cercarono di rimettere insieme le due parti, alcuni le
tennero lontane con gran precisione, alcuni le mantennero in una
tensione mediata.
Bion non rimase a lungo a Northfield e non sperimentò nessuno
dei tentativi per sanare il contrasto. Per questa ragione non
ci sorprende che il rigido conflitto tra le culture militari e
di cura a Northfield emerga dalle sue ultime descrizioni. In Esperienze
nei gruppi( la raccolta dei suoi articoli degli anni 40
) egli descrive tre assunti di base (Bion, 1961). Due, di dipendenza
e di attacco/fuga ( Bion, 1947)corrispondono rispettivamente alla
cultura della cura e alla cultura militare di Northfield.
Come assunti di base, egli li descrive precisamente come stati
della mente che si alternano fra i membri del
gruppo, stati che sono reciprocamente esclusivi.
Quelli di Northfield negli ultimi anni hanno sperimentato modi
in cui le culture alternative potevano coesistere. Per esempio
lopera recente di Bridger sul concetto di doppio-compito,
rimette insieme le due parti; un compito attivo è un compito riflessivo
svolto congiuntamente (Bridger 1987). La riflessione sullattività,
sosteneva Bridger, era la base del concetto di della comunità
terapeutica (Bridger,1990). La terapia attiva o terapia occupazionale
era un aspetto essenziale delle nuove idee a Northfield.
E sorprendente che Foulkes e i suoi successivi seguaci evitarono
laccento sul lavoro fisico. Il legame spesso notato tra
Foulkes e la Scuola Marxista di Francoforte negli anni Trenta
indusse molti a pensare che Foulkes fosse influenzato da loro.
Mentre il suo disinteresse per il lavoro fisico o limportanza
della base materiale della vita suggeriscono che non fu grandemente
influenzato dal Marxismo.
Joshua Bierer, che non frequentò le discussioni dei seminari,
fu anche lui influenzato dai gruppi di attività riabilitative.
Quando nel 1946 fondò il primo centro psichiatrico diurno, al
Marlborough day Hospital, lo fornì di personale costituito da
terapeuti occupazionali invece che da infermieri (Bierer,1951).
Dal 1946 in poi Main (1946) progettò (con lincoraggiamento
di Bridger), una comunità terapeutica che continuò lapproccio
a due trattamenti originariamente adottato a Northfield.
Il Cassel Hospital, dove la psicoterapia psicoanalitica formale
e il lavoro giornaliero come viene chiamato, si svolgevano
parallelamente, con un costante monitoraggio della tensione tra
loro (Griffiths e Prigle 1997). Il Cassel è quasi completamente
un trapianto del regime di Northfield prima che Foulkes vi introducesse
la terapia di gruppo. Mi sembra ora molto più fedele a quel regime
originale di quando mi sembrasse quando io stesso ero al Cassel.
Basta mettere Il personale infermieristico e la capo sala Doreen
Waddell al posto dei gruppi di attività riabilitative e di Harold
Bridger. Naturalmente, ora è immensamente elaborato, ma limpronta
del progetto è effettivamente identica.
Tutti dovettero fare i conti con lo scontro di due culture. È
interessante il fatto che Bion descrisse, in breve, la natura
di un gruppo spaccato da uno scisma (Bion 1961,p.159). Nel passato
avevo pensato che fosse un riferimento alla natura divisa della
Società Psicoanalitica Britannica, negli anni 40 quando Bion la
incontrò per la prima volta, ma come risultato di questa ricerca,
mi sembra che Northfield sia stato un incontro precedente molto
duro (e forse più amaro), con uno scontro di culture.
Sottoculture divergenti:
Ho descritto come lo scontro emotivo -prendersi cura/odiare- venne
convertito in una tensione tra due diverse culture di gruppo.
Quei gruppi poi agirono la tensione emotiva nella
forma di uno scontro politico.
La nozione generale di sottoculture divergenti è molto utile.
Larticolo di Elizabeth Bottis, Ospedale e società, (Bot
1976), descriveva il compito di un ospedale psichiatrico diviso
tra il trattamento del paziente e il contenimento del disturbo.
E il secondo compito (contenere) a sua volta era diviso tra la
contenzione (eliminare il disturbo dalla famiglia e dalla società)
e manicomio ( eliminare il mondo dalla realtà del paziente). Il
punto è che questi scopi divergono, e i problemi culturali non
salutari sorgono, spesso inconsciamente quando listituzione
cerca di soddisfare richieste conflittuali.
Una via di uscita dalla conflittualità degli scopi porta listituzione
verso la creazione di culture divergenti o sotto culture .Il concetto
di divisione inconscia delle culture aiuta a capire la divergenza
tra le culture della psichiatria generale e della psicoterapia
nel NHS (HINSHELWOOD).
Ciascuna cultura contiene aspetti differenti del compito complessivo,
ciascuna polarizza laltra.
Gli psichiatri mirano ad un oggettività sempre più grande per
paura di avvicinarsi alla pazzia; mentre gli psicoterapeuti prendono
una posizione opposta promuovendo la vicinanza (spesso altamente
temuta dai pazienti psicotici), portando così un contrappeso umano
alla psichiatria oggettiva .
Un'altra simile divergenza culturale è contenuta nel sistema carcerario
(HINSHELWOOD 1993). I predominanti, gli agenti di custodia maschi,
polarizzano tra la debole e denigrata minoranza dei reclusi e
il personale. Le forme caricaturali esprimono lo scontro emotivo
tra custodia e cura che in realtà hanno bisogno di integrarsi.
Un'altra divergenza culturale nel servizio ospedaliero, è quella
tra la cultura manageriale e la cultura professionale della cura.
Sembrerebbe risolvere un conflitto emotivo il bisogno di risorse
per far guarire la gente dalla malattia ed il riconoscimento che
le risorse hanno un limite, ed il razionamento escluderà certe
persone, le lascerà morire.
Comprensione storica:
Dovremo rispondere alla domanda contenuta nel mio titolo in modo
negativo. Bion non fu foulkesiano. Non di meno,lo sviluppo delle
idee di Bion e Foulkes nei rispettivi contesti risente in qualche
modo della reciproca polarizzazione, e questo avviene, io credo,
attraverso gli effetti della dinamica di gruppo che riguarda un
conflitto emotivo inerente alla cultura di origine: quella di
Northfield.
Questa è una tesi storica basata sulle dinamiche di gruppo. Possiamo
impiegare la comprensione storica per aiutarci oggi con le eredità
di Foulks e Bion? In effetti, questa prospettiva mostra un confitto
emotivo nel nostro campo che è stato risolto nel passato con uno
scisma di gruppo sostenuto da diverse persone allineate sulluno
o sullaltro versante del conflitto. Quella contraddizione
(la cura delle persone durante una guerra) ha bisogno di essere
mediata piuttosto che scissa. Armati di una tale comprensione
delle origini, possiamo almeno essere consapevoli della posizione
che occupiamo oggi.
Lo scontro ha una storia, ed il filo narrativo profondo che ho
indicato può essere seguito fino ad oggi.
La divisione tra gruppanalisi e la tradizione Bion/Tavistock può
essere posta in termini personali ed ideologici, ma questo ci
fa deviare dalla tensione emotiva che spinse le due concezioni
a separarsi. Risolvere la tensione scindendola in due parti impoverisce
entrambe le idee. Ciascuna parte perde una dimensione.
Se vogliamo arricchire le nostre idee, dobbiamo studiare il problema
di tenere insieme cura ed odio, lindividuale e il sociale.
Ciascuno di noi deve affrontare la difficile portata emotiva delle
problematiche poste dalla terapia di gruppo e della vita di gruppo.
Dobbiamo ricordare che è una facile scelta prendere una posizione
o laltra . Facciamo ciò piuttosto per comodità che per la
verità; Dovremmo stabilire una tensione creativa.
Se le influenze che spinsero
Bion e Foulkes , e i loro seguaci, verso posizioni polarizzate
sono valide, è importante per noi ora capire che posizioni occupiamo.
Se dobbiamo seguire il progetto iniziale di Malcom di un dialogo
fra foulkesiani e altri approcci al group as a whole,
dobbiamo capire come siamo stretti in una dialettica polarizzante
dalla storia stessa della nostra professione.
Riconoscimenti
Larticolo deve molto a Tom Harrison , Ben Shephard e altri
membri del seminario speciale organizzato da Craig Fees
del Planned Environment
Therapy Trust Archivie.
*L'articolo è stato
pubblicato nel numero 32 del 1999,
della rivista Group Analysis (pag.469-488 ).
Bibliografia
Bierer, Joshua
1951 The Day Hospital: An Experiment in Social
Psychiatry and Syntho-Analytic Psychotherapy.
London: Avenue Press.
Bion, W.R.
1946 The leaderless group project. Bulletin
of the Menninger Clinic 10: 71-81.
Bion, W.R.
1948-1951 Experiences in groups I-VII Human Relations 1: 314-20, 487-96;
Human Relations 2: 13-22, 295-303;
Human Relations 3: 3-14, 395-402; Human Relations 4: 221-227
Bion, W.R.
1961 Experiences in Groups. London: Tavistock.
Bion, W.R.
1997 War
Memoirs. London: Karnac.
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