Verità e evoluzione in "O" nell'opera di Bion

Mentalità di gruppo e "avere una mente"
di Robert D. Hinshelwood


Bion era affascinato dal fatto che l'esperienza di essere alla presenza della mente di un'altra persona è un'esperienza difficile. Avere una mente non è facile, ed i contributi di Bion contribuiscono molto al dibattito su ciò che sia avere una mente. In un articolo successivo, Bion descrisse il problema di avere una mente che è consapevole delle (altre) menti.

 

Quando due persone o personalità s'incontrano, si crea una tempesta emotiva. Se avviene un sufficiente contatto da rendere consapevoli l'uno dell'altro, o anche inconsapevoli l'uno dell'altro, uno stato emotivo è prodotto dall'unione di questi due individui. Queste due personalità ed il conseguente turbamento che ne nasce equivalgono a qualcosa che potrebbe essere giudicato un miglioramento sullo stato delle cose rispetto al fatto del non essersi incontrati affatto. Ma dal momento che si sono incontrati, e dal momento che questa tempesta emotiva è accaduta, allora le due parti di questa tempesta possono decidere di "trarre il meglio da un cattivo lavoro". Ciò che significa in analisi è quanto segue:

 

L'analizzando viene in contatto con l'analista giungendo nella stanza di consultazione ed impegnandosi in quel che lui pensa sia una conversazione, che spera in qualche modo gli arrechi beneficio: allo stesso modo l'analista probabilmente s'aspetta che qualche beneficio abbia luogo - per entrambe le parti. L'analizzando o l'analista dice qualcosa. La cosa curiosa rispetto a questo è che ciò ha un effetto che disturba le due persone. Questo sarebbe stato vero anche se nulla fosse stato detto, se fossero rimasti in silenzio..Il risultato di restare zitti, o il risultato di intervenire con un commento, o persino dicendo "Buon giorno" o "Buona Sera" ricrea ciò che mi sembra essere una tempesta emotiva. Che cosa sia la tempesta emotiva non si capisce immediatamente, ma il problema è come ricavarne il meglio; questo significa una capacità di trarre dalla circostanza- come ho scelto di chiamarla -per ora- un buon profitto.(Bion 1979, pp.1-2).

 

Questo incontro viene definito "attaccamento" o " bonding -collegamento ", concetto adottato dall'etologia psicoanalitica di Bowlby. Ma questi sono termini silenziosi, mi sembra che Bion stia descrivendo qualcosa lontano dalla quiete - una tempesta, infatti. Una mente non soltanto arde per un attaccamento ad un'altra mente ma, avendone trovata una è poi disturbata da una tempesta emotiva. (1)

 

Nota 1. Col rendere queste tempeste di sentimenti centrali per il funzionamento e persino per l'esistenza della mente, sto sostenendo ciò che credo fondamentale come premessa psicanalitica. Comunque, anche nel campo della psicologia sperimentale c'è una posizione simile che restituisce "i sentimenti alle fondamenta della coscienza (l'idea che la coscienza umana dipenda dai sentimenti ci aiuta a confrontarci col problema degli artefatti creati consapevolmente" (Damasio 2000 p.314)

 

Penso che Bion sia neutrale sul fatto che quella sia una tempesta d'affetto o di odio- o su quale sia l'effettivo tono emotivo. Ma il suo punto di vista è che l'incontro sia per entrambi voluto e perciò anche ostacolato come un disturbo. E' "intenzionato a..". Bion ha tentato di analizzare questo processo di pensiero.

 

Comunque, il fatto di non preoccuparsi per qualcosa interessava ugualmente a Bion- come qualcuno riesca a non far niente con la propria mente, sia nella non curanza dei gruppi, che nelle macerie di una mente (intelletto) distrutta di uno schizofrenico. A causa della resistenza dell'essere "assaltato" (stormed) dagli altri, la gente compie azioni protettive. I pazienti psicotici possono annullare le loro menti completamente, piuttosto che soffrire queste tempeste emozionali. Coloro che hanno disordini di personalità hanno la tendenza a sfruttare questo genere d'incontro impegnandosi con altre menti (intelletti) nel creare tali tempeste per scopi specifici.(2)

 

Nota 2: Gravi disordini di personalità, pre-coinvolti con l'abuso, possono adoperare la loro sensibilità in tali tempeste incontrandosi con gli altri in modo da esportare in essi un po' del loro terrore di intrusioni, violazioni ed abusi.

 

I meno disturbati s'impegnano ad anestetizzarsi in modi determinati, vivendo in uno scudo-tempesta psichico, costruito dal meccanismo di difesa familiare, secondo rituali socialmente prestabiliti.

 

Il lavoro psicoanalitico con pazienti schizofrenici giunge al cuore della questione: cosa è una mente, dal momento che sembra che agli schizofrenici, in qualche modo, ne manchi una appropriata. Loro non hanno conflitti mentali come sembra che li abbiano i pazienti nevrotici, invece pare abbiano una mente che non riesce ad operare come mente. (Bion 1957) In quest'opera Bion nel suo periodo più creativo durante gli anni Cinquanta, stabilì che i deficit nel funzionamento mentale possono indicare la via per definire la funzione essenziale di "avere una mente".

 

Significato

 

La varietà delle diverse risposte alla tempesta emotiva dell'incontro lascia una perplessità sui modi consueti di trattare tali disturbi. In altre parole: che cosa implica vivere entro quella continua tempesta, e come vi si può prosperare- piuttosto che fuggirne. La risposta di Bion fu caratteristicamente provocatoria. Descrisse il processo ordinario come "funzione alfa". Offrì questo come un termine vuoto, che un ulteriore lavoro avrebbe riempito di un ulteriore significato. Questo è un processo mentale immaginato, che crea una mente individuale a cominciare dall'esperienza dell'incontro. Bion ha dato a noi suoi lettori e successori il compito di riempire il suo termine vuoto.

 

Il lavoro di Bion ha portato a ciò che ora viene liberamente definito "contenimento". La funzione Alfa è la trasformazione della tempesta in materiale che può essere usato per pensare, analogo nel metabolismo al sistema digestivo del corpo. Si riferiva a quei prodotti della funzione alfa come "il contenuto dei sogni" (3)

 

Nota 3- Formalmente, si riferiva al materiale grezzo, su cui agisce la funzione - alfa , es. la tempesta, come "particelle beta", ed i prodotti della funzione - alfa come "particelle - alfa ", che sono gli elementi con i quali la mente può iniziare ad agire, come nei sogni.

 

che nascendo dalla conversione dell'esperienza grezza di incontrare un'altra mente, vengono usati per creare strutture che noi conosciamo come sogni e dei quali poi abbiamo un'ulteriore esperienza. La trasformazione dell'esperienza grezza in sogno, come creazione, è complessa, ed io prenderò soltanto un elemento che è centrale per quanto io capisca Bion.Come quel processo di trasformazione prende l'esperienza grezza e crea i pensieri, crea una nuova qualità. E' una qualità che i simboli dei sogni hanno come loro essenza- quella qualità è "il significato".

 

 

Considero questo significato la qualità inerente ai pensieri su cui agiscono le nostre menti; e senza significato tali pensieri sarebbero stati pensieri; e in alcuni casi (persone psicotiche) la mente non ha oggetti significativi con cui pensare. Così, la mente umana dovrà occuparsi di significati, che equivale a dire che una "sostanza" o categoria non sono solo informazioni, come potremmo dire di un computer. E' un'esperienza specifica che conosciamo come la qualità della significazione. Una mente può registrare un avvenimento così come un computer, che crea un display sullo schermo. Ma molto di più avviene in una mente che in un computer. Quello che viene registrato nella mente acquisisce una qualità collaterale - la qualità sentita come qualcosa che abbia significato.

 

Questa è "l'aggiunta"soggettiva al riconoscimento più meccanico e le qualità soggettive sono descritte come "qualia"

 

Nota 4- Per una discussione sul problema di tali "aggiunte" non-oggettive- soggettive, vedi Levine 1995.

 

 

Qualunque sia la natura ontologica dei qualia , quella esperienza nella quale diciamo a noi stessi "quello significa qualcosa per me" indubbiamente è collegato al cervello; è qualcosa che unisce successivamente esperienze diverse, ricordi e fantasie. Il mondo dei qualia è simile alla nozione Kleiniana di fantasia inconscia. Un'esperienza di un'altra persona particolare può avere tutti i generi di associazioni, che derivano dall'accumulazione di esperienze passate e dei ricordi di esse; la madre al tavolo dei pasti può attivare significati molto diversi dalla madre che scrive alle tastiere del computer, o la madre nel bagno. Diversi qualia contribuiscono alla registrazione dell'idea di madre, che dipende da tutti i tipi di condizioni.Ma genericamente i qualia sono ciò che chiamiamo una significazione.

 

Vedere qualcosa che sembra blu, diciamo la tazza sul mio tavolo, di cui riconosco il colore (la forma ed anche lo scopo della tazza) viene normalmente indicato come caratteristica secondaria, l'esperienza soggettiva del blu. Ma abbiamo anche un sentimento che quella soggettività, quell'essere blu significa qualcosa per me - ha un significato. Per esempio, quando a Heisenberg fu chiesto di commentare le proprietà matematiche dello spazio, si dice che abbia risposto "Lo spazio è blu e gli uccelli lo attraversano volando"; e così mostrò che perfino un fisico trova potenti significati personali in ciò che tratta.

 

Essenzialmente, "preoccuparsi per qualcosa" equivale a "significa qualcosa per me". In questa concezione l'unica proprietà della mente è di dare un significato alle esperienze che si producono nella trasformazione di quelle tempeste che si creano tramite l'interazione mentale. Così avere una mente implica trattare i significati - non le informazioni. La mente non tratta sostanze materiali, come fa il corpo, dal quale naturalmente una mente deve anche dipendere. Però come il corpo dipende dal funzionamento delle sostanze materiali, le funzioni mentali (funzioni alfa) dipendono dai significati.

 

Nota 5-Qui sto adattando Bion che ha descritto il cibo della mente come "verità"- nel mio resoconto questo è il "significato".

 

Rappresentazioni: Questo suggerisce un aspetto ulteriore della conversione dell'esperienza grezza in oggetti pensabili. La combinazione di registrare un'esperienza e la qualità particolare della significazione crea un oggetto del pensiero, e questo è rappresentato nella mente. Al semplice riconoscimento viene aggiunto il significato, e questa combinazione produce ciò che credo si possa chiamare una "rappresentazione". Nel mondo immateriale della mente una "rappresentazione" ha un'esistenza sentita, una cosa che diventa tangibile e manipolabile. La rappresentazione non è solo un processo passivo. Indica che qualcosa è stato " pensato" e che va oltre il calcolo computerizzato.

 

Avere una mente: Allo stesso tempo vi è un altro uso della funzione - alfa. Questa terza componente, da aggiungere alla registrazione e alla significazione, è il senso di avere un "luogo" dove le rappresentazioni risiedono - e possono essere manipolate ulteriormente, processate e trasformate - con successiva ulteriore significazione, nella creazione di nuovi significati. Considero che questo aspetto aggiuntivo della funzione alfa, è il senso di "avere una mente". Così il processo di trasformazione di Bion (funzione - alfa) nel creare una rappresentazione crea anche il senso della (di una) mente in cui i prodotti dell'incontro esistono. Per Bion i pensieri richiedono un pensatore, che equivale a dire una mente, un luogo dove pensare può trasformarsi in pensieri. A questo è collegata l'esperienza di scoprire un significato o il rovescio della medaglia, avere una mente. Entrambe si attivano insieme.Nota 6-Sembra importante distinguere "rappresentazioni"che possono essere limitate a queste " cose" nella mente, dai simboli. I simboli sono chiaramente collegati alle rappresentazioni Sono, forse, "rappresentazioni" esterne. Ma sono più che rappresentazioni - i simboli sono la trasformazione di rappresentazioni in qualcosa che è comunicabile alle altre menti. Vi è una differenza.

 

Nota 6. I simboli sono creati come risultato di qualche attività e di rappresentazioni strutturate - i simboli sono rappresentazioni messe in una forma che può essere esternamente riconosciuta. Il termine formazione dei simboli viene usato ed ha qualcosa da fare con la nozione di Freud di lavoro del sogno - quel lavoro che si deve fare sul sogno stesso per comunicarlo all'analista. E' espresso con le parole, è trasformato in una narrazione formale per quanto è possibile - il processo secondario continua. Così i simboli hanno tre componenti: la cosa reale, la rappresentazione interiore ed il simbolo che dà espressione all'interiorità. Questo è all'incirca in linea con la formulazione di Segal che prende da Morris (1938): trovo utile seguire C. Morris (1938) nel considerare la simbolizzazione come una relazione a tre termini, per esempio una relazione fra la cosa simbolizzata, la cosa funzionante come simbolo e una persona per la quale l'una rappresenta l'altra. In termini psicologici, il simbolismo sarebbe una relazione fra l'Io, l'oggetto ed il simbolo (Segal 1957, p. 161).

 

Lo spazio ed il tempo coordinano il luogo dove avviene il pensiero il quale viene poi identificato con uno specifico luogo materiale - il corpo da cui dipende la mente. Molti elementi sembrano esplodere con la funzione alfa: riconoscimento, rappresentazioni di significato, una mente pensante; e persino si potrebbe dire la base dell'identità personale, un sé che è irrevocabilmente collegato a quello spazio (mentale) e alla collocazione (fisica).

 

L'inversione della funzione- alfa: Considero di non aver troppo distorto Bion nell'elaborare le sue concezioni in questo modo. Il suo scopo inizialmente era di trovare il contrasto con ciò che accadeva ad uno schizofrenico in cui la mente, il significato e l'identità tutto sembra essere compromesso. Bion iniziò la sua esplorazione sulla funzione alfa proprio dai risultati di una certa sorta di "inversione della funzione - alfa" (Meltzer 1978). Lo schizofrenico demolisce la sua mente attaccando la significazione delle rappresentazioni della sua mente stessa. Distrugge i legami che costituiscono la matrice del significato - la configurazione dello spazio che è blu con gli uccelli che volano, per esempio. Come mi ha detto una volta uno schizofrenico "il cielo è vuoto, ecco perché gli uccelli non riescono a volare" - de-costruzione (abolizione della costruzione) senza significato dei suoi pensieri che avrebbe potuto una volta essere stata la desolazione della "La belle dame sans merci" di Keats , con il suo refrain gelato "E nessun uccello canta" (letteralmente: e gli uccelli non cantano). In quel senso l'inversione della funzione - alfa disconnette il significato; e il risultato è la desolazione e la depressione che Keats sperimentò per tutta la vita.

 

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Sommario

Come asserzione generale, avere una mente comporta la capacità di riconoscere un'altra mente. Certamente la teoria bioniana della funzione alfa implica che lo sviluppo stesso della mente dipenda, innanzitutto, da un'“altra mente”, che funge da contenitore. La mente, quindi, si sviluppa dalle dinamiche interpersonali e gruppali. In questo lavoro si intendono esaminare alcune conseguenze di tali affermazioni nell'ambito della terapia di gruppo e ai fini di comprendere la mentalizzazione.

 

R.D Hinshelwood, Professore presso il Centro di Studi Psicoanalitici dell'Università di Essex. È stato direttore del Cassel Hospital di Londra. Membro della Società Psicoanalitica Britannica, Membro della Società Gruppo Analitica Britannica, Membro del Royal College of Psychiatrists .

 

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