Sogno e gruppo 2

COME SOGNANO LE ISTITUZIONI
Bernard Duez


Introdurrò il mio discorso con tre citazioni:
 
S. Freud 1900 Abbiamo rilevato le profonde analogie tra il sogno e la censura sociale, in
particolar modo la dissimulazione.
Il sogno è la via regia d'accesso all'inconscio.
 
D. Anzieu 1975
Si entra nel gruppo come si entra nel sogno.
La sovrapposizione di queste tre frasi ci conduce inevitabilmente a una domanda: il gruppo è un'altra via d'accesso all'inconscio?
Un'esperienza di psicodramma psicanalitico in un foyer per adolescenti delinquenti, gestito da una associazione e dal ministero di giustizia, mi ha condotto a un'ipotesi che il mio lavoro di supervisore, in
altre istituzioni, ha ampiamente confermato:

« sotto certi aspetti un gruppo (di psicodramma) psicanalitico in istituzione sta all'istituzione come il sogno sta al soggetto ».
 
1. LA COSTRUZIONE DEL DISPOSITIVO
 
1.1. Le condizioni di figurabilità del dispositivo
 
Col contributo dell'équipe educativa ho ideato uno psicodramma psicanalitico.
1° Questo dispositivo crea le condizioni di trasformazione del valore strutturale dell'atto.
Quest'ultimo, da scarica pulsionale (attraverso il confronto con la sua valenza simbolica nello psicodramma) diventa figurazione.
2° La delimitazione gruppale del dispositivo fornisce uno spazio che permette la messa in scena sia degli aspetti intra-psichici, inter-soggettivi, trans-soggettivi, sia delle modalità di transfert e figurazione del soggetto, sulla scena gruppale. Il gruppo è la configurazione intermediaria tra l'intrapsichico e le coercizioni della figurabilità del campo sociale. Questo dispositivo simbolico rispetta il campo di figurazione del sintomo antisociale. Con questi pazienti, le attività di gruppo e, in particolar modo, lo psicodramma, articolano il processo psicanalitico al dispositivo. I devianti non si iscrivono come i nevrotici, in una dinamica di transfert che condensa le figurazioni transferenziali nello spazio della cura e, dunque, sullo psicanalista, ma mettono in atto una dinamica transferenziale che si diffratta sulle figure periferiche. Il gruppo può accogliere questa lateralizzazione del tranfert e può trattarla nello spazio del dispositivo psicoterapeutico. Il gruppo limita la distruttività unendola, attraverso le funzioni contenenti,limitanti, transizionali e simboliche del "cadre" dello psicodramma psicanalitico. Limita, infine, l'estensione della distruttività nel "cadre" istituzionale e nel sociale. Il principio di inversione simbolico del destino transferenziale della pulsione, presente in tutti i "cadre"
psicanalitici, è, qui, simbolicamente molto più efficace perché lavora sulle cariche pulsionali diffrattate.
 
1.2. Le condizioni di possibilità del dispositivo
 
Perché l'inversione operi in istituzione è sempre necessario fare un lavoro preliminare con i colleghi dell'equipe educativa o medica.
Il "cadre" si costruisce sulla base di due rinunce pulsionali:
1° una rinuncia interna allo spazio psicanalitico imposta da:
- le regole del "cadre" analitico
- il rispetto del "cadre" istituzionale
- il rispetto della dinamica psichica dell'istituzione (nelle istituzioni è spesso necessaria la regola di restituzione)
2° una rinuncia esterna allo spazio psicanalitico Per uno spazio-tempo dato, gli educatori, il medico, ecc. devono rinunciare a una serie di prerogative. Non possono accedere a questo spazio senza essere di fatto in una situazione di intrusione. In più, devono vegliare alla non-intrusione dello spazio stesso degli adolescenti che non vi partecipano.
 
Questa doppia rinuncia, implicita nel lavoro con i pazienti nel proprio studio, deve essere qui esplicita perché crea le condizioni stesse dell'inversione del destino pulsionale. A causa di questa doppia rinuncia, l'équipe ha bisogno di un'autorappresentazione sufficiente di regole che permettono a questo spazio-tempo di constituirsi.
Come per ogni lavoro psicanalitico in istituzione, per mantenere il "cadre" di un tale dispositivo, la funzione dello psicanalista non è quella di esclusione dall'équipe dei medici (come spesso accade), ma di interfaccia tra lo spazio psicodrammatico e lo spazio psichico dell'istituzione, di modo che lo spazio analitico sia ben vegliato dall'istituzione stessa.
Lo psicanalista deve, dunque, stare attento a ciò che di questa doppia rinuncia rimane operante, dato che è la condizione sine qua non del mantenimento dell'interfaccia.
 
2. TOPICA E DINAMICA
DELL'APPARATO PSICHICO ISTITUZIONALE

 
Lo Psicodramma si svolge in una stanza destinata a varie attività, in funzione degli orari della giornata e dei giorni della settimana:
- in giornata: la stanza è usata poco, ad eccezione dei ragazzi in situazione di rottura
- prima del pranzo: ci sono i giovani che desiderano essere aiutati nei compiti dagli educatori
- dopo pranzo: durante i primi quattro anni di psicodramma serviva, principalmente da sala/ televisione; una volta alla settimana per lo psicodramma; una volta ogni quindici giorni da sala/cineclub e da sala/espressione corporea; una volta ogni sei settimane era usata come sala/riunioni istituzionali (l'équipe e gli adolescenti insieme).
Questa stanza non è sempre accessibile a tutti. Se si desidera starci è necessario rispettare le regole imposte dall'attività che in quel momento si sta svolgendo. Questo, in termini psichici, significa integrarsi, rilegarsi alla dinamica psichica che vettorizza lo spazio per un tempo dato. La maggior parte delle istituzioni possiede uno spazio simile a loro insaputa.
Si tratta di uno spazio trasformazionale di (auto)rappresentazione in cui i cambiamenti topologici traducono i cambiamenti dinamici nella topica psichica dell'istituzione, in funzione delle attività dell'istituzione stessa.
 
2.1.1. L'apparato psichico istituzionale in situazione di veglia
 
In situazione di sala/spettacolo, il gruppo funziona in base a un processo di legame topico e topologico che ci è familiare: quello del disegno della prima topica e del commento che ne fa S. Freud nell'Interpretazione dei sogni.
- La prima fila dipende da ciò che vede alla televisione, ma è instabile a causa dei ritardatari che ci si precipitano quando la sala è piena. In questa area della sala, i legami laterali tra le ragazze è o completamente assente o conflittuale.
- La seconda fila è stabile, dipende da ciò che vede alla televisione.
Spesso, è sollecitata dalla terza fila.
- Nella terza e quarta fila ci sono molte discussioni; i legami laterali tra le ragazze sono intensi. Spesso si fanno riprendere da quelle delle prime file che dipendono dallo schermo.
- La quinta e l'ultima fila è condivisa. La parte vicina alla porta è molto instabile, è caratterizzata dalle continue entrate e uscite (motricità). La parte opposta alla porta sembra, apparentemente, molto calma, ma in realtà è il contrario. È qui che, quando la luce è spenta, si svolgono le "combriccole" più o meno legali.
Dal punto di vista formale questa progressione non è molto diversa dalla vettorizzazione dell'apparato psichico individuale descritto da S. Freud nell'Interpretazione dei sogni. L'entrata delle immagini percettive nell'apparato psichico istituzionale opera per associazione nella contiguità e nella somiglianza.
 
2.1.2. L'apparato psichico istituzionale mentre riflette o pensa.
 
Durante la riunione generale, tutte le sedie della sala sono messe in cerchio lasciando un passaggio verso la porta. Il direttore era seduto di fronte alla porta per, diceva "controllare quello che succede". Se osserviamo il dispositivo, ci accorgiamo della in presenza di un'organizzazione topologica "rimuovente". I legami laterali tra le ragazze sono ridotti alla semplice contiguità tra le vicine. La parola non può esistere "tra due"; si rivolge a tutto il gruppo, si deposita nel centro (alla vista e all'ascolto di tutti) dove deve tacere (essere rimossa).
Questa disposizione rimuovente fa pensare a un apparato psichico in posizione di riflessione o di pensiero: lontano dai legami troppo carichi d'affetto o da affetti troppo numerosi; lavoro su piccole quantità di energia psichica; organizzazione del rapporto gerarchico di valore, stanziato, in particolare, dalla funzione super-egoica del direttore.
 
2.1.3. L'apparato psichico istituzionale in situazione di sogno: lo psicodramma.
 
Durante i primi quattro anni la pratica del dispositivo psicodrammatico avveniva in una stanza ordinata, come se fosse una sala per spettacolo.
Dopo un tempo preliminare, in cui la sala era disposta come per una riunione generale, apparve un dispositivo intermedio che mantenne invariate le prime due file e mise in cerchio, leggermente aperto, le altre poltrone.
Si trattava di una situazione di compromesso tra la riunione generale e il suo lavoro di riflessione, sulla base di una co-rimozione, e la disposizione dell'apparato psichico istituzionale nella sala spettacolo. La doppia fila lasciata non è, forse, la topologizzazione di una funzione egoica di compromesso? Lo spazio psicodrammatico occupava il posto topologico delle file, delle quali abbiamo detto avere, nell'apparato psichico istituzionale, una funzione di associazione e di legame di ciò che era percepito come sconosciuto al gruppo. Abbiamo, qui, la traduzione topologica della regressione formale nel sogno, in cui l'apparato psichico produce la figurazione dei suoi desideri a partire dalle tracce mnestiche e dalle rappresentazioni intrapsichiche. È a partire da questa localizzazione psichica che lo psicodramma produce il suo effetto di figurabilità onirica: quello a cui assistiamo è un effetto che chiamo "obscénisation" e che funziona attraverso il transfert topico.
 
3. UN SOGNO ISTITUZIONALE
 
Questa funzione di sogno istituzionale destinata a mantenere il legame, la vedremo all'opera nella crisi che attraverserà l'istituzione. In seguito a un conflitto tra l'associazione e il ministero della giustizia, il foyer rischiava di essere chiuso. Era stato strettamente impedito all'équipe di raccontare alle adolescenti tale minaccia.
Dopo un primo anno di preliminari, le adolescenti avevano cominciato a lavorare sugli aspetti intrapsichici e intersoggettivi che le avevano portate alle loro condotte delittuose. Di settimana in settimana, le ragazze venivano sempre più numerose, così numerose che, piano piano, le poltrone delle prime due file vennero inserite nel cerchio della scena psicodrammatica. Un mese prima della decisione ufficiale, le ragazze vennero tutte e misero in scena un giudizio in una corte d'assise. Si stava giudicando un "crimine senza nome", figura dell'ignominia che marchia il destino sociale. In questa scena si trovava condensato un elemento originario: il gruppo era un gruppo di delinquenti nato da una decisione di giustizia. Le ragazze affermavano la funzione identitaria propria della decisione originaria. Dividevano tra loro le incertezze, i conflitti e i tabù che erano preceduti alla loro nascita individuale. Erano presenti sulla scena, tutte collettivamente e ognuna individualmente. Le più anziane svolgevano il ruolo egoico dei giudici, le nuove arrivate assicuravano la funzione superegoica della giuria, mentre altre rappresentavano la sala. Si servivano della funzione del tribunale come transfert topologico di una topica psichica, per realizzare il desiderio di tenere aperto il foyer.
Questo desiderio, lo pagavano attraverso la condanna per un crimine che ignoravano (un crimine che ha tutte le caratteristiche del tabù transgenerazionale che si sono trovate spesso ad affrontare).
Sotto l'effetto del conflitto tra il ministero della giustizia e l'associazione, se sovrapponiamo la membrana della seconda topica freudiana allo spazio della sala, è possibile notare che la faccia esterna dell'interfaccia si trovava minacciata e la struttura interna si trovava desolidarizzata.
Se, invece, sovrapponiamo la distribuzione del tribunale alla struttura interna, si nota che questa ha fatto una rotazione di un quarto di giro in relazione alla membrana. Ho dimostrato altrove che questa disposizione topica, frequente nel soggetto che vive situazioni di deprivazione reale e immaginaria, corrisponde alla struttura di un apparato psichico psicopatico.
Ci troviamo nella situazione in cui l'apparato psichico produce il sogno che protegge la sua organizzazione psichica e il suo sonno. Il tema della storia dimostra, a sufficienza, come le ragazze interagivano senza saperlo con la rappresentazione della minaccia che pesava sull'istituzione. Dato che in questa seduta, erano presenti tutte le adolescenti, gli educatori e gli altri del personale poterono prendere coscienza dell'importanza dell'avvenimento stesso. Nel gioco del tribunale, l'assoluzione dell'accusato realizza, immaginariamente, il desiderio di vita di ognuna e dell'istituzione, al di là delle maledizioni che pesano sull'una e l'altra.
Questo sogno istituzionale, localizzato in uno spazio di regressione topica e formale, è stato sufficiente, per restituire all'istituzione minacciata, il narcisismo necessario alla rivalsa. L'équipe prese allora il proprio destino in mano e chiese un incontro con le istanze tutelari per spiegare i propri metodi. Fu così che l'istituzione fu salvata da una disparizione certa. Lo psicodramma aveva compiuto il suo lavoro di sogno protettore dell'apparato psichico istituzionale.
 
3. CONCLUSIONE
 
Attraverso questa descrizione, grazie agli schemi successivi che Freud ha fatto della sua topica e grazie alla loro ritrascrizione topologica nello spazio, ho potuto capire che, al di là della necessità fisiologica e psichica del sonno, anche i gruppi istituzionali hanno bisogno di spazi per autorappresentarsi i conflitti da cui sono attraversati. Questi spazi, per funzionare secondo i principi di figurabilità onirica, devono avere sufficienti qualità trasformazionali. Le mutazioni topologiche che vi ho mostrato, indicano che, nelle istituzioni, siamo in presenza di una autentica attività psichica gruppale che risponde alle coercizioni che ci perturbano (unheimlich) e che dissimuliamo (verheimlichen). Molto spesso, disconosciamo i transfert topici, nello stesso modo in cui disconosciamo il senso dei nostri sogni, proprio perché sono troppo perturbanti nei confronti dei desideri e delle pulsioni che vogliamo rimuovere, negare o forcludere.
Il motivo per cui questo processo di transfert topico produce i nostri sogni, sta nel fatto che è la via d'accesso all'inconscio, fornendo uno schermo ai transfert cronici nella vita attuale dei nostri desideri e traumi infantili che si condensano nello spazio della cura. Siamo qui nel cuore della resistenza come nocciolo strutturale del transfert.
Forse è questa la ragione strutturale della somiglianza perturbante tra la censura nel sogno e la vita sociale, ricettacolo strutturale dei transfert topici che interessano la parte più arcaica del nostro Io e non-Io, come J. Bleger l'aveva ben sottolineato.
Forse, S. Freud, modificando la sua figurazione della topica, questa via ce l'aveva mostrata. I disegni della prima topica nell'Interpretazione dei sogni figurano un apparato psichico in situazione di sogno, di reverie o di veglia orientata, come si traduce in un "gruppamento", ad esempio, in questo anfiteatro. La seconda topica e i suoi schemi, mette in scena un apparato psichico in situazione di riflessione, di pensiero ma soprattutto in situazione di psicanalisi, dunque di superdeterminazione degli effetti incoscienti dell'Es e del Super-Io, obbligando l'Io a rendere manifesto ciò che rimuove. Questo è accompagnato dal passaggio dalla concezione dell'inconscio come non-conscio alla concezione di inconscio come Inconscio (campo psichico con i suoi processi, meccanismi e configurazioni specifiche). Ho potuto capire questa evoluzione attraverso le trasformazioni che il gruppo impone allo psichismo del soggetto. Non è un caso che questa mutazione è contemporanea al ritorno di S. Freud verso il gruppo e la folla.

BIBLIOGRAFIA

 Anzieu D. 1975,Le groupe et l'inconscient, Paris, Dunod.

Bion W.R. 1961, experiences in groups, London , Tavistock publications Ltd.

Bleger J. 1966, "La psychanalyse du cadre psychanalytique" in Kaës R. Et al. Crise rupture et dépassement, tr. fr.,Paris, Dunod, 1979.

Bleger J. 1975, Symbiosis y ambuguëdad,, Buenos Aires, Editorial Paidos,

Duez B. 1996 " Psychopathologie de l'originaire et traitement de la figurabilité, éléments pour une pratique psychanalytique en institution ", in Kaës R. et al., Souffrance et psychopathologie des liens institutionnels, Paris, Dunod. Tr. It. Roma, edizion Borla S.R.L.

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Kaës R. 1976, L'appareil psychique groupal, Paris, Dunod.

Kaës R. 1993, Le groupe et le sujet du groupe, Paris, Dunod.

Neri C. 1995, Roma, edizion Borla S.R.L.

key words

institution, representability, delinquent ,adolescents, group, psychoanalytic, psychodrama, topical, transference

 




 

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