BIOGRAFIE
Canevacci, Massimo
Docente di Antropologia Culturale presso la facoltà di
Sociologia dell’Università La Sapienza di Roma,
è direttore e curatore della rivista “Avatar”.
Ha pubblicato tra l’altro: “La città polifonica,
saggio sull’antropologia della comunicazione urbana”
1993. “Antropologia della comunicazione visuale. Sincretismi
un’esplorazione nelle ibridazioni culturali” 1995.
“Culture estreme, mutazioni giovanili tra i corpi delle
metropoli” 1999.
De Bellis, Ginevra
Ginevra De Bellis, nata in Inghilterra di madre lingua inglese,
è laureata in psicologia presso L’Università
di Roma “La Sapienza”. Negli ultimi anni ha collaborato
con la cattedra di teoria e tecniche della dinamica di gruppo
del Professor Neri in qualità di interprete e traduttrice.
De Paula, Balbino Daniel
Il clan dei daniel de Paula comincia con l'ojê Manoel,
che ebbe vari figli tra i quali ricordiamo l'alabà Eduardo,
Antonio. Olégario (padre dell'alabà "Roxinho")
e l'alapini Pedro. Il figlio di quest'ultimo, Balbino Daniel
de Paula, non è ojê perché fu iniziato al
culto degli orixàs nell'Axé Opo Afonja da Maria
Bibiniana do Espirito Santo, Mãe Senhora. Oggi è
babalorixà e fondatore del candomblé Axé
Opo Aganju, a Bahia. E' interessante notare che la maggioranza
delle donne con oiê in Egum sono filhas-de-santo di Balbino.
Dopo la morte di Senhora, sono stati fondati altri terreiros,
tutti originati dall' Axé Opò Afonjà, che
hanno formato una terza generazione di questa famiglia di candomblé
nata a Barroquinha. Citiamo l'Axé Opò Aganju,
di balbino Daniel de Paula, Obaraim, il quale fece un viaggio
in Africa e partecipò alle feste in onore di Xangô,
con una naturalezza perfetta, come se la sua famiglia non avesse
lasciato quel Paese già da varie generazioni.
Gil, Gilberto
Gilberto Gil nasce a Salvador nel 1942, passa l’infanzia
a Ituaçu, nello stato di Bahia dove inizia ad interessarsi
alla musica suonata dalle bande locali, e alla musica che veniva
trasmessa alla radio. A nove anni si trasferisce a Salvador
con la sorella per terminare gli studi. Durante la gioventù
perfeziona gli studi musicali formando a diciotto anni il gruppo
“Os Desafinados”. All’università entra
in contatto con la musica erudita contemporanea tramite un gruppo
di compositori di Bahia tra cui Walter Smetak e Hans Joachim
Koellreuter. Nel ’62 registra il suo primo singolo “povo
petroliero” e “coça coça, lacerdinha”,
e conosce Caetano Veloso ,Maria Betanha e Gal Costa. Si trasferisce
a Sao Paulo dove durante il giorno lavora in un’impresa
e di notte frequenta bar e case di show; in quest’epoca
conosce artisti importanti e diventa famoso. Abbandona quindi
l’impresa e nel ’67 lancia il suo primo LP “Lovaçao”.
Nel ’68 incide l’LP “Gilberto Gil” dando
inizio al Tropicalismo, genere musicale di cui è il principale
esponente insieme a Caetano Veloso.
A partire dalla fine degli anni ’60 diventa una delle
personalità più creative della musica brasiliana,
sempre in sintonia con le novità della musica mondiale.
Attualmente Gilberto Gil ricopre la carica di Ministro della
Cultura in Brasile.
Houseman, Michael
Michael Houseman è direttore degli studi presso (EPHE)
Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris. Svolge il ruolo di
direttore di “Systèmes de pensée en Afrique
Noire” ed è socio del comitato Journal Africanistes.
Kaës, René
René Kaës si è specializzato in psicoterapia
di gruppo a partire dal primo libro che ha pubblicato nel 1976,
“L’Apparato pluripsichico gruppale”. Kaës
è Professore emerito dell’Università Lumiére
2, Dottore Honoris Causa dell’Università de Bruxelles
e Professore onorario dell’Università Maimònides
di Buenos Aires.
Mestre didi
Deoscoredes Maximiliano dos Santos nasce a Salvador di Bahia
(il 2 Dicembre 1917), figlio di Maria Bibiana do Espirito Santo
e Arsenio dos Santos. Artista plastico e scittore, fu proclamato
Alapini (sacerdote supremo del culto di Egungun), conosciuto
come Mestre Didì Axipà, presidente della Società
culturale religiosa Ile Axipà.
Suo padre, Arsenio Dos Santos, si trasferì a Rio de Janeiro
nell’epoca della grande emigrazione dei baiani verso la
grande città. Sua madre Maria Bibiana do Espirito Santo,
meglio conosciuta come Mae Senhora, era discendente della tradizionale
famiglia Asipa, originaria di Oyo e Ketu, importante città
dell’impero Yoruba. La sua trisnonna, Marcelina da Silva,
fu una delle fondatrici della prima casa della tradizione Nagò
del Candomblè di Bahia. Considerato uno degli scrittori
più importanti della tradizione Nagò, Mestre Didì
è sacerdote–artista, capace di esprimere attraverso
la creazione estetica una coinvolgente intimità con il
suo universo esistenziale, fondendo la visione del mondo africano
con la sua esperienza di vita baiana.
Neri, Claudio
Claudio Neri è Professore Ordinario dell’Università
“La Sapienza” di Roma, Visiting Professor at “Lumière
Lyon 2” University; Analista con funzione di training
della Società Psicoanalitica Italiana; Direttore di “Funzione
Gamma” (Internet Journal); Full member del London Institute
of Group-Analysis.
Lombardozzi, Alfredo
Alfredo Lombardozzi è antropologo di formazione, psicoanalista
della SPI e socio del Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo
(IIPG). Si è interessato di psicoanalisi di gruppo infantile
ed ha approfondito in numerosi contributi scientifici il rapporto
tra gli studi antropologici e la psicoanalisi individuale e
di gruppo. Ha svolto attività di docenza su temi di antropologia
psicoanalitica, psicologia dei gruppi infantile e psicologia
dello sviluppo presso l’Università di Chieti e
dell’Aquila.
Rodrigué, Emilio
Emilio Rodrigué è una leggenda vivente della psicoanalisi,
nasce a Buenos Aires nel 1923, studia medicina e inizia la sua
formazione psicoanalitica a Londra con Melanie Klein (1948-1952),
allo stesso tempo studia Terapia di gruppo e Psichiatria sociale.
Al suo ritorno in Argentina introduce le teorie di Bion e quelle
di Melanine Klein nel Latino America. E’ stato membro
dell’ Associazione Psicoanalitica Internazionale ( IPA
) e nel 1968 presidente dell’ Associazione Psicoanalitica
Argentina ( APA). Nel 1972, per motivi ideologici, rinuncia
insieme ad altri colleghi all’ Associazione Psicoanalitica
Internazionale, creando il gruppo di opposizione “Plataforma
Intarnational”.
Nel ’74 dopo la morte di Peron emigra dall’Argentina
per motivi politici, vive poi in Francia ed in Spagna, fino
a quando viene invitato a Salvador di Bahia, in Brasile, per
effettuare un corso di formazione psicoanalitica ad un gruppo
di giovani psicologi di Salvador. Da quel momento si stabilisce
definitivamente a Bahia dove vive e lavora attualmente da 25
anni.
Tra i suoi maggiori contributi ricordiamo: “A liçao
de Ondina, Gigante pela propria natureza”, “El livro
de las separaciones” ed “El secolo de psicoanalisi”.
Roscilli, Antonella Rita
Antonella Rita Roscilli, giornalista
e brasilianista, collabora con varie Riviste, tra cui “Latinoamerica
e tutti i Sud del mondo” , diretta da Gianni Minà,
e con Istituzioni italiane tra cui la Fondazione Basso e l’ANPI
per la divulgazione di temi socio-culturali relativi al Brasile
e ai Paesi dell’Africa di lingua portoghese. Ha pubblicato
articoli su vari quotidiani nazionali. E' laureata in letteratura
brasiliana con una tesi sulla scrittrice-memorialista Zélia
Gattai Amado. Dal 1983 lavora presso la Rai-Radiotelevisione
italiana in qualità di documentarista..
Scotto Lavina, Enzo
Esperto della Comunità Economica Europea nel 1966 in
Dahomey, ricercatore sociale, ha collaborato con la Biennale
di Venezia come responsabile del Gruppo di lavoro per i rapporti
con la scuola (1974-1977), membro della commissione degli esperti
della Mostra Cinematografica di Venezia (1979-1982), responsabile
del settore televisione (1983), autore di una storia della Mostra
del Cinema di Venezia negli anni trenta, dal 1970 lavora alla
RAI, all'interno della quale ha occupato posizioni di responsabilità
nelle aree della pianificazione, del palinsesto e nella ideazione
e direzione di programmi culturali televisivi.
Verger, Pierre Fatumbi
La visione di Verger del Brasile nero era satura di amore e
di voglia di imparare. Era, sia al principio che alla fine,
una visione di un ideale. Per lui Salvador era il luogo dove
le persone di colore si erano organizzati per riscattare la
storia della schiavitù, strappando la dignità
ed il potere dalla crudeltà ed umiliazione della tratta
degli schiavi. Un recente documentario televisivo brasiliano
su Verger include un’intervista (registrata quello che
risultò essere il penultimo giorno della sua vita) in
cui menziona un caro amico di vecchia data precedentemente suo
protégé, il pai-de-santo Balbino Daniel de Paula.
Verger spiega che nonostante Balbino fosse, quando si incontrarono
la prima volta, un illetterato venditore di okra al mercato
di Salvador, egli non aveva alcun sentimento di inferiorità
sociale “poiché”, Verger spiega all’intervistatore,
“sapeva di essere il figlio di Xangò”