Colloquio con Balbino
Lauro de Freitas - Bahia
1 Agosto 2003
Venerdì è giorno di festa al terreiro? : non é
permesso vestirsi di nero, le donne non possono portare i pantaloni.
Balbino ci aspetta seduto nella veranda della casa in cui abita
(non nella “casa” del suo Orixà: Xangô).
L'anno scorso - quando l’ho incontrato per la prima volta
- era a dorso nudo ed indossava un corto panno di stoffa allacciato
intorno ai fianchi; oggi invece é vestito con un morbido
e lungo completo bianco ed indossa un copricapo bianco. Porta
anche parecchie pesanti collane d'oro ed alcuni anelli. Sta leggendo
il giornale. Penso che possa essere teso per l'intervista che
sta per iniziare e che Beatriz gli ha chiesto da parte mia. Beatriz,
Mecha ed io ci sediamo. Il posto é gradevole, all'ombra.
Aspetto con calma che Balbino sia disponibile a prestare attenzione.
Claudio: Quando ci siamo incontrati l’ultima volta, l’idea
degli Orixás mi ha colpito molto ed ho cercato di darle
una forma che corrispondesse al mio modo di pensare
Balbino: Questo perché ogni persona ha una visione diversa.
Claudio: Mi è parso possibile distinguere tre aspetti.
Il primo corrisponde all’idea che l’Orixá è
un dio, qualcuno o qualcosa in cui si crede e che viene venerato.
Il secondo corrisponde all’Orixá come espressione
della natura. Il terzo è quello dell’Orixá
come una forza dentro la persona.
Balbino: L’Orixá non é Dio. Dio é
Olorum, che é rappresentato da Oxalá per noi, il
popolo del Candomblé. L’Orixá é la
natura. Ogni Orixá ha suoi “contatti” con le
forze della natura. Possiede le proprie cose come le foglie, come
l’aria, come la terra, come il mare, come il vento. Dio
é il Padre. Gli Orixás sono figli di Dio; perchè
sono figli di Oxala; e Oxala rapresenta tutto l’universo,
che è Dio per il popolo del Candomblé. Oggi, venerdi,
tutti si vestono di bianco, in segno di rispetto e di omaggio
a Oxalá creatore degli Orixás. Ogni Orixá
ha una forma di espressione [un percorso] che gli è proprio.
Per esempio, Iansã é la dea dei grandi venti, della
tempesta, Ogum é il dio dei cammini, Oxossi é il
dio della foresta, della caccia e della abbondanza, Xangô
é il dio della giustizia, dei fulmini e dei lampi ed anche
del denaro, Oxum, dea della vanità, del tradimento: ”Oh!
Sono arrivata”! Tutta profumata, piena di gioielli. Yemanjá
é madre, dona gioia ai figli. Yemanjá é quella
che porta allegria a tutti noi. Ogni Orixá ha la sua forma,
concessa da Dio. Ogni Orixá ha il suo lavoro, il suo ruolo.
Mecha: Dunque il Candomblè non é una religione
politeísta, perchè esiste un solo Dio: uno soltanto,
il padre.
Balbino: Esiste soltanto un Dio: Olorum.?
Mecha: Che non é un intermediario?
Balbino: Intermediario é Exù. •
Beatriz: E non é un’Orixá?
Balbino: Exù é un’Orixá ed è
un intermediario.
Mecha: Gli Orixás sono intermediari?
Balbino: Intermediario é Exú. Exú é
un intermediario. Orixá è il tuo santo. Si chiama
Orixá.
Mecha: E cosa significa Orixá?
Balbino: Ori testa. Orixá prende. Orixá ci prende,
prende la nostra testa.?
Claudio: Può essere che tu cerchi l’Orixá,
ma sia lui a trovare te.
Balbino: Certamente. Per esempio, non soltanto i negri possiedono
un Orixá, ma anche gente bianca che non c’entra per
niente. L’Orixá li possiede, li prende. Io ho amici
italiani che sono “fatti di santo” (iniziati), ho
una “figlia di santo” francese, ho una “figlia
di santo” tedesca che é stata “fatta”
per Oxossi, ho una giapponese.? Di tutto il mondo. Nel caso tu
sia gradito all’Orixá, e l’Orixá abbia
uma missione da compiere sulla terra, l’Orixá ti
prende. L’Orixá ti possiede. Questa ragazza è
stata iniziata pochi giorni fa, un mese e qualche giorni. Lei
é di Ogum. Altre due persone sono state iniziate con lei.•
Beatriz: Ma, cosa succede quando loro vengono iniziate?
Balbino: Loro diventano Iyawo. Diventano “figlie di santo”.
Le “figlie di santo” sono sempre in contatto con l’Orixá.
E allora, qualsiasi cosa accada loro, l’Orixá le
“prende”. Quando le “prende” questo può
essere per proteggerle. Nel caso “le figlie del santo”
diventino tristi, l’Orixá arriva e trasmette loro
forza.
Claudio: Un uomo o una donna può entrare in contatto anche
con le forze della natura tramite il suo Orixá? ... Per
esempio con il vento, il mare, l’acqua o con qualunque elemento
sia quello con cui l’Orixá è collegato?
Balbino: Sì.
Claudio: Ed entra in contatto con questi elementi con il corpo,
non solo con la mente?
Balbino: [Si avverte una leggera folata di vento] Ecco l’Orixá,
natura. Sí. L’Orixá si prende i nostri corpi.
Claudio: Come puoi sviluppare la parte di te stesso che è
collegata con l’Orixá? Questo sviluppo porta anche
ad uno sviluppo dell’intera persona?
Balbino: Si! Vi è uno sviluppo delle “qualità”
dell’Orixá ed anche delle “qualità”
della persona che sono collegate con l’Orixà.
Beatriz: Ma, in quale modo si sviluppa la relazione fra la persona
e il suo Orixá? Per esempio, io sono di Yemanjá
e voglio sviluppare un rapporto più profondo con Yemanjá,
questo come avviene?
Balbino: Tu devi prenderti cura di Yemanjá, ti devi occupare
di Yemanjá. Tu devi cercare Yemanjá, conoscere Yemanjá.
Allora, se tu ti prende cura di lei, se le fai delle offerte,
tu sarai sua; ecco, tu avrai lei. Ti identifichi con lei.
Claudio: È un processo di identificazione? ?
Balbino: Si.
Claudio: Quando ci siamo incontrati in precedenza, tu mi hai
parlato della mia relazione con Oxossi. Come hai individuato questo
collegamento?
Balbino: L’Orixá mi fa vedere quello che ha la persona.
Lo capisco per mezzo delle “conchiglie” e attraverso
l’intuizione.•
Claudio: Sapere che avevo un rapporto con Oxossi è stato
utile per me. Io mi ero sempre sentito un po’ in colpa perché
a me piace iniziare nuovi progetti, poi quando la mia iniziativa
ha successo, invece di svilupparla, sono attratto da qualcosa
di nuovo. Sapere che ero collegato con Oxossi e che Oxossi aveva
queste caratteristiche, mi ha fatto sentire che ero autorizzato
a comportarmi in questo modo che mi è spontaneo.
Balbino: Oxossi é inquieto. È uno dei piu potenti
fra gli Orixàs. Oxossi era un re. A Oxossi piaceva andare
a caccia: riuniva i suoi amici, i principi e andava nella foresta.
Agiva di sua iniziativa. Aveva l’impulso di fare le cose.
Mecha: Cosa avviene quando una persona viene iniziata?
Balbino: È come se un prete entrasse in un convento. Come
un novizio.
Mecha: Entra nel Terreiro?
Balbino: ... per riposarsi, per “fare il santo”.
Mecha: E viene a vivere qui?
Balbino: Soltanto per un pó di tempo. Fino a quando sarà
iniziato.
Balbino: Questo é di Xangô... Adesso arriva la mia
“segretaria”... ?
Eliana: Permesso?
Balbino: Agô Iya .... mia segretaria, una bianca, sposata
a un italiano.
Eliana: Sarebbe un elogio o un insulto?
Balbino: No, sto lodando. Sono qui a chiacchierare con loro sugli
Orixàs. Chi ha deciso il suo destino [di Eliana] fu la
sua santa, Iansã.
Eliana: Qui, quando uno viene chiamato “bianco” é
un insulto!
Claudio: Quali rapporti ha avuto Pierre Verger con il terreiro
Aganju??
Eliana.: Pierre Verger è stato iniziato da Mãe
Senhora che ha iniziato anche Pai Balbino.
Claudio: In un certo senso sono fratelli?
Eliana: Si. Verger lo ha conosciuto quando era un giovane ragazzo.
Il sogno di Pierre Verger era che Pai Balbino… •
Claudio: Chi ha iniziato Mãe Senhora?
Balbino: Mia nonna Ninha [Mãe Aninha do Afonjá].
•
Balbino: Racconta loro la tua storia... [rivolto ad Eliana, ma
poi proseguendo nel discorso]. L’Orixà dona un destino,
un percorso alla gente... Quante persone e non soltanto negri
che fanno “santo”. Tedesca “fa santo”.
Bambini, adulti.
Eliana: L’Orixà é molto umano ... Quando
si conosce bene il proprio Orixà, i nostri problemi personali,
vengono risolti attraverso le qualitá dell’Orixà,
le sue caratteristiche.
Mecha: Ogni Orixá possiede vari aspetti?
Balbino: Si. Parecchi aspetti. Qualità. Ci sono persone
appartenenti a Ogum che sono molto combattenti, litigiose. Ci
sono persone figli di Exù che sono molto tranquille. Ognuno
ha il suo percorso, il suo destino. Ci sono persone false, altre
non lo sono, altre che mentono molto, altre che non mentono. Perchè
prendono la cattiva influenza, il lato negativo del Orixà.
Claudio: Due Orixás possono combattere tra di loro attraverso
le persone? Il conflitto ha origine tra gli Orixás e non
tra le persone? Come per gli dei greci?
Eliana: Si.
Balbino: Esistono persone che hanno tanti problemi e allora si
dice che sono pazzi, li fanno andare in ospedale e i medici non
riescono a capire che cosa hanno. Qualche volta la persona ha
un lato spirituale che ha bisogno di essere preso in cura. Poiché
non tutti i medici capiscono questa parte spirituale della persona,
continuano a dare medicine, medicine, medicine; e tanti muoiono
perché non viene curato il lato spirituale. Quattro anni
fa ho tenuto un seminario per quaranta medici italiani.•
Si occupavano di malattie della pelle che curavano con ibi, lumache.
Vi fu molta cooperazione tra noi. Io stavo curando un ragazzo,
che aveva tutto il corpo coperto di piaghe, con l’olio di
dendê.
Mecha: Lo hai guarito con l’olio di dendê?
Balbino: Si, le ferite, le piaghe del suo corpo. Allora loro
mi chiesero come potevo guarire quella roba lì. Ho detto:
primo si fa un “lavoro” per la persona, un “lavoro”
di pulizia con erbe, poi si asciuga e si colloca l’olio
di “dendê”. E quella persona guarì.
Beatriz: É una guarigione spirituale?
Balbino: É cosa che attiene allo spirito. Per esempio,
Sissi [una donna che vive nel terreiro]. Sissi prendeva dei medicamenti
carissimi per pazzi e tuttavia non riusciva a dormire. Lei é
venuta da me, ha “fatto il santo” ed è guarita
completamente.? Qualche volta una persona sente un mal di testa,
che non passa mai, non c’é farmaco che faccia guarire
quel mal di testa, e allora va in una casa di Candomblé,
fa un consulto e l’Orixà ordina di fare un “lavoro”
per lei. Fai un’offerta per la sua testa e lei guarisce.
Claudio: Io vorrei chiedere qualcosa relativa ad un altro tema.
Balbino: Sì.
Claudio: Spesso noi ci limitiamo a vivere ad un solo livello
della realtà ….
Balbino: Ogni persona ha una sua realtà nella vita. Per
esempio, io sono nato in una famiglia che apparteneva tutta al
Candomblé. Neanche uno dei miei figli, invece, é
entrato nel Candomblé. Loro hanno il diritto di scegliere
quello che vogliono. Nel caso, un giorno, l’Orixà
scegliesse uno di loro, lui sará pronto a servire il suo
Orixà. Questo é quanto: quando si nasce, si porta
un destino, un percorso. Il destino porta la gente dove deve arrivare
e restare.
Claudio: Avrei dovuto essere più chiaro. Ho parlato di
“essere limitati ad un solo livello della realtà”,
mentre avrei dovuto dire che siamo limitati ad uno o a pochi “livelli
di coscienza”.
Mecha: La trance.
Claudio: Quando sogniamo ci troviamo in un certo stato mentale,
quando dormiamo senza sognare in un altro.
Balbino: Noi, quando siamo in trance non sappiamo niente, non
vediamo niente. Però esistono persone che vanno in trance
e vedono, sanno. Non hanno il controllo ... e quando ritornano
dalla trance non ricordano nulla.
Mecha: Lo stato di trance non é uguale per tutti, ognuno
lo vive in modo diverso. C’è chi perde il controllo
e però resta lucido, sa; e chi non si ricorda di nulla.
Balbino: Sì.
Claudio: Alcuni sogni possono mostrare il rapporto di una persona
con un Orixà?
Balbino: No. Il sogno no. Quando si sogna una cosa é perché
il nostro Orixá va via quando andiamo a dormire. Gli Orixàs
rivelano le cose che si trovano nella nostra mente. Per esempio:
tu ti addormenti, ti spegni completamente; allora, in questi momenti
il tuo Orixá non si trova accanto a te. In questo caso,
tu sognerai delle cose, tu vedrai cose che succedono perché
tu avrai una visione attraverso [per intermédio] il tuo
Orixá.
Beatriz: L’Orixà si trova in un altro luogo e tu
puoi vedere, é cosi?
Balbino: Posso vedere.
Mecha: Che interessante!
Beatriz: Anche se lui non si trova con te?
Balbino: Anche se non si trova con te.
Claudio: Quando una persona dorme l’Orixà vede qualcosa
e la persona vede attraverso l’Orixà? Vede ciò
che l’Orixà sta vedendo?
Balbino: Si.
Claudio: Vi sono sogni che hanno un’importanza particolare?
Balbino: Ve ne sono. Esistono “sogni di avviso”.
Una volta, mentre dormivo, ho sognato Iansã e Egum che
caricavano mia madre. Io ho domandato loro dove la stavano portando
e allora Yansã ha parlato cosi: “Io la sto portando
via perché lei deve riposarsi. Lei é troppo stanca,
allora la porto via.”. Quando mi sono svegliato ho detto:
“Ahi, mia madre morirà.” Mi sono alzato, ho
preso una medicina e sono rimasto seduto qui. Vedevo molta gente
che camminava qui vicino, e io non volevo aprire la porta per
non ricevere la notizia, ma io sapevo che mia madre era morta.
Allora, Alda di Yansã bussò alla porta e disse:
“Mi lasci misurare la tua pressione”. Ed io domandai
perché. “Ah! Perche la nonna ha avuto un problema
e la porteranno in ospedale”. “Bugie - ho detto -
mia madre é morta”.
Mecha: Esistono sogni premonitori, ossia sogni che ti avvisano.
Balbino: Un’altra volta, ci trovavamo in una “roça
di Candomblé” facendo um “barco” di Iaô
e sognai che stavano tramando una trappola per un mio nipote,
che l’avrebbero ucciso. E vedevo nel sogno quello che dovevo
fare per difenderlo, perché lui non fosse ucciso.?
Beatriz: Una persona lo avrebbe ucciso?
Balbino: Si, l’avrebbero ammazzato. E io dovevo accendere
una candela in casa di Exù, in un esatto momento per evitare
che questo succedesse. .... Tutto così chiaro: sognavo
dove mi trovavo, quello che sarebbe successo, sognavo la gente
che arrivava qui e la persona che mi veniva a dire che lui era
morto, come lui cadeva per terra. Lui cadeva per terra con i piedi
dentro un carrettino cosi... e pieno di piombo. Allora mi sono
alzato e ho raccontato quello che avevo sognato e ho detto: ”Andiamo
via, torniamo a casa”. Quando sono arrivato mi sono sdraiato
e quando è arrivata la prima persona ho raccontato il mio
sogno. Dopo arrivò un’altra ed io mi sono ricordato
di quello che dovevo fare e disse: “Dio mio, aiuto”.
Allora ho preso in mano una candela e mentre andavo di corsa,
arrivò un bambino gridando: “Nonno, nonno mio, vieni
subito che hanno ammazzato ‘Cabeça’”.
Lui doveva morire, era il suo destino... Non mi piace ricordare
questo, é stato così triste... Mi é venuto
subito un febbrone altissimo, 45º.
Mecha: Il destino si realizza sempre? Il destino di una persona?
O sono necessarie determinate circostanze della vita perché
si realizzi il destino? E qualche volta si può anche morire
senza che si realizzi il proprio destino?
Balbino: No. Il destino é unico. Se tu hai il destino
di progredire, di avere successo e prosperità, tu farai
tutto quello che é stato determinato nel tuo destino. Nel
caso non sia così, tu potrai essere ricca e dopo diventare
povera. Tu puoi essere povera e diventare ricca, tutto é
il destino. Tu puoi essere sposata felicemente, essere molto amata
e dopo arriva una pertubazione nella tua vita e rovina tutto.
Il destino di ognuno.
Beatriz: E chi lo determina?
Balbino: Chi determina il nostro destino? Olorum.
Claudio: I sogni che hai raccontato poco fa mi hanno colpito
molto.
Mecha: Cosa ha detto [Claudio]? Che lui [Balbino]mangia il tabacco...
?
Beatriz: ... da quando aveva sette anni... [riferendosi al sigaro].
Mecha: E a cosa serve?
Balbino: Mi piace. É buono! Calma, rilassa ...
Beatriz: Serve tanto!...
Claudio: Ti volevo dire che penso sia duro per te avere preveggenze
attraverso i sogni.
Balbino: Noi sappiamo quello che succederà. É un
avviso che l’Orixà ci dona.
Claudio: Bisogna essere preparati, essere disciplinati.
Beatriz: E come ci si prepara?
Balbino: Come ci si prepara? Preparandosi, preparando la mente
e il corpo.
Claudio: Racconti a qualcuno i tuoi sogni?
Balbino: Non tutti i sogni si possono raccontare, perchè
non perdano la loro forza.
Mecha: E’ importante avere uno spazio intimo, privato.
Balbino: Una volta mi trovavo a Rio de Janeiro e ho sognato che
stavo viaggiando per andare Africa; una persona mi diceva: “Vuoi
ricevere 20 cruzeiros?” E io dicevo: “per fare cosa?”.
“Per portare questo pacchetto per me in Africa”. Allora
io dicevo: “Come posso andare in Africa a portarlo?”
Allora mi disse: “No, tu andrai.” Ha preso una busta
così, ci ha scritto qualcosa sopra, come se fosse una lettera
e me la ha consegnata dicendo: “Devi consegnare questa lettera
a questa persona, e questa persona ti porterà in Africa”.
Nel pomeriggio, mentre giocavo come un mio “figlio di santo”,
giocando a tarô, lui mi ha detto: “Lei ha avuto un
sogno?”. Ho risposto di si e lui: “Ecco in queste
carte si legge che c’é un viaggio molto lungo che
la renderá famoso; e Lei ha sognato questo”. Ho risposto:
”Ah, questo é successo ieri sera”. Nel pomeriggio
arriva il postino con una busta che conteneva un biglietto aereo
Rio/Bahia e delle carte da firmare per fare un documentario in
Africa. Vedi? Ci sono sogni che si realizzano, che sono veritieri.
Claudio: E altri sogni sono guidati dal piacere?
Balbino: Nessuno sogna per piacere.
Claudio: Nei sogni si esprime il desiderio?
Balbino: Desiderio é una cosa e sogno un’altra.
Non esiste alcun rapporto tra sogno e desiderio. Sogno é
quando andiamo a dormire e il nostro angelo custode ci lascia
e ci fa vedere quello che non c’entra per niente, cose che
non hanno connessione con ciò che viviamo da svegli. Quante
volte mentre si dorme, si sogna di stare facendo l’amore
con qualcuno, con una donna! É una festa!
Mecha: Balbino sta dicendo una cosa che é stata ampiamente
teorizzata in psicoanalisi: “Se tu sogni mentre sei sveglio,
ti dividi, ti scindi”. Il sogno é per quando sei
addormentato. Quando si é svegli, é meglio non sognare.
Balbino: Certamente. Tu non puoi sognare sveglio. Nessuno sogna
sveglio. È necessario dormire.
Claudio: Allora, vi sono differenti stati di coscienza: quando
si sogna, quando si dorme senza sognare, quando si è svegli?
Balbino: No. Soltanto uno.
Claudio: E la trance?
Balbino: É diverso.
Beatriz: Non è coscienza?
Balbino:Non vi è coscienza nella trance: in quel momento
é l’Orixà.
Eliana: Una persona quando ritorna dalla trance non si ricorda
di nulla...
Balbino: ... Non si ricorda di nulla. Non sa niente di quello
che é capitato.
Eliana: No.
Claudio: Allora è come se non le fosse accaduto nulla?
Balbino: Esistono persone che sono ammalate, pressione alta,
problemi, e quando tornano dalla trance: ”Ah, che sollievo!
Che bello”.
Eliana: Stai parlando della parte fisica ... quando uno ritorna,
il problema è stato risolto durante la trance.
Claudio: Allora qualcosa succede durante lo stato di trance,
anche se la persona non ne è consapevole?
Balbino: Perché l’Orixà quando ci prende,
scarica le nostre energie negative. Ci dona forza, energia positiva.
Claudio: Ecco!
Balbino: É per questo che l’Orixà viene,
per portare allegria.
Claudio: Il contatto con l’Orixà e la trance possono
aiutare una persona a raggiungere uno stato mentale più
ampio?
Eliana: Si, seguendo gli Orixàs si raggiunge uno stato
più ampio, ma questo non avviene durante la trance.
Claudio: Non intendevo dire “nel momento della “trance”,
ma “attraverso la pratica della trance”?
Eliana: No, no.
Balbino: No.
Claudio: E come si raggiunge uno stato mentale più ampio?
Eliana: Stabilendo una connessione con l’Orixà giorno
dopo giorno …
Balbino: É l’asse, giorno per giorno, fra me e il
mio Orixá. Io vivo qui soltanto per l’Orixà.
Claudio: Ambedue avete sottolineato l’importanza del lavoro
e dello stabilire una connessione giorno dopo giorno, tuttavia
quello della trance è un momento molto importante per il
terreiro e per le cerimonie ….
Eliana: Si! È molto importante perché l’Orixà
arriva.
Mecha: È importante per la comunità, non per il
singolo individuo.
Balbino: Si, per tutta la vita, tutto il tempo, anno dopo anno,
sempre così [: l’arrivo degli Orixàs]. Quando
noi andiamo al Barracão? per fare la festa in modo da far
venire gli Orixás, prima ancora si fanno le offerte, durante
la giornata.?
Eliana: La parte più importante é già stata
fatta.
Balbino: É già stata fatta e allora noi andiamo
al Barracão e lá si fa festa ed una catena mentale,
in modo che tutti siano pronti per ricevere i loro Orixás.
Come se ci fosse una concentrazione per far venire gli Orixás.
Claudio: Quando questo si realizza, vi è un cambiamento
nella comunità ed in ogni singola persona.
Balbino: In tutti i presenti nella festa. Tutti quelli che si
trovano lì sentono la forza degli Orixàs, l’energia
dell’Orixàs.
Beatriz: L’axé.
Claudio: L’Orixà arriva, porta energia e consente
di mettersi in contatto con un’esperienza più ampia?
Balbino: Meglio ancora: [è come] quando si fa una festa
e il padrone della festa arriva. Nel caso il padrone della festa
arrivi, prenda, si incorpori nei suoi figli, nelle sue figlie:
tutti quanti diventano felici perché é arrivato.
Vuole dire che ha accettato le offerte, i sacrifici. Allora noi
diventiamo più forti e con più potere.
Claudio: L’Orixà entra nella comunità. La
comunità si apre al contatto con questa esperienza?
Balbino: Si, per ricevere. É doveroso aprire il cuore
per ricevere l’Orixà. Perché é un’allegria!
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