Mito, Sogno e gruppo 2

ENSOÑACION E FUNZIONE GAMMA DEL GRUPPO NELLA COSTRUZIONE DI SOGNI E MITI
Giorgio Corrente


Con questo lavoro vorrei dare un contributo per una miglior comprensione di alcuni fenomeni mentali, individuali e gruppali, all'origine della costruzione di sogni e miti . Il vertice di osservazione nasce dalla mia esperienzia clinica come psicoanalista e come conduttore di gruppo, pertanto questo lavoro è da considerarsi come prevalentemente clinico.
S. Freud individua alcune funzioni fondamentali del sogno, tra cui quella di tutela del sonno, di appagamento del desiderio e come fonte principale per esplorare e conoscere l'inconscio.
W.Bion propone un ampliamento delle teorie di Freud e postula l'esistenza di una funzione Alfa, che definisce variabile incognita operante su tutte le esperienze sensoriali ed emotive, capace di generare elementi alfa disponibili al pensiero onirico ed a sogni la cui funzione primaria è quella di costruire una barriera alfa in grado di mantenere inconscia una parte dell'esperienza mentale, promuovendo una differenziazione costante tra conscio ed inconscio. Sarebbe il sogno, dunque, a creare l'inconscio, e pertanto anche la coscienza (Bion 1962 - Riolo 1983).
Queste proposte di Bion ci portano a pensare, tra tante altre cose, che l'inconscio può essere indagato, conosciuto, modificato ed allargato dal sogno stesso.
Vi propongo adesso un percorso all'interno della fila C della griglia di Bion, dove troviamo insieme sogni, miti, pensieri onirici ed allucinazioni. Per cominciare diamo uno sguardo ad alcune fondamentali funzioni della mente.
La funzione alfa (Bion 1962) è una funzione relazionale, nasce dal rapporto madre-bambino. La madre elabora e trasforma le angosce e il terrore del suo bambino attraverso un processo di rêverie, questo potrà poi reintroiettare l'esperienza trasformata da sua madre e in questo modo la funzione alfa stessa. La madre a sua volta, in questo processo, acquisisce una capacità trasformativa di Alfa-rêverie.
Le disfunsioni ed inversioni della funzione Alfa possono portare ad alterazioni e disturbi del pensiero, di conseguenza a diverse e gravi patologie.
F. Corrao (1981), propone una funzione gamma, che sarebbe per il gruppo l'analogo simmetrico della funzione alfa dell'individuo.
La funzione gamma del gruppo potrà elaborare gli elementi sensoriali ed emotivi immessi nel gruppo, generando in questo modo elementi gamma necessari alla produzione di sogni e miti di gruppo, allucinazioni di gruppo, memoria di gruppo ecc... A questo proposito i colleghi argentini del Grupo Sygma, in un lavoro: "Rêverie di Gruppo, una possibile funzione?", parlano di due fattori nella rêverie di gruppo, uno di contenimento e un altro denominato di "ensoñacion" che sarebbe specifico nella...."creazione e uso dei miti."(Grupo Sygma, 2001), torneremo più avanti sull'argomento.
La funzione gamma è trans-personale, e secondo mie osservazioni si propone anche come un possibile contenitore per la trasformazione di elementi meno-gamma (gamma di Sor e Senet, 1993, elementi questi alla base di ogni processo autistico e di fanatizzazione).
Seguendo la fenomenologia del piccolo gruppo F. Corrao teorizzava la presenza di elementi beta forti ed elementi beta deboli. I primi sono quelli già indicati da Bion ed andranno a configurare, tra altre cose, gli assunti di base, i secondi invece sarebbero il risultato dell'assetto particolare del piccolo gruppo a funzione analitica. Questi elementi beta deboli sono alla base di diversi processi trasformativi gruppali tra questi troviamo le microallucinazioni (Neri 1982 - Corrente 1983), i quali si prestano ad una elaborazione gamma del gruppo.
In alcuni precedenti lavori mi sono occupato del rapporto tra processi microallucinatori, sogni e miti (Corrente, 1983-95-96-99-01-02), vi propongo adesso alcune altre riflessioni: il gruppo "delega", in modo del tutto inconscio, uno o più membri di rielaborare il materiale microallucinatorio proiettato nelle sedute già trattato dalla funzione gamma del gruppo, questa operazione si coagula nella produzione di particolari tipi di sogni atipici, simili in parte a quelli descritti da Freud come "sogni tipici", la cui funzione è prevalentemente quella di proporre in modo più chiaro, attraverso immagini e narrazioni l'accaduto nella seduta precedente a livello proiettivo-evacuatorio, ci informano del modello operarativo usato dal gruppo: autorappresentazione, dell'assunto di base prevalente nel qui ed ora della seduta, e molto spesso ci svelano i miti sottostanti o ci danno la chiave per procedere in questa direzione.
L'individuo che ha ricevuto la "delega" di essere il "depositario" (Bleger, 1967) del reimpatto microallucinatorio, attraverso la funzione gamma del gruppo attiva la propria funzione alfa per procedere ad una ulteriore trasformazione in sogno. Le microallucinazioni portano una carica energetica molto potente capace di investire pezzi mnemonici vaganti devitalizzati della memoria individuale che trovano nella nuova costruzione-sogno una integrazione ed un senso. Si verifica così una trasformazione che, partendo dal materiale secondario e di scarto "microallucinosi", promuove aspetti integrativi a diversi gradi di complessità in un proficuo scambio tra gruppo e individuo (Corrente 1995).
Possiamo descrivere in una serie di punti alcune delle trasformazioni analitiche da me osservate nei gruppi terapeutici:
1) Il sogno può contenere, sviluppare e rappresentare, un mito (o più) soggiacente inconscio della situazione gruppale.
2) Il gruppo affida, in modo del tutto inconsapevole, ad uno dei suoi membri ad operare questa trasformazione.
3) Il membro scelto raccoglie gli elementi neccessari, piccoli segni, tensione emotiva, microallucinazioni ed altri ancora, quasi sempre secondari e di scarto, utili a creare il sogno.
4) Il sogno svela il mito (i miti) sottostante e al tempo stesso ci informa delle categorie intrinseche del mito.
5) Il sogno rende conscio ciò che era inconscio nel gruppo, mostrando a sua volta gli elementi operazionali ed il modello che ne è scaturito.
6) Ordinando i mitologhemi sottostanti dell'inconscio gruppale il sogno diviene interpretazione e costruzione .
7) Il gruppo beneficia della operazione incorporando il modello scaturito con il quale potrà contare, come strumento in più, per poter ampliare le proprie capacità d'indagine e procedere nella terapia. (Corrente, 1996).
Dal vertice del gruppo la funzione gamma opera trasformazioni che alimentano costantemente la funzione alfa individuale, seppure questo processo si attivi mediante la sospensione o meglio direi l'addormentamento momentaneo della funzione Alfa.
La funzione Gamma del Gruppo è alla base delle trasformazioni emozionali, relazionali e passionali della vicenda gruppale. Le costruzioni narrative di questa complessità daranno origine ai miti che da una parte ci informano degli aspetti più inconsci dell'esperienza, compresi gli assunti di base, e dall'altra si propongono come interpretazione, costruzione e conoscenza delle esperienze umane (Alfatizzazione gruppale ed individuale).
Sono convinto che il sistema protomentale alberghi una preconcezione della funzione gamma.
Gli uomini primitivi, come sappiamo, si sono evoluti organizzandosi in gruppi. Per tutta la prima fase della storia umana, l'individuo dipende totalmente dal suo gruppo che è garante della sua sopravvivenza fisica e del suo sviluppo psichico, attraverso diverse forme rituali (Siracusano, 1982).
Successivamente, facendo un salto nel tempo, nel corso della storia della nostra civiltà, a seconda delle diverse culture, linguaggi e tradizioni, la funzione gamma va trovando una sua collocazione nella relazione che la coppia madre-bambino stabilisce con il padre, e da questa triade alla poliade del gruppo vicino circostante.
A questo punto mi sembra utile riprendere il tema del fattore "ensoñacion" proposto dai colleghi del Grupo Sygma. La loro l'idea riguarda l'esistenza di una rêverie di gruppo, al cui interno ci sarebbero due fattori fondamentali, uno di contenimento ed un altro più specifico nell'uso e creazione di miti denominato ensoñacion: ..." Riguardo al fattore ensoñacion, ci basiamo sulle affermazioni di Bion relative al fatto che: il mito e il contenuto manifesto del sogno devono considerarsi come versioni gruppali e individuali della stessa cosa, e questa cosa deve essere considerata un'affermazione del fatto che certi elementi sono costantemente in congiunzione. Di conseguenza abbiamo proposto l'ipotesi che la capacità di rêverie di gruppo, riguardo a questo fattore di ensoñacion , si manifestarebbe nella creazione e nel uso dei miti."(Grupo Sygma 2001).
Trovo molto interessante questa proposta e mi vorrei articolare seguendo invece il mio pensiero . 
Intanto considero la rêverie di gruppo come un fattore della funzione gamma, un fattore fondamentale e fondante, nel senso che è la situazione gruppale a promuovere uno stato di rêverie da dove nasce e si sviluppa la stessa funzione gamma.
A questo proposito F. Corrao ( 1981 ) dice: ..." il GRP analitico infatti, si puo considerare tipicamente caratterizzato dalla attivazione di un processo di regressione funsionale " sui generis " promosso dalle regole tecniche contrattualmente stipulate. La regressione comporta, in base alle mie osservazioni: 
a) fenomeni di depersonalizzazione e deindividuazione;
b) " transfert " della funzione di identità dal individuo al GRP;
c) riduzioni variabili delle funzioni soggettive di vigilanza cosciente, con manifestazioni incostanti di stati oniroidi o ipnoidi e comparsa più regolare di stati di "rêveries"; (la sottolineatura è mia)
d) sospensione o inversione della "funzione a" ( Bion ) ".
Trovo più adeguato, per ciò che riguarda il fattore ensoñacion, proporre l'idea di addormentamento della funzione Alfa, invece di quella di sospensione e di inversione che mi sembrano più descrittive di altri processi trasformativi.
Parlerò sia di ensoñacion che del lavoro di ensoñacion perché ritengo che a volte l'una, a volte l'altra, potrebbero meglio descrivere alcune esperienze osservate nella fenomenologia del piccolo gruppo.
L'ensoñacion mi fa pensare ad alcune esperienze vissute in gruppo in cui lo stato mentale che si sperimenta potrebbe essere descritto attraverso sensazioni di beatitudine, di quasi addormentamento, di sentire una certa felicità, forse simile a quello che può sperimentarsi quando si è tenuti in braccio dalla madre nei primi tempi della vita, o quello di tenere in braccio il proprio figlio, o meglio quello stato particolare di benessere che sperimentano la coppia madre-bambino durante le fasi di quasi-addormentamento durante l'allattamento, di certe esperienze di gruppo fatti da piccoli nelle scuole materne quando si è con gli altri sotto le coperte per il riposino, quando si ci affida a qualcuno e si vive una dimensione di tranquilla sicurezza.
Per quanto riguarda le mie esperienze nei gruppi terapeutici ed altri, direi, che si sperimenta uno stato di ensoñacion quando la tensione cala in beneficio dell'addormentamento della funzione Alfa, come vi ho già proposto prima, stato questo condiviso dal gruppo che così promuove creativamente la produzione di miti, da una parte e dall'altra dà spazio ad altre operazioni della funzione gamma. Il fattore ensoñacion lavora sullo sfondo mentre altre vicende possono occupare la scena in primo piano. La ensoñacion può poi dare spazio a diverse trasformazioni. Un membro del gruppo può raccontare un sogno da dove possiamo svelare il mito prodotto dal lavoro de ensoñacion gruppale, o la situazione più manifesta di ciò che accade nel qui ed ora del gruppo ci può anche essa svelare il mito soggiacente, al solito perché c'è una pressione sull'attuale-manifesto dal lavoro di ensoñaciòn gruppale. Credo ci siano molti modi in cui il lavoro di ensoñacion poi si manifesti all'interno del gruppo, ma una di queste modalità è quella di mantenere parte dell'esperienza nel sistema inconscio gruppale. Così come non tutti i sogni vengono a galla ma non per questo ci serveno di meno, anche i miti alimentano la mente del gruppo così come mantengono funzionante e vitale la stessa funzione gamma. La storia di un gruppo è anche la storia dello sviluppo creativo della funzione gamma operante nel gruppo. Il fattore ensoñacion fornisce quegli elementi fondamentali, i miti, senza i quali un gruppo non può evolversi, trasformarsi né aspirare a cambiamenti significativi del gruppo stesso e dei suoi membri.
..."Il mito - dice F.Siracusano - è l'insieme delle esperienze umane vissute, fantasticate e create secondo moduli di pensiero che solo una mente primitiva ed ancora non soggiogata da rigide regole logiche si poteva permettere. Una mente primitiva plasticamente disposta a corrispondere a tutti gli stimoli che in uno stadio di continua iniziazione, costruivano comportamenti, modelli, strutture individuali e comunitarie e le visioni del mondo del futuro"(F. Siracusano, 2002).
Questa citazione ci fa molto riflettere sul fatto che un buon funsionamento gruppale dipende proprio dalla messa in moto del lavoro di ensoñacion, che si svolge in un piano di libertà ed apertura mentale, al di fuori di regole rigide ed ostacolanti. Come ho detto prima questo aspetto diventa centrale nell'esperienza gruppale. A volte su un piano più conscio a volte su un piano inconscio il fattore ensoñacion diventa il garante dell'esperienza, "il suo angelo custode".
Diamo adesso uno sguardo al mito: il mito è il modo di raccontare l'esperienza umana, di proteggerla, di farla evolvere. Lo stesso mito non è mai uguale a se stesso, come i sogni ricorrenti dove alcuni elementi cambiano e possono portarci ad una interpretazione nuova ed opposta ad altre precedenti. I miti rappresentano sopratutto una funzione del pensiero, una incognita, diverse vie percorribili di un mistero da svelare e sopratutto da affrontare. Il mito come il sogno è innanzi tutto un'esperienzia di conoscenza di sé e degli altri, del mentale e del reale, del mondo e delle cose. Il mito è l'aspetto fondante dell'esperienza umana e da essa nasce. Il mito rappresenta per il gruppo ciò che il sogno rappresenta per l'individuo, è la base stessa della nascita, sviluppo e trasformazione del pensiero.
Freud usa il mito di Edipo per indagare e conoscere, è in questo senso equiparabile al sogno.
I fenomeni di spostamento e condensazione, la atemporalità, alcuni significati non manifesti all' interno del mito, rendono sogni e miti molto vicini, entrambi usufruibili per diverse operazioni proprie del campo analitico. 
Conviene tuttavia ricordare alcune altre concordanze fondamentali, miti e sogni contengono e promuovono aspetti passionali, finzionali, simbolici e metaforici.
Nel mito, il tutto è in funzione delle parti e viceversa.
Alcuni autori pensano che ci sia un rapporto tra fantasia inconscia gruppale e mito; per questi autori la fantasia inconscia sarebbe il nucleo profondo da dove sorgono gli elementi che costruiscono il mito..."E' molto fattibile che da una stessa fantasia inconscia gruppale possano sorgere diversi miti..." (Usandivaras 1974-1984).
Credo sia molto utile ed interessante poter avvicinare al concetto di fantasia inconscia gruppale quello di fantasmi originari o fantasie originarie, così come proposto da Freud , al fine di dare più ampio respiro alla concettualizzazione. Trovo in questi due concetti una complementarietà e possiamo anche avvicinarli, per ciò che riguarda il gruppo, agli assunti di base teorizzati da Bion. A questo proposito E. Gaburri ed A. Ferro (1988) propongono una analogia tra fantasie originarie o primarie ed assunti di base, dove la fantasia primaria di seduzione (fiducia) è equiparabile all'assunto di base di dipendenza; la fantasia primaria di castrazione (persecuzione) si può paragonare all'assunto di base di attacco-fuga, e la fantasia primaria della scena primaria (speranza) corrisponderebbe all'assunto di base di accoppiamento (Corrente 1995).
Seguendo le idee di S. Freud sul mito di Edipo, potremmo pensare che l'opera di Sofocle sia anche il prodotto di una buona combinazione tra le funzioni alfa e gamma. Le trasformazioni, da parte dell'autore, di un sogno in mito e/o di un mito in sogno, dove la narrazione-opera trasmette un messaggio di profonda conoscenza umana nata in seno alla società greca. Sofocle è stato il "depositario" e poi l'interprete di alcune trasformazioni operate da quel gruppo sociale.
Queste opere attivavano particolari processi nelle rappresentazioni teatrali dell'antica Grecia - attraverso i riti comunitari che sono una delle funzioni del gruppo (Siracusano - La Torre, 2001) - dove il pubblico era il destinatario e "depositario" di questo sapere attraverso l'intensa partecipazione emozionale all'esperienza stessa.
Il pubblico allora faceva parte dell'esperienzia e non era solo mero spettatore, le opere venivano scritte tenendo conto di ciò, anzi, era proprio questo il motivo fondamentale che ispirava il poeta-scrittore.
Le rappresentazioni nel teatro greco avevano l'effetto, per dirla nel linguaggio proposto, di attivare la funzione gamma e così promuovere l'alfatizzazione nei partecipanti. Una comunanza (Ti koinon) dove far circolare terapia e conoscenza.
Sofocle, allora, poeta e narratore eccezionale ci evoca un altro mito, quello di Prometeo (K. Abraham, 1909): Colui che ruba il fuoco celeste, ne è il depositario, e lo porta alla terra, agli uomini che lui ha creato. Il fuoco, simbolo del calore vitale che provvede ai bisogni primari, simbolo delle origini, simbolo anche della sessualità.
Dai bisogni ai desideri, alla forza evocativa, conoscitiva e trasformativa del mito di Edipo.

BIBLIOGRAFIA

ABRAHAM K., (1909) - "Psicoanalisi del mito" Newton Compton Ed. Roma 1971
BION W.R., (1992) - "Cogitations" Armando Ed. 1996
BION W.R., (1962) - "Apprendere dall'esperienza" Armando 1979
BION W.R. (1971) - Esperienze nei gruppi. Armando,Roma.
BION W.R. (1973) - Trasformazioni. Armando,Roma.
BLEGER J., (1967) - "Simbiosi ed ambiguità" Paidós - Buenos Aires 1984
CORRAO F. (1981), - "Struttura pìoliadica e funzione gamma", in Gruppo e Funzione 
Analitica, Centro Ricerche di Gruppo "Il Pollaiolo", n° II - 2.
CORRAO F. (1992) - Modelli psicoanalitici - Mito, Passione, Memoria, Editori Laterza.
CORRENTE G. (1983), - "Microallucinazioni e sogno" in Gruppo e Funzione 
Analitica, Centro Ricerche di Gruppo "Il Pollaiolo", n° IV - 1.
CORRENTE G. (1995) - Nuvole di possibilità - iperbole e funzione gamma , 
Koinos - Gruppo e funzione analitica, Anno XVI, n° 2, Borla, Roma.s
CORRENTE G. (1996) - Percorsi del sogno nel piccolo gruppo , Koinos - 
Gruppo e funzione analitica, Anno XVII, n° 1, Borla, Roma.
CORRENTE G. (2001) - Complementarietà tra diverse funzioni della mente:
Alfa dell'individupo e Gamma del gruppo" - Koinos - Gruppo e Funzione Analitica' - Anno XXII, N° 1-2 Borla
CORRENTE G. (2002) - Funzione Gamma, sogno e mito "Il racconto della Mente -
il mito nella relazione psicoanalitica" a cura di Riccardo Romano - Ed. Dedalo, Bari
FREUD S. (1899), L'interpretazione dei sogni, Boringhieri 1967.
FREUD. S. (1921) - Psicologia delle masse e analisi dell'Io - Freud Opere
vol. IX - Boringhieri 1977 - Torino.
GABURRI E., FERRO A. (1988) Gli sviluppi kleiniani e Bion In: Trattato di 
psicoanalisi, vol.1, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1988.
GRUPO SYGMA, (2001) "Rêverie gruppale: una funzione possibile?" Koinos - 
Gruppo e Funzione Analitica, Anno XXII, N°1-2, Borla
LAPLANCHE J., PONTALIS J.-B. (1968) Enciclopedia della psicoanalisi, Universale 
Laterza
NERI C., (1982) - "Gruppo Û_Individuo" - Gruppo e Funzione Analitica,
Anno III n°2
RIOLO F., (1983), Sogno e toria della conoscenza in psicoanalisi, in Rivista di 
Psicoanalisi, Il Pensiero Scientifico, N° 3.
SIRACUSANO F. - LA TORRE D., (2001), "La parola, il rito e il gruppo" - Koinos
Gruppo e Funzione Analitica, Anno XXII - N°1-2, Borla
SIRACUSANO F. - (2002) - Prefazione "Il racconto della Mente - il mito nella 
relazione psicoanalitica" - a cura di Riccardo Romano - Ed. Dedalo, Bari
SOR D. - SENET R., (1993) - 'Fanatismo" - Ananké - Chile 1993
USANDIVARAS R. J. - (1974), Grupo y mito, Acta psiquiàt. psicol. Amér. lat., 
20,161.
USANDIVARAS R. J. - (1984), Lider, Detective y Chaman Ed. Docencia.

 



 

. 

Funzione Gamma copyright © 2005 -Designed by Walter Iacobelli