Il Photolangage: un metodo gruppale a veduta terapeutica o formativa
Claudine
Vacheret
Una prima parentesi sembra imporsi. Si tratta infatti di permettere al lettore di visualizzare al più presto, in modo concreto, come si svolge una seduta Photolangage.
La presentazione del dispositivo e la sua specificità saranno precedute da alcuni cenni sulla storia del metodo e dalla presentazione dei dossier di foto.
Storia del Photolangage.
Questo metodo è stato creato nel 1965 da un gruppo di psicologi e psicosociologi lionesi che lavoravano con gli adolescenti. Inizialmente, in modo del tutto intuitivo, proposero di utilizzare delle foto al fine di costituirsi come supporto alla parola, a quei giovani che presentavano difficoltà ad esprimersi e a parlare in gruppo delle loro esperienze diverse e a volte dolorose sul piano personale. Le prime foto erano di vari autori stampate su carta fotografica in bianco e nero. Gli animatori furono molto colpiti dal risultato di questa prima esperienza. Gli scambi si svilupparono e le storie si legavano con spontaneità e interesse reciproco. Sembrava possibile provare piacere ad ascoltarsi. Molto presto, l'idea fu applicata nel dominio della formazione degli adulti ed è ancora in questo settore di attività, nell'impresa e nel campo sociale che Photolangage è maggiormente utilizzato, sia in Francia che all'estero. Ascoltando gli animatori che lo usano, sembra che questo metodo faccia loro molto comodo. In ogni caso sono unanimi nel sostenere che lo apprezzano soprattutto quando si tratta di iniziare un gruppo , o di chiudere un gruppo usando il Photolangage come tecnica di valutazione.
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