PRESENTAZIONE
di Stefania Marinelli

INTRODUZIONE STORICA ALLA TERAPIA DI GRUPPO NEL TRATTAMENTO DEL DISTURBO ANORESSICO-BULIMCO

F.N.Vasta, O. Caputo

L'immagine del gruppo è molto arcaica, per alcuni aspetti precede la stessa emersione dell'immagine dell'individuo. L'etimologia fornisce una componente importante che si ritrova nei gruppi: il "nodo" e, per derivazione, il legame e, la rotondità come confine spaziale, pienezza appagante, metafora del seno (Kaës,1976).
La prima esperienza di terapia di gruppo ed in particolare di utilizzo del gruppo omogeneo è rintracciabile nel lavoro di H.J. Pratt, risalente al 1905. Pratt, che lavorava a quell'epoca presso l'ospedale di Boston, con l'aiuto dell'Ospedale e di una comunità religiosa “l'Emanuel Church", organizzò un gruppo di pazienti affetti dalla stessa patologia (la tubercolosi), con l'obiettivo di riuscire a sottoporre alle cure adeguate il maggior numero di pazienti possibile.
La popolazione alla quale si rivolgeva Pratt spesso apparteneva alle fasce più povere o socialmente emarginate, e distanti dalle strutture ospedaliere.
In una prima fase i pazienti venivano visitati singolarmente; dopo la formulazione della diagnosi, ad ognuno veniva somministrato il trattamento medico. Il gruppo programmato da Pratt si riuniva periodicamente con frequenza regolare e, si avvaleva dell'ausilio di un "diario delle sedute" che consentiva di verificare progressivamente l'andamento del gruppo. Questo tipo di gruppo era condotto dal medico (Pratt) e prevedeva la presenza di un'altra figura il "visitatore amichevole" (si trattava di una persona pagata o un volontario che faceva da interfaccia tra l'istituzione medica, il paziente ed il territorio). Pratt notò che le guarigioni dei pazienti tubercolotici gravi partecipanti al gruppo, erano da attribuirsi alla funzione del gruppo, che rendeva più tollerabili le indicazioni mediche, proprio perché condivise; e che questo creava le condizioni adatte affinché la compliance del paziente si mantenesse nel tempo. Pratt constatò anche l'importanza che aveva per i pazienti la migliore conoscenza della propria malattia, che derivava dallo scambio di ansie e fantasie, verbalizzate all'interno del gruppo. Pratt considerava fondamentale l'impossibilità di separare gli aspetti psichici da quelli fisici e riteneva che la psicoterapia coincidesse con l'influenza benefica di una persona sull'altra.Rispetto a quest'esperienza va sottolineato come attraverso il "visitatore amichevole", Pratt riscontrò che il miglioramento nelle condizioni cliniche del paziente avveniva anche a livello dell' "umore" del paziente stesso, e che questo si poteva collegare allo stato di coesione sviluppato tra i pazienti all'interno del gruppo.

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GRUPPI MONOSINTOMATICI CON PAZIENTI ANORESSICO BULIMICHE E ASSUNTI DI BASE: LA DIMENSIONE SOMATICA DELLE PAZIENTI E LA POSIZIONE DELL’ ANALISTA
F. Comelli

RIPETIZIONI NEL TEMPO E MICROTRASFORMAZIONI
DIECI ANNI DI LAVORO CON UN GRUPPO DI PAZIENTI ANORESSICHE E BULIMICHE

Ronny Jaffè

FATTORI TERAPEUTICI NEI GRUPPI OMOGENEI A ORIENTAMENTO PSICOANALITICO PER I DISTURBI ALIMENTARI
Lilia Baglioni

UN PROBLEMA DI FAMIGLIA (ALL'INTERNO).
NOTE SUGLI ASPETTI GRUPPALI DEI DISTURBI ALIMENTARI

Laura Selvaggi

IMMAGINI BULIMICHE
RILETTURA INTERPERSONALE DI UNA DINAMICA DI GRUPPO PHOTOLANGAGE©

Nicoletta Calenzo e Luciano Gheri

GRUPPI FAMILIARI E ANORESSIA
INDICAZIONI INTERPRETATIVE E TERAPEUTICHE IN UNA PROSPETTIVA SISTEMICA

Luigi Onnis

L’ANORESSIA COME SIMBOLO DI UNA MATRICE VUOTA DOMINATA DALLA MADRE DRAGO
Marisa Dillon Weston

RIPENSANDO ALLA TERAPIA DI GRUPPO PER PAZIENTI ANORESSICI
Barbara Pearlman

ANORESSIA INFANTILE E RELAZIONE BAMBINO-CAREGIVER: STUDIO CLINICO-EMPIRICO SUI MODELLI DI ATTACCAMENTO
Ammaniti M. , Cimino S. , Lucarelli L. , Speranza A.M. , Vismara L.

 

A cura di
Francesca N.Vasta e Ottavia Caputo

 

L'immagine di copertina è di
Gauguin il titolo è Parole parole, San pietroburgo Hermitage 62x92 1891

 

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