| Con questo lavoro
vorrei dare un contributo per una miglior comprensione di alcuni
fenomeni mentali, individuali e gruppali, all'origine della costruzione
di sogni e miti . Il vertice di osservazione nasce dalla mia esperienzia
clinica come psicoanalista e come conduttore di gruppo, pertanto
questo lavoro è da considerarsi come prevalentemente clinico.
S. Freud individua alcune funzioni fondamentali del sogno, tra
cui quella di tutela del sonno, di appagamento del desiderio e
come fonte principale per esplorare e conoscere l'inconscio.
W.Bion propone un ampliamento delle teorie di Freud e postula
l'esistenza di una funzione Alfa, che definisce variabile incognita
operante su tutte le esperienze sensoriali ed emotive, capace
di generare elementi alfa disponibili al pensiero onirico ed a
sogni la cui funzione primaria è quella di costruire una barriera
alfa in grado di mantenere inconscia una parte dell'esperienza
mentale, promuovendo una differenziazione costante tra conscio
ed inconscio. Sarebbe il sogno, dunque, a creare l'inconscio,
e pertanto anche la coscienza (Bion 1962 - Riolo 1983).
Queste proposte di Bion ci portano a pensare, tra tante altre
cose, che l'inconscio può essere indagato, conosciuto, modificato
ed allargato dal sogno stesso.
Vi propongo adesso un percorso all'interno della fila C della
griglia di Bion, dove troviamo insieme sogni, miti, pensieri onirici
ed allucinazioni. Per cominciare diamo uno sguardo ad alcune fondamentali
funzioni della mente.
La funzione alfa (Bion 1962) è una funzione relazionale, nasce
dal rapporto madre-bambino. La madre elabora e trasforma le angosce
e il terrore del suo bambino attraverso un processo di rêverie,
questo potrà poi reintroiettare l'esperienza trasformata da sua
madre e in questo modo la funzione alfa stessa. La madre a sua
volta, in questo processo, acquisisce una capacità trasformativa
di Alfa-rêverie.
Le disfunsioni ed inversioni della funzione Alfa possono portare
ad alterazioni e disturbi del pensiero, di conseguenza a diverse
e gravi patologie.
F. Corrao (1981), propone una funzione gamma, che sarebbe per
il gruppo l'analogo simmetrico della funzione alfa dell'individuo.
La funzione gamma del gruppo potrà elaborare gli elementi sensoriali
ed emotivi immessi nel gruppo, generando in questo modo elementi
gamma necessari alla produzione di sogni e miti di gruppo, allucinazioni
di gruppo, memoria di gruppo ecc... A questo proposito i colleghi
argentini del Grupo Sygma, in un lavoro: "Rêverie di Gruppo, una
possibile funzione?", parlano di due fattori nella rêverie di
gruppo, uno di contenimento e un altro denominato di "ensoñacion"
che sarebbe specifico nella...."creazione e uso dei miti."(Grupo
Sygma, 2001), torneremo più avanti sull'argomento.
La funzione gamma è trans-personale, e secondo mie osservazioni
si propone anche come un possibile contenitore per la trasformazione
di elementi meno-gamma (gamma di Sor e Senet, 1993, elementi questi
alla base di ogni processo autistico e di fanatizzazione).
Seguendo la fenomenologia del piccolo gruppo F. Corrao teorizzava
la presenza di elementi beta forti ed elementi beta deboli. I
primi sono quelli già indicati da Bion ed andranno a configurare,
tra altre cose, gli assunti di base, i secondi invece sarebbero
il risultato dell'assetto particolare del piccolo gruppo a funzione
analitica. Questi elementi beta deboli sono alla base di diversi
processi trasformativi gruppali tra questi troviamo le microallucinazioni
(Neri 1982 - Corrente 1983), i quali si prestano ad una elaborazione
gamma del gruppo.
In alcuni precedenti lavori mi sono occupato del rapporto tra
processi microallucinatori, sogni e miti (Corrente, 1983-95-96-99-01-02),
vi propongo adesso alcune altre riflessioni: il gruppo "delega",
in modo del tutto inconscio, uno o più membri di rielaborare il
materiale microallucinatorio proiettato nelle sedute già trattato
dalla funzione gamma del gruppo, questa operazione si coagula
nella produzione di particolari tipi di sogni atipici, simili
in parte a quelli descritti da Freud come "sogni tipici", la cui
funzione è prevalentemente quella di proporre in modo più chiaro,
attraverso immagini e narrazioni l'accaduto nella seduta precedente
a livello proiettivo-evacuatorio, ci informano del modello operarativo
usato dal gruppo: autorappresentazione, dell'assunto di base prevalente
nel qui ed ora della seduta, e molto spesso ci svelano i miti
sottostanti o ci danno la chiave per procedere in questa direzione.
L'individuo che ha ricevuto la "delega" di essere il "depositario"
(Bleger, 1967) del reimpatto microallucinatorio, attraverso la
funzione gamma del gruppo attiva la propria funzione alfa per
procedere ad una ulteriore trasformazione in sogno. Le microallucinazioni
portano una carica energetica molto potente capace di investire
pezzi mnemonici vaganti devitalizzati della memoria individuale
che trovano nella nuova costruzione-sogno una integrazione ed
un senso. Si verifica così una trasformazione che, partendo dal
materiale secondario e di scarto "microallucinosi", promuove aspetti
integrativi a diversi gradi di complessità in un proficuo scambio
tra gruppo e individuo (Corrente 1995).
Possiamo descrivere in una serie di punti alcune delle trasformazioni
analitiche da me osservate nei gruppi terapeutici:
1) Il sogno può contenere, sviluppare e rappresentare, un mito
(o più) soggiacente inconscio della situazione gruppale.
2) Il gruppo affida, in modo del tutto inconsapevole, ad uno dei
suoi membri ad operare questa trasformazione.
3) Il membro scelto raccoglie gli elementi neccessari, piccoli
segni, tensione emotiva, microallucinazioni ed altri ancora, quasi
sempre secondari e di scarto, utili a creare il sogno.
4) Il sogno svela il mito (i miti) sottostante e al tempo stesso
ci informa delle categorie intrinseche del mito.
5) Il sogno rende conscio ciò che era inconscio nel gruppo, mostrando
a sua volta gli elementi operazionali ed il modello che ne è scaturito.
6) Ordinando i mitologhemi sottostanti dell'inconscio gruppale
il sogno diviene interpretazione e costruzione .
7) Il gruppo beneficia della operazione incorporando il modello
scaturito con il quale potrà contare, come strumento in più, per
poter ampliare le proprie capacità d'indagine e procedere nella
terapia. (Corrente, 1996).
Dal vertice del gruppo la funzione gamma opera trasformazioni
che alimentano costantemente la funzione alfa individuale, seppure
questo processo si attivi mediante la sospensione o meglio direi
l'addormentamento momentaneo della funzione Alfa.
La funzione Gamma del Gruppo è alla base delle trasformazioni
emozionali, relazionali e passionali della vicenda gruppale. Le
costruzioni narrative di questa complessità daranno origine ai
miti che da una parte ci informano degli aspetti più inconsci
dell'esperienza, compresi gli assunti di base, e dall'altra si
propongono come interpretazione, costruzione e conoscenza delle
esperienze umane (Alfatizzazione gruppale ed individuale).
Sono convinto che il sistema protomentale alberghi una preconcezione
della funzione gamma.
Gli uomini primitivi, come sappiamo, si sono evoluti organizzandosi
in gruppi. Per tutta la prima fase della storia umana, l'individuo
dipende totalmente dal suo gruppo che è garante della sua sopravvivenza
fisica e del suo sviluppo psichico, attraverso diverse forme rituali
(Siracusano, 1982).
Successivamente, facendo un salto nel tempo, nel corso della storia
della nostra civiltà, a seconda delle diverse culture, linguaggi
e tradizioni, la funzione gamma va trovando una sua collocazione
nella relazione che la coppia madre-bambino stabilisce con il
padre, e da questa triade alla poliade del gruppo vicino circostante.
A questo punto mi sembra utile riprendere il tema del fattore
"ensoñacion" proposto dai colleghi del Grupo Sygma. La loro l'idea
riguarda l'esistenza di una rêverie di gruppo, al cui interno
ci sarebbero due fattori fondamentali, uno di contenimento ed
un altro più specifico nell'uso e creazione di miti denominato
ensoñacion: ..." Riguardo al fattore ensoñacion, ci basiamo sulle
affermazioni di Bion relative al fatto che: il mito e il contenuto
manifesto del sogno devono considerarsi come versioni gruppali
e individuali della stessa cosa, e questa cosa deve essere considerata
un'affermazione del fatto che certi elementi sono costantemente
in congiunzione. Di conseguenza abbiamo proposto l'ipotesi che
la capacità di rêverie di gruppo, riguardo a questo fattore di
ensoñacion , si manifestarebbe nella creazione e nel uso dei miti."(Grupo
Sygma 2001).
Trovo molto interessante questa proposta e mi vorrei articolare
seguendo invece il mio pensiero .
Intanto considero la rêverie di gruppo come un fattore della funzione
gamma, un fattore fondamentale e fondante, nel senso che è la
situazione gruppale a promuovere uno stato di rêverie da dove
nasce e si sviluppa la stessa funzione gamma.
A questo proposito F. Corrao ( 1981 ) dice: ..." il GRP analitico
infatti, si puo considerare tipicamente caratterizzato dalla attivazione
di un processo di regressione funsionale " sui generis " promosso
dalle regole tecniche contrattualmente stipulate. La regressione
comporta, in base alle mie osservazioni:
a) fenomeni di depersonalizzazione e deindividuazione;
b) " transfert " della funzione di identità dal individuo al GRP;
c) riduzioni variabili delle funzioni soggettive di vigilanza
cosciente, con manifestazioni incostanti di stati oniroidi o ipnoidi
e comparsa più regolare di stati di "rêveries"; (la sottolineatura
è mia)
d) sospensione o inversione della "funzione a" ( Bion ) ".
Trovo più adeguato, per ciò che riguarda il fattore ensoñacion,
proporre l'idea di addormentamento della funzione Alfa, invece
di quella di sospensione e di inversione che mi sembrano più descrittive
di altri processi trasformativi.
Parlerò sia di ensoñacion che del lavoro di ensoñacion perché
ritengo che a volte l'una, a volte l'altra, potrebbero meglio
descrivere alcune esperienze osservate nella fenomenologia del
piccolo gruppo.
L'ensoñacion mi fa pensare ad alcune esperienze vissute in gruppo
in cui lo stato mentale che si sperimenta potrebbe essere descritto
attraverso sensazioni di beatitudine, di quasi addormentamento,
di sentire una certa felicità, forse simile a quello che può sperimentarsi
quando si è tenuti in braccio dalla madre nei primi tempi della
vita, o quello di tenere in braccio il proprio figlio, o meglio
quello stato particolare di benessere che sperimentano la coppia
madre-bambino durante le fasi di quasi-addormentamento durante
l'allattamento, di certe esperienze di gruppo fatti da piccoli
nelle scuole materne quando si è con gli altri sotto le coperte
per il riposino, quando si ci affida a qualcuno e si vive una
dimensione di tranquilla sicurezza.
Per quanto riguarda le mie esperienze nei gruppi terapeutici ed
altri, direi, che si sperimenta uno stato di ensoñacion quando
la tensione cala in beneficio dell'addormentamento della funzione
Alfa, come vi ho già proposto prima, stato questo condiviso dal
gruppo che così promuove creativamente la produzione di miti,
da una parte e dall'altra dà spazio ad altre operazioni della
funzione gamma. Il fattore ensoñacion lavora sullo sfondo mentre
altre vicende possono occupare la scena in primo piano. La ensoñacion
può poi dare spazio a diverse trasformazioni. Un membro del gruppo
può raccontare un sogno da dove possiamo svelare il mito prodotto
dal lavoro de ensoñacion gruppale, o la situazione più manifesta
di ciò che accade nel qui ed ora del gruppo ci può anche essa
svelare il mito soggiacente, al solito perché c'è una pressione
sull'attuale-manifesto dal lavoro di ensoñaciòn gruppale. Credo
ci siano molti modi in cui il lavoro di ensoñacion poi si manifesti
all'interno del gruppo, ma una di queste modalità è quella di
mantenere parte dell'esperienza nel sistema inconscio gruppale.
Così come non tutti i sogni vengono a galla ma non per questo
ci serveno di meno, anche i miti alimentano la mente del gruppo
così come mantengono funzionante e vitale la stessa funzione gamma.
La storia di un gruppo è anche la storia dello sviluppo creativo
della funzione gamma operante nel gruppo. Il fattore ensoñacion
fornisce quegli elementi fondamentali, i miti, senza i quali un
gruppo non può evolversi, trasformarsi né aspirare a cambiamenti
significativi del gruppo stesso e dei suoi membri.
..."Il mito - dice F.Siracusano - è l'insieme delle esperienze
umane vissute, fantasticate e create secondo moduli di pensiero
che solo una mente primitiva ed ancora non soggiogata da rigide
regole logiche si poteva permettere. Una mente primitiva plasticamente
disposta a corrispondere a tutti gli stimoli che in uno stadio
di continua iniziazione, costruivano comportamenti, modelli, strutture
individuali e comunitarie e le visioni del mondo del futuro"(F.
Siracusano, 2002).
Questa citazione ci fa molto riflettere sul fatto che un buon
funsionamento gruppale dipende proprio dalla messa in moto del
lavoro di ensoñacion, che si svolge in un piano di libertà ed
apertura mentale, al di fuori di regole rigide ed ostacolanti.
Come ho detto prima questo aspetto diventa centrale nell'esperienza
gruppale. A volte su un piano più conscio a volte su un piano
inconscio il fattore ensoñacion diventa il garante dell'esperienza,
"il suo angelo custode".
Diamo adesso uno sguardo al mito: il mito è il modo di raccontare
l'esperienza umana, di proteggerla, di farla evolvere. Lo stesso
mito non è mai uguale a se stesso, come i sogni ricorrenti dove
alcuni elementi cambiano e possono portarci ad una interpretazione
nuova ed opposta ad altre precedenti. I miti rappresentano sopratutto
una funzione del pensiero, una incognita, diverse vie percorribili
di un mistero da svelare e sopratutto da affrontare. Il mito come
il sogno è innanzi tutto un'esperienzia di conoscenza di sé e
degli altri, del mentale e del reale, del mondo e delle cose.
Il mito è l'aspetto fondante dell'esperienza umana e da essa nasce.
Il mito rappresenta per il gruppo ciò che il sogno rappresenta
per l'individuo, è la base stessa della nascita, sviluppo e trasformazione
del pensiero.
Freud usa il mito di Edipo per indagare e conoscere, è in questo
senso equiparabile al sogno.
I fenomeni di spostamento e condensazione, la atemporalità, alcuni
significati non manifesti all' interno del mito, rendono sogni
e miti molto vicini, entrambi usufruibili per diverse operazioni
proprie del campo analitico.
Conviene tuttavia ricordare alcune altre concordanze fondamentali,
miti e sogni contengono e promuovono aspetti passionali, finzionali,
simbolici e metaforici.
Nel mito, il tutto è in funzione delle parti e viceversa.
Alcuni autori pensano che ci sia un rapporto tra fantasia inconscia
gruppale e mito; per questi autori la fantasia inconscia sarebbe
il nucleo profondo da dove sorgono gli elementi che costruiscono
il mito..."E' molto fattibile che da una stessa fantasia inconscia
gruppale possano sorgere diversi miti..." (Usandivaras 1974-1984).
Credo sia molto utile ed interessante poter avvicinare al concetto
di fantasia inconscia gruppale quello di fantasmi originari o
fantasie originarie, così come proposto da Freud , al fine di
dare più ampio respiro alla concettualizzazione. Trovo in questi
due concetti una complementarietà e possiamo anche avvicinarli,
per ciò che riguarda il gruppo, agli assunti di base teorizzati
da Bion. A questo proposito E. Gaburri ed A. Ferro (1988) propongono
una analogia tra fantasie originarie o primarie ed assunti di
base, dove la fantasia primaria di seduzione (fiducia) è equiparabile
all'assunto di base di dipendenza; la fantasia primaria di castrazione
(persecuzione) si può paragonare all'assunto di base di attacco-fuga,
e la fantasia primaria della scena primaria (speranza) corrisponderebbe
all'assunto di base di accoppiamento (Corrente 1995).
Seguendo le idee di S. Freud sul mito di Edipo, potremmo pensare
che l'opera di Sofocle sia anche il prodotto di una buona combinazione
tra le funzioni alfa e gamma. Le trasformazioni, da parte dell'autore,
di un sogno in mito e/o di un mito in sogno, dove la narrazione-opera
trasmette un messaggio di profonda conoscenza umana nata in seno
alla società greca. Sofocle è stato il "depositario" e poi l'interprete
di alcune trasformazioni operate da quel gruppo sociale.
Queste opere attivavano particolari processi nelle rappresentazioni
teatrali dell'antica Grecia - attraverso i riti comunitari che
sono una delle funzioni del gruppo (Siracusano - La Torre, 2001)
- dove il pubblico era il destinatario e "depositario" di questo
sapere attraverso l'intensa partecipazione emozionale all'esperienza
stessa.
Il pubblico allora faceva parte dell'esperienzia e non era solo
mero spettatore, le opere venivano scritte tenendo conto di ciò,
anzi, era proprio questo il motivo fondamentale che ispirava il
poeta-scrittore.
Le rappresentazioni nel teatro greco avevano l'effetto, per dirla
nel linguaggio proposto, di attivare la funzione gamma e così
promuovere l'alfatizzazione nei partecipanti. Una comunanza (Ti
koinon) dove far circolare terapia e conoscenza.
Sofocle, allora, poeta e narratore eccezionale ci evoca un altro
mito, quello di Prometeo (K. Abraham, 1909): Colui che ruba il
fuoco celeste, ne è il depositario, e lo porta alla terra, agli
uomini che lui ha creato. Il fuoco, simbolo del calore vitale
che provvede ai bisogni primari, simbolo delle origini, simbolo
anche della sessualità.
Dai bisogni ai desideri, alla forza evocativa, conoscitiva e trasformativa
del mito di Edipo.
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