| Se si guarda alla clinica
di oggi, per esempio a quelli che chiamiamo i casi limiti o a
tutto quel che s'accompagna al tema della depressione, questii
casi sono forse da considerare corne il sintomo d'una sociétà
senza progetto, senza speranza, se non quello d'una soddisfazione
nell'immediatezza. Il sentimento che abbiamo è spesso che la funzione
metaforica della parola sia abrasa e che domini la funzione dell'immagine.Comunque
non dimentichiamo che ciascuno accede alle forme immaginose della
simbolizzazione prima d'accedere allé forme verbali.
Bisognerebbe anche interrogare il ruolo delia famiglia e delle
nuove famiglie e le conseguenze soggetive della scomparsa progressiva
della funzione simbolica del padre, ripresa autoritariamente dalla
società e dalle sue istanze di controllo, che ci intimano di produrre
azioni concrete e visibili ,cioè un livello istituzionaale capace
di codificare atti, valutare azioni utili,di essere efficace.
Dobbiamo chiederci se la domanda che ci è fatta ( rispondere alla
sofferenza dei singoli e dei gruppi ) non sia un modo di confinare
nello spazio terapeutico, una sofferenza generale, una parola
che ha perso il suo valore metaforico, per non interrogare in
un modo più generale,sulla perdita delie garanzie metasociali
e metapsichiche.
Nello spazio terapeutico, con René Kaës, possiamo intravedere
tre insiemi di sintomi della sofferenza psichica attuale :
- il primo - disordini che determinano le condizioni di formazioni
dell'inconscio e del preconscio, reperibili nei dispositivi intersoggettivi
di apparato protettivo contro lo stimolo e la rimozione. La sofferenza
narcisistica intensa è allora base délie condotte antisociali.
- il secondo - concerne la formazione délie identificazioni e
dei contratti intersoggettivi che funzionano corne condizioni,
garanzie intersoggettive dello spazio al quale l'lo puo pervenire.
- il terzo - riunisce ! danni che colpiscono il processo rappresentazionale,
la costruzione del senso e dei dispositivi interpretativi.
Nascono allora sintomi, che colpiscono le strutture intermedie,
i limiti e il gioco transizionale.
Lo sfondo che lo produce è sempre costituito dalle difficoltà
di separazione, dalla sparizione precoce dell'oggetto, dal traumatismo
cumulativo, dal lutto patologico. Le formazioni di queste attività
psichiche rivelano l'alto grado di esigenza del lavoro psichico
imposto dall'intersoggettività, indispensabile in ogni elaborazione
di crisi corne in ogni lavoro della cultura.
Comunque per parlare d'intersoggettività, bisogna anche definire
il concetto di soggetto. Facciamo riferimento , con A.Green, all
concetto delia pulsione matrice del soggetto, anche se l'articolazione
delia teoria delia pulsione e delia teoria delia relazione d'oggetto
è diventata per noi, une necessita teorica e pratica se si vuole
integrare l'apporto in particolare dei post-freudiani, post-kleiniani,
in particolare ricordiarno.oltre alla. KLein, Winnicott, Bion,
Meitzer, Rosenfeld, Masud Khan, Kohut, i Baranger etc...
Quale riposta sarà oggi quella dei psicoanalisti al disagio délia
civiltà?
L'antiedipica, corne lo raccornanda Lyotard, cioè abbandonare
le forme anteriori di emancipazione e di leggittirnazione per
sostituirle con il desiderio collettivo di guistizia e di nuovo?
È cornunque necessario che l'invito fattoci dal sociale, scuola,
lavoro, farniglia, coppia adolescenti.ragazzi, barnbini, al di
là dell' adattarnento atteso, apra nuovi spazii psichici dando
senso al resto non integrato.
È évidente, che i progressi delia conoscenza nella psicoanalisi
non sono soltanto il frutto d'una evoluzione in sè, d'una conoscenza
scientifica, ma carnbiarnento generale della cultura dei rapporti
urnani, che hanno ormai promosso anche nella psicoanalisi uno
spostarnento délia ricerca, pronendo appoggio sul controtransfert,
sull'interfantasmatizzazione, sulla risonanza fantasmatica, sul
campo bipersonale.
Nuovi termini, nuove concetti, che ampiano il carnpo delia psicoanalisi.e
che prornuovono la ricerca allargata ai gruppi.
In fatti se la psicoanalisi si è sempre occupata dell'intrapsichico,
oggi il suo ascolto va anche verso l'intersoggettivo e l'extraterritoriolità
délia sua pratica, come per esempio lo indica in Italia, il bel
lavoro di Giuseppe Di Chiara nel suo libro : "Sindromi psicosociali".
Ma corne rendere conto del passaggio dall'individuale al gruppale,
e viceversa ?
Freud aveva già aperto la strada più volte ; ricorderô "Psicologia
della massa e analisi dell' lo". quando avverte che tutta la psicologia
individuale è anche una psicologia sociale.
Ma è pur vero che Freud cercava anzitutto di distinguere e teorizzare
la differenziazione dell'interno e dell'estemo, capire la dinamica
pulsionale verso gli oggetti esterni e il ritorno su se stesso;non
soltanto si poneva anche la dornanda: corne capire il sentirnento
di colpa derivante da un atto colpevole o da un atto soltanto
intenzionato?
Nel "Disagio délia civiltà", Freud con il mito del parricidio
primitivo , definiva il limite dell'lo, limite che si perde in
particolare nel più intimo, e negli aspetti l più intensi dell
atto amoroso.
Allora possiamo farci la domanda : la perdita del limite dell'lo
provocato dell'amore è proprio all'origine dei legami che costituiscono
il gruppo?
E corne rispondere alla domanda : corne possiamo amarci sufficientemente
per poter vivere insieme.
Il mito del padre della civiltà diventa la metafora d'un limite
che libera il soggetto d'una interiorità che trova la sua giustificazione,
non soltanto con l'apparire di questo personaggio nella vita del
bambino, ma anche con la nozione di conflitto che la sua esistenza
provoca nel soggetto e che traccia il limite délia soggettività
(J. Hassoun).
Il soggeto che parla, iscrive la sua storia infantile, la sua
storia familiare, di gruppo d'appartenenza, in una sua lunga serie
d'atti che appartengono nello stesso tempo ad altri che condividono
gli stessi processi d'identificazione.
Tutta la clinica attuale ha messo in evidenza l'importanza dell'oggetto
primario, materno costituendo non soltanto l'apparato protettivo
contro lo stirnolo ,ma anche le premessa del Superio, con la minaccia
di castrazione indicata dalla madre.
L'interazione emozionale, costituisce ormai il fondo delia comunicazione,
cosÌ che il precosciente delia madre inserisce l'altro nel cuore
del precosciente del bambino.
Eccoci schematicamente agli albori dell'identificazione e evidentemente
non sono il suo processo o i suoi rneccanisrni che sono messi
in crisi dalla post-rnodernità, ma i valori che evolvono con quelli
delia società nell'eredità transgenerazionale.
Ricordiarno che Freud ci ha lasciato due indicazioni sull'identificazione:
- l'una : identificazione al padre délia preistoria personale,
diretta, immediata, che ritroviamo forse in Bion con il bisogno
innato di socialità.
- l'altra : il destine della pulsione sessuale che conduce al
processo di edipificazione.
È évidente che la nostra attenzione dovrà all'avvenire sempre
di più interrogare l'identificazione
Proporrei l'ipotesi seguente :
- un'identificazione primaria, immediata fusionale, stato che
precede il legame con l'oggetto che sostiene le altre forme d'identificazione
primarie introiettive e secondarie e che diventono difensive quando
ostacoli all'introiezione sono troppo presenti.
La complessità dell' identificazione primaria fatta di soddisfazione,
di soddisfazione allucinatoria d'una motricité sensoriale (imitazione)
e d'una soddisfazione allucinatoria con rappresentazione(Gaddini),
sono ail 'origine del fantasma descritto da Freud corne scenario
immaginario giocato da più persone.
Nei gruppi, l'organizzazione gruppale interna del fantasma individuale,
rincontrerebbe per omologia, l'organizzazione gruppale stessa,
fatta dalla presenza di più persone reali che servono di riferimento
identificatorio o di sostegno proiettivo.
In sostanza presto Freud isola il meccanismo dell'identificazione
che permette a un individuo di far suo le qualité, in un senso
molto largo, dell'altro.
Se la definizione della pulsione di 1915 dava all'oggetto un posto
contingente ,non sarà più cosÌ nei 1917 con lutto e melanconia,
poichè l'oggetto diventerà sedimento dell'lo, "L' Io non è più
un altro, ma sedimento di tracce del rapporte con più altri"
CosÌ, la teoria rende gruppale il soggetto e l'inconscio lui stesso
sarà plurale : l'es non è più l'inconscio rimosso,ma molto più
vasto.
Il preconscio, l'abbiamo visto, s'iscrive nell 'intersoggettività
e la sua formazione suppone l'attività del rimosso secondario
e altri meccanismi di difesa dell'lo elaborati ,corne pure, le
identificazioni secondarie.
Ben inteso i gruppi terapeutici sono sempre costituiti dal raduno
di bambini.ragazzi, adolescenti con uno o più aduiti, ma qualsiasi
sia il dispositivo prewisto esso sarà sempre l'emanazione d'una
istituzioni di cui la forma sociale è constituita da 3 livelli
:
- l'organizzazionale - quello che la fa funzionare : locali, mezzi.
- l'istituzionale - insieme délie regole che riuniscono il gruppo
e articolano gli individui alle loro funzioni e oggetti manifesti
délia forma sociale.
- gruppale, cioè dei legami intertrasferali.
Gli aduiti sono sempre, in questo caso, delegati dall'istituzione
per rispondere alla demanda di cura.
Non riprenderò l'lstituzione nella concezione di Bion che è una
funzione di gruppo, ma appare évidente che la forma sociale dell'
istituzione sarà la cornice, dei dispositivi psicoanalitici necessarii
alla pratica dello psicoterapeuta psicoanalitico.
Ben inteso sarebbe utile in questo caso circoscrivere il posto
nella psiche, dell 'istituzione :
- 1) cioè la capacité dei paziente d'integrare l'insieme delie
regole.
- 2) di potersi proiettare sull' istituzionale, senza di che egli
potrebbe crollare, dislocarsi.quando in balia a elementi arcaici
appartenenti al processo primario non trovi più sostegno.
In questo caso la proiezione potrebbe farsi sul piccolo gruppo
che diventa cosÌ il contenente e sul piano fantasmatico, in caso
di regressione, essere vissuto corne buono o cattivo oggetto.(
R.Kaës)
Mettere l'accento sulle condizioni d'incontro dell'adulto con
i pazienti detl'età evolutiva.è anche un'interrogazione sul limite
terapeutico di questo incontro, sia che sia individuale sia che
sia gruppale.
Se si mantiene il punto di vista psicoanalitico.preliminare, formativo
alla nostra pratica psicoterapeutica., non dobbiamo dimenticare
che la sessualità infantile non è una semplice tappa dello sviluppo
ma il fattore essenziale .organizzatore delia psiche.
Finalmente mettendo l'accento sulle condizioni d'incontro.l'istituzionale,
è évidente che ho privileggiato la preoccupazione delia sicurezza.ma
siate certi, questo non sarà fatto a scapito dell'attrattivo det
piacere.
Oggi certo non si puô ignorare lo studio dell'ambiente non soddisfacente.il
materno insufficiente, le carenze insormontabiti. Non possiamo
accontentarci
di considerare innocente Ii l bambino, ma per essere ancora psicoanalisti
dobbiamo mantenere il concetto di libido inseparabile dal concetto
d'oggetto e di pulsione,Intendendo quest'ultima corne ricerca
della soddisfazione e non direttamente legata alla ricerca dell'oggetto.Si
torna così a far riferimento al concetto di Freud del bambino''perverso
polirnvorfo"
Questi richiami sono essenziali se non vogliamo perdere la "nostra
anima"
II gruppo psicoterapeutico sarà sempre l'incontro dell'adulto
con partecipanti in età evolutiva.lL'incontro fra una sessualità
evoluta e una sessualità in divenire e aggiungerei che la sopravivenza
psichica è inseparabile del sessuale infantile.
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