In
un setting gruppale di cura, la discontinuità e le assenze:
quale comunicazione?
di
Monica Mambelli
Il
gruppo psicoterapeutico ambulatoriale, a tempo determinato,che
sarà oggetto di osservazione e ricerca clinica relativamente
allargomento sopra citato, è formato da sei pazienti
e da me condotto nel Centro Salute Mentale dellAUSL di
Forlì.
Si tratta di un gruppo omogeneo formato da persone che, pur
con sintomi diversi, presentano difficoltà relazionali
e, quindi, come dice Corbella nellintroduzione ai nostri
lavori, lomogeneità è data dallaspettativa
trasformativa da tutti condivisa e tesa anche a portare un cambiamento
evolutivo. I partecipanti al gruppo, per diversi motivi, hanno
dovuto lasciare le città o i Paesi e le famiglie di origine.
Questo ha creato in loro grosse sofferenze e difficoltà
di adattamento che, in particolare, allinterno dei rapporti
interpersonali si esprimono con una forte tendenza alla chiusura
e al ritiro. Si tratta di famiglie che presentano uno stile
relazionale nel quale le emozioni vengono difficilmente espresse.
Quindi siamo di fronte a pazienti con fragilità narcisistica,
problemi di dipendenza e con disturbi di personalità.
Le cause affondano le radici in una famiglia di origine che
ha reso accidentato il percorso di separazione-individuazione
generando, come ben esprime Corbella, un mondo psichico incompiuto
bisognoso della presenza concreta degli oggetti esterni.
Quanto più il terapeuta è in grado di accogliere
nella sua mente e tollerare gli aspetti di discontinuità,
assenza, ambivalenza e di assumersi la responsabilità
di pensare per il gruppo e con il gruppo,tanto più lassenza
diventa pensabile e significativa.
Pertanto le assenze, accolte come possibili forme di comunicazione,
ci possono aiutare a comprendere la complessità di significati
legati alla discontinuità nel processo di cura, non solo
come elementi negativi e di intralcio al buon funzionamento
del gruppo,bensì come movimenti che possono aiutare il
terapeuta e il gruppo a riconoscere la fatica di affrontare
una fase di passaggio e di trasformazione.
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A GIORNATA DI STUDIO FIRENZE